LINWOOD BARCLAY.

SENZA DIRSI ADDIO.


Titolo originale: No Time for Goodbye.
Traduzione di: Barbara Murgia.

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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Ci sono fatti che segnano la vita. Una mattina ti svegli. In casa regna un silenzio mortale. E la
tua famiglia  scomparsa senza lasciare traccia.
E ci che capita a Cynthia Bigge il giorno in cui, dopo una bravata adolescenziale e una lite
notturna con i genitori, scopre al risveglio che sua madre, suo padre e suo fratello sono spariti.
Anche se le successive indagini non portano ad alcun risultato, Cynthia non smette di chiedersi
cosa sia successo alla sua famiglia.
Tanto che, venticinque anni dopo, ormai sposata con Terry e madre di una bambina, partecipa a
un programma televisivo che si occupa di casi irrisolti.
Poco dopo cominciano ad arrivare telefonate e lettere misteriose. Poi Cynthia sospetta di essere
pedinata, crede di riconoscere suo fratello tra la folla di un supermercato e sostiene che sul tavolino del
salotto sia comparso un cappello appartenuto a suo padre.
La polizia non prende sul serio le sue affermazioni, e persino il marito sospetta che la tensione
le stia giocando brutti scherzi. Finch la situazione precipita e Terry si convince finalmente che il
mistero del passato sia diventato un pericolo reale anche nel presente. Forse la sparizione dei Bigge
nascondeva un segreto. E ora, per non farlo emergere, c' chi non esita a spargere altro sangue.
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L'Autore.
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LINWOOD BARCLAY, nato negli Stati Uniti, vive in Canada dall'et di tre anni. A sedici anni, dopo la
morte del padre, ha iniziato a lavorare nel camping di famiglia, un'esperienza che ha poi raccontato nel
suo primo libro. Dopo una laurea in Lettere, si  dedicato al giornalismo e per anni ha tenuto una
rubrica fissa a sfondo satirico sul Toronto Star. Vive a Toronto con la moglie e i due figli.
Senza dirsi addio, il suo primo thriller dopo alcuni saggi e una serie di mystery, ha riscosso uno
straordinario successo.
Tradotto in diciannove paesi,  stato a lungo in cima alle classifiche internazionali, soprattutto
in Germania e in Inghilterra, dove in pochi mesi ha gi venduto pi di 750.000 copie ed  stato
selezionato come miglior libro dal Richard&Judy Book Club, il pi influente club di lettori e talk show
inglese.
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A mia moglie Neetha.
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Maggio 1983.
Quando Cynthia apr gli occhi quella mattina, la casa era talmente avvolta nel silenzio che per
un attimo pens che fosse sabato.
Magari!
Avrebbe dato non so cosa perch fosse sabato, o perlomeno un qualsiasi altro giorno fuorch
uno di scuola. Lo stomaco faceva ancora le capriole, si sentiva la testa impastata di cemento, e doveva
compiere un certo sforzo perch non le si staccasse dal collo.
Accidenti, che cavolo c'era nel cestino della carta accanto al letto? Non ricordava neppure di
aver vomitato durante la notte, ma in caso le servissero delle prove, eccole l, ben in mostra.
Era la prima cosa di cui occuparsi prima che entrassero i suoi. Cynthia si tir in piedi a fatica,
ancora incerta sulle gambe, afferr il contenitore di plastica con una mano e con l'altra dischiuse l'uscio
di pochi centimetri. Non vedendo nessuno in corridoio, super di soppiatto la porta aperta della stanza
di suo fratello, poi quella dei suoi, e scivol in bagno, chiudendosi a chiave.
Svuot il cestino nel water, lo risciacqu nella vasca e lanci distrattamente un'occhiata allo
specchio. Allora era quella la faccia di una quattordicenne afflitta da un terribile doposbornia.
Di certo non era un bello spettacolo Ricordava a stento cosa avevano bevuto la sera prima.
Vince aveva sgraffignato da casa un paio di lattine di Bud, poi vodka, gin e una bottiglia di vino rosso
gi aperta. Lei gli aveva promesso di rubare un po' di rum da suo padre, ma all'ultimo momento le era
mancato il coraggio.
C'era un particolare che la disturbava. Qualcosa riguardo alle camere.
Si sciacqu il viso con l'acqua fredda e si asciug. Poi fece un profondo respiro e cerc di darsi
un contegno, in caso sua madre la stesse aspettando dietro la porta del bagno.
Non c'era. Nessuno in vista.
A piedi nudi sulla moquette, Cynthia si diresse nuovamente verso la sua camera, tappezzata di
poster dei Kiss e di altri gruppi di sconvolti che facevano saltare la mosca al naso ai suoi genitori.
Lungo il corridoio lanci un'occhiata nella stanza di suo fratello Todd e poi in quella dei genitori. I letti
erano rifatti. Sua madre di solito non saliva a rifarli fino a tarda mattinata; quanto a Todd, lui il suo non
lo rifaceva mai, tanto la mamma gliela faceva sempre passare liscia. Invece quella mattina i letti erano
gi tutti rifatti, come se non ci avessero neanche dormito.
Cynthia fu colta da un'ondata di panico. Era in ritardo per la scuola? Ma che ora era?
Dal punto in cui si trovava riusc a scorgere la sveglia di Todd sul comodino: dieci alle otto.
Mancavano trenta minuti abbondanti all'ora in cui di solito usciva di casa.
L'abitazione era avvolta nel silenzio.
Normalmente a quell'ora sentiva gi i genitori armeggiare in cucina. Anche se non li udiva
parlare fra di loro, cosa che capitava spesso, avvertiva il cigolio della porta del frigo, la spatola che
raschiava il fondo della padella, l'acciottolio dei piatti nel lavello. Qualcuno, di solito suo padre, che
sfogliava le pagine del giornale borbottando e commentando le notizie.
Strano.
And in camera e chiuse la porta. "Calma" si disse. "Una cosa alla volta. Scendi a fare
colazione come se niente fosse.
Fingi che ieri sera non ci sia stata nessuna piazzata. Che tuo padre non ti abbia trascinata fuori
dalla macchina del tuo ragazzo pi grande di te, per riportarti a casa."
Gett uno sguardo al libro di matematica aperto sulla scrivania.
La sera precedente, era riuscita a fare solo met degli esercizi di verifica prima di uscire,
spergiurando a se stessa che l'indomani mattina si sarebbe alzata presto per finirli.
S, come no.
A quell'ora Todd di solito era in giro per casa a fare un fracasso infernale, entrando e uscendo
dal bagno, pompando i Led Zeppelin a tutto volume, urlando in cima alle scale per chiedere alla madre
dove fossero i jeans puliti, oppure aspettando di passare davanti alla porta di Cynthia per ruttare.
Non ricordava di avergli sentito dire che andava a scuola presto, ma del resto perch avrebbe
dovuto avvisarla? Non andavano quasi mai a scuola insieme. Per il fratello era solo una sfigata del
primo anno, anche se Cynthia ce la metteva tutta per darsi un tono prendendo il peggio da lui. "Vedr,
adesso che gli dico che mi sono ubriacata di brutto" si disse.
No, calma, quello sarebbe stato capace di fare la spia non appena si fosse trovato nei guai e
avesse avuto bisogno di riconquistare punti.
Okay, forse Todd era dovuto andare a scuola presto, ma dov'erano finiti mamma e pap?
Magari pap era partito per lavoro, prima dell'alba. Era sempre in viaggio, chi riusciva a stargli dietro?
Peccato non fosse via per lavoro anche la sera prima
E la mamma, forse aveva accompagnato Todd a scuola, chi lo sa?
Cynthia si vest. Jeans, una felpa. Si trucc. Solo un po'.
Non voleva avere proprio un'aria di merda, ma neanche dare alla madre il pretesto per attaccare
con la solita solfa del "Ti sembra questo il modo di conciarti per andare a scuola?".
Arrivata in cucina, indugi perplessa sulla soglia.
Niente cereali, succo di frutta o caff. Niente piatti n fette nel tostapane, niente tazze. Nessuna
scodella nel lavandino con residui di latte e Rice Krispies ammollati. La cucina era linda e pulita,
proprio come quando sua madre l'aveva rigovernata dopo cena la sera prima.
Cynthia si guard attorno in cerca di un biglietto. Sua madre lasciava sempre biglietti quando
usciva. Persino quando era arrabbiata. A volte scriveva solo "Oggi te la devi cavare da sola" oppure
"Fatti due uova, devo accompagnare Todd" o ancora "Torno pi tardi". Se era arrabbiata, tutt'al pi
invece di firmarsi "Baci, mamma" scriveva solo "B. Mamma".
Nessun biglietto.
Cynthia si fece coraggio e grid: Mamma?. La voce echeggi nella casa vuota, facendole uno
strano effetto. Forse per la sensazione strisciante che stava facendosi strada dentro di lei e che si
rifiutava di ammettere.
Quando sua madre non rispose, riprov con Pap?. Di nuovo silenzio.
Forse era questa la punizione, ipotizz. Questa volta li aveva fatti davvero incazzare, li aveva
delusi e ora la ripagavano comportandosi come se non esistesse. La tortura del silenzio moltiplicata per
mille.
Okay, il silenzio lo poteva gestire. Sempre meglio di una bella scenata di prima mattina.
Non era sicura di riuscire a buttare gi qualcosa per colazione, perci afferr i libri che le
servivano e si diresse alla porta.
Il Journal Courier, tenuto insieme da elastici, giaceva arrotolato come un ciocco di legna sul
primo gradino.
Cynthia lo tolse di mezzo con il piede, soprapensiero, e si avvi a grandi passi lungo il vialetto
d'accesso, deserto (mancavano sia la Dodge del padre sia la Ford Escort della madre) in direzione della
Milford South High School. Doveva riuscire a trovare suo fratello, cos si sarebbe fatta dire cosa stava
succedendo e in quale casino si fosse cacciata.
"Uno bello grande" ipotizz.
Tanto per cominciare non aveva rispettato il coprifuoco, per di pi durante un giorno della
settimana; e poi, sempre quella sera, c'era stata la telefonata della professoressa Asphodel che le aveva
annunciato la bocciatura nel caso non avesse consegnato il compito di letteratura inglese. Cos aveva
detto ai suoi che andava a casa di Pam per studiare e che Pam l'avrebbe aiutata a rimettersi in pari con il
programma di letteratura, bench fosse una materia stupida e priva di senso, e i suoi avevano detto
okay, ma devi essere a casa per le otto.
Ma dai! aveva protestato. Cos non ho tempo per fare niente; volete proprio che sia
bocciata? E questo che volete?
Le otto aveva ripetuto suo padre, non un minuto di pi.
"Be', fanculo" aveva pensato. Sarebbe rientrata quando sarebbe rientrata.
Quando Cynthia non si era presentata per le otto e un quarto, sua madre aveva telefonato a casa
di Pam e aveva parlato con la madre. Salve, sono Patricia Bigge, la mamma di Cynthia. Posso parlare
con Cynthia per favore? La madre di Pam aveva risposto qualcosa del tipo: Eh?.
Non solo Cynthia non era a casa loro, ma non c'era neanche Pam.
Era stato a quel punto che suo padre aveva indossato il suo Fedora sbiadito, senza cui non
faceva neanche un passo, era salito sulla Dodge e aveva iniziato ad aggirarsi per il quartiere alla sua
ricerca. Sospettava che fosse con Vince Fleming, uno del terzo anno che aveva gi la patente e se ne
andava in giro con una Mustang rossa arrugginita del 1970. Clayton e Patricia Bigge certo non
stravedevano per lui. Un ragazzo difficile, famiglia problematica, cattiva influenza. Una sera Cynthia
aveva sentito i suoi genitori parlare del padre di Vince, qualcosa a proposito del fatto che fosse un
mezzo delinquente o roba del genere, ma aveva pensato fossero tutte stronzate.
Era stata pura sfortuna che suo padre adocchiasse la macchina in fondo al parcheggio del
Connecticut Post Mail, sulla Post Road, poco lontano dai cinema. La Mustang era parcheggiata con il
muso infuori e suo padre aveva fermato la Dodge proprio di fronte, bloccando qualunque tentativo di
fuga. Cynthia aveva capito che si trattava di lui non appena aveva visto il cappello Fedora.
Merda aveva mormorato. Meno male che non era arrivato un paio di minuti prima, mentre
stavano pomiciando, o quando Vince le aveva fatto vedere il suo nuovo coltello.
Pazzesco: premevi il bottoncino e zac! Quindici centimetri di acciaio scattavano fuori di colpo.
Vince se lo era appoggiato in grembo, muovendolo avanti e indietro e sogghignando, come se si
trattasse di qualcos'altro. Cynthia lo aveva preso e aveva fatto finta di affettare l'aria davanti a s,
ridacchiando.
Attenta le aveva detto Vince. Quell'arnese  pericoloso.
Clayton Bigge aveva marciato diretto verso la portiera del passeggero e l'aveva spalancata. La
porta aveva cigolato sui cardini arrugginiti.
Ehi, amico, fa' attenzione! aveva esclamato Vince, che non aveva pi in mano il coltello, ma
un altrettanto pericolosa bottiglia di birra.
Non chiamarmi "amico" aveva risposto suo padre, prendendo Cynthia per un braccio e
trascinandola verso la Dodge.
Dannazione, puzzi di alcol! aveva sbraitato.
Cynthia avrebbe voluto sprofondare dalla vergogna.
Non lo aveva guardato, n gli aveva rivolto la parola, neanche quando lui aveva attaccato con la
solita solfa: non faceva altro che creare problemi, se non si fosse rimessa in riga si sarebbe rovinata la
vita, ma dove avevano sbagliato, volevano solo il suo bene, bla bla bla Eppure, persino quando era
incazzato guidava come se dovesse sostenere l'esame di scuola guida, senza mai superare i limiti di
velocit, mettendo sempre la freccia. Quell'uomo era incredibile.
Quando si erano infilati nel viale d'accesso, Cynthia era balzata fuori prima ancora che l'auto si
fermasse del tutto, buttandosi in casa e schivando la madre, che se ne stava l in piedi con l'aria pi
preoccupata che arrabbiata. Cynthia! Ma dove?
L'aveva dribblata, furente, ed era corsa in camera sua. Dal piano di sotto suo padre le aveva
urlato: Torna subito qui! Non abbiamo ancora finito!.
Vorrei che fossi morto! aveva urlato lei di rimando, e aveva sbattuto la porta.
Era tutto ci che riusciva a ricordare, pens mentre si avviava verso la scuola. Il resto della
serata era come avvolto nella nebbia.
Ricordava di essere rimasta seduta sul letto, con la testa che girava. Troppo stanca per sentirsi
imbarazzata. Aveva deciso di sdraiarsi, pensando che avrebbe affrontato la realt la mattina dopo, a
distanza di dieci ore buone.
Un sacco di cose potevano succedere prima di mattina.
A un certo punto, galleggiando in una specie di dormiveglia, le era sembrato di udire qualcuno
alla porta. Qualcuno che esitava, incerto se aprirla o meno.
Poi, pi tardi, le era sembrato di sentirlo ancora.
Si era alzata per vedere chi fosse? Se lo domand mentre giungeva in vista dell'edificio
scolastico. Aveva cercato di tirarsi fuori dal letto? Non riusciva proprio a ricordare.
Il fatto era che si sentiva in colpa. Aveva infranto praticamente ogni regola in una sola notte. A
cominciare dalla bugia sul fatto di essere andata da Pam. Pam era la sua migliore amica, una di casa,
che dormiva da loro quasi ogni fine settimana.
La madre di Cynthia le era affezionata, si fidava di lei.
Usandola come paravento, Cynthia aveva creduto di guadagnare un po' di tempo; non pensava
che, non vedendola arrivare, sua madre avrebbe subito chiamato da Pam. Davvero un piano grandioso.
Se solo le sue colpe fossero finite l Aveva infranto il coprifuoco.
Pomiciato in macchina con un ragazzo. Uno di diciassette anni. Un ragazzo che si mormorava
avesse rotto le finestre della scuola l'anno prima e avesse "preso in prestito" l'auto di un vicino per una
scorribanda in citt.
I suoi, in fin dei conti, non erano poi tanto male, di solito.
Specialmente la mamma. Suo padre, merda, anche lui non era male, quando era a casa.
Forse Todd aveva avuto bisogno di un passaggio a scuola.
Magari aveva un compito in classe, era in ritardo, e sua madre gli aveva dato uno strappo, per
poi passare al supermercato.
O da Howard Johnson's per un caff. Lo faceva, ogni tanto.
L'ora di storia fu un incubo. La seconda di matematica ancora peggio. Non riusciva a
concentrarsi, la testa le faceva ancora male.
Com' andata con gli esercizi di verifica, Cynthia? le chiese il professore di matematica. Non
os neanche guardarlo in faccia.
Poco prima di pranzo, vide Pam. Se decidi di dire a tua madre che sei a casa mia, ti
spiacerebbe informarmi almeno? la redargu l'amica. Cos magari mi invento qualcosa per coprirti,
che ne dici?
Scusa mormor Cynthia. Tua madre si  arrabbiata?
Quando sono tornata a casa rispose Pam.
A pranzo Cynthia scivol fuori dalla mensa, si avvicin al telefono a gettoni e compose il
numero di casa. Avrebbe detto a sua madre che le dispiaceva. Davvero, davvero tanto. E poi le avrebbe
chiesto se poteva tornare a casa, che si sentiva poco bene. Sua madre si sarebbe presa cura di lei. Non
avrebbe potuto tenerle il broncio se stava male. Le avrebbe fatto il brodo.
Dopo quindici squilli Cynthia riappese. Poi pens di aver fatto il numero sbagliato. Riprov,
ancora nessuna risposta.
Non aveva il numero di lavoro del padre. Lui era sempre in viaggio. Dovevano sempre aspettare
che si facesse vivo.
Era ferma davanti a scuola con alcune amiche, quando Vince Fleming si accost sulla Mustang.
Mi spiace per il casino di ieri sera le disse. Cavolo, tuo padre  davvero un bel tipo.
S, be' mormor Cynthia.
Allora che  successo quando sei tornata a casa? le chiese.
C'era qualcosa di strano nel modo in cui lo disse, come se sapesse gi la risposta. Cynthia si
strinse nelle spalle e scosse il capo, non ne voleva parlare.
Dov' tuo fratello oggi? le chiese ancora Vince.
Che cosa? fece Cynthia.
Todd  rimasto a casa? Sta male?
Nessuno aveva visto Todd a scuola. Vince le spieg di averlo cercato per chiedergli in che razza
di guai fosse finita, se era stata messa in castigo, perch sperava di uscire con lei venerd o sabato. Il
suo amico Kyle gli avrebbe procurato della birra, sarebbero potuti andare in quel posto in cima alla
collina, magari starsene un po' in macchina a guardare le stelle, no?
Cynthia corse a casa. Non chiese un passaggio a Vince, bench il ragazzo fosse proprio l a
disposizione. Non pass dall'ufficio del preside per chiedere il permesso di uscire prima. Corse a
perdifiato, pensando a ogni falcata: "Ti prego, ti prego, fa' che ci sia la macchina, fa' che ci sia la
macchina".
Ma quando volt l'angolo fra la Pumpkin Delight Road e la Hickory e apparve la sua casa a due
piani, la Escort gialla di sua madre non c'era. Entrando la chiam comunque, con quel poco di fiato
rimasto. Poi tent anche con suo fratello.
Cominci a tremare, poi si costrinse a calmarsi.
Non aveva senso. Per quanto fossero infuriati, i suoi non le avrebbero mai fatto questo, giusto?
Andarsene cos? Senza dirle niente? Portandosi dietro Todd?
Cynthia and a suonare alla porta dei Jamison, sentendosi una sciocca. Probabilmente c'era una
spiegazione logica per l'accaduto, un appuntamento dal dentista o qualcos'altro che aveva dimenticato,
e sua madre sarebbe comparsa sul viale d'accesso da un momento all'altro. Cynthia avrebbe fatto la
figura dell'idiota completa, ma non importava.
Cominci a farfugliare qualcosa, non appena la signora Jamison apr la porta. Quando si era
svegliata non c'era nessuno in casa e Todd non si era fatto vedere a scuola e sua madre non era ancora
ritornata
La signora Jamison le disse di stare tranquilla, che sicuramente la mamma era fuori a fare spese.
La riaccompagn a casa, occhieggiando stupita il giornale che non era stato raccolto.
Insieme controllarono al piano di sopra, in garage e poi anche nel giardino sul retro.
Certo  strano ammise la signora Jamison. Non sapeva bene cosa pensare, perci, pur con
qualche perplessit, chiam la polizia di Milford.
Mandarono un agente, che non aveva affatto l'aria preoccupata.
Ma nel giro di poco tempo la casa cominci a pullulare di poliziotti, arrivarono altre pattuglie e
prima di sera c'erano agenti dappertutto. Cynthia li sent fornire per telefono la descrizione delle due
macchine e poi telefonare all'ospedale di Milford. Poi presero a bussare a ogni porta del vicinato per
chiedere informazioni.
Sei sicura che non abbiano accennato a qualche impegno? le chiese il tizio che non era in
uniforme come gli altri poliziotti e aveva l'aria di un detective. Findley, o Finlay.
Pensava forse che si fosse dimenticata una cosa del genere e che improvvisamente esclamasse:
"Oh, s, ora mi ricordo!
Sono andati a far visita alla sorella di mia madre, la zia Tess!"?
Perch vedi, prosegu il detective a quanto pare non hanno fatto i bagagli. Tutti i vestiti sono
nell'armadio e le valigie nel seminterrato.
Poi le fece un sacco di domande. Quando li aveva visti per l'ultima volta? Quando era andata a
letto? Chi era il ragazzo con cui era uscita? Cynthia cerc di rispondere come meglio poteva,
ammettendo persino di essersi ubriacata e di aver litigato con i suoi la sera prima, senza per accennare
a quanto fosse stato spiacevole lo scontro. Raccont anche di avere urlato a suo padre che avrebbe
voluto vederlo morto.
Il detective fu abbastanza gentile, ma non le fece le domande che Cynthia stessa si poneva.
Perch i genitori e suo fratello erano scomparsi? Dov'erano andati? E perch non l'avevano portata con
s?
D'improvviso, con una specie di frenesia, aveva cominciato a mettere a soqquadro la cucina,
sollevando sottopiatti, spostando il tostapane, guardando sotto le sedie, sbirciando nell'intercapedine fra
la cucina e il muro, con le lacrime che le rigavano il volto.
Che succede, tesoro? le chiese il detective. Che stai facendo?
Dov' il biglietto? domand Cynthia con sguardo supplichevole.
Mia madre non esce mai senza lasciare un biglietto.
Capitolo 1
Cynthia era in piedi davanti alla villetta a due piani sulla Hickory. Non era la prima volta che
rivedeva la sua casa d'infanzia negli ultimi venticinque anni. Viveva ancora a Milford.
Ogni tanto ci passava davanti in macchina. Una volta, prima che ci sposassimo, aveva rallentato
brevemente, per farmela vedere.
Eccola aveva mormorato, prima di proseguire. Ma raramente si fermava. E se lo faceva, non
scendeva mai dalla macchina. Non si era mai messa sul marciapiede a fissarla.
E di sicuro ne era passato di tempo dall'ultima volta in cui aveva oltrepassato quella soglia.
Cynthia sembrava paralizzata, incapace di fare anche un solo passo. Avrei voluto avvicinarmi e
accompagnarla fino alla porta.
Il viale d'accesso era lungo appena una decina di metri, ma portava indietro di un quarto di
secolo. Certo le mie erano solo supposizioni. Per Cynthia doveva essere come guardare attraverso un
binocolo rovesciato: potevi camminare tutto il giorno e non arrivare mai a destinazione.
Ma rimasi dov'ero, dall'altra parte della strada, fissandole la schiena e i corti capelli rossi.
Avevo avuto disposizioni precise.
Cynthia era immobile, in attesa del permesso per avvicinarsi.
Che arriv puntuale.
Tutto bene, signora Archer? Si incammini verso la casa. Non troppo veloce. Un po' esitante,
come se entrasse per la prima volta da quando aveva quattordici anni.
Cynthia si volt a guardare la donna in jeans e scarpe da ginnastica, la coda di cavallo infilata
nell'apertura posteriore di un cappellino da baseball. Una delle tre assistenti di produzione.
 la prima volta obiett.
S, s, non guardi verso di me esclam Coda-di-cavallo.
Guardi la casa e si incammini lungo il vialetto, tornando indietro con il pensiero di venticinque
anni, quando tutto  accaduto, d'accordo?
Cynthia mi lanci un'occhiata dall'altra parte della strada e mi fece una smorfia. Ricambiai con
un pallido sorriso, una specie di reciproco "che ci vuoi fare?".
Si incammin lungo il vialetto d'accesso, lentamente. Se non ci fossero state le telecamere
puntate, si sarebbe avvicinata in quel modo? Probabile. Ma ora i suoi movimenti sembravano falsi,
forzati.
Sal i gradini di casa e, mentre allungava la mano verso la porta, riuscii a scorgerne il tremito.
Un'emozione sincera, che, con ogni probabilit, la telecamera non sarebbe riuscita a cogliere.
Era sul punto di girare il pomello e aprire, quando Coda-di-cavallo grid: Stop! Ferma cos!.
Poi, rivolta al cameraman:
Okay, sistemiamo le telecamere dentro e riprendiamo l'entrata!.
State scherzando! esclamai a voce abbastanza alta da farmi sentire dalla troupe, pi o meno
una mezza dozzina di persone, nonch da Paula Malloy, sorriso a trentadue denti e abiti firmati Donna
Karan, responsabile della trasmissione che curava anche il commento fuori campo.
Signor Archer disse quest'ultima avvicinandosi con le mani tese a stringermi entrambe le
braccia, l'inconfondibile tocco alla Malloy. Va tutto bene?
Come potete farle una cosa del genere? esclamai. Mia moglie entra l dentro per la prima
volta da quando la sua famiglia  svanita nel nulla e tutto quel che sapete fare  urlare "Stop"?
Terry ribatt lei, avvicinandosi con fare insinuante. Posso chiamarla Terry?
Non risposi.
Terry, mi spiace, dobbiamo posizionare le telecamere all'interno e vogliamo che lo sguardo di
Cynthia quando entrer in casa dopo tutti questi anni sia genuino. Vogliamo una ripresa onesta. Penso
siate d'accordo anche voi.
Questa era bella. Che proprio la conduttrice di Deadline giocasse la carta dell'onest, quando il
suo programma, se non andava a ripescare bizzarri e insoluti crimini del passato, era sempre a caccia
dell'ultima celebrit alla guida in stato di ubriachezza, o della pop star che si era dimenticata di
allacciare la cintura di sicurezza al proprio bambino.
Ma certo risposi stancamente, pensando che la posta in gioco era troppo alta. Dopo tutti
questi anni, avere una certa visibilit in tv poteva solo essere d'aiuto a Cynthia. Ma s, come volete.
Paula fece balenare la perfetta dentatura e riattravers frettolosamente la strada, con i tacchi alti
che echeggiavano sul selciato. Avevo fatto del mio meglio per starmene in disparte da quando io e
Cynthia eravamo arrivati sul posto. Mi ero preso una giornata di permesso da scuola. Rolly Carruthers,
mio preside nonch mio amico di vecchia data, sapeva quanto fosse importante per Cynthia, e mi aveva
trovato un supplente per il corso di scrittura creativa. Cynthia si era presa un giorno libero da Pamela's,
il negozio di abbigliamento in cui lavorava. Lungo il percorso avevamo accompagnato a scuola Grace,
la nostra bambina di otto anni. Grace moriva dalla voglia di vedere un set televisivo, ma per il
momento la sua curiosit non sarebbe stata soddisfatta, non a prezzo della tragedia personale di sua
madre.
Gli attuali proprietari della casa, una coppia in pensione che si era trasferita da Hartford una
decina di anni prima per essere pi vicina alla barca ancorata nel porto di Milford, erano stati pagati dai
produttori per stare fuori tutto il giorno e garantire libero accesso alla casa. Erano stati tolti
soprammobili e foto personali, cercando di rendere l'abitazione, se non uguale ai tempi in cui ci viveva
Cynthia, perlomeno il pi neutra possibile.
Prima di partire per la giornata di vela, i proprietari erano stati intervistati sul prato di fronte a
casa.
Marito: E difficile immaginare cosa sia veramente successo in questa casa all'epoca. A volte
viene da chiedersi se non siano stati tutti fatti a pezzi nello scantinato.
Moglie: Talvolta mi sembra di sentire delle voci, sapete? Come se il loro fantasma si aggirasse
ancora per casa. Sono seduta al tavolo della cucina e sento un brivido lungo la schiena, come se magari
la madre, il padre o il ragazzo mi passassero accanto.
Marito: Quando abbiamo comprato la casa, non sapevamo neanche della tragedia. Chi l'aveva
comprata dalla ragazza l'aveva rivenduta, poi l'abbiamo comprata noi, ma quando abbiamo scoperto
quel che era successo, leggendo un articolo alla biblioteca di Milford, non abbiamo potuto fare a meno
di chiederci perch lei fosse stata risparmiata. Ecco, ci  sembrato tutto un po' strano, non trovate anche
voi?.
Cynthia, che osservava la ripresa dietro l'angolo di un camper della troupe, aveva esclamato:
Come, scusi? Cosa vorrebbe insinuare?.
Uno della troupe si era voltato di scatto, sibilando Sssh, ma Cynthia non era proprio nello
stato d'animo di accettare reprimende. Non provare a zittirmi, pezzo di merda aveva ribattuto. Poi si
era nuovamente rivolta all'anziano: Cosa vorresti insinuare?.
L'uomo si era girato a guardarla, sconcertato. Non aveva idea che la persona di cui stava
parlando fosse l. L'assistente con la coda di cavallo aveva preso Cynthia per il gomito, sospingendola
gentilmente ma con fermezza verso il retro del camper.
Ma che stronzate sono queste? aveva sbraitato Cynthia.
Cosa voleva insinuare quello? Che io c'entri qualcosa con la scomparsa della mia famiglia? Ne
ho abbastanza di tutta questa merda
Non faccia caso a lui aveva ribattuto Paula Malloy.
Avevate detto che lo scopo del programma era quello di aiutarmi. Aiutarmi a scoprire cos'
successo. E l'unica ragione per cui ho accettato. Trasmetterete quel che ha detto? Cosa penser la gente
quando sentir un commento del genere?
Non si preoccupi l'aveva assicurata la Malloy. Non useremo quell'intervista.
Probabilmente temevano che Cynthia li piantasse in asso ancor prima di iniziare le riprese,
perci si erano sprecati in promesse e blandizie, assicurandole che una volta andato in onda il
programma, qualcuno in possesso di informazioni si sarebbe di sicuro fatto vivo. Succedeva in
continuazione, avevano affermato. Avevano chiuso casi che per la polizia erano irrisolti da anni.
Persuasa Cynthia delle loro intenzioni pi che rispettabili e allontanati i due vecchi coniugi, il
programma era proseguito.
Seguii due cameraman in casa e poi mi levai di torno, mentre quelli si posizionavano per
riprendere da differenti angolazioni il senso di apprensione e dj-vu sul viso di Cynthia.
Di certo, una volta in sala produzione, si sarebbe proceduto a un montaggio veloce, magari
avrebbero anche sgranato l'immagine, scavando a fondo nel loro cappello a cilindro di trucchi per
rendere pi drammatico un evento che gli autori televisivi del passato avrebbero considerato
drammatico in s.
Condussero Cynthia al piano di sopra, nella sua vecchia camera.
Lei aveva un'aria stordita. Per riprendere il suo ingresso dovettero ripetere la scena due volte.
La prima, il cameraman si posizion nella stanza, dietro la porta chiusa, per riprendere l'ingresso
titubante di Cynthia. La seconda, si mise nel corridoio, per riprenderla di spalle. Probabilmente
avrebbero usato un grandangolare, o qualcosa di simile per rendere la scena pi sinistra e dare l'idea
che dietro la porta chiusa ci fosse Jason Vorhees con la maschera bucherellata di Venerd 13.
Paula Malloy, che aveva iniziato la scalata degli studi televisivi presentando il meteo, si fece
ritoccare il trucco e risistemare i capelli biondi. Poi quelli della produzione agganciarono dei piccoli
microfoni alla sua gonna e a quella di Cynthia, facendo passare il filo sotto la camicetta e pinzandolo
poco sotto il colletto. Paula lasci che la sua spalla sfiorasse quella di Cynthia, come se fossero due
vecchie amiche perse nei ricordi, in questo caso dei brutti tempi andati.
Mentre entravano in cucina, con le telecamere in azione, Paula chiese: Che cosa hai pensato in
quel momento?. Cynthia sembrava immersa in un sogno. In casa non si sentiva nessun rumore, tuo
fratello di sopra non c'era, sei scesa di sotto, in cucina, e non hai trovato alcun segno di vita
Non capivo cosa stesse succedendo rispose Cynthia a bassa voce. Pensavo che fossero usciti
tutti di buon'ora. Che mio padre fosse andato al lavoro, che mia madre avesse accompagnato mio
fratello a scuola. Pensavo fossero arrabbiati con me perch mi ero comportata male la sera prima.
Eri un'adolescente problematica? chiese Paula.
Avevo i miei brutti momenti. La sera prima ero uscita con un ragazzo che ai miei non
piaceva e avevo bevuto pi del dovuto. Ma non ero come certi ragazzi Voglio dire, volevo bene ai
miei genitori La voce le si incrin. E penso che anche loro me ne vogliano.
Dalle deposizioni rese all'epoca alla polizia, sembra che avessi avuto una discussione con i
tuoi la sera prima.
S, non ero tornata a casa all'orario stabilito, avevo mentito. E poi avevo detto cose piuttosto
sgradevoli.
Per esempio?
Oh, be' Cynthia sembr esitare. I ragazzi dicono cose odiose ai genitori, senza pensarle
veramente.
E dove pensi che siano adesso, venticinque anni dopo?
Cynthia scosse tristemente il capo. Non faccio che chiedermelo. Non passa giorno che non me
lo domandi.
Se potessi dir loro qualcosa, proprio qui a Deadline, se qualcuno di loro  ancora vivo, cosa
diresti?
Cynthia, imbarazzata, distolse lo sguardo, lanciando un'occhiata fuori dalla finestra della
cucina.
Guarda in macchina la esort Paula Malloy, mettendole una mano sulla spalla. Io ero fuori
campo, di lato, e dovetti farmi forza per non avvicinarmi e strapparle quel sorriso artificiale dalla
faccia. Chiedi loro quello che avresti sempre voluto chiedere in tutti questi anni.
Cynthia, con gli occhi lucidi, fece come suggerito e guard dritto nella telecamera. All'inizio
riusc a dire solo: Perch?.
Paula rimase un attimo in silenzio, per aumentare la drammaticit del momento, poi chiese:
Perch cosa, Cynthia?.
Perch? ripet Cynthia cercando di ricomporsi. Perch mi avete abbandonato? Se ne avete
avuto la possibilit, se siete vivi, perch non vi siete messi in contatto? Perch non mi avete lasciato un
biglietto? Perch non mi avete almeno detto addio?
Sentivo l'elettricit serpeggiare fra la troupe. Nessuno fiatava.
Sapevo cosa stavano pensando. Questo era un colpo grosso. Sarebbe stato un programma
incredibile. Li odiavo perch sfruttavano la sofferenza di Cynthia per alzare l'audience.
Perch di questo si trattava. Puro e semplice spettacolo.
Ma mi morsi la lingua, perch probabilmente Cynthia lo capiva quanto me, sapeva che si
stavano approfittando di lei, sapeva di essere solo una delle tante storie lacrimevoli per riempire la
fascia oraria serale. Ma era disposta a farsi sfruttare, se questo le dava la possibilit che qualcuno si
facesse vivo con la chiave per svelare il mistero del suo passato.
Su richiesta degli autori, Cynthia aveva portato con s due scatoloni pieni di ricordi. Articoli di
giornale, Polaroid sbiadite, foto di classe, pagelle, e tutti gli oggetti che era riuscita a recuperare da casa
prima di andare a vivere con zia Tess, la sorella di sua madre.
La fecero sedere al tavolo della cucina con davanti gli scatoloni da cui estrarre uno dopo l'altro i
ricordi, disponendoli sul tavolo per cercare di formare un puzzle, partendo dalle tessere esterne, quelle
con un lato dritto, per poi passare a quelle interne.
Ma non c'erano tessere con un lato dritto nelle due scatole di Cynthia. Non c'era modo di
passare a quelle interne. Invece di migliaia di tessere di un singolo puzzle, era come avere un'unica
tessera di migliaia di puzzle differenti.
Questi siamo noi spieg Cynthia, mostrando una Polaroid durante un campeggio in
Vermont. La camera zoom su Todd e Cynthia, in piedi con l'aria scarmigliata accanto alla madre. Si
vedeva una tenda sullo sfondo. Cynthia doveva avere sui cinque anni, suo fratello sette; avevano il viso
sporco di terra, mentre la madre sfoggiava un sorriso orgoglioso, i capelli legati con un foulard bianco e
rosso.
Non ho foto di mio padre prosegu Cynthia in tono di rammarico. Era sempre lui a farci le
foto, cos adesso posso solo cercare di ricordarmi come fosse. Mi sembra ancora di vederlo: alto,
sempre con il cappello in testa, un Fedora, e un accenno di baffi. Un bell'uomo. Todd gli
assomigliava.
Allung una mano verso un ritaglio di giornale ingiallito.
Qui c' un ritaglio disse Cynthia, schiudendo delicatamente il pezzo di carta. L'ho preso dal
comodino di pap, insieme con poco altro. Primo piano del ritaglio di giornale. Era una foto sgranata
in bianco e nero di una squadra scolastica di pallacanestro; una dozzina di ragazzi in posa, alcuni
sorridenti, altri che facevano smorfie. Pap doveva averla conservata perch c'era Todd, anche se il
suo nome non  riportato. Era molto fiero di noi, ce lo diceva in continuazione. Diceva sempre
scherzando che eravamo la miglior famiglia che avesse mai avuto.
Avevano intervistato anche il mio preside, Rolly Carruthers.
E un vero mistero aveva detto Rolly. Conoscevo Clayton Bigge. Andavamo a pesca
insieme. Era un brav'uomo. Non riesco a capire cosa possa essere successo. Magari esiste una specie di
clan Manson sparso per il paese, e la famiglia di Cynthia si  trovata nel posto sbagliato al momento
sbagliato.
Avevano intervistato la zia Tess.
Ho perso una sorella, un cognato, un nipote aveva detto.
Ma per Cynthia la tragedia  stata ancora pi grande. Eppure  riuscita a sfatare ogni
pronostico e a diventare una ragazza in gamba, una splendida persona.
E pur mantenendo la promessa di non mandare in onda i commenti dei nuovi proprietari della
casa, gli autori erano riusciti a scovarne altri, ancora pi inquietanti.
Cynthia rimase di sasso vedendo la registrazione della trasmissione un paio di settimane dopo.
Si trov davanti il volto del detective che l'aveva interrogata dopo che la sua vicina, la signora Jamison,
aveva chiamato la polizia. L'uomo era in pensione adesso e viveva in Arizona. In basso sullo schermo
si leggeva la dicitura EX DETECTIVE DI POLIZIA BARTHOLOMEW FINLAY.
Si era occupato per un anno delle indagini, che si erano concluse con un nulla di fatto.
L'emittente aveva inviato dall'uomo una troupe affiliata di Phoenix perch ne raccogliesse i commenti.
La cosa che mi ha tormentato sin dall'inizio  perch la ragazza fosse sopravvissuta aveva
esordito il detective, seduto fuori da una luccicante roulotte Airstream. Davo per scontato ovviamente
che il resto della famiglia fosse morto. Non mi sono mai bevuto la storia dei genitori che se ne vanno
lasciandosi dietro uno dei figli. Posso capire cacciare di casa un figlio particolarmente problematico,
succede in continuazione. Ma prendersi la briga di scomparire solo per sbarazzarsene? Non aveva alcun
senso. Doveva esserci una spiegazione molto pi agghiacciante. Il che mi riporta alla domanda iniziale:
perch lei  sopravvissuta? E le possibilit non sono molte.
Cosa intende dire? La voce di Paula Malloy era giunta forte e chiara, bench la telecamera
non si fosse mai mossa dal volto di Finlay. Le domande della Malloy erano state inserite in un secondo
tempo, dato che la donna non era andata in Arizona a intervistare il detective.
Provi a indovinare aveva risposto Finlay.
Che vuol dire? aveva insistito la Malloy.
Non ho altro da aggiungere. Cynthia era fuori di s dalla rabbia. Ancora con questa
maledetta storia! sbrait rivolta al televisore. Quel figlio di puttana sta insinuando che io c'entri
qualcosa con la loro scomparsa. Per anni ho sentito la gente bisbigliare alle mie spalle. E quella stronza
di Paula Malloy mi aveva assicurato che non avrebbero mai trasmesso commenti del genere!
Alla fine riuscii a calmarla, dicendole che il programma era comunque fatto bene e nel
complesso il bilancio era positivo.
Le parti di Cynthia che si avvicinava alla casa o raccontava a Paula cosa fosse successo quel
giorno apparivano sincere e credibili.
Se qualcuno sa com' andata la rassicurai non si far certo influenzare da quel che dice un
idiota di poliziotto in pensione. Anzi,  ancora pi probabile che si faccia avanti per contraddirlo.
E cos la trasmissione era andata in onda, ma doveva competere con un reality in cui aspiranti
rockstar sovrappeso dovevano convivere sotto lo stesso tetto e fare a gara per dimagrire e vincere un
contratto con una casa discografica. Cynthia aveva aspettato accanto al telefono dal momento in cui il
programma era finito, sperando che qualcuno chiamasse immediatamente l'emittente televisiva. Era
certa che i produttori si sarebbero messi in contatto prima dell'alba, e che il mistero si sarebbe risolto.
Finalmente avrebbe saputo la verit.
Ma non vi furono chiamate, a parte quella di una donna che aveva raccontato di come la sua
famiglia fosse stata rapita dagli alieni e quella di un uomo che aveva teorizzato che i famigliari di
Cynthia avessero attraversato il tessuto del tempo e che fossero al momento inseguiti dai dinosauri o
che gli fosse stata cancellata la memoria in un qualche futuro alla Matrix.
Nessun'altra chiamata.
Evidentemente chi sapeva non aveva visto il programma.
O, in ogni caso, non voleva parlare.
Per la prima settimana, Cynthia chiam ogni giorno gli autori di Deadline, che si dimostrarono
abbastanza gentili, assicurandole che non appena avessero saputo qualcosa l'avrebbero contattata
immediatamente. La seconda settimana, prese a chiamare un giorno s e un giorno no, ma ora gli autori
erano pi bruschi: non avevano avuto risposte, altrimenti si sarebbero messi in contatto loro.
Erano gi occupati in altri progetti. La tragedia di Cynthia era velocemente diventata storia
antica.
Capitolo 2
Gli occhi di Grace erano supplichevoli, ma il tono di voce era fermo.
Pap esord. Ho-Otto-Anni. Dove aveva imparato a parlare cos, mi domandai. Questa
tecnica di scandire ogni parola per ottenere un effetto drammatico. Come se non lo sapessi.
Ce n'era pi che a sufficienza di dramma, in casa nostra.
S risposi a mia figlia. Ne sono consapevole.
I cereali nella sua tazza erano completamente molli e non aveva ancora toccato il succo
d'arancia. Gli altri bambini mi prendono in giro prosegu.
Bevvi un sorso di caff. Me l'ero appena versato, ma era gi quasi freddo. La macchina del
caff stava tirando le cuoia.
Decisi che me ne sarei preso un altro al Dunkin' Donuts, andando a scuola.
Chi ti prende in giro? domandai.
Tutti rispose Grace.
Tutti ripetei. In che senso, tutti? Hanno indetto un'assemblea? Il presidente si  alzato in
piedi e ha ordinato a tutti di prenderti in giro?
Adesso sei tu che mi prendi in giro!
Okay, era vero. Mi spiace. Sto solo cercando di capire quanto sia esteso il problema.
Immagino non saranno proprio tutti, tutti. Ma anche se fossero solo poche persone, capisco che sia
imbarazzante.
Lo .
Si tratta dei tuoi amici?
S. Dicono che la mamma mi tratta come una poppante.
La mamma  solo molto attenta ribattei. Ti vuole molto bene.
Lo so. Ma ho otto anni!
La mamma vuole solo che arrivi a scuola sana e salva, tutto qui.
Grace sospir e chin la testa con espressione sconfitta, mentre un ricciolo di capelli castani le
ricadde sugli occhi dello stesso colore. Mescol con il cucchiaio i cereali nel latte. Ma non c' bisogno
di accompagnarmi fino al portone. Nessuna mamma lo fa, solo quelle dei bambini dell'asilo.
Era una vecchia storia. Da tempo cercavo di convincere Cynthia, con il maggior tatto possibile,
che forse era arrivato il momento per Grace di spiccare il volo, visto che era in quarta elementare.
Sarebbe stata insieme a un sacco di altri bambini, non era per strada da sola.
Perch non mi accompagni tu, invece? domand Grace, con gli occhi che le brillavano.
Le rare volte in cui avevo accompagnato Grace a scuola, mi ero tenuto un po' indietro per quasi
tutto il tragitto. Avrei potuto passare per un semplice passante che faceva una passeggiata, anzich per
un padre che teneva d'occhio la figlia. E a Cynthia non avevamo detto neanche una parola. Mia moglie
aveva creduto che avessi accompagnato Grace fino alla Fairmont Public School e mi fossi fermato sul
marciapiede per vederla entrare.
Non posso risposi. Devo essere in classe per le otto. Se ti accompagno prima, dovrai
aspettare fuori per un'ora. Invece tua madre non inizia a lavorare fino alle dieci, perci per lei non  un
problema. Quando non ho la prima ora, ti posso accompagnare.
A dire il vero, Cynthia aveva organizzato i suoi orari da Pamela proprio per essere libera al
mattino presto e poter accompagnare Grace a scuola. Non era certo il suo sogno lavorare in un negozio
di abbigliamento femminile di propriet della sua migliore amica delle superiori, ma questo le
consentiva di lavorare part-time, il che significava riuscire a essere a casa per l'uscita di scuola. L'unica
concessione che ero riuscito a strapparle era che non l'aspettasse sul portone, ma sul marciapiede. Da l
poteva vedere l'ingresso e non ci metteva molto a localizzare la coda di cavallo di nostra figlia in
mezzo alla folla. Aveva cercato di convincere Grace a farle un cenno con la mano, ma la bambina si era
rivelata piuttosto ostinata al riguardo.
I problemi erano sorti quando alcuni maestri avevano chiesto ai bambini di fermarsi dopo la
campanella. Magari per una punizione collettiva o per qualche ultima istruzione sui compiti per casa.
Grace era rimasta seduta al banco, nel panico, non per paura che la madre si preoccupasse, ma perch
temeva di vedersela piombare in classe da un momento all'altro.
E si  rotto anche il telescopio soggiunse Grace.
Che vuoi dire "rotto"?
Quei cosi che tengono in piedi il telescopio si stanno staccando. Ho cercato di stringerli, ma
dondolano di nuovo.
Ci dar un'occhiata.
Devo controllare il cielo per vedere se arrivano asteroidi spieg Grace. E non ci riesco se il
telescopio  rotto.
Okay, ti ho detto che lo guarder.
Lo sai che se un asteroide arriva sulla Terra esplode come un milione di bombe nucleari?
Be', non proprio ribattei. Ma ho capito il concetto, sarebbe una brutta faccenda.
A volte sogno che gli asteroidi cadono sulla Terra, ma se prima di andare a letto controllo con
il telescopio riesco a scacciare gli incubi.
Annuii. Certo, non le avevamo comprato il telescopio pi all'avanguardia. Era un oggetto da
quattro soldi, e non solo perch non volevamo spendere una fortuna per un interesse che non sapevamo
neanche quanto sarebbe durato, ma proprio perch non avevamo molto denaro.
E allora la mamma?
Cosa?
Deve proprio accompagnarmi?
Le parler la rassicurai.
Parlerai con chi? si inform Cynthia, entrando in cucina.
Quella mattina stava bene. Anzi, era proprio bella. Era una donna molto attraente e non mi
stancavo mai dei suoi occhi verdi, dei suoi zigomi pronunciati e dei suoi capelli rosso fuoco.
Non li portava pi lunghi, come quando l'avevo conosciuta, ma erano sempre splendidi. Tutti
pensavano che facesse ginnastica, ma sono convinto che fosse l'ansia a mantenerle quella figura.
Bruciava calorie, preoccupandosi in continuazione. Non faceva jogging, non era iscritta in palestra.
Non avremmo potuto permettercelo.
Come ho gi detto, io ero un insegnante di lettere e Cynthia lavorava nell'abbigliamento - pur
avendo una laurea in scienze sociali - perci non sguazzavamo proprio nell'oro.
Avevamo una casa, grande a sufficienza per noi tre, in un quartiere modesto, a solo pochi isolati
da quello in cui era cresciuta Cynthia. Potr sembrare strano che Cynthia non avesse voluto porre una
certa distanza fra s e quella casa, ma credo che fosse voluta rimanere nelle vicinanze nel caso
qualcuno fosse tornato e avesse voluto mettersi in contatto.
Le nostre macchine avevano entrambe dieci anni, le nostre vacanze erano di basso profilo. In
estate prendevamo in prestito per una settimana lo chalet di mio zio vicino a Montpelier e tre anni
prima, quando Grace aveva cinque anni, avevamo fatto un viaggio fino a Disneyworld, fermandoci in
un piccolo motel a Orlando, dove alle due di notte si udiva distintamente il tizio della stanza accanto
intimare alla sua ragazza di andarci piano con i denti.
Ma avevamo, credo, una vita pi che accettabile ed eravamo pi o meno felici. Pi o meno. Le
notti talvolta potevano essere difficili.
Con la maestra di Grace risposi.
Di cosa devi parlarle? si inform Cynthia.
Stavo solo dicendo che al prossimo incontro insegnanti-genitori vorrei parlare un po' con la
signora Enders spiegai.
L'ultima volta avevo i colloqui con i genitori alla mia scuola e non ho potuto farlo.
 molto simpatica afferm Cynthia. Penso sia molto pi carina dell'insegnante dell'anno
scorso, la signora Phelps, che mi sembrava un po' troppo severa.
La odiavo convenne Grace. Ci faceva stare per ore su una gamba sola quando eravamo
cattive.
Devo andare esclamai, bevendo un altro sorso di caff.
Cyn, credo ci serva una nuova macchina del caff.
Vedo se ne trovo una disse lei.
Mentre mi alzavo da tavola, Grace mi lanci un'occhiata disperata: Parlale. Ti prego, parlale.
Terry, hai visto la chiave di riserva?
Eh?
Indic il gancio sulla parete accanto alla porta della cucina che dava sul cortiletto posteriore.
Dov' la chiave di riserva?
Era quella che usavamo quando andavamo a fare una passeggiata, magari un giretto fino alla
baia, e non avevamo voglia di girare con i mazzi carichi delle chiavi della macchina o del lavoro.
Non lo so. Grace, hai preso tu la chiave? Grace non aveva ancora le chiavi di casa. Non ne
aveva bisogno, con Cynthia che l'accompagnava e l'andava a riprendere a scuola. La bambina scosse il
capo, fissandomi.
Mi strinsi nelle spalle. Forse sono stato io. L'avr lasciata accanto al letto. Mi avvicinai a
Cynthia, e, nel superarla, inspirai la fragranza che emanava dai suoi capelli. Mi accompagni fuori?
Mi segu fino alla porta. C' qualcosa che non va? chiese.
Grace sta bene? Mi sembra un po' silenziosa questa mattina.
Feci una smorfia, scuotendo la testa. S, in effetti. Ormai ha otto anni, Cyn.
Si  lamentata con te? mormor, arretrando lievemente.
Ha solo bisogno di sentirsi un po' pi indipendente.
Ah, ecco cos'era. Era con me che voleva che parlassi, non con la maestra.
Le feci un sorriso tirato. Ha detto che gli altri bambini la prendono in giro.
Le passer.
Volevo ribattere qualcosa, ma avevamo fatto questa discussione cos tante volte che non ne
vedevo pi il senso.
Fu Cynthia a rompere il silenzio. Lo sai che c' brutta gente l fuori. Il mondo ne  pieno.
Lo so, Cyn, lo so. Cercai di non far trapelare la frustrazione e la stanchezza dalla voce. Ma
per quanto ancora vorrai accompagnarla? Fino a dodici anni? Quindici? L'accompagnerai anche alle
superiori?
Ci penser quando verr il momento ribatt. Pausa. Ho visto di nuovo quella macchina.
La macchina. C'era sempre una macchina.
Cynthia mi lesse la perplessit in viso. Pensi che sia pazza mormor.
No, non credo che tu sia pazza.
L'ho vista due volte. Una macchina marrone.
Che tipo di macchina?
Non lo so. Una macchina come tante. Con i vetri oscurati. Quando passa vicino a me e Grace
rallenta leggermente.
Si  fermata? L'autista ti ha detto qualcosa?
No.
Hai preso la targa?
No. La prima volta non ci ho pensato. La seconda, ero troppo agitata.
Cyn, si tratta probabilmente di qualcuno che vive nel quartiere. Le macchine sono obbligate a
rallentare. E pieno di scuole da quelle parti. Ti ricordi che avevano messo anche l'autovelox? E
obbligatorio rallentare quando si passa di l in determinate ore del giorno.
Cynthia distolse lo sguardo, mettendosi a braccia conserte.
Tu non sei l ogni giorno, come me. Non lo puoi sapere.
Quel che so risposi  che non aiuti Grace se non lasci che cominci a cavarsela da sola.
Oh, perci se qualcuno cercasse di trascinarla in macchina, credi che sarebbe in grado di
difendersi? A otto anni?
Come siamo arrivati da una macchina marrone a un uomo che cerca di trascinarla via?
Non hai mai preso queste cose seriamente disse. Poi riprese:
Del resto  comprensibile.
Gonfiai le guance, poi gettai fuori l'aria lentamente, a piccoli sbuffi.
Okay, okay, senti, non risolveremo certo il problema adesso. Devo andare.
Certo rispose lei sempre senza guardarmi. Penso che li chiamer.
Chi?
Quelli di Deadline.
Cyn, sono passate tre settimane da quando  andato in onda il programma. Se avessero voluto
chiamare l'avrebbero gi fatto. E inoltre, se avessero ricevuto delle telefonate importanti ti avrebbero
contattata. E nel loro interesse che la cosa abbia un seguito.
Li chiamer lo stesso. E da un po' che non telefono, perci stavolta non si dovrebbero seccare.
Potrebbero aver saputo qualcosa e aver pensato che si trattasse di qualche svitato, mentre invece
potrebbe essere importante. Siamo stati fortunati che qualcuno si sia ricordato di quello che mi era
capitato e abbia deciso di riesumare la faccenda.
Le sollevai delicatamente il mento in modo che i nostri occhi si incontrassero. Okay, come
vuoi tu mormorai. Ti amo, lo sai?
Anch'io ti amo rispose. Lo so che non  facile vivere con me e con il bagaglio che mi porto
dietro. Lo so che  dura per Grace. Sono consapevole delle mie ansie, del fatto che le riverso su di lei.
Ma ultimamente, con quel programma,  ritornato a essere tutto cos reale.
Lo so risposi. Vorrei solo che riuscissi a vivere nel presente. Senza fissarti solo sul passato.
La sentii irrigidire le spalle. Fissarmi?  questo che pensi?
Era la parola sbagliata. E dire che un insegnante di lettere dovrebbe essere in grado di sceglierle
accuratamente le parole.
Non assumere quell'atteggiamento di superiorit con me esclam Cynthia. Pensi di sapere
come ci si sente, ma non  cos. Non lo sai affatto.
Non c'era molto che potessi ribattere, perch aveva ragione.
Mi chinai a sfiorarle i capelli con un bacio e andai al lavoro.
Capitolo 3
Voleva essere rassicurante in quanto stava per dire, ma allo stesso tempo sapeva quanto fosse
importante avere un tono deciso.
 normale che l'idea ti sconvolga. Lo capisco. Capisco che l'intera faccenda ti metta a disagio,
ma credimi, ci sono gi passata e, dopo averci riflettuto a lungo, ti posso dire che non c' altro modo. E
cos che funziona con la famiglia. Bisogna fare quel che  necessario, per quanto difficile e per quanto
doloroso. Naturalmente quel che abbiamo in progetto per loro sar difficile, ma devi guardare le cose in
prospettiva. Come diceva la frase (ma forse sei troppo giovane per ricordarla)? A volte bisogna
distruggere un villaggio per salvarlo. Qualcosa del genere. Pensa alla tua famiglia come a un villaggio.
Dobbiamo fare tutto il possibile per salvarlo.
Le piaceva parlare al plurale. Pensare a loro due come a una squadra.
Capitolo 4
Quando me l'aveva indicata la prima volta all'universit del Connecticut, il mio amico Roger mi
aveva sussurrato: Guarda quella, Archer. E del tutto svitata. Molto sexy, guarda quei capelli,
sembrano un fuoco sacro, ma le manca davvero qualche rotella.
Cynthia Bigge era in seconda fila nell'aula gremita, intenta a prendere appunti sulla letteratura
dell'Olocausto, mentre io e Roger sedevamo nell'ultima fila, accanto alla porta, in modo da potercela
svignare non appena il professore avesse finito di pontificare.
Cosa intendi per svitata? avevo bisbigliato a mia volta.
Okay, ti ricordi, un po' di anni fa, la storia di quella famiglia scomparsa nel nulla? Nessuno li
ha pi rivisti?
No. All'epoca non leggevo giornali, n guardavo i notiziari.
Come molti adolescenti ero del tutto egocentrico, troppo impegnato a diventare il futuro Philip
Roth, Robertson Davies o John Irving; ero tutto preso da quell'obiettivo che ignoravo gli avvenimenti
di attualit, tranne quando uno dei gruppi pi radicali del campus chiedeva l'adesione degli studenti per
organizzare una protesta. In quel caso mi davo da fare, perch era un ottimo sistema per conoscere le
ragazze.
Be', insomma, i suoi genitori e sua sorella, o forse era un fratello, non me lo ricordo, sono tutti
scomparsi.
Mi ero chinato verso di lui. Cio, sono stati ammazzati?
Roger si era stretto nelle spalle. Che ne so? E per questo che la cosa  interessante. Poi
indicando Cynthia con un cenno della testa: Solo lei pu saperlo. Magari li ha fatti fuori lei. Non hai
mai desiderato far fuori la tua famiglia?.
Avevo fatto spallucce. Pensai che venisse in mente pi o meno a tutti a quell'et.
Quel che  certo  che se la tira un sacco aveva proseguito Roger. Non ti si fila neanche a
morire. Se ne sta per conto suo, sempre in biblioteca a studiare e prendere appunti. Non ha fatto
amicizia con nessuno, non va mai da nessuna parte. Bel culo, per.
Era carina.
Era l'unico corso che avevamo in comune. Frequentavo pedagogia e studiavo per diventare
insegnante, nel caso non fossi riuscito a sfondare subito come autore di best seller. I miei genitori, che
allora erano in pensione e vivevano a Boca Raton, erano stati entrambi insegnanti e non se l'erano
cavata male. Almeno era un lavoro a prova di recessione.
Avevo cominciato a fare domande in giro e avevo scoperto che Cynthia era iscritta alla facolt
di Scienze Sociali al campus Storr, un corso di laurea che comprendeva studi di diritto matrimoniale,
assistenza agli anziani, economia famigliare e altre stronzate del genere.
Ero seduto davanti alla libreria universitaria con addosso la maglia degli UConn Huskies,
sfogliando alcuni appunti, quando avevo percepito una presenza di fronte a me.
Perch vai in giro a fare domande su di me? aveva esclamato Cynthia. Era la prima volta che
la sentivo parlare. Voce dolce, ma sicura.
Eh?
Mi hanno detto che fai domande su di me aveva ripetuto.
Sei Terrence Archer, giusto?
Avevo annuito. Terry.
S, okay Allora, perch fai domande su di me?
Non so.
Che cosa vuoi sapere? C' qualcosa in particolare che ti interessa? In tal caso, chiedilo
direttamente a me, non mi piace che la gente mi parli alle spalle. Me ne accorgo subito quando
succede.
Senti, mi spiace,  solo
Credi che non sappia che mi parlano alle spalle?
Quanto sei paranoica! Non parlavo alle tue spalle. E solo che volevo sapere
Volevi sapere se sono io. Se sono quella a cui  scomparsa la famiglia, non  cos? Ebbene, s,
sono io. Ora puoi anche farti gli affari tuoi.
Mia madre ha i capelli rossi l'avevo interrotta. Non rossi come i tuoi. Pi biondicci. Ma i
tuoi sono davvero belli.
Cynthia aveva sbattuto le palpebre. Perci, ecco, s magari ho chiesto di te a un paio di
persone, perch mi chiedevo se uscissi con qualcuno, ma mi hanno detto di no e adesso credo di capire
perch.
Lei mi aveva fissato.
Quindi, avevo proseguito, prendendomela comoda e infilando con tutta calma gli appunti
nello zaino, prima di buttarmelo sulle spalle scusami tanto. Mi ero alzato e avevo fatto per
allontanarmi.
La risposta  no aveva mormorato Cynthia.
Mi ero fermato. "No" cosa?
Non esco con nessuno. Aveva deglutito nervosa.
A quel punto ero io a sentirmi a disagio. Non volevo fare lo stronzo avevo detto. Solo che
mi sei sembrata un po' troppo permalosa, ecco.
Avevamo concordato che lei era stata un po' permalosa, e io un po' stronzo e, non so come,
eravamo finiti a bere un caff in uno snack-bar del campus. Cynthia mi aveva raccontato che viveva
con sua zia, quando non era all'universit.
Tess  una brava persona aveva detto. Non si  mai sposata e non ha avuto bambini, perci
si pu dire che il mio arrivo le ha praticamente messo a soqquadro la vita. Ma non si  mai lamentata,
voglio dire, del resto, che poteva fare? E oltretutto  stata una terribile tragedia anche per lei: la sorella,
il cognato e un nipote scomparsi cos, di punto in bianco.
E che ne  stato di casa tua? La casa in cui vivevi con i tuoi?
Eccolo l. Mister Praticit. La famiglia di quella ragazza era scomparsa e io me ne uscivo con
domande da agente immobiliare.
Non ce l'avrei fatta a continuare a vivere l dentro da sola aveva risposto Cynthia. E
comunque non c'era pi nessuno che potesse pagare il mutuo o le altre spese, perci quando  stato
chiaro che dei miei non c'era pi traccia, la banca se l' ripresa. Si sono messi di mezzo non so quanti
avvocati e tutto quello che i miei avevano investito nella casa  andato nei fondi fiduciari. Del resto
avevano appena iniziato a pagare il mutuo. E adesso, ne  passato di tempo, sai? Cos pensano che
siano tutti morti, da un punto di vista legale, perlomeno.
Aveva alzato gli occhi al cielo, facendo una smorfia.
Che cosa potevo dire?
E stata zia Tess a farmi studiare. Certo, io ho sempre fatto dei lavoretti estivi e roba del genere,
ma quelli non coprono un granch. Non so come abbia fatto, davvero, a tirarmi su e a pagarmi gli studi.
Deve essersi indebitata fino alle orecchie, ma non se ne lamenta mai.
Cavoli! avevo mormorato, bevendo un sorso di caff.
E Cynthia, a quel punto, aveva sorriso per la prima volta.
Cavoli? aveva ripetuto. Non hai nient'altro da dire, Terry? Cavoli? Il sorriso era svanito,
rapido come era apparso. Mi spiace, non so cosa mi aspetto che dica la gente. Non so neanche che
cazzo direi io, se fossi al posto tuo.
Non so proprio come hai fatto a sopportare tutto questo avevo mormorato.
Ci sono dei giorni in cui mi vorrei ammazzare, sai? aveva detto Cynthia, sorseggiando il t.
Ma poi penso: "E se domani si rifanno vivi?". Di nuovo quel sorriso fugace. Sai che smacco, eh?
Poi il sorriso era scomparso di nuovo, come spazzato via da una brezza gentile.
Si era sistemata dietro l'orecchio una ciocca di capelli rossi che le era ricaduta sull'occhio. Il
fatto  che potrebbero essere morti e potrei non vederli pi. O potrebbero essere ancora vivi e
fregarsene completamente di me. Aveva guardato fuori dalla finestra. E non so cosa sia peggio.
Non avevamo pi parlato per un paio di minuti. Poi alla fine Cynthia aveva mormorato: Sei
carino. Se mi decidessi a uscire con qualcuno, uscirei con uno come te.
Se ti senti gi, sai dove trovarmi avevo replicato.
Guardava fuori dalla finestra gli altri studenti che passeggiavano, ed era come se fosse scivolata
lontano con la mente.
A volte aveva mormorato mi sembra di vederli.
In che senso? Come fantasmi o roba del genere?
No, no aveva risposto, sempre guardando fuori. Vedo qualcuno che mi sembra mio padre, o
mia madre. Da dietro, sai? Qualcosa nel modo di tenere la testa, come camminano, che mi sembra
familiare, e penso siano loro. Oppure, ecco, vedo un ragazzo, magari un anno pi grande di me, che
potrebbe essere mio fratello, sette anni dopo. I miei genitori avranno ancora pi o meno lo stesso
aspetto, giusto? Ma mio fratello sar completamente cambiato, eppure potrebbe ancora esserci qualcosa
in lui che me lo ricorda, non credi?
Immagino di s.
E quando mi capita una cosa del genere, mi metto a correre, magari li afferro per un braccio
per farli girare e vederli in faccia. Aveva distolto lo sguardo dalla finestra e chinato il viso sulla tazza
di t, come in cerca di una risposta. Ma non sono mai loro.
Suppongo che un giorno smetterai di farlo avevo detto.
Quando si gireranno e saranno loro aveva risposto Cynthia.
Avevamo cominciato a uscire. Andavamo al cinema, studiavamo insieme in biblioteca. Lei
aveva cercato di interessarmi al tennis. Non era mai stato il mio sport preferito, ma ce l'avevo messa
tutta. Cynthia era la prima ad ammettere di non essere una grande campionessa, solo una giocatrice
discreta con un magnifico rovescio. Ma era un vantaggio sufficiente per fare di me carne da macello.
Quando servivo e vedevo il suo braccio destro ribattere con forza la palla, sapevo di avere ben poche
speranze di rimandare la pallina al di l della rete, era gi tanto che riuscissi a vederla.
Un giorno, ero chino a scrivere sulla mia vecchia Royal, che gi all'epoca era considerata un
reperto; una macchina ingombrante di acciaio nero, pesante come una Volkswagen, con la lettera "e"
che sembrava una "c" anche quando il nastro era fresco. Stavo cercando di ultimare un saggio su
Thoreau, di cui sinceramente non mi poteva fregare di meno, e il fatto che Cynthia si fosse
addormentata vestita sotto le lenzuola del mio lettino nella stanza del collegio, mentre leggeva Misery
di Stephen King in edizione tascabile, certo non mi aiutava. Cynthia non si doveva laureare in Lettere e
poteva leggere quel cavolo che voleva. E forse leggere storie di persone che avevano dovuto sopportare
cose peggiori delle sue le dava un certo conforto.
Era venuta su mio invito. Vedrai che sar interessante guardarmi mentre scrivo un saggio le
avevo detto. Uso tutte e dieci le dita.
Contemporaneamente?
Avevo annuito.
Davvero incredibile aveva commentato lei.
Cos si era portata da studiare e si era seduta tranquilla sul letto, con la schiena appoggiata al
muro, e l'avevo scoperta che mi sbirciava di sottecchi di tanto in tanto. Uscivamo insieme ma non ci
eravamo neanche quasi sfiorati. Talvolta le appoggiavo la mano sulla spalla, passando accanto alla sua
sedia al bar. Le avevo preso la mano per aiutarla a scendere dall'autobus. Le nostre spalle si erano
sfiorate mentre guardavamo le stelle.
Nient'altro.
Mi era sembrato di sentire un fruscio di coperte, ma ero troppo concentrato su una nota a pie di
pagina. Poi me l'ero trovata accanto. Mi aveva circondato con le braccia e mi aveva baciato sulla
guancia. Avevo voltato la testa in modo che le nostre labbra si incontrassero. Pi tardi, sotto le coperte,
prima che succedesse, Cynthia aveva sussurrato: Non ti preoccupare, non mi farai del male.
Non voglio farti male avevo replicato. Far piano.
Non parlavo di quello aveva risposto lei. Se mi lascerai, se deciderai che non vuoi pi stare
con me, non ti preoccupare. Nessuno pu ferirmi pi di quanto non sia gi successo.
Ma su questo si sbagliava.
Capitolo 5
Quando avevamo cominciato a conoscerci meglio, Cynthia mi aveva lasciato pian piano entrare
nel suo cuore, raccontandomi di pi della sua famiglia, di Clayton, di Patricia e di suo fratello maggiore
Todd, per cui provava odio e amore a giorni alterni.
Quando parlava di loro doveva correggersi spesso sui tempi dei verbi. Mia madre si
chiamava si chiama Patricia.
Sembrava in conflitto con la parte di s che aveva accettato la loro morte. C'erano ancora
scintille di speranza, come braci di un bivacco abbandonato.
La sua famiglia, perlomeno da parte di padre, era inesistente.
Clayton Bigge non aveva fratelli o sorelle, i suoi genitori erano morti quando era piccolo, niente
zii. Non c'erano mai state riunioni di famiglia a cui partecipare, nessuna discussione fra Clayton e
Patricia su chi vedere a Natale, tanto pi che talvolta Clayton era fuori citt per lavoro durante le
vacanze.
Sono io la famiglia Bigge amava dire Cynthia. Nessun altro.
Clayton non era certo un sentimentale. Niente album di famiglia polverosi su cui attardarsi,
niente foto del passato, niente lettere d'amore di vecchie fiamme che Patricia avrebbe potuto gettare
una volta sposati. Quando aveva quindici anni la cucina a gas aveva preso fuoco, bruciando la sua casa
paterna fino alle fondamenta. Un paio di generazioni di ricordi finiti in fumo. Era il tipico uomo da "un
giorno alla volta, vivere alla giornata, mai voltarsi indietro".
Non che dalla parte di Patricia ci fosse una famiglia molto numerosa, ma almeno lei aveva una
storia alle spalle. Un sacco di foto (anche se raccolte in scatole di scarpe e non in album) dei genitori e
di altri famigliari e amici d'infanzia. Il padre era morto di poliomielite quando Patricia era bambina, ma
la madre era ancora viva quando aveva conosciuto Clayton, e lo aveva giudicato affascinante, anche se
un po' taciturno. Lui aveva convinto Patricia a fuggire con lui, perci non c'era stata una cerimonia di
nozze, e questo non gli aveva accattivato le simpatie della famiglia di Patricia. Di certo non quelle della
sorella Tess, che non vedeva di buon occhio il fatto che Clayton fosse spesso via per lavoro, lasciando
Patricia ad allevare da sola i due bambini. Ma Clayton non faceva mancare loro niente, era un
brav'uomo e il suo amore per Patricia sembrava profondo e genuino.
Patricia lavorava in un drugstore a Milford, sulla North Broad Street, che si affacciava sui
giardini cittadini, proprio accanto alla vecchia biblioteca da cui prendeva in prestito i dischi dell'ampia
collezione musicale. Riforniva gli scaffali, lavorava al registratore di cassa e aiutava il farmacista, ma
solo per le ordinazioni pi semplici. Non aveva la preparazione adatta, avrebbe dovuto continuare a
studiare, seguire qualche corso di formazione, ma doveva guadagnarsi da vivere. Lo stesso dicasi per
sua sorella Tess, che lavorava in una fabbrica di componenti radio a Bridgeport.
Un giorno Clayton era entrato proprio in quel drugstore, in cerca di una barretta di Mars.
Patricia amava ripetere che se suo marito non fosse stato preso da un'irrefrenabile voglia di
Mars quel lontano luglio del 1967, mentre passava da Milford per lavoro, le cose sarebbero potute
andare molto diversamente.
Per quanto la riguardava, era ben contenta che si fosse fermato.
Era stato un corteggiamento lampo e nel giro di poche settimane di matrimonio era gi incinta
di Todd. Clayton aveva trovato una casa alla loro portata sulla Hickory, proprio dietro Pumpkin Delight
Road, a un tiro di schioppo dalla spiaggia e dalla baia di Long Island. Voleva che sua moglie e i suoi
figli vivessero in una casa dignitosa mentre lui era in viaggio. Era responsabile della tratta commerciale
fra New York e Chicago, fin su a Buffalo. Riforniva le officine meccaniche della zona di lubrificante
industriale e altri articoli. Un sacco di clienti regolari. Era sempre molto indaffarato.
Un paio di anni dopo la nascita di Todd, era arrivata Cynthia.
Rimuginavo su questi ricordi mentre guidavo verso la Old Fairfield High School. Ogni volta
che sognavo a occhi aperti, si trattava quasi sempre del passato di mia moglie, degli anni della sua
adolescenza e dei suoi famigliari, che non conoscevo e che con ogni probabilit non avrei mai
conosciuto.
Forse, se avessi avuto la possibilit di passare un po' di tempo con loro, sarei riuscito a
comprendere meglio Cynthia.
Ma, a pensarci bene, la donna che amavo era diventata quello che era soprattutto in seguito alla
scomparsa dei suoi; il prima, in fondo, aveva contato di meno.
Feci un salto al Dunkin' Donuts per prendere un caff, resistendo alla tentazione di comprarmi
una ciambella ripiena di crema al limone, e mi stavo avviando a scuola, lo zaino strabordante di
compiti degli studenti, quando scorsi nell'atrio Roland Carruthers, il preside, nonch probabilmente il
mio migliore amico nella scuola.
Rolly lo salutai.
Dov' il mio? chiese, indicando il bicchiere di carta pieno di caff.
Se mi sostituisci nella prima ora torno indietro e te lo vado a prendere.
Per un favore del genere mi servirebbe qualcosa di pi forte del caff.
Non sono poi tanto male.
Sono dei selvaggi ribatt Rolly, senza neanche sorridere.
Non sai neanche che classe ho alla prima ora obiettai.
Se sono studenti di questa scuola, allora si tratta di selvaggi ribatt Rolly impassibile.
Com' andata con Jane Scavullo? domandai. Era una studentessa del mio corso di scrittura
creativa, una ragazzina problematica che, per quanto ne sapesse la scuola, aveva un background
famigliare incasinato e passava pi tempo nell'ufficio del preside delle segretarie stesse. Peccato che
scrivesse come un angelo. Un angelo capace di stenderti con un pugno, magari, ma sempre un angelo.
Le ho detto che  a tanto cos dalla sospensione rispose Rolly, avvicinando pollice e indice a
pochi millimetri. Un paio di giorni prima, Jane e un'altra ragazza si erano accapigliate davanti alla
scuola, strappandosi i capelli e graffiandosi. Rivalit per un ragazzo, a quanto pareva. Cos'altro poteva
essere? Ben presto erano state circondate da un pubblico entusiasta, cui poco importava chi avesse la
meglio, purch la zuffa continuasse, finch Rolly era accorso a mettere fine allo spettacolo.
E che cosa ti ha risposto?
Rolly mim l'esagerato movimento di un paio di mandibole che masticavano un chewing-gum,
effetti sonori compresi.
Okay, ho capito risposi.
Quella ragazza ti piace osserv Rolly.
Tolsi il cappuccio al bicchiere di caff e bevvi un sorso.
Ha delle potenzialit ammisi.
Per te non c' mai nessuno di irrecuperabile obiett Rolly.
Ma, a parte questo, hai anche qualche buona qualit.
La mia amicizia con Rolly era, per cos dire, multisfaccettata.
Era un collega e un amico, ma, dato che aveva una ventina d'anni pi di me, rappresentava
anche una figura paterna.
E da lui che andavo quando avevo bisogno di un consiglio o, per meglio dire, di un punto di
vista pi maturo. Era stata Cynthia a presentarmelo. Se per me Rolly era una figura paterna, per lei era
sempre stato come uno zio. Era amico di suo padre prima che questi scomparisse e, a parte la zia Tess,
era l'unica persona che rappresentasse un legame con il passato.
Il suo pensionamento era imminente e sembrava quasi che contasse i giorni per ritirarsi in
Florida a vivere in una roulotte nuova di zecca fuori Bradenton, andando a pesca di marlin, pesce spada
o qualunque altra cosa riuscisse a far emergere da quelle acque.
Ci sei pi tardi? gli chiesi.
S, certo. Che succede?
No, niente solo cos.
Rolly annu. Aveva gi capito. Fa' un salto dopo le undici. Prima ho una riunione con uno dei
supervisori.
Entrai in sala insegnanti e controllai alla mia postazione se ci fossero e-mail o avvisi importanti
e, non trovandone, mi voltai per tornare in corridoio, andando quasi a sbattere contro Lauren Wells, che
stava controllando la sua posta.
Scusa mormorai.
Ehi esclam lei, prima di aver visto di chi si trattava. Poi, riconoscendomi, mi sorrise
sorpresa. Indossava una tuta da ginnastica rossa e scarpe da tennis bianche, il che era normale dato che
insegnava educazione fisica. Ehi, come va?
Lauren era arrivata alla Old Fairfield quattro anni prima, dopo essersi trasferita da un liceo di
New Haven in cui insegnava il suo ex marito. Quando il matrimonio era fallito non aveva pi voluto
lavorare nello stesso istituto con lui, o perlomeno questa era la voce che girava. Negli anni si era
guadagnata la reputazione di allenatrice di prim'ordine, ottenendo innumerevoli premi e medaglie alle
gare regionali, perci si era potuta permettere di scegliere fra diverse scuole. I presidi avevano fatto a
gara per accaparrarsela.
E Rolly aveva avuto la meglio. In privato mi aveva confessato di averla assunta per i vantaggi
che poteva averne la scuola, ma anche per "il corpo da favola, i vaporosi capelli biondi dai riflessi
ramati e i fantastici occhi nocciola".
Dapprima avevo detto: Ramati? Chi dice pi "ramati"?.
Poi dovevo averlo guardato in modo strano, perch Rolly si era affrettato a soggiungere:
Rilassati,  solo tanto per dire. L'unica cosa che riesco a sollevare ultimamente  la canna da pesca.
Lauren Wells non mi aveva mai neanche degnato di un'occhiata fino a che non era andato in
onda il programma sulla famiglia di Cynthia. Adesso, ogni volta che mi incontrava, si informava su
come andassero le cose.
Niente di interessante? mi domand.
Come, scusa? Per un attimo avevo pensato che si riferisse ai vassoi di ciambelle che di tanto
in tanto qualcuno di noi portava nella sala insegnanti.
Da Deadline spieg lei. Sono passate un paio di settimane, giusto? Ci sono novit sulla
famiglia di Cynthia?
Mi fece una strana impressione sentirle dire "Cynthia" e non "tua moglie". Sembrava quasi che
la conoscesse, anche se non si erano mai incontrate, almeno per quanto ne sapevo.
Magari l'aveva vista a qualche riunione scolastica a cui erano ammessi anche i coniugi.
No risposi.
Cynthia sar cos delusa disse lei, appoggiandomi una mano sul braccio con gesto
consolatorio.
Gi, be', vorrei proprio si facesse avanti qualcuno. Ci sar pur qualcuno che sa qualcosa, anche
dopo tutti questi anni.
Penso a voi in continuazione disse Lauren. Ne parlavo con una mia amica proprio l'altra
sera. E tu, come te la passi? Stai bene?
Io? domandai, sorpreso. Io sto bene, certo.
Perch prosegu Lauren con voce suadente qualche volta hai l'aria non so, forse non
dovrei dirlo, ma talvolta ti vedo in sala insegnanti e hai l'aria stanca. E triste.
Non so cosa mi colpisse di pi, che Lauren pensasse che ero stanco e triste o che mi avesse
osservato in sala insegnanti.
Sto bene risposi. Davvero.
Lei sorrise. Bene, mi fa piacere. Si schiar la gola. Devo proprio andare, adesso. Dobbiamo
fare quattro chiacchiere, prima o poi. Allung una mano e mi tocc di nuovo il braccio, soffermandosi
qualche istante prima di toglierla e scivolare fuori dalla stanza.
Mentre mi dirigevo verso l'aula per la lezione di scrittura creativa, mi dissi che chi aveva
organizzato l'orario scolastico in modo da mettere qualcosa di "creativo" alla prima ora, o non aveva la
minima idea di come fossero gli studenti del liceo o possedeva un senso dell'umorismo alquanto
macabro.
Lo avevo accennato a Rolly e la sua risposta era stata: Per questo si chiama cos. Occorre
molta creativit per catturare l'attenzione dei ragazzi di prima mattina. E se c' qualcuno in grado di
farlo, quello sei tu, Terry.
C'erano ventuno corpi nella stanza quando entrai, di cui circa la met spalmati sui banchi, come
se durante la notte qualcuno avesse asportato loro chirurgicamente la spina dorsale.
Appoggiai il caff e lasciai che lo zaino colpisse la cattedra con un suono sordo. Questo
risvegli la loro attenzione, perch sapevano cosa c'era dentro. In fondo alla classe, la diciassettenne
Jane Scavullo sedeva talmente accasciata sulla sedia che riuscivo a stento a vederle il cerotto sul mento.
Okay esordii. Ho corretto i vostri elaborati e ho trovato qualcosa di buono. Alcuni di voi
sono perfino riusciti a finire un intero paragrafo senza usare la parola "cazzo".
Un paio di risatine.
Non rischia il licenziamento se pronuncia quella parola? domand Bruno, un ragazzino
seduto accanto alla finestra, con due fili che gli uscivano dalle orecchie e sparivano all'interno del
giubbotto.
Spero proprio di s, cazzo risposi. Poi, indicando le orecchie:
Credi di poterteli togliere per il momento, Bruno?.
Il ragazzo si sfil gli auricolari.
Scartabellai fra gli elaborati, scritti per lo pi al computer, e ne estrassi uno.
Okay, come vi dico sempre, per mettere insieme qualcosa di interessante non  necessario
scrivere di carneficine, terroristi nucleari o alieni che spuntano fuori da un torace umano. Si possono
trovare spunti dalle situazioni pi ordinarie.
Una mano alzata. Bruno. Ordi cosa?
Ordinarie. Normali, comuni.
Allora perch non ha detto normali? Perch usare sempre parole sofisticate?
Sorrisi. Rimettiti gli auricolari, Bruno.
No, no, potrei perdermi qualcosa di ordinario.
Voglio leggervene uno proseguii, mostrando un foglio.
Vidi la testa di Jane sollevarsi di un millimetro. Forse aveva riconosciuto la carta a righe, i
compiti scritti a mano si riconoscevano subito fra i vari stampati al computer.
"Suo padre, o per meglio dire, il tizio che stava con sua madre da abbastanza tempo da pensare
di potersi definire tale" cominciai a leggere "prende una confezione di uova dal frigo, con una sola
mano ne spacca due in una scodella. Il bacon sfrigola gi in padella e, quando lei entra in cucina,
l'uomo le fa un cenno con la testa per dirle di sedersi al tavolo. Le chiede come vuole le uova e lei dice
che non ha importanza, perch non sa che altro dire, perch nessuno le ha mai chiesto come vuole le
uova prima d'ora. L'unica cosa che sua madre le ha preparato per colazione  una schifosissima cialda
scongelata nel tostapane. Pensa che qualunque cosa le prepari quell'uomo sar sempre meglio di una
dannata cialda di plastica scongelata".
Smisi di leggere e alzai lo sguardo. Commenti?
Un ragazzo dietro a Bruno disse: A me le uova piacciono poco cotte.
Mi piace esclam una ragazza dall'altra parte della classe.
Ti fa venir voglia di sapere com' questo tizio, non so: se gli importa di prepararle la colazione
magari non  uno stronzo totale. Tutti quelli con cui se la fa mia madre sono certi stronzi.
Magari il tizio le prepara la colazione perch vuole farsi anche lei, oltre alla madre osserv
Bruno.
Risate.
Un'ora pi tardi, mentre i ragazzi lasciavano l'aula, chiamai Jane.
Lei scivol accanto alla cattedra con aria riluttante. Sei arrabbiata? le chiesi.
Si strinse nelle spalle, passandosi una mano sul cerotto per evitare che lo notassi, ma riuscendo
solo ad attirare di pi l'attenzione.
Era un bel pezzo. E per questo che l'ho letto.
Un'altra scrollata di spalle.
Ho sentito che sei a rischio di sospensione.
 stata quella stronza a cominciare ribatt.
Scrivi bene osservai. Ho sottoposto l'altro tuo racconto al concorso per racconti della
biblioteca, quello per studenti.
Gli occhi di Jane cominciarono una piccola danza.
Quello che scrivi mi ricorda in parte la Oates proseguii.
Hai mai letto Joyce Carol Oates?
Jane scosse il capo.
Prova Ragazze cattive. Probabilmente non c' nella nostra biblioteca. Troppe parolacce. Ma lo
trovi alla Biblioteca di Milford.
Abbiamo finito? mi domand.
Annuii e lei prese la porta.
Trovai Rolly nel suo ufficio, intento a fissare lo schermo del computer. Vogliono pi test. Fra
poco non avremo neanche pi il tempo di insegnare. Non faremo altro che sottoporli a test dal
momento in cui arrivano fino a che non vanno a casa.
Che mi dici di quella ragazzina? domandai. Dovetti ricordargli di che ragazzina stavamo
parlando.
Jane Scavullo, gi, un vero peccato mormor. Non credo di avere neanche il suo attuale
indirizzo. L'ultimo che avevamo risale a un paio di anni fa, credo. La madre si  messa con un nuovo
tizio e si  portata appresso la ragazza.
A parte la rissa dissi mi sembra che stia un po' meglio negli ultimi mesi. Non crea pi tanti
problemi,  un po' meno spigolosa. Magari questo nuovo tizio con cui si  messa la madre Forse 
stato un bene per lei.
Rolly si strinse nelle spalle. Apr una scatola di biscotti che teneva sulla scrivania. Ne vuoi
uno? chiese, allungandomi la scatola.
Ne presi uno alla vaniglia.
Tutto questo mi sta logorando mormor Rolly. Non  pi come quando abbiamo
cominciato. Sai cosa ho trovato dietro la scuola l'altro giorno? Non solo cicche di canne, magari fosse
solo quello Ma anche pipette da crack e, non ci crederai, addirittura una pistola! Sotto i cespugli,
come se fosse semplicemente scivolata dalla tasca di qualcuno. Oppure chiss, magari l'avevano
nascosta.
Mi strinsi nelle spalle. Non era esattamente una novit.
Come stai, comunque? mi chiese Rolly. Mi sembri un po' gi oggi. Tutto bene?
Qualche problema a casa. Cyn fa molta fatica a lasciare a Grace anche solo uno spiraglio di
libert.
Sempre in cerca di asteroidi? mi domand. Rolly veniva spesso a casa nostra con sua moglie
Millicent e adorava parlare con Grace. Lei gli aveva fatto vedere il telescopio. Una bambina sveglia.
Deve aver preso dalla madre.
So bene perch si comporta cos. Se avessi passato quel che ha passato lei, sarei anch'io
apprensivo. Ma, merda, non so. Dice che c' una macchina.
Una macchina?
Una macchina marrone. L'ha vista gi due volte mentre accompagnava Grace a scuola.
E successo qualcosa?
No. Un paio di mesi fa era un SUV verde. L'anno scorso, un tizio con la barba fermo
all'angolo, che le guardava in modo strano.
Rolly addent un altro pezzetto di biscotto. Forse  colpa di quella trasmissione.
In parte, certo. E poi sono passati venticinque anni esatti dalla scomparsa della sua famiglia. E
molto dura per lei.
Sar il caso che le parli disse Rolly. E arrivato il momento di fare un giretto sulla spiaggia.
Negli anni dopo la tragedia, Rolly ogni tanto era andato a prendere Cynthia a casa della zia Tess e
l'aveva portata a prendere un gelato da Carvel, fra la Bridgeport Avenue e Clark Street. Facevano una
passeggiata sulla spiaggia di Long Island, talvolta chiacchierando, altre volte in silenzio.
Mi sembra un'ottima idea dissi. Andiamo anche da una psichiatra, ogni tanto, per parlare un
po'. La dottoressa Kinzler. Naomi Kinzler.
E come va?
Alzai le spalle. Secondo te che cosa  successo, Rolly?
Quante volte me l'hai chiesto, Terry?
Vorrei solo che finisse, che Cyn potesse avere delle risposte. E per questo che ha acconsentito
a partecipare alla trasmissione. Feci una pausa. Il fatto  che tu conoscevi Clayton. Andavi a pesca
con lui. Ti eri fatto un'idea di che persona fosse.
Conoscevo anche Patricia.
Ti sembravano tipi da abbandonare di punto in bianco la propria figlia?
No. Quel che penso, quel che ho sempre pensato nel profondo del cuore,  che siano stati
assassinati. Sai, come ho detto anche nell'intervista, un serial killer o roba del genere.
Annuii, bench la polizia non avesse mai creduto particolarmente a quella teoria. Non c'era
niente nella scomparsa della famiglia di Cynthia che facesse pensare al profilo tipico di un serial killer.
C' una cosa che non mi convince per soggiunsi. Se un serial killer fosse piombato in casa loro, li
avesse rapiti per poi ucciderli, perch non avrebbe dovuto prendere anche Cynthia? Perch risparmiare
lei?
Rolly non aveva una risposta. Posso farti io una domanda?
Certo.
Perch la nostra superdotata insegnante di ginnastica dovrebbe metterti un biglietto sulla
scrivania, per poi tornare un minuto dopo e riprenderselo?
Che cosa?
Ricordati, Terry, che sei un uomo sposato.
Capitolo 6
Quando Rolly ebbe finito di spiegarmi cosa avesse visto in sala insegnanti, nascosto dietro il
giornale che fingeva di leggere, scoprii che aveva delle buone notizie per me. Per il giorno seguente, di
prima mattina, l'insegnante di recitazione aveva fissato una sessione di prove per il consueto spettacolo
scolastico, che quest'anno era il musical Damn Yankees. Met dei ragazzi del mio corso di scrittura
creativa partecipava allo spettacolo, perci la mia lezione era stata soppressa. Con tanti studenti assenti,
anche il resto della classe non si sarebbe presentato.
Perci l'indomani mattina, mentre Grace piluccava il suo toast con la marmellata, annunciai:
Indovina chi ti accompagna a scuola oggi?.
La bambina si illumin in volto. Tu? Davvero?
S. L'ho gi detto alla mamma. Non ho la prima ora stamattina, perci
Ma mi accompagni proprio Cio, stai proprio vicino a me?
Sentii Cynthia scendere le scale e mi portai l'indice alle labbra.
Grace si zitt immediatamente.
Allora, Pulcino, ti accompagna il pap a scuola oggi disse. Pulcino. Era il vezzeggiativo con
cui la chiamava sua madre. Per te va bene?
Siii!
Cynthia inarc un sopracciglio. Ah, capisco. Non ti piace la mia compagnia.
Mamma! esclam Grace.
Cynthia sorrise. Non capivo se fosse veramente offesa. Grace lo capiva ancor meno di me,
tant' che cerc subito di riparare:
E solo che  divertente andare con pap, ogni tanto.
Cosa stai leggendo? mi chiese Cynthia. Avevo il giornale aperto sulle pagine immobiliari.
Una volta a settimana il giornale conteneva un inserto speciale sulle case in vendita.
Oh, niente.
No, davvero, pensi di cambiare casa?
Non voglio cambiare casa esclam Grace.
Nessuno cambia casa risposi. Penso solo che un po' di spazio in pi non guasterebbe.
Come facciamo ad avere pi spazio senza trasferirci? si inform Grace.
Okay risposi. Allora dovremmo trasferirci per avere pi spazio.
A meno che non aggiungiamo dello spazio sugger Cynthia.
Oh, esclam Grace, colpita da un'idea improvvisa potremmo costruire un osservatorio!
Cynthia scoppi a ridere. Veramente pensavo pi a un altro bagno.
No, no rispose Grace, che non voleva arrendersi. Possiamo costruire una stanza con un buco
nel soffitto per vedere le stelle quando fuori  buio, e io posso comprarmi un telescopio pi grande e
guardare direttamente il cielo e non fuori dalla finestra, che mi fa schifo.
Non dire "schifo" la rimprover Cynthia. Ma stava sorridendo.
Okay rispose Grace. Ho fatto una goffa?
Da anni ormai era diventato una specie di scherzo fra me e Cynthia dire goffa anzich gaffe, e
Grace aveva finito con il credere che si dicesse veramente cos.
No, tesoro, nessuna goffa risposi. E solo una parola che preferiremmo non sentire.
Dov' il mio permesso? chiese Grace, cambiando argomento.
Che permesso? domand sua madre.
Per la gita rispose Grace. Dovevate scrivermi il permesso.
Tesoro, non ci hai mai parlato della gita obiett Cynthia.
Non puoi uscirtene con queste cose all'ultimo minuto.
A cosa ti serve? domandai.
Andiamo a visitare il comando dei vigili del fuoco, oggi, ma ci serve il permesso scritto dei
genitori.
Ma perch non ce l'hai detto prima?
Non ti preoccupare intervenni. Te lo scrivo subito.
Salii di sopra, in quella che sarebbe dovuta essere la terza camera da letto, ma che era invece
una combinazione di guardaroba e studio. In un angolo c'era la scrivania che io e Cynthia dividevamo
per il computer e su cui correggevo i compiti e preparavo le lezioni. Di fianco tenevo anche la mia
vecchia Royal dei tempi dell'universit, che usavo ancora per scrivere brevi appunti, visto che ho una
calligrafia terribile e che trovo pi facile infilare un foglio nella macchina per scrivere che non
accendere il computer, aprire Word, creare un documento, stamparlo e cos via.
Cos scrissi un breve permesso per autorizzare Grace a lasciare l'edificio scolastico e andare a
visitare il comando dei vigili del fuoco. Speravo solo che le "e" che sembravano "c" non creassero
confusione, specialmente considerando che il nome di mia figlia veniva fuori "Grace".
Tornai di sotto e consegnai il permesso alla bambina, dicendole di infilarlo nello zaino in modo
da non perderlo.
Sulla porta, Cynthia mi si avvicin. Mi raccomando, aspetta che entri nell'edificio mormor,
mentre Grace, fuori portata d'orecchio, compiva delle piroette sul viale d'accesso.
E se vogliono fermarsi a giocare un po'? domandai. Se vedono uno come me che si aggira
nei dintorni non chiameranno la polizia?
Se vedessi uno come te aggirarsi nei dintorni, ti farei arrestare in un battibaleno rispose
Cynthia. Almeno accompagnala fino in cortile. Tutto qui. Poi mi attir a s. E cos, quando devi
essere a scuola, esattamente?
Alla seconda ora.
Perci ti resta almeno un'altra ora mi disse lanciandomi un'occhiata che avrei voluto scorgere
pi spesso sul suo viso.
Gi, signora Archer, proprio cos. Perch, aveva in mente qualcosa?
Forse, signor Archer rispose sorridendomi e dandomi un bacio leggero sulle labbra.
Ma Grace non si insospettir quando le far fare tutta la strada di corsa fino a scuola?
Vai, vai rise lei, sospingendomi fuori dalla porta.
Allora, qual  il piano? mi domand Grace, mentre ci incamminavamo lungo il marciapiede.
Piano? Non c' nessun piano.
Voglio dire, fino a dove mi accompagni?
Pensavo di entrare con te e magari sedermi in classe per un'oretta.
Pap, non scherzare!
Chi sta scherzando? Mi piacerebbe stare un po' in classe con te. Vedere se ti comporti bene.
Non ci entri neanche, nel banco mi fece notare Grace.
Potrei sedermi sul banco. Non sono schizzinoso.
La mamma sembrava contenta oggi osserv Grace.
Ma certo risposi. La mamma  spesso contenta. Grace mi lanci un'occhiataccia per
sottolineare che non ero del tutto onesto con lei. Tua madre ha un sacco di pensieri per la testa in
questi giorni. Non  stato un periodo facile per lei.
Perch sono passati esattamente venticinque anni osserv Grace. Cos, come se niente fosse.
Gi.
E anche per quel programma in tv prosegu lei. Non capisco perch non me lo avete fatto
vedere. L'avete registrato, no?
Non volevamo che ci stessi male dissi. Per tutte le cose che le sono successe.
Una mia amica lo ha registrato prosegu Grace a bassa voce. L'ho gi visto, sai? concluse
in tono di sfida.
Come hai fatto a vederlo? Cynthia teneva Grace al guinzaglio, l'accompagnava e l'andava a
prendere a scuola, controllando da chi andava a giocare. Che Grace si fosse portata il nastro a casa e
l'avesse guardato a volume basso mentre eravamo su nello studio?
Sono andata a casa sua per pranzo rispose Grace.
Neanche a otto anni riesci a tenerli sotto controllo. Fra cinque anni sarebbe stata un'adolescente.
Ges!
Chiunque te l'abbia lasciato vedere, ha fatto male osservai.
Quel poliziotto era davvero cattivo.
Quale poliziotto? Di che cosa stai parlando?
Quello del programma. Sai, quello che vive in quella roulotte luccicante. Ha detto che era
strano che fosse rimasta solo la mamma. Io lo so cosa voleva dire. Voleva dire che era stata la mamma.
Che li aveva uccisi lei.
S, be', quello  un vero stronzo.
Grace si gir di scatto a guardarmi. Goffa esclam.
Le parolacce non sono goffe ribattei scuotendo la testa, non volendo addentrarmi in una
discussione.
La mamma voleva bene a suo fratello Todd?
Certo che gli voleva bene. Litigavano, come tutti i fratelli, ma gli voleva bene. E non  stata lei
a ucciderlo, come non ha ucciso sua madre e suo padre, e mi spiace che tu abbia visto il programma e
sentito quello stronzo - s, stronzo - di detective insinuare una cosa del genere. Feci una pausa. Lo
dirai alla mamma che hai visto la trasmissione?
Grace, ancora sconcertata dal fatto che avessi usato ben due volte quella parola, scosse la testa.
Penso che si arrabbierebbe.
Probabilmente era vero, ma non volevo ammetterlo. Be', prima o poi dovresti dirglielo, magari
quando ti sembra una giornata che promette bene.
Oggi sar una buona giornata ribatt Grace. Non ho visto asteroidi ieri sera, perci
dovremmo essere al sicuro, almeno fino a stanotte.
Buono a sapersi.
Adesso  meglio che ti fermi disse Grace. Davanti a noi, vidi altre bambine della sua et,
forse erano le sue amichette.
Sbucavano a frotte dalle vie laterali. A tre isolati di distanza si intravedeva gi la scuola.
Siamo vicini afferm Grace. Puoi guardarmi da qui.
D'accordo dissi. Senti che cosa facciamo: tu ti incammini e io ti seguo con la mia
camminata da vecchio.
Cosa?
Presi a muovermi a fatica, trascinando i piedi e Grace scoppi a ridere. Ciao, pap esclam e
cominci ad accelerare.
Continuai a tenerla d'occhio, procedendo a piccoli passi, e lasciandomi superare da altri bambini
che arrivavano a piedi, in bici o sullo skateboard.
Grace non si gir neanche a guardarmi. Stava correndo per raggiungere le sue amichette,
gridando: Aspettatemi!. Infilai le mani in tasca e cominciai a pensare al ritorno a casa e ai momenti
di intimit con Cynthia.
Fu in quel momento che la macchina marrone mi pass accanto.
Era un modello antiquato, americano, abbastanza comune, un'Impala forse, leggermente
arrugginita attorno ai cerchioni.
Vetri oscurati, uno di quei lavori da quattro soldi, finestrini ricoperti di bolle d'aria che facevano
sembrare l'auto ammalata di morbillo.
Rimasi a osservarla incedere lentamente fino all'angolo prima della scuola, dove Grace stava
chiacchierando con due compagne.
La macchina si arrest a pochi metri da Grace e per un istante il cuore mi balz in gola.
Poi una delle frecce posteriori della macchina prese a lampeggiare, la vettura svolt a destra e si
allontan, scomparendo alla vista.
Grace e le sue amiche, aiutate da un vigile con il giubbotto arancione e un enorme cartello di
STOP, attraversarono la strada fino al cancello della scuola. Con mia grande sorpresa, Grace si volt e
mi fece un cenno con la mano. Sollevai la mano e risposi al saluto. Okay, d'accordo, c'era un'auto
marrone.
Ma nessuno era balzato fuori di corsa per rapire mia figlia o qualche altro bambino. Se l'autista
era uno spietato serial killer - supponendo che ce ne fossero di compassionevoli - evidentemente non
era in vena di omicidi seriali, quella mattina.
Sembrava un tizio che andava al lavoro.
Mi attardai ancora un istante, aspettando che Grace venisse inghiottita dalla marea di teste, e mi
sentii invadere dalla tristezza. Nell'universo di Cynthia, tutti complottavano per strapparti i tuoi cari.
Forse, se non fossi stato immerso in quei pensieri, mi sarei mosso con passo pi celere nel
tornare verso casa. Ma avevo rallentato per scrollarmi di dosso la malinconia e cercare di ritrovare uno
stato d'animo pi sereno. Dopotutto mia moglie mi stava aspettando, probabilmente sotto le coperte.
Perci feci gli ultimi metri di gran carriera, percorrendo velocemente il viale d'ingresso e
urlando mentre entravo dalla porta: Sono tornaaaato!.
Nessuna risposta.
Pensai che Cynthia fosse gi a letto, in attesa che salissi al piano di sopra, ma appena messo
piede sul primo gradino sentii la sua voce dalla cucina. Una voce spenta: Sono qui.
Mi affacciai alla soglia. Cynthia sedeva al tavolo, fissando il telefono di fronte a s, il volto
prosciugato da ogni colore.
Che  successo? domandai.
Ha telefonato una persona rispose lei a bassa voce.
Chi?
Non l'ha detto.
Be', che cosa voleva?
Ha detto solo che doveva riferirmi un messaggio.
Che tipo di messaggio?
Che mi perdona.
Che cosa?
Ha detto che la mia famiglia mi perdona per quel che ho fatto.
Capitolo 7
Mi sedetti accanto a lei al tavolo della cucina. Posai una mano sulle sue e le sentii tremare.
D'accordo esordii. Cerca di ricordare le parole esatte.
Te l'ho detto ribatt con voce tagliente. Poi si morse le labbra.
Ha detto Okay, aspetta. Cerc di riprendersi. Il telefono  squillato, ho detto "pronto" e
lui: "Parlo con Cynthia Bigge?". La cosa mi ha sconcertato, nessuno mi chiama pi cos, ma ho risposto
che s, ero io. E lui ha detto non riesco ancora a crederci ha detto: "La tua famiglia ti perdona".
Pausa. "Per quel che hai fatto." Io non sapevo cosa rispondere. Penso di avergli chiesto chi era,
di cosa stava parlando.
E lui che cosa ha risposto?
Non ha detto nient'altro. Ha riattaccato. Una lacrima solitaria le rig il volto. Perch dire
una cosa del genere? In che senso mi perdonano?
Non lo so replicai. Probabilmente uno squilibrato. Che ha visto il programma.
Ma perch chiamare e dire una cosa del genere? A che scopo?
Mi avvicinai al telefono. Era l'unico in casa con un piccolo display per l'identificazione delle
chiamate.
Perch dirmi che la mia famiglia mi perdona? Che cosa pensano che abbia fatto? Non capisco.
E se pensano che abbia fatto qualcosa, come fanno a perdonarmi? Non ha alcun senso, Terry.
Lo so. E pazzesco. Hai visto da dove veniva la chiamata?
Ho guardato ma non c'era niente sul display e quando ha riattaccato ho cercato di vedere se
fosse rimasto un numero nella memoria delle chiamate in arrivo.
Premetti il pulsante di riepilogo delle chiamate. Non risultavano telefonate negli ultimi minuti.
Qui non c' niente mormorai.
Cynthia tir su con il naso, si asciug la lacrima dalla guancia e si chin sul telefono. Devo
aver Dunque, vediamo, cosa ho fatto? Volevo controllare da dove arrivasse la chiamata, cos ho
premuto questo tasto.
Ma cos l'hai cancellata ribattei.
Che cosa?
Hai cancellato l'ultima chiamata.
Oh, merda esclam Cynthia. Ero cos agitata, sconvolta. Non sapevo neanche cosa stessi
facendo.
Certo mormorai. Allora quell'uomo, che voce aveva?
Ma Cynthia non mi stava a sentire. Aveva un'espressione strana sul viso. Non riesco a
crederci. Ho cancellato la chiamata. Ma tanto non era comparso niente sullo schermo. Sai, solo la
dicitura numero privato.
D'accordo, non ci pensare pi. Ma l'uomo, che voce aveva?
Cynthia sollev una mano a mezz'aria, con un gesto stanco.
Una voce da uomo. Parlava piano, come se volesse camuffarla, ma non ho notato niente di
particolare. Si interruppe, colpita da un'idea improvvisa. Forse dovremmo chiamare la compagnia dei
telefoni. Potrebbero avere traccia della telefonata, magari l'hanno addirittura registrata.
Non tengono traccia di tutte le chiamate, replicai anche se c' chi lo pensa. E poi che cosa
potremmo dire? Si  trattato di una chiamata isolata, da parte di uno squilibrato che probabilmente ha
visto la trasmissione. Non ti ha minacciata, non ha neanche usato un linguaggio osceno.
Le circondai le spalle con un braccio. Non non ti preoccupare. Sono in tanti a sapere quel
che ti  capitato. Sei un bersaglio facile. Sai che cosa dovremmo richiedere?
Che cosa?
Un numero riservato. Cos la smettiamo di ricevere telefonate del genere.
Cynthia scosse il capo. No, non voglio.
Non dovrebbe costare granch e inoltre
No, non lo voglio fare.
Perch no?
Deglut a fatica. Perch quando saranno pronti a chiamarmi, quando la mia famiglia decider
finalmente di mettersi in contatto, voglio che abbiano la possibilit di trovarmi.
Avevo un po' di tempo libero dopo pranzo, cos scivolai fuori da scuola, attraversai la citt in
macchina ed entrai da Pamela's con quattro caff.
Pamela's non era esattamente una boutique di grido e Pamela Forster, che ai tempi della scuola
era la migliore amica di Cynthia, non mirava a una clientela giovane e alla moda.
Gli scaffali erano pieni di capi di abbigliamento piuttosto tradizionali, il tipo di abiti - scherzavo
sempre con Cynthia - preferito dalle donne che indossano scarpe comode.
D'accordo, non  esattamente l'Emporio Armani ammetteva Cynthia. Ma l non potrei
certo avere la flessibilit di orario che mi consente Pam per andare a prendere Grace a scuola.
E questo era quanto.
Cyn era in fondo al negozio, fuori dal camerino di prova, intenta a parlare con una cliente
attraverso la tenda. Vuole provare la taglia pi grande? domand.
Non mi aveva visto, ma Pam, che era alla cassa, mi sorrise.
Ehi, ciao. Pam, alta e sottile, portava tacchi da otto centimetri e un abito molto alla moda che
sicuramente non era merce del suo negozio. Rivolgersi a una clientela poco familiare con le pagine di
Vogue non significava doversi mettere sotto tono.
Sei troppo gentile esclam, guardando le quattro tazze di caff.
Ma siamo solo io e Cyn a guardia del forte, per il momento. Ann  in pausa.
Magari sar ancora caldo quando ritorna.
Pam sollev il coperchio di plastica e vers nel caff una bustina di dolcificante. Allora, come
va?
Bene.
Cynthia dice che non ci sono novit. Dal programma.
Ma volevano tutti parlare solo di quello? Lauren Wells, mia figlia, e ora anche Pamela Forster.
Esatto risposi.
Glielo avevo detto di non farlo prosegu Pam, scuotendo la testa.
Ah, s? Questa mi giungeva nuova.
Molto tempo fa. Quando l'hanno chiamata la prima volta. Le ho detto: tesoro, non svegliare il
can che dorme. Non ha senso agitare le acque.
S, be' mormorai.
Le ho detto: senti, sono passati venticinque anni, giusto? Quel che  stato  stato, se non riesci
ad andare avanti con la tua vita dopo che  passata cos tanta acqua sotto i ponti, cosa farai fra cinque
anni, o dieci?
Non me l'aveva mai detto dissi.
Cynthia si accorse di noi due e fece un cenno di saluto, senza lasciare la postazione fuori del
camerino.
La donna nel camerino si sta provando dei vestiti che non le staranno mai mi bisbigli
Pamela. E gi uscita di qui senza pagare, perci la teniamo d'occhio.
Ha rubato in negozio? esclamai, e Pamela annu.
Ma se ha rubato perch non l'avete denunciata? Perch la lasciate tornare?
Non possiamo provarlo. Abbiamo solo dei sospetti. Le abbiamo fatto capire che sappiamo
senza dirlo esplicitamente, e non la perdiamo mai di vista.
Cominciai a formarmi un'immagine della donna dietro la tenda. Giovane, aria da dura, un po'
arrogante. Il tipo di persona che additeresti subito in un confronto all'americana, magari con un
tatuaggio sulla spalla o
La tenda del camerino si sollev e ne usc una donna bassa e tracagnotta, vicina ai cinquanta,
che riconsegn diversi vestiti a Cynthia. Se avessi dovuto associarla a uno stereotipo, l'avrei definita
una bibliotecaria. Non trovo niente che mi piaccia oggi disse gentilmente e ci pass accanto
avviandosi all'uscita.
Quella? domandai a Pamela.
Una vera catwoman rispose Pamela.
Cynthia si avvicin e mi diede un bacio sulla guancia.
Caff a domicilio? Qual  l'occasione?
Avevo un po' di tempo libero risposi. E ho pensato sai?
Pamela si scus e si avvi verso il retro del negozio, portandosi la tazza di caff.
E per stamattina afferm Cynthia.
Eri piuttosto sconvolta dopo la telefonata. Volevo vedere come stavi.
Sto bene disse con poca convinzione, e bevve un sorso di caff.
Sto bene.
Pam mi ha detto che aveva cercato di convincerti a non partecipare a Deadline.
Neanche tu eri particolarmente entusiasta.
Ma non mi avevi detto che lei era contraria.
Sai bene che Pam non si tira mai indietro quando si tratta di dire la sua. Pensa anche che
dovresti perdere un paio di chili.
Il commento mi lasci di sasso e mi affrettai a cambiare argomento.
Cos quella signora, quella che stava provando i vestiti,  una ladra?
Mai giudicare dalle apparenze rispose Cynthia, bevendo un altro sorso.
Era il giorno della seduta di psicoterapia. Cynthia si era organizzata per lasciare Grace a casa di
un'amica dopo la scuola e, finito il lavoro, ci eravamo diretti nello studio della dottoressa Kinzler. Negli
ultimi quattro mesi eravamo andati da lei ogni quindici giorni. Ci era stata raccomandata dal nostro
medico di famiglia, che aveva inutilmente cercato di guarire Cynthia dalle sue ansie, giungendo infine
alla conclusione che fosse meglio per lei, per tutti e due, parlare con qualcuno piuttosto che
bombardarla di farmaci.
Fin dall'inizio ero stato abbastanza scettico sul fatto che parlare con uno psichiatra avrebbe
portato qualche risultato e, dopo aver partecipato a quasi dieci sedute, non ero pi ben disposto. Lo
studio della Kinzler si trovava nella zona ovest di Bridgeport, e dalle finestre si vedeva il casello
dell'autostrada, sempre che le tende non fossero tirate, come quel pomeriggio.
Probabilmente si era accorta che la volta precedente avevo guardato fuori dalla finestra tutto il
tempo, seguendo con la mente il passaggio degli autoarticolati.
Talvolta la dottoressa ci vedeva insieme, altre volte chiedeva a uno di noi di uscire per un
colloquio individuale.
Non ero mai stato da uno strizzacervelli prima di allora.
Tutto ci che sapevo dell'argomento veniva da I Soprano, dove la dottoressa Melfi aiutava Tony
ad affrontare i suoi problemi.
Non riuscivo a decidermi se i nostri problemi fossero pi o meno gravi dei suoi. Tony aveva
continuamente gente che gli scompariva intorno, ma spesso aveva affrontato la cosa da solo. Dalla sua
aveva il vantaggio di sapere esattamente cosa fosse accaduto a quelle persone.
La dottoressa Kinzler non assomigliava per niente al dottor Melfi. Era piccola e paffuta, con i
capelli grigi raccolti e fermati da mollette. Era vicina alla settantina e aveva abbastanza esperienza da
saper tenere a bada le sofferenze altrui e impedire che le si insinuassero sotto pelle.
Allora, che c' di nuovo dalla nostra ultima seduta? domand.
Non sapevo se Cynthia volesse affrontare l'argomento della telefonata di quella mattina. Per
certi versi, avrei preferito di no, non pensavo fosse importante, credevo di essere riuscito a
tranquillizzarla con l'improvvisata al negozio. Perci, prima che Cynthia potesse rispondere, mi
affrettai a dire: Tutto bene. Va tutto bene.
Come sta Grace?
Grace sta bene risposi. L'ho accompagnata a scuola stamattina. Abbiamo fatto una bella
chiacchierata.
Di che cosa avete parlato? chiese Cynthia.
Del pi e del meno. Sai, le solite cose.
Controlla sempre il cielo di notte? chiese la dottoressa.
In cerca di meteoriti?
Feci un gesto noncurante con la mano. Non  niente.
Ah, davvero? chiese la dottoressa.
Ma certo ribattei. E molto interessata al sistema solare, allo spazio, agli altri pianeti.
Ma le avete comprato un telescopio.
Certo.
Perch ha paura che un asteroide possa distruggere la Terra mi ricord la Kinzler.
L'aiuta a calmare le paure, inoltre lo usa per guardare le stelle e i pianeti ribattei. E anche i
nostri vicini, per quanto ne so. Sorrisi.
Che mi dite del suo livello di ansia, in generale? Pensate che sia aumentato o diminuito?
Diminuito risposi proprio mentre Cynthia diceva: Sempre alto.
La dottoressa Kinzler inarc il sopracciglio di un millimetro.
Detestavo quel gesto.
Credo sia ancora ansiosa conferm Cynthia, lanciandomi un'occhiata. A volte  molto
fragile.
La Kinzler annu con aria meditabonda. Secondo lei cosa significa? domand, con lo sguardo
puntato su Cynthia.
Cynthia non era stupida. Sapeva dove voleva andare a parare la Kinzler. Non era la prima volta
che ci passava. Lei pensa che Grace percepisca la mia ansia.
Le spalle della dottoressa si sollevarono di un millimetro.
Una scrollata di spalle cauta. Lei che cosa pensa?
Cerco di non esternare le mie paure di fronte alla bambina rispose Cynthia. Evitiamo di
parlare di certe cose davanti a lei.
Feci un piccolo rumore, una specie di sbuffo, abbastanza da attrarre la loro attenzione.
S? mi disse la dottoressa.
Lo sa, dissi Grace sa molto pi di quanto lasci capire. Ha visto la trasmissione.
Che cosa? esclam Cynthia.
L'ha vista a casa di un'amica.
Chi? scatt Cynthia. Voglio il nome.
Non lo so. E non penso sia il caso di estorcerglielo con la forza.
Lanciai un'occhiata alla Kinzler. Metaforicamente parlando.
La Kinzler annu.
Cynthia si morse il labbro inferiore. Non  pronta. Non  il caso che sappia certe cose su di
me. Non adesso. Deve essere protetta.
E uno degli aspetti pi difficili dell'essere genitori obiett la Kinzler. Rendersi conto di non
poter proteggere i propri figli da ogni cosa.
Cynthia parve riflettere un istante su quell'osservazione.
C' stata una telefonata mormor.
Raccont alla dottoressa i dettagli, offrendo un resoconto parola per parola. Le domande della
Kinzler furono molto simili alle mie. Se aveva riconosciuto la voce, se l'uomo aveva mai chiamato
prima, cose del genere. Secondo lei cosa significa che la sua famiglia la perdona? chiese infine.
Non significa proprio niente obiettai. Era la chiamata di uno squilibrato.
La dottoressa Kinzler mi lanci un'occhiata che significava pressappoco: "Chiuda il becco! ".
E questo che mi lascia pi perplessa rispose Cynthia.
Per cosa dovrebbero perdonarmi? Per non averli cercati? Per non aver fatto di pi per scoprire
cosa fosse successo?
Che poteva fare? ribatt la Kinzler. Era una bambina. A quattordici anni si  ancora
bambini.
E poi mi chiedo, danno forse la colpa a me per quanto  successo? E per colpa mia che se ne
sono andati? Cosa posso aver mai fatto per farli scappare nel cuore della notte, abbandonandomi?
Una parte di lei crede ancora di essere in qualche modo responsabile afferm la Kinzler.
Sentite intervenni, prima che Cynthia potesse rispondere.
E stata la telefonata di uno squilibrato. Chiunque pu aver visto quel programma. Il mondo 
pieno di maniaci che si divertono a telefonare alla gente.
La Kinzler sospir lievemente e mi guard. Terry, forse  il momento che io e Cynthia
parliamo un po' da sole.
No, no, non c' problema obiett Cynthia. Non voglio che esca.
Terry prosegu la dottoressa, sforzandosi di essere gentile, anche se si vedeva benissimo che
era seccata. Magari si tratta di uno squilibrato, ma quel che ha detto potrebbe comunque scatenare
reazioni in Cynthia, e cercando di capire queste reazioni possiamo avere maggiori possibilit di
risolvere la situazione.
E cos' esattamente che stiamo cercando di risolvere? domandai. Non volevo essere
polemico. Mi interessava sul serio. Non voglio fare il polemico,  solo che ho perso di vista quale sia
l'obiettivo, al momento.
Stiamo cercando di aiutare Cynthia a elaborare il traumatico incidente dell'adolescenza, che in
questi giorni  entrato in risonanza. E questo non solo per il suo bene, ma anche per il bene del vostro
rapporto.
Il nostro rapporto va benissimo replicai.
Non sempre mi crede esclam Cynthia.
Che cosa? proruppi.
Non sempre mi credi ripet. Me ne accorgo. Come quando ti ho raccontato dell'auto
marrone. Tu pensi che non ci sia niente di allarmante. O quando oggi non sei riuscito a rintracciare la
telefonata sul display: ti sei chiesto se non me la fossi inventata.
Non ho mai detto una cosa simile risposi, cercando lo sguardo della dottoressa Kinzler, come
se lei fosse un giudice e io un imputato che cerca disperatamente di provare la propria innocenza. Non
 vero. Non ho mai detto cose del genere.
Ma so che le pensi ribatt Cynthia, senza astio nella voce. Allung una mano e mi sfior il
braccio. E, onestamente, non posso biasimarti. So che impressione do, a volte. So quanto sia dura
vivere con me. E non solo negli ultimi mesi, ma da sempre. Questa faccenda  come una cappa sospesa
su di noi. Ho cercato di archiviarla, di chiuderla in un armadio, ma di tanto in tanto  come se aprissi
quella porta per sbaglio e mi rovinasse tutto addosso. Quando ci siamo conosciuti
Cynthia, non c' bisogno di
Quando ci siamo conosciuti sapevo che avvicinarmi a te avrebbe significato riversare sulle tue
spalle parte del dolore che provavo, ma sono stata egoista. Desideravo disperatamente il tuo amore,
anche se questo significava costringerti a condividere la mia sofferenza.
Cynthia
E tu sei stato cos paziente, dico sul serio. E ti amo per questo. Devi essere l'uomo pi paziente
del mondo. Se fossi al posto tuo sarei cos esasperata. "Falla finita" ti direi "cerca di superarla una volta
per tutte. E successo migliaia di anni fa, come ha detto Pam. Cerca di superarla!"
Non ho mai detto una cosa del genere.
La dottoressa Kinzler ci guardava.
Be', me lo dico da sola, talvolta prosegu Cynthia. Centinaia di volte. E vorrei poterlo fare.
Ma talvolta, e so che potr sembrarvi pazzesco
Io e la Kinzler rimanemmo zitti.
Talvolta li sento. Li sento parlare, mia madre, mio fratello, pap. Come se fossero nella stanza
con me. Parlano.
Fu la Kinzler a rompere il silenzio. E lei risponde?
Credo di s disse Cynthia.
Questo avviene mentre sogna? si inform la Kinzler.
Cynthia parve riflettere. Dev'essere cos. Voglio dire, non li sento in situazioni come questa.
Accenn un sorriso triste.
Non li ho sentiti in macchina mentre venivamo qua.
Dentro di me, sospirai di sollievo.
Perci forse succede quando dormo, o quando sogno a occhi aperti. Ma  come se fossero
intorno a me, come se cercassero di parlarmi.
E cosa cercano di dirle? chiese la Kinzler.
Cynthia tolse la mano dal mio braccio e l'allacci all'altra in grembo. Non so. Varie cose. A
volte, sono solo chiacchiere. Niente di particolare. Cosa mangeranno per cena, cosa c' alla tv, niente di
importante. Altre volte invece
Dovevo aver mosso le labbra come per dire qualcosa, perch la Kinzler mi scocc un'altra
occhiata ammonitrice. Ma non volevo dire niente. La mia bocca si era aperta come per anticipare le
parole di Cynthia. Era la prima volta che la sentivo ammettere che la sua famiglia le parlava.
Altre volte credo che mi chiedano di unirmi a loro.
Unirsi a loro? ripet la Kinzler.
S, per poter essere di nuovo una famiglia.
E lei cosa risponde? sempre la Kinzler.
Rispondo che vorrei, ma non posso.
Perch? domandai.
Cynthia mi fiss negli occhi e sorrise tristemente. Perch non so se potrei portare te e Grace
con me.
Capitolo 8
Perch non saltiamo tutti i preamboli e non lo facciamo subito? domand l'uomo. Cos
posso tornare a casa.
No, no, no ribatt lei in tono di rimprovero. Poi si interruppe un momento, cercando di
recuperare un minimo di tranquillit.
So che vorresti tornare a casa. E anch'io non vedo l'ora. Ma dobbiamo prima occuparci delle
altre faccende. Non essere impaziente. Quando ero pi giovane anch'io ero impetuosa e troppo
impulsiva. Ma adesso so che  meglio prendersi tutto il tempo necessario se si vogliono fare le cose per
bene.
Lo sent sospirare dall'altro capo della linea. Non voglio rovinare tutto.
E non lo farai. Sei sempre stato una persona di buon senso, lo sai. E bello averne almeno uno
in famiglia. Risatina. Sei un bravo ragazzo e ti voglio bene, pi di quanto tu possa immaginare.
Non sono pi un ragazzo ormai.
Neanch'io sono pi tanto giovane, ma per me tu sarai sempre un ragazzo.
Mi far un effetto strano farlo.
Lo so. Ma  proprio ci che cerco di spiegarti. Se avrai pazienza, quando arriver il momento,
una volta sistemato tutto, sembrer la cosa pi naturale al mondo.
Se lo dici tu. Non sembrava molto convinto.
Ricordati sempre una cosa. Quel che stai per fare  parte di un disegno molto pi complesso.
Ne facciamo parte tutti. L'hai gi vista?
S.  stato strano. Una parte di me avrebbe voluto dirle: "Ehi, ciao, non crederesti mai chi
sono".
Capitolo 9
Il fine settimana successivo andammo a trovare Tess, la zia di Cynthia, che viveva in una
modesta casetta a met strada fra Derby e Milford, in una traversa della grande arteria alberata che
collegava le due cittadine. Tess abitava a meno di venti minuti da casa nostra, ma non ci vedevamo cos
spesso come avremmo dovuto. Perci, nelle occasioni speciali, come il giorno del Ringraziamento,
Natale o, in questo caso, il suo compleanno, cercavamo sempre di ritrovarci tutti insieme.
Per me andava bene. Amavo Tess quasi quanto Cynthia.
Non solo perch era una gran bella vecchia ragazza (quando la chiamavo cos mi fulminava con
un'occhiataccia), ma per quanto aveva fatto per Cynthia dopo la scomparsa dei suoi.
Aveva preso in casa un'adolescente che a quei tempi, e Cynthia era la prima ad ammetterlo, era
una bella gatta da pelare.
Non avevo altra scelta era solita ripetere. Era la figlia di mia sorella, e mia sorella era
scomparsa, insieme con il marito e con mio nipote. Che altro avrei potuto fare?
Tess era a suo modo irascibile e bisbetica, ma il suo era solo un atteggiamento difensivo. Sotto
la superficie era una caramella mou. Del resto aveva tutti i diritti di essere un po' bisbetica.
Suo marito l'aveva lasciata prima che nascesse Cynthia per una cameriera di Stamford e, per
citare le parole esatte di Tess; se n'era andato affanculo con lei nell'Ovest e per fortuna non ne aveva
mai pi sentito parlare. Tess, che anni prima aveva lasciato il posto nella fabbrica di componenti radio,
al momento della tragedia lavorava alla Societ Autostrade e guadagnava appena per mantenersi e
pagare le bollette. Non le rimaneva granch per mantenere un'adolescente, ma aveva fatto del suo
meglio. Non aveva mai avuto figli e, una volta sparito quel buono a nulla del marito, non le era
spiaciuto avere qualcuno con cui condividere la vita, malgrado le circostanze tragiche e avvolte nel
mistero.
Tess andava per i settanta adesso, era in pensione e viveva dell'assegno dell'assistenza sociale e
della sua pensione. Faceva giardinaggio, giocava a golf e compiva occasionali gite in pullman, come
l'autunno scorso in Vermont e in New Hampshire, per ammirare gli incredibili colori autunnali delle
foglie. Un pullman pieno di vecchi, pensavo di uccidermi! Ma non conduceva una gran vita sociale.
Non era un'estroversa e certo non amava partecipare agli incontri dell'associazione per pensionati.
Ma si teneva sempre aggiornata su quanto accadeva nel mondo, era abbonata a Harper's,
The New Yorker e The Atlantic Monthly, e non si faceva certo scrupolo a palesare la propria
opinione radicale. Quel presidente mi disse un giorno al telefono sarebbe perfino capace di far
passare un sacco di patate per il vincitore del premio Nobel. Avere trascorso gran parte
dell'adolescenza con Tess aveva aiutato a formare il carattere e le opinioni di Cynthia e aveva senza
dubbio contribuito alla sua decisione di perseguire, nei primi anni di matrimonio, una carriera nel
sociale.
Tess ci adorava tutti. Specialmente Grace.
Sono andata a frugare negli scatoloni in cantina annunci Tess, dopo gli abbracci iniziali. E
guarda cos'ho trovato!
Si chin in avanti sulla poltrona, scost una copia del New Yorker e porse a Grace un librone
dalla copertina rigida che si intitolava Cosmo, di Cari Sagan. Grace fece tanto d'occhi al caleidoscopio
di stelle sulla copertina.
E un libro piuttosto vecchio disse Tess, in tono di scusa.
Ha quasi trent'anni, il tizio che l'ha scritto sar morto ormai, e sono sicura che ci sar un sacco
di roba migliore in internet, ma ho pensato che potesse interessarti.
Grazie! esclam Grace afferrando il libro e lasciandolo quasi cadere a terra, da quanto
pesava. C' qualcosa sugli asteroidi?
Probabilmente rispose Tess.
Grace corse gi in cantina dove sapevo si sarebbe accoccolata sul divano di fronte alla tv,
magari avvolta in una coperta, a sfogliare le pagine del libro.
Che pensiero carino le sussurr Cynthia, chinandosi a darle forse il quarto o quinto bacio
dacch eravamo arrivati.
Non aveva senso gettarlo via ribatt Tess. Avrei potuto regalarlo alla biblioteca, ma pensate
che vogliano un libro vecchio di trent'anni? Come stai tesoro? domand poi a Cynthia.
Hai un'aria un po' stanca.
Sto bene rispose Cynthia. E tu? Mi sembri un po' tirata oggi.
Oh, sto bene, pi o meno replic Tess, scrutandoci da sopra gli occhiali da presbite.
Le allungai un sacchetto di carta con i manici intrecciati.
Abbiamo qualcosa per te.
Oh, non dovevate mormor Tess. Qua, datemi il bottino!
Chiamammo Grace, in modo che assistesse all'apertura dei regali: un paio di guanti da
giardinaggio, una sciarpa di seta rossa e verde, e una confezione di pasticcini. Tess fece la sua parte di
Oooh e Aaah mentre apriva ogni regalo. I pasticcini sono da parte mia annunci Grace. Zia Tess?
S, tesoro?
Perch hai cos tanta carta igienica in casa?
Grace! la rimprover Cynthia.
Ecco, questo s che  una goffa mormorai.
Tess fece un gesto noncurante con la mano, come a dire che ci voleva ben altro per metterla in
imbarazzo. Come molte persone anziane, Tess tendeva a fare incetta di certi articoli.
La dispensa del seminterrato era stipata fino al soffitto. Quando  in offerta spieg Tess ne
prendo sempre in pi.
Mentre Grace scendeva di nuovo nel seminterrato, Tess sussurr: Quando arriver l'apocalisse,
sar l'unica a potersi pulire il culo. L'apertura dei regali sembrava averla spossata e si appoggi
all'indietro sulla poltrona con un sospiro.
Tutto bene? le domand Cynthia.
Sto benissimo rispose Tess. Poi, come se le fosse venuto un pensiero improvviso, esclam:
Oh, non posso crederci! Volevo comprare del gelato per Grace!.
Non fa niente ribatt Cynthia. Tanto pensavamo di portarti fuori a cena. Che ne diresti di
Knickerbocker's? Tu adori le patate alla brace.
Non so mormor Tess. Mi sento un po' stanca oggi. Perch non ceniamo qui? Per, davvero,
volevo ci fosse il gelato.
Vado a prenderlo mi offrii. Tess era pi vicina a Derby che a Milford e ci avrei messo cinque
minuti ad andare al drugstore o al supermercato.
Mi servirebbero anche un paio di altre cosette aggiunse Tess.
Cynthia, perch non vai tu? Se mandiamo lui, mi torna con tutte le cose sbagliate.
Se proprio vuoi disse Cynthia.
E poi vorrei chiedere a Terry di trasportarmi della roba dal garage nel seminterrato, gi che 
qui. Se non ti spiace, Terry.
Ma certo risposi. Tess compil una breve lista della spesa per Cynthia, la quale usc dicendo
che non ci avrebbe messo pi di mezz'ora. Gironzolai in cucina, mentre Cynthia si avviava alla
macchina sbirciando la lavagnetta magnetica accanto al frigo su cui Tess aveva attaccato una fotografia
di Grace a Disneyworld. Aprii lo scomparto del freezer in cerca di ghiaccio per l'acqua.
L, in primo piano, c'era una vaschetta di gelato al cioccolato.
La tirai fuori e aprii il coperchio. Ne mancava solo una cucchiaiata.
Tess stava diventando un po' smemorata con l'et.
Ehi, Tess esclamai. Ma ce l'avevi il gelato!
Lo so rispose lei dalla sala.
Rimisi a posto la vaschetta, chiusi il freezer e mi andai a sedere sul divano, di fianco a Tess.
Che succede? le domandai.
Sono stata dal dottore rispose lei.
Cosa? Che cos'hai?
Sto morendo, Terry.
Come, morendo? Che cos'hai?
Non ti preoccupare, non succeder stasera. Mi rimangono ancora sei mesi, magari un anno.
Chi pu dirlo. Alcuni tirano avanti ancora per un bel po', ma non mi va di trascinarmi all'infinito. Non 
cos che me ne voglio andare. Se devo dirti la verit, mi piacerebbe andarmene in fretta. E molto pi
facile.
Tess, dimmi che cos'hai.
Fece spallucce. Non ha importanza. Hanno fatto le analisi, mi mancano ancora un paio di
esami, tanto per essere sicuri, ma probabilmente mi confermeranno la diagnosi. Ormai sono arrivata al
capolinea e volevo dirlo a te per primo, perch Cynthia ne ha gi passate troppe ultimamente: il
venticinquesimo anniversario, poi quel programma
Abbiamo ricevuto una telefonata anonima l'altro giorno dissi. Anche quella l'ha scossa
niente male.
Tess chiuse per un istante gli occhi, scuotendo il capo.
Squilibrati. Vedono qualcosa in tv e si attaccano al telefono.
Anch'io ho pensato la stessa cosa.
Ma Cynthia dovr saperlo prima o poi che sto male. Si tratta solo di trovare il momento
giusto.
Sentimmo un tramestio sulle scale. Grace apparve dal seminterrato stringendo il libro nuovo
con entrambe le mani.
Lo sapevate esclam eccitata che anche se non sembra, la Terra  stata colpita da tanti
asteroidi quanto la luna, solo che i crateri non si vedono perch l'atmosfera liscia il terreno? Invece
sulla luna non c' aria o cose del genere, cos quando viene colpita da un asteroide, i crateri rimangono
per sempre.
Bel libro, eh? disse Tess.
Grace annu. Ho fame soggiunse.
Tua madre  andata a comprare qualcosa risposi.
Non  qui?
Scossi la testa. Torna subito. Ma c' del gelato in freezer. Al cioccolato.
Perch non porti gi tutta la vaschetta? le propose Tess.
E un cucchiaio.
Sul serio? esclam Grace. Questo andava contro tutte le regole a lei conosciute.
Dacci dentro dissi.
Grace corse in cucina, trascin una sedia sotto il freezer, agguant il gelato, poi prese un
cucchiaio dal cassetto e torn di corsa nel seminterrato.
Gli occhi di Tess erano umidi quando torn a posarli su di me. Penso che dovresti dirlo tu a
Cynthia mormorai.
Mi afferr la mano. Ma certo, non ti chiederei mai di fare una cosa simile. Volevo solo che lo
sapessi per primo, cos quando lo dir a Cynthia potrai starle vicino.
Anche lei dovr starmi vicino mormorai.
Tess ridacchi. Ti sei rivelato un vero terno al lotto per lei. Non ne ero cos sicura all'inizio.
Gi, e me l'hai anche detto risposi sorridendo.
Mi sembravi un po' troppo serio. Invece ti sei rivelato perfetto. Sono cos felice che abbia
trovato te, dopo tutte le sofferenze che ha passato.
Poi Tess distolse lo sguardo, stringendomi pi forte la mano.
C' anche dell'altro soggiunse.
Dal modo in cui lo disse, ebbi la sensazione che sarebbe stato ancora pi sconvolgente della
prima notizia.
Devo dirti una cosa e devo farlo in fretta, intanto che sono ancora lucida, devo togliermi
questo peso dal cuore. Capisci?
Penso di s.
Non so quanto tempo mi rimanga. E se mi succede qualcosa e me ne vado domani? E se non
dovessi pi avere la possibilit di raccontare quel che so? Non so quando Cynthia sar pronta per
sentire certe cose, non so neanche se le far bene saperle, perch quel che ho da dire potrebbe
tormentarla, invece che esserle d'aiuto.
Tess, di che cosa si tratta?
Tieni a freno l'impazienza e ascoltami. Devi sapere tutto, perch un giorno potrebbe rivelarsi
un pezzo importante del puzzle. La cosa in s non so quanta importanza abbia, ma forse, in futuro, se si
scoprissero nuovi particolari di quello che  successo a mia sorella, a mio cognato e a Todd, quel che
sto per dirti potrebbe tornarti utile.
Respiravo, ma mi sembrava di essere in apnea, in attesa di quello che Tess stava per dirmi.
Che c'? esclam Tess, guardandomi come se fossi stupido.
Non vuoi sapere?
Cristo santo, Tess, sto aspettando.
Si tratta di soldi.
Soldi?
Tess annu con aria stanca. Sono arrivati dei soldi. Sono semplicemente apparsi dal nulla.
Che soldi? Da parte di chi?
Inarc un sopracciglio. Bella domanda.
Mi passai una mano fra i capelli, esasperato. Comincia da capo.
Tess inspir lentamente dalle narici. Sapevo che non sarebbe stato facile tirare su Cynthia, ma
non avevo altra scelta. Era mia nipote, sangue del mio sangue. Le volevo bene come a una figlia anche
prima della tragedia; cos, quando la sua famiglia svan nel nulla, la presi con me. Fino a quel momento
era stata una ragazzina un po' scatenata, ma in un certo senso la tragedia le diede una calmata.
Cominci a prendere le cose pi seriamente, a impegnarsi di pi a scuola. Aveva i suoi momenti,
ovviamente. I poliziotti la riportarono a casa una sera, dopo averle trovato addosso della marijuana.
Davvero? esclamai.
Tess sorrise. Ma la lasciarono andare con un'ammenda.
Si port un dito alle labbra: Non una parola.
Certo.
Se ti succede una cosa del genere, se perdi la tua famiglia, pensi di avere il diritto di fare ci
che ti pare e piace, fare le ore piccole, insomma, pensi che tutto ti sia dovuto. Capisci cosa intendo?
Credo di s.
Ma c'era una parte di lei che voleva riprendere il controllo della propria vita, in caso i suoi
fossero tornati, per dimostrare loro che ce l'aveva fatta, che non si era rivelata una buona a nulla. Anche
se non c'erano pi, voleva che potessero essere orgogliosi di lei. Perci decise di andare al college.
All'universit del Connecticut soggiunsi.
Esatto. Ottima scuola. Non certo a buon mercato. Mi chiedevo come avrei fatto a pagare la
retta. I suoi voti non erano male, ma non abbastanza da ottenere una borsa di studio. Avrei dovuto
chiedere un prestito, un fido o qualcosa del genere.
Gi.
Trovai la prima busta in macchina, sul sedile del passeggero mormor Tess. Ero uscita dal
lavoro e la trovai l, appoggiata sul sedile. Avevo chiuso a chiave la macchina ma avevo lasciato aperto
uno spiraglio del finestrino perch faceva molto caldo e volevo far passare un po' d'aria. C'era
abbastanza spazio, ma la busta doveva esserci entrata a fatica. Era bella gonfia.
Inclinai la testa di lato. Contanti?
Poco meno di cinquemila dollari disse Tess. In banconote di vario taglio. Da venti, da
cinque, alcune da cento.
Una busta piena di soldi, senza una spiegazione, senza un biglietto, niente?
Oh, s, c'era un biglietto.
Si alz dalla poltrona, si avvicin a un antico mobile a ribaltina di fianco alla porta d'ingresso e
apr un cassetto. Ho ritrovato tutto quando ho cominciato a sistemare il seminterrato, frugando fra gli
scatoloni. Devo cominciare a riordinare le mie cose, per agevolarvi il compito quando non ci sar pi.
Torn con un fascio di buste tenute insieme da un elastico, una dozzina o forse pi. Insieme non
raggiungevano uno spessore di due centimetri.
Sono tutte vuote mi spieg Tess. Ma le ho tenute lo stesso, anche se sopra non c' scritto
niente: nessun indirizzo del mittente e, naturalmente, niente francobollo. Ho pensato che ci potessero
essere impronte digitali e che prima o poi sarebbero potute tornare utili.
Tess doveva averle maneggiate a lungo, perci dubitavo che potessero rivelarsi di qualche
utilit. Ma d'altra parte la scienza forense non era esattamente il mio settore. Di certo non insegnavo
chimica.
Tess sfil dal pacchetto un foglietto di carta. E l'unico biglietto che ho trovato. Con la prima
busta. Tutte le altre che sono seguite contenevano solo soldi, neanche una parola.
Mi porse un normale foglio di carta piegato in tre e scritto a macchina, leggermente ingiallito
dal tempo.
Lo spiegai.
Il messaggio era scritto a macchina a lettere maiuscole:
TI SARANNO D'AIUTO PER GLI STUDI DI CYNTHIA O PER QUALSIASI ALTRA
COSA DI CUI TU ABBIA BISOGNO. CE NE SARANNO ALTRI, MA DEVI ATTENERTI ALLE
SEGUENTI REGOLE: NON DIRE NIENTE A CYNTHIA DEI SOLDI. NON PARLARNE MAI
CON NESSUNO. E NON CERCARE MAI DI SCOPRIRE DA DOVE ARRIVANO. MAL
Era tutto.
Lo rilessi tre volte prima di alzare lo sguardo su Tess, seduta di fronte.
Mi sono attenuta alle regole mormor lei. Non l'ho mai detto a Cynthia. Non l'ho mai detto a
nessuno. Non ho mai fatto alcun tentativo di scoprire chi mi avesse lasciato la-busta in macchina. Non
ho mai saputo quando o dove ne sarebbero comparse altre. Una sera ne trovai una infilata nel New
Haven Register piegato sul primo gradino di casa. Un'altra volta, uscendo dall'ufficio postale, ne
trovai una in macchina.
Non hai mai visto nessuno?
No. Credo che, chiunque fosse, mi tenesse d'occhio e aspettasse che mi fossi allontanata per
poter agire indisturbato. Sai una cosa? Mi assicuravo sempre, quando parcheggiavo la macchina, di
lasciare aperto uno spiraglio del finestrino, caso mai
Quanti soldi, in tutto?
In circa sei anni, quarantaduemila dollari.
Oddio!
Tess allung la mano. Rivoleva indietro il biglietto. Lo pieg e lo infil nuovamente sotto
l'elastico che teneva le buste, poi rimise tutto nel cassetto del mobile.
Da quanto non arriva pi nulla?
Tess ci riflett un momento. Da circa quindici anni, mi pare. Da quando Cynthia ha finito di
studiare. E stata una benedizione, te lo dico sinceramente. Non ce l'avrei mai fatta a pagarle l'universit
senza quei soldi, se non vendendo la casa o accendendo un secondo mutu.
Ma chi sar stato?
Una domanda da quarantaduemila dollari rispose Tess.
Non ho mai smesso di chiedermelo in tutti questi anni. Sua madre? Suo padre? Tutti e due?
Il che vorrebbe dire che in tutti quegli anni erano ancora vivi, o perlomeno lo era uno di loro.
Magari sono tuttora vivi. Ma se uno di loro  stato in grado di tenerti d'occhio, di lasciarti i soldi,
perch non si  mai messo in contatto?
Lo so, non ha senso replic Tess. Ho sempre creduto che mia sorella fosse morta, che
fossero tutti morti. Che fossero morti la notte in cui sono scomparsi.
E se sono morti, mormorai allora la persona che ti ha mandato quei soldi  qualcuno che si
sentiva responsabile per la loro morte. Che cercava di riparare a un torto.
Adesso capisci cosa intendevo? E una faccenda che solleva pi domande che risposte. Non
prova che siano vivi. E neanche che siano morti.
Ma qualcosa deve pur significare obiettai. Quando i soldi hanno smesso di arrivare, quando
hai capito che non ne sarebbero pi arrivati, perch non l'hai detto alla polizia? Avrebbero potuto
riaprire le indagini.
Tess assunse un'espressione stanca. Lo so che mi giudichi una che non ha mai avuto paura di
smuovere le acque, anche a costo di scatenare un putiferio, ma in questa faccenda, Terry, non ero certa
di voler sapere la verit. Ero spaventata e avevo paura che la verit, sempre che fosse possibile
scoprirla, potesse ferire Cynthia. E stata dura per me. Lo stress Mi chiedo se non sia stato anche
quello a farmi ammalare. Dicono che lo stress influisca sulla salute.
S,  vero. Feci una pausa. Forse dovresti parlarne con qualcuno.
Oh, ci ho provato rispose Tess. Sono andata dalla vostra dottoressa, la Kinzler.
Battei le palpebre. Dalla Kinzler?
Cynthia mi aveva accennato alle vostre sedute, cos le ho fatto una telefonata e l'ho vista un
paio di volte. Ma sai com', non  nella mia natura aprirmi con un'estranea. Ci sono cose che si dicono
solo in famiglia.
Sentimmo una macchina fermarsi nel viale d'accesso.
Spetta a te decidere se parlarne con Cynthia si affrett a dire Tess. Delle buste, voglio dire.
La storia della mia malattia gliela dir io stessa, al pi presto.
Lo sportello di una macchina sbatt. Sbirciai fuori dalla finestra e vidi Cynthia aggirare l'auto e
aprire il portabagagli.
Ci devo pensare replicai. Non so ancora cosa fare. Ma grazie. Pausa. Vorrei che me
l'avessi detto prima.
Magari avessi potuto.
La porta d'ingresso si apr e Cynthia entr in casa, con un paio di sacchetti della spesa, proprio
nel momento in cui Grace spuntava dal seminterrato con in mano la vaschetta di gelato stretta al petto e
la bocca tutta sporca di cioccolato.
Cynthia la fiss incuriosita. Mi sembr quasi di sentire ronzare le rotelle del suo cervello,
mentre cominciava a chiedersi se non avesse fatto un viaggio a vuoto.
Non appena sei uscita esclam Tess mi sono ricordata che ce l'avevo, il gelato. Ma le altre
cose mi servivano comunque. E il mio compleanno, dannazione! Dobbiamo festeggiare!
Capitolo 10
Quando andai in camera di Grace per il bacio della buonanotte, la luce era gi spenta, ma scorsi
in controluce la sua figura appoggiata alla finestra che osservava la luna con il telescopio.
Si vedeva anche il nastro adesivo che aveva usato per fissarlo al supporto.
Tesoro esordii.
Mi fece un cenno con la mano senza staccarsi dal telescopio.
Mentre i miei occhi si adattavano all'oscurit, vidi il libro che le aveva regalato Tess aperto sul
letto.
Cosa vedi? domandai.
Non molto rispose.
Peccato.
No, non  vero. Se non c' nulla che viene verso la Terra per distruggerla,  un buon segno.
Quanto a questo, nessun dubbio.
Non voglio che succeda niente a te e alla mamma. Se c' un asteroide che domani mattina
potrebbe cadere sulla nostra casa, adesso io lo vedrei, perci potete riposare tranquilli.
Le sfiorai i capelli, lasciando scendere la mano fino alla spalla.
Pap, cos mi copri gli occhi! protest.
Oh, scusa.
Credo che la zia Tess non stia bene mi disse.
Oh, no. Era rimasta ad ascoltare la nostra conversazione.
Invece di scendere nel seminterrato, si era nascosta in cima alle scale.
Grace, sei stata?
Non sembrava molto contenta del suo compleanno prosegu la bambina. Io sono molto, ma
molto pi felice il giorno del mio compleanno.
Talvolta, quando si invecchia, il compleanno non  pi cos eccitante le spiegai. E lei ne ha
gi avuti cos tanti. Il gusto della novit si perde un po' con il tempo.
Cos' il gusto della novit?
Sai quando qualcosa  nuovo ed eccitante, ma dopo un po' diventa noioso? Ecco, quando 
nuovo c' il gusto della novit.
Oh. Spost il telescopio leggermente a sinistra. La luna  completamente illuminata questa
notte. Si vedono tutti i crateri.
Vai a letto dissi.
Ancora un momento protest.
Decisi di non insistere. Lasciare un bambino alzato oltre l'orario consentito per studiare il
sistema solare non mi sembrava un crimine grave. Dopo averle sfiorato l'orecchio con un bacio,
scivolai fuori dalla stanza e mi avviai lungo il corridoio fino alla nostra camera.
Cynthia, che aveva gi dato la buonanotte a Grace, era seduta a letto e sfogliava distrattamente
una rivista.
Devo fare delle commissioni al centro commerciale domani mi disse senza staccare gli occhi
dalle pagine. Devo comprare le scarpe da ginnastica a Grace.
Quelle che ha sono ancora in buono stato.
Ma ormai deve tenere le dita piegate. Ti va di venire con noi?
Certo risposi. Posso tagliare l'erba domani mattina e poi potremmo mangiare un boccone
l.
E stato bello stasera osserv Cynthia. Non passiamo abbastanza tempo con Tess.
Perch non decidiamo di vederci almeno una volta a settimana? proposi.
Dici? Mi sorrise.
Ma certo. Viene da noi per cena, la portiamo da Knickerbocker's, o magari in quel ristorante di
pesce lungo la baia. Le piacerebbe.
Oh, s, da morire. Mi  sembrata un po' preoccupata oggi. E credo che cominci a perdere
qualche colpo. Voglio dire, se pensi che aveva una vaschetta piena di gelato!
Mi tolsi la camicia e appesi i pantaloni sullo schienale della sedia.
Oh, be' ribattei. Non mi pare una grave dimenticanza.
Tess aveva deciso di rimandare l'annuncio della malattia a Cynthia. Non voleva rovinare la sera
del suo compleanno. E, pur rendendomi conto che era un suo diritto decidere quando comunicare la
notizia alla nipote, mi sentivo a disagio a sapere qualcosa di cui mia moglie era all'oscuro.
Ma un fardello ancora pi pesante era la notizia dei soldi inviati anonimamente a Tess nel corso
degli anni. Che diritto avevo di tenere per me quell'informazione? Di certo Cynthia aveva pi diritto di
chiunque di venirne informata. Tess glielo aveva tenuto nascosto perch la riteneva particolarmente
fragile in quel periodo e non si poteva darle torto. Tuttavia
Mi sarebbe anche piaciuto chiederle se sapeva che sua zia aveva fatto un paio di sedute con la
dottoressa Kinzler, ma a quel punto avrebbe voluto sapere perch Tess ne aveva parlato con me e non
con lei, perci lasciai perdere.
Tutto bene? mi domand Cynthia.
S, s. Sono solo un po' stanco risposi, spogliandomi e rimanendo in boxer. Mi lavai i denti e
m'infilai a letto, coricandomi su un fianco e dandole le spalle. Cynthia gett la rivista a terra e spense la
luce. Pochi secondi dopo, sentii il suo braccio che mi circondava e la sua mano che mi accarezzava il
petto e poi scendeva in basso.
Quanto stanco? si inform.
Non cos tanto ribattei, voltandomi verso di lei.
Voglio essere al sicuro, insieme a te mormor, premendo la bocca sulla mia.
Niente asteroidi stanotte risposi e, se la luce fosse stata accesa, sono certo che l'avrei vista
sorridere.
Cynthia si addorment di sasso. Io non fui cos fortunato.
Rimasi a fissare il soffitto, poi mi girai a guardare l'orologio digitale. Quando scatt il minuto
successivo, cominciai a contare fino a sessanta per vedere quanto mi avvicinassi alla conta esatta. Poi
mi rigirai sulla schiena e ripresi a fissare il soffitto. Verso le tre Cynthia percep la mia irrequietezza.
Va tutto bene? bofonchi con voce assonnata.
S, bene risposi. Dormi.
Era il pensiero delle domande che avrebbe potuto farmi che mi tormentava. Se avessi avuto
delle risposte riguardo le buste di soldi lasciate a Tess per i suoi studi, forse sarei riuscito a parlargliene
subito.
No, non era vero. Trovare delle risposte significava solo far sorgere nuove domande. Se anche
avessi saputo che i soldi erano stati lasciati da qualcuno della sua famiglia, se avessi saputo addirittura
da chi, non avrei comunque saputo spiegare il perch.
Supponiamo invece che i soldi fossero stati lasciati da qualcuno al di fuori dalla famiglia. Ma da
chi? Chi altro avrebbe potuto sentirsi responsabile a tal punto della tragedia capitata a Cynthia da
lasciarle una simile somma?
Poi cominciai a chiedermi se non fosse il caso di riferirlo alla polizia. Se Tess avesse
consegnato le buste e il biglietto, chiss, forse anche dopo tutti quegli anni, la Scientifica avrebbe
potuto scoprire qualcosa.
Sempre supponendo, naturalmente, che ci fosse ancora qualcuno alla polizia interessato al caso.
Un caso archiviato come "irrisolto" gi da molto tempo.
Quando avevano deciso di mandare in onda la trasmissione, i produttori avevano incontrato
notevoli difficolt a rintracciare chi si era occupato delle indagini ed era ancora in servizio. Il che
spiegava perch fossero ricorsi a quel tizio in Arizona, quello seduto fuori dalla roulotte, che aveva
insinuato che Cynthia fosse in qualche modo responsabile della scomparsa del fratello e dei genitori.
Quell'idiota.
E cos rimasi sveglio, tormentato dalle informazioni giunte in mio possesso, che non trovavo il
coraggio di riferire a Cynthia e che servivano solo a ricordarmi quanti punti oscuri ancora costellavano
quella tragedia.
Ammazzai un po' il tempo in libreria, mentre Cynthia e Grace andavano in cerca delle scarpe.
Avevo in mano un Philip Roth degli esordi che ancora non avevo letto, quando Grace arriv correndo.
Cynthia la seguiva a pochi passi, con un sacchetto in mano.
Sto morendo di fame annunci Grace, gettandomi le braccia al collo.
Hai preso le scarpe?
Fece un passo indietro e mi mostr fiera il nuovo acquisto, allungando in avanti prima un piede
e poi l'altro. Scarpe da ginnastica bianche con il logo rosa.
E nel sacchetto che c'? domandai.
Le vecchie scarpe rispose Cynthia. Ha voluto metterle subito. Hai fame?
In effetti s. Rimisi a posto il libro di Roth e prendemmo l'ascensore fino al piano dei ristoranti.
Grace aveva voglia di McDonald's, perci le diedi i soldi perch si comprasse qualcosa, mentre io e
Cynthia ci avviammo a una cassa diversa per ordinare la zuppa del giorno e due panini. Cynthia
continuava a voltarsi verso la cassa del McDonald's per tenere d'occhio Grace. Il centro commerciale
era affollato, quella domenica, e lo stesso dicasi per la zona ristoro. C'era ancora qualche tavolo libero,
ma si stavano riempiendo rapidamente.
Cynthia era cos occupata a tener d'occhio Grace che dovetti prendere io tutti e due i vassoi di
plastica e recuperare posate e tovaglioli, nonch le nostre ordinazioni quando furono pronte.
Ci ha preso un tavolo esclam Cynthia. Esaminai la sala e scorsi Grace seduta a un tavolo per
quattro, che agitava la mano per farsi vedere. Aveva gi tirato fuori il BigMac dall'involucro e quando
la raggiungemmo aveva versato le patatine nel coperchio.
Puah! esclam vedendo la zuppa di broccoli. Una donna sulla cinquantina, con un cappotto
blu e l'aria gentile, ci lanci un'occhiata dal tavolo accanto, sorrise e torn a occuparsi del suo pranzo.
Mi sedetti di fronte a Cynthia, con Grace alla mia destra.
Notai che mia moglie continuava a sbirciare alle mie spalle.
Mi girai una volta per vedere cosa stesse guardando e poi mi voltai nuovamente.
Che c'? domandai.
Niente rispose lei, addentando il panino al pollo.
Cosa stai guardando?
Niente ripet lei.
Grace si infil in bocca una patatina mordicchiandola a ritmo vertiginoso.
Cynthia stava di nuovo scrutando alle mie spalle.
Cyn, esclamai cosa diavolo stai fissando?
Questa volta non si prese la briga di negare.
C' un uomo seduto laggi replic. Feci per girarmi, ma lei mi blocc. No, non guardare.
Cos'ha di tanto speciale?
Niente mormor.
Sospirai e probabilmente alzai gli occhi al soffitto. Santo cielo, Cynthia, non puoi fissare un
tizio e poi
Assomiglia a Todd mormor lei.
"Okay" mi dissi "calma. Ci siamo gi passati. Stai calmo."
D'accordo. In cosa ti ricorda tuo fratello?
Non lo so. C' qualcosa in lui Todd potrebbe essere cos, oggi.
Di che cosa state parlando? domand Grace.
Niente ribattei. Poi mi rivolsi nuovamente a Cynthia.
Dimmi che aspetto ha e mi girer per dargli un'occhiata senza farmi notare.
Capelli neri, giacca marrone. Sta mangiando cinese. Al momento, un involtino primavera.
Sembra una versione giovanile di mio padre e una versione invecchiata di Todd, ti assicuro.
Ruotai lentamente sullo sgabello, facendo finta di esaminare le diverse casse, come se fossi
indeciso se prendere ancora qualcosa da mangiare. Lo vidi mentre raccoglieva con la lingua alcuni
germogli di soia che fuoriuscivano dall'involtino.
Avevo visto qualche foto di Todd nella scatola dei ricordi di Cynthia e, effettivamente, se Todd
fosse arrivato a quarant'anni, avrebbe potuto assomigliare a quel tizio. Leggermente sovrappeso, faccia
paffuta, capelli scuri, uno e ottanta circa, bench fosse difficile giudicarlo da seduto.
Mi voltai di nuovo verso mia moglie. Assomiglia a migliaia di altre persone dissi.
Vado a dargli un'occhiata da vicino asser Cynthia.
Balz in piedi prima che potessi protestare. Tesoro mormorai mentre mi passava accanto,
facendo un debole tentativo di afferrarla per un braccio e mancando la presa.
Dove va la mamma?
In bagno risposi.
Devo andare anch'io esclam Grace, dondolando su e gi le gambe per ammirare le scarpe
nuove.
Dopo ti porta lei.
Osservai Cynthia aggirare i chioschi dei ristoranti e dirigersi nella direzione opposta rispetto al
punto in cui sedeva l'uomo. Poi la vidi tornare indietro, arrivargli alle spalle e oltrepassarlo. Prima di
mettersi in fila davanti alla cassa del McDonald's, lanci un'occhiata noncurante all'uomo che secondo
lei assomigliava a suo fratello Todd.
Quando si risedette, aveva un gelato al cioccolato per Grace.
Mentre lo appoggiava sul vassoio della bambina vidi che le tremava la mano.
Che bello! esclam Grace.
Cynthia non mostr alcuna reazione davanti all'espressione beata della bambina. Mi guard e
disse: E lui.
Cyn
Ti dico che  mio fratello.
Cyn, ti prego, non  Todd.
L'ho guardato bene. E lui. Sono sicura che  mio fratello. Sicurissima.
Grace alz gli occhi dal gelato. Tuo fratello  qui? esclam incuriosita. Todd?
Mangia il gelato rispose Cynthia.
So tutti i nomi ribad Grace. Tuo padre si chiamava Clayton e tua madre Patricia.
Snocciol i nomi come se fossero tabelline.
Grace! scatt Cynthia.
Sentii i battiti del cuore accelerare. La situazione poteva solo peggiorare.
Vado a parlargli.
Appunto!
Non puoi ribattei. Senti, non  possibile che sia Todd. Per carit di Dio, se tuo fratello stesse
bene e potesse andare in un centro commerciale a mangiare cinese, pensi che non si sarebbe messo in
contatto con te? Di certo ti avr notata. Sembravi l'ispettore Clouseau mentre ti aggiravi con aria
indifferente. Chiunque ti avrebbe notata. E solo un tizio che assomiglia vagamente a tuo fratello. Se vai
da lui e gli parli come se fosse Todd, lo spaventerai
Se ne sta andando esclam Cynthia, con una nota di panico nella voce.
Mi voltai di scatto. L'uomo era in piedi. Si stava pulendo un'ultima volta la bocca con un
tovagliolino di carta che poi appallottol e gett tra le vaschette vuote del cinese. Lasci il vassoio sul
tavolo senza portarlo al cestino dei rifiuti e si avvi in direzione delle toilette.
Chi  l'ispettore Cluz? domand Grace.
Non puoi seguirlo nel bagno degli uomini avvertii Cynthia.
Lei rimase seduta, paralizzata, osservando l'uomo che incedeva lungo il corridoio dei bagni.
Tanto sarebbe tornato e lei lo avrebbe aspettato.
Vuoi andare nel bagno degli uomini? domand Grace.
Mangia il gelato la redargu Cynthia.
La donna con il cappotto blu, seduta al tavolo accanto, piluccava l'insalata fingendo di non
ascoltare.
Capii che avevo solo pochi secondi per convincere mia moglie a non fare qualcosa di cui ci
saremmo pentiti tutti. Ricordati cosa mi hai detto quando ci siamo conosciuti: che ti accadeva in
continuazione di vedere persone che ti ricordavano i tuoi famigliari.
Deve per forza passare di qui. A meno che non ci sia un'altra uscita. C' un'altra uscita?
Non credo replicai. E normale sentirsi cos. Hai passato tutta la vita a cercarli. Mi ricordo
che anni fa, stavo guardando il Larry King Show e c'era quel tizio, quello il cui figlio era stato ucciso
da O J.; credo si chiamasse Goldman. Be', insomma, raccontava che talvolta mentre era in macchina si
vedeva passare accanto un'auto uguale a quella del figlio, e allora cominciava a rincorrerla per guardare
chi fosse alla guida, per assicurarsi che non si trattasse di suo figlio, anche se sapeva benissimo che suo
figlio era morto e che la cosa non aveva alcun senso
Non sai se Todd  morto replic Cynthia.
Non volevo dire questo. Dico solo che
Eccolo. Sta andando all'ascensore esclam, balzando in piedi e allontanandosi.
Ma porca puttana! sbottai.
Pap! mi rimprover Grace.
Mi voltai verso di lei. Rimani qui e non ti muovere, hai capito?
Grace annu, il cucchiaio del gelato sospeso a mezz'aria. La donna al tavolo accanto ci lanci
un'occhiata e io incrociai il suo sguardo.
Mi scusi, le spiacerebbe dare un'occhiata a mia figlia, solo per un istante?
La donna mi fiss, incerta sul da farsi.
Si tratta solo di un paio di minuti cercai di rassicurarla, poi mi alzai, senza darle la possibilit
di rifiutarsi.
Mi lanciai all'inseguimento e riuscii a individuare la testa dell'uomo che scompariva lungo le
scale mobili in discesa. La sala era talmente affollata che Cynthia aveva dovuto rallentare e c'era una
mezza dozzina di persone fra lei e l'uomo, pi un'altra mezza dozzina fra Cynthia e me.
Quando il tizio arriv in fondo alle scale mobili, si affrett verso l'uscita, mentre Cynthia
tentava invano di superare una coppia che teneva in equilibrio precario un passeggino.
Quando finalmente arriv al piano terra, si mise a correre dietro l'uomo, che nel frattempo
aveva quasi raggiunto le porte.
Todd! url.
L'uomo non si accorse di nulla. Spinse la prima porta, lasciandola ondeggiare dietro di s, poi
spinse la seconda e si avvi al parcheggio. L'avevo quasi raggiunta, quando la vidi spingere la prima
porta.
Cynthia! urlai, ma lei non mi degn di uno sguardo, proprio come l'uomo aveva fatto con lei.
Superata la porta, Cynthia url di nuovo Todd!, sempre senza risultato, poi lo raggiunse e lo
afferr per la manica.
L'uomo si volt, allarmato alla vista di quella donna che lo fissava ansimando, con uno sguardo
stralunato.
S? disse.
Mi scusi farfugli Cynthia, cercando di riprendere fiato.
Ma credo che ci conosciamo.
Ormai ero al suo fianco e l'uomo mi guard come a dire:
"Si pu sapere che succede?".
Non credo mormor poi, rivolto a Cynthia.
Tu sei Todd esclam lei.
Todd? L'uomo scosse la testa. Signora, mi spiace, ma non conosco nessun
So chi sei ribatt Cynthia. Riconosco mio padre in te. Gli stessi occhi.
Mi spiace intervenni. Mia moglie crede che lei sia suo fratello. Non lo vede da molto
tempo.
Cynthia si volt furibonda verso di me. Non sono pazza esclam. Poi si rivolse all'uomo:
Okay, allora chi sei? Dimmi chi sei!.
Signora, non so che razza di problema lei abbia, ma mi lasci in pace, okay?
Cercai di mettermi fra di loro, dicendo con il tono pi ragionevole possibile: Lo so che 
chiederle molto, mi creda, ma forse se ci dicesse come si chiama, mia moglie si metterebbe l'anima in
pace.
Ma  assurdo. Non sono obbligato a farlo.
Vedi? ribatt Cynthia. Sei tu ma, per qualche ragione, non vuoi ammetterlo.
Spinsi Cynthia da parte, mormorando: Un istante solo.
Poi mi rivolsi nuovamente all'uomo. La famiglia di mia moglie  scomparsa molto tempo fa.
Non vede suo fratello da anni e a quanto pare lei gli assomiglia. La capirei se si rifiutasse, ma se fosse
cos gentile da farci vedere un documento mi sarebbe di grande aiuto e aiuterebbe mia moglie a
calmarsi. Cos la finiamo una volta per tutte.
L'uomo studi il mio viso per qualche istante. Sua moglie ha bisogno di aiuto, lo sa, vero?
Non risposi.
Alla fine sospir ed estrasse il portafoglio dalla tasca posteriore, lo apr e sfil un tesserino di
plastica. Ecco qua disse.
Era una patente rilasciata dallo Stato di New York a nome di un certo Jeremy Sloan. Riportava
un indirizzo di Youngstown.
E c'era la foto.
Posso mi scusi un istante? gli domandai. L'uomo annu.
Mi spostai verso Cynthia e le consegnai la patente. Guarda.
Prese il tesserino con aria titubante, tenendolo fra pollice e indice, e lo esamin mentre gli occhi
si riempivano di lacrime.
Il suo sguardo saett dalla foto all'uomo. Poi, lentamente, gliela riconsegn.
Mi spiace ammise. Mi spiace moltissimo. Davvero.
L'uomo rimise la patente nel portafoglio, scosse la testa disgustato, borbottando qualcosa di cui
capii solo la parola "svitata" e si allontan nel parcheggio.
Vieni, Cyn sussurrai. Torniamo da Grace.
Grace? esclam lei. Hai lasciato Grace da sola?
L'ho lasciata con una signora risposi. Non ti preoccupare.
Ma lei stava gi correndo verso il centro commerciale. Attravers lo spiazzo e imbocc le scale
mobili. Le corsi dietro e ci facemmo strada fra i tavoli pieni di gente, fino a quello dove avevamo
pranzato. I tre vassoi erano ancora l, con le scodelle di zuppa avanzata e i resti delle patatine di Grace.
Ma Grace non c'era.
E neanche la donna con il cappotto blu.
Dove diavolo?
Oh, mio Dio esclam Cynthia. L'hai lasciata qui? L'hai lasciata qui da sola?
Ti sto dicendo che l'ho lasciata con una donna che era al tavolo accanto. Avrei voluto dirle
che, se non fosse corsa a rincorrere i mulini a vento, non sarei stato costretto a lasciare Grace da sola.
Sar qua attorno da qualche parte.
Chi era? domand Cynthia. Che aspetto aveva?
Non lo so. Voglio dire, era una donna di mezz'et. Aveva un cappotto blu. Era seduta accanto
a noi.
Aveva avanzato l'insalata e un bicchiere di Pepsi o Coca pieno a met. Doveva essersene andata
di fretta.
Chiama la sicurezza dissi, cercando di non far trapelare il panico dalla voce. Che cerchino
una donna con il cappotto blu, insieme a una bambina
Continuavo a scrutare la sala, in cerca di una guardia in uniforme.
Avete visto la nostra bambina? domand Cynthia ai tavoli circostanti. La gente alzava lo
sguardo, stringendosi nelle spalle, lo sguardo perplesso. Ha otto anni. Era seduta qui.
Mi sentii sopraffatto da un senso di impotenza. Mi voltai verso il bancone del McDonald's:
magari la donna l'aveva attirata con la promessa di un altro gelato. Ma Grace era troppo furba per
cascarci. Aveva solo otto anni, ma era stata istruita a dovere.
Cynthia, in piedi in mezzo alla sala stipata di gente, cominci a urlare il nome di nostra figlia.
Grace! Grace!
Poi alle mie spalle sentii una voce.
Pap.
Mi voltai di scatto. Perch la mamma sta urlando? mi domand Grace.
Dove diavolo eri finita? chiesi. Cynthia ci aveva avvistato e stava correndo verso di noi.
Dov' andata quella signora?
Le  suonato il cellulare ed  dovuta scappare rispose Grace in tono noncurante. E io dovevo
andare in bagno, te l'avevo detto che dovevo andare in bagno. Perch siete cos arrabbiati?
Cynthia afferr Grace e la strinse a s, quasi stritolandola.
Anche l'ultimo dubbio sul fatto di tenere nascosta a mia moglie la faccenda dei pagamenti
anonimi si dissolse all'istante. La nostra famiglia non aveva bisogno di ulteriori problemi.
Nessuno disse una sola parola durante il tragitto verso casa.
Una volta entrati, vedemmo lampeggiare la lucina dei messaggi sulla segreteria. Era una degli
autori di Dealine. Rimanemmo tutti e tre in piedi in cucina, mentre la voce registrata annunciava che
qualcuno si era messo in contatto. Qualcuno che affermava di sapere cosa fosse successo ai genitori e al
fratello di Cynthia.
Mia moglie richiam immediatamente e rimase in linea mentre rintracciavano l'autrice, che era
uscita per un caff. Poi finalmente la donna venne all'apparecchio. Di chi si tratta? chiese
immediatamente Cynthia. Di mio fratello?
Era ancora convinta di aver visto giusto, malgrado tutto.
No, disse l'autrice. Nessun fratello. Era una donna, una chiaroveggente o roba del genere. Ma
molto credibile, da quello che potevano giudicare.
Cynthia riappese. Una medium dice di sapere cos' successo annunci.
Bello! esclam Grace.
"Gi, fantastico" pensai. Una medium. Davvero una fantastica notizia.
Capitolo 11
Penso che dovremmo almeno sentire cos'ha da dirci sugger Cynthia.
Pi tardi ero seduto al tavolo di cucina a correggere dei compiti, senza riuscire a concentrarmi.
Cynthia non aveva pensato ad altro da quando avevano chiamato dall'emittente televisiva. Io, invece,
cercavo di mostrarmi indifferente.
Io e Cynthia non avevamo parlato molto a cena, ma quando Grace era salita in camera a fare i
compiti, e lei era ancora intenta a caricare la lavastoviglie dandomi la schiena, mi disse: Dobbiamo
parlare.
Non c' molto di cui parlare ribattei. Una medium ha chiamato l'emittente televisiva. Non 
molto diversa dalla storia del tizio che pensava che i tuoi genitori si fossero infiltrati nel tessuto del
tempo. Magari questa donna ha avuto una visione di loro tre su un brontosauro o sulla macchina dei
Flintstone.
Cynthia tolse le mani dall'acqua, le asciug e si volt verso di me. E una cosa odiosa
mormor.
Alzai lo sguardo da un tema su Whitman scritto da cani.
Che cosa?
Quel che hai detto. E odioso. Tu sei odioso.
Non  vero.
Sei ancora arrabbiato con me. Per oggi. Per quel che  successo al centro commerciale.
Non risposi. Non aveva tutti i torti. Non avevamo proferito parola durante il ritorno a casa.
C'erano cose che avrei voluto dirle, ma capivo che era meglio non farlo. Che ne avevo abbastanza. Che
era arrivato il momento di voltar pagina. Che doveva accettare il fatto che i suoi genitori se ne fossero
andati, che suo fratello se n'era andato, che non cambiava nulla anche se era il venticinquesimo
anniversario della loro scomparsa o se un programma di quart'ordine si era interessato al caso.
Che se anche aveva perso tragicamente la famiglia molti anni prima, ora ne aveva un'altra, e se
non aveva intenzione di vivere nel presente, per noi tre, invece che nel passato per una famiglia che
molto probabilmente non esisteva pi, allora
Ma non avevo detto nulla. Non ce l'avevo fatta. E allo stesso tempo non ero neanche riuscito a
esserle di conforto. Una volta giunti a casa, ero andato in sala, avevo acceso la tv e avevo preso a fare
zapping senza fermarmi pi di tre minuti su ogni programma. Cynthia invece era stata colta da una
smania di pulizia e si era messa a passare l'aspirapolvere, a pulire il bagno e a ordinare i barattoli nella
dispensa. Qualunque cosa pur di non parlare con me. Farci la guerra non sarebbe servito a nulla, ma
almeno la casa brillava come uno specchio ed era pronta per un servizio su Case e Giardini.
La telefonata da quella gabbia di matti di Deadline mi aveva fatto infuriare ancora di pi.
Non sono arrabbiato risposi invece, sfogliando la pila dei compiti che mi restavano da
correggere.
Ti conosco, Terry ribatt Cynthia. E so quando sei arrabbiato. Mi spiace per quanto 
successo. Mi spiace per te, mi spiace per Grace. Mi spiace per quell'uomo, per come l'ho aggredito. Ho
messo in imbarazzo me stessa, ho messo in imbarazzo tutti. Cos'altro vuoi che dica? Non sto andando
dalla dottoressa Kinzler? Che altro vuoi che faccia? Che ci vada ogni settimana invece che ogni
quindici giorni? Vuoi che prenda qualche farmaco, qualcosa che anestetizzi il dolore, che mi faccia
dimenticare quel che mi  successo? Ti farebbe sentire meglio?
Buttai la penna sul tavolo. Cristo santo! esclamai.
Saresti pi felice se me ne andassi, giusto?
Non essere ridicola.
Non ne puoi pi e sai una cosa? Neanche io. Anch'io non ne posso pi. Pensi che mi piaccia
l'idea di incontrare una medium? Credi che non sappia quanto mi fa sembrare patetica - s, patetica -
dover andare nei loro studi ad ascoltare quel che ha da dirmi? Ma tu cosa faresti? Cosa faresti se si
trattasse di Grace?
La fissai. Non dirlo neanche per scherzo.
Se la perdessimo? Se dovesse sparire un giorno? Supponiamo che sparisse per mesi, per anni.
E nessuno avesse la minima idea di cosa le  capitato.
Non voglio parlarne dissi.
E supponiamo di ricevere la telefonata di una persona che afferma di aver avuto una visione e
di sapere dove si trova. Mi vuoi forse dire che ti rifiuteresti di ascoltare?
Serrai i denti, distogliendo lo sguardo.
E cos che faresti? Per timore di fare la figura dello stupido? Di apparire patetico e disperato?
E se ci fosse anche la minima possibilit che questa persona sapesse qualcosa? Se non fosse una
medium, ma pensasse solo di esserlo, e invece avesse visto qualcosa, un indizio che ha interpretato
come una visione? E se questo indizio ci conducesse davvero al suo ritrovamento?
Mi presi la testa fra le mani e lo sguardo mi cadde sulla frase: "L'opera pi famosa di Whitman
 Foglie d'erba, che molti pensano parli di marijuana, ma in effetti non  cos, bench sia difficile
credere che un tizio che ha scritto Canto il corpo elettrico non fosse strafatto, almeno in parte, quando
scriveva".
Il giorno seguente, quando mi imbattei in Lauren Wells, notai che non portava la solita tuta.
Indossava un'attillata maglietta nera e un paio di jeans di marca. Cynthia avrebbe indovinato lo stilista
anche a distanza di venti passi. Una sera stavamo guardando American idol sul nostro piccolo
televisore a bassissima definizione e lei aveva indicato una concorrente che miagolava Wind beneath
my wings di Bette Midler e aveva detto: Indossa dei Sevens.
Non sapevo se Lauren indossasse dei Sevens, ma le stavano bene e gli studenti maschi si
stavano slogando il collo per scrutarle il didietro, mentre la prof incedeva lungo il corridoio.
Io stavo arrivando dalla direzione opposta quando Lauren mi ferm. Come stai oggi? mi
chiese. Meglio?
Non ricordavo di averle detto di non stare bene l'ultima volta che ci eravamo parlati, ma risposi
semplicemente: S, bene. E tu?.
Bene disse. Anche se ieri per poco non mancavo alle lezioni. Una ragazza che era in classe
con me alle superiori  rimasta uccisa in un incidente stradale a Hartford, un paio di giorni fa, e quando
un'altra amica con cui ho mantenuto i contatti me l'ha detto, sono stata davvero male.
Eravate molto legate? domandai.
Lauren si strinse nelle spalle. Be', era in classe con me. Mi ci sono voluti un paio di minuti per
collegare il nome al viso. Non  che uscissimo insieme o roba del genere. Per un paio d'anni  stata
seduta dietro di me. Ma  comunque uno shock, sai, quando succede a qualcuno che conosci. Ripensi a
certe cose, cominci a fare dei bilanci, per questo avevo persino pensato di non venire a scuola ieri.
Per riflettere ripetei, incerto se le affermazioni di Lauren necessitassero di una dimostrazione
di empatia. Sono cose che succedono. Mi dispiace sempre quando qualcuno muore in un incidente
stradale, ma Lauren mi stava facendo perdere tempo per una persona che non conoscevo neanche e che
evidentemente anche lei ricordava a malapena.
I ragazzi ci superavano, scansandoci o spintonandoci, mentre eravamo fermi in mezzo al
corridoio.
Allora com' lei, veramente? mi chiese Lauren.
Chi?
Paula Malloy. Di Deadline. E carina e gentile come appare in tv? Perch sullo schermo sembra
davvero carina.
Ha dei denti fantastici risposi. Sollevai una mano e le toccai il braccio per segnalarle di
spostarci verso gli armadietti a muro, in modo da non intralciare il traffico di studenti.
Senti, ehm, tu e il signor Carruthers siete molto amici, vero? mi domand.
Io e Rolly? S, ci conosciamo da un sacco di tempo.
E un po' imbarazzante, ma l'altro giorno in sala insegnanti lui era l e ecco, temo possa
aver frainteso Ti ha detto per caso di avermi vista lasciare un biglietto sulla tua scrivania e poi
riprenderlo?
Ehm, ecco, veramente
Perch, sai,  vero, avevo lasciato un biglietto, ma poi non mi  sembrata una buona idea,
cos l'ho ripreso e poi ho pensato: "Oh fantastico, il signor Carruthers, Roland, adesso mi ha vista e
glielo andr a dire" e mi sono detta: "Merda, tanto valeva che lo lasciassi l, almeno avresti visto che
non era niente di importante invece di chiederti se".
Lauren, non ti preoccupare, non  grave. Non ero certo di volere sapere cosa dicesse il
biglietto, non volevo ulteriori complicazioni nella mia vita, al momento. E di certo non avrei voluto
complicazioni con Lauren Wells, anche se la mia vita fosse filata liscia come l'olio.
Era solo un biglietto per te e Cynthia. Volevo chiedervi di fare un salto da me. Pensavo di
invitare degli amici e mi sono detta che poteva essere una distrazione per voi due, con quel che state
passando. Ma poi ho pensato che magari ero troppo invadente.
Be', davvero gentile da parte tua. Magari un'altra volta ribattei, soggiungendo fra me e me
"neanche morto".
A ogni modo, prosegu Lauren andate al Post Mail stasera? Ci saranno i partecipanti
dell'ultimo Survivor che firmano autografi.
Non lo sapevo dissi.
Io ci vado annunci lei.
Non possiamo. Io e Cynthia dobbiamo andare a New Haven. Per Deadline. Niente di che. Solo
un controllo di routine.
Rimpiansi di averlo detto nel momento stesso in cui le parole mi uscirono di bocca. Lauren si
illumin in viso. Domani mi devi raccontare tutto esclam.
Mi limitai a sorridere. Mentre mi avviavo in classe, dopo essermi accomiatato, mi diedi uno
scappellotto figurato.
Cenammo presto quella sera, per avere il tempo di recarci agli studi della FOX a New Haven.
Avevamo intenzione di chiamare una babysitter per Grace, ma dopo una serie di telefonate, Cynthia
non era riuscita a trovare nessuna delle nostre solite ragazze.
Potrei stare a casa da sola esclam Grace mentre ci preparavamo.
Grace non era mai stata a casa da sola e di certo non avrebbe cominciato quella sera. Forse fra
cinque o sei anni.
Non ci provare, furbona esclamai. Portati il tuo libro o qualche compito da fare mentre
siamo l.
Non posso ascoltare anch'io quella signora? domand Grace.
No rispose Cynthia, precedendomi di un soffio.
Cynthia era stata di umore irritabile durante la cena. Io avevo superato l'irritazione del giorno
prima, perci non era colpa mia. Probabilmente si trattava dell'ansia per quel che avrebbe potuto dirci
la medium. Avere qualcuno che ti legge la mano o i tarocchi o che ti fa il quadro astrologico pu essere
divertente anche se non ci credi, in circostanze normali. Ma non era quello il caso.
Vogliono che porti una delle scatole con i ricordi mi disse Cynthia.
Quale?
Una qualunque. La medium deve toccarla, magari prendere in mano un oggetto, per cogliere le
vibrazioni o qualunque altra cosa del passato.
Certo. E loro riprenderanno il tutto, immagino.
Non vedo come possiamo impedirglielo ribatt Cynthia.
E grazie al loro programma che si  presentata questa donna. E vorranno avere l'esclusiva.
Sappiamo almeno chi sia? mi informai.
Keisha. Keisha Ceylon. Ho controllato su internet. Ha un sito web.
Ci avrei scommesso replicai con un sorriso mesto.
Comportati bene mi ammon lei.
Eravamo gi tutti in macchina e stavamo uscendo in retromarcia dal vialetto d'accesso, quando
Cynthia esclam:
Aspetta! Non ci posso credere. Mi stavo dimenticando la scatola.
Aveva tolto dall'armadio la scatola con i ricordi di famiglia e l'aveva lasciata sul tavolo della
cucina per ricordarsene.
Vado a prenderla mi offrii.
Ma Cynthia aveva gi ricuperato le chiavi dalla borsa e aperto lo sportello. Ci metto un
secondo mormor. La osservai salire i gradini, aprire la porta lasciando le chiavi nella toppa, ed
entrare in casa. Rimase dentro per un bel pezzo, pi del dovuto secondo me, ma poi ricomparve con la
scatola sotto il braccio. Tolse le chiavi dalla toppa e ritorn in macchina.
Come mai ci hai messo tanto? domandai.
Ho preso un Advil rispose. Mi scoppia la testa.
Alla reception dell'emittente ci venne incontro l'autrice con la coda di cavallo e ci accompagn
in uno studio da talk show, ammobiliato con un divano, un paio di sedie, alcune piante finte e una
struttura metallica sullo sfondo. Paula Malloy era gi l e salut Cynthia come una vecchia amica,
trasudando fascino da tutti i pori. Cynthia rimase sulle sue. Accanto a Paula vidi una donna di colore
sui cinquant'anni vestita con un impeccabile tailleur blu scuro. Mi chiesi se fosse un'altra autrice, o
forse una dirigente della rete.
Vorrei presentarvi Keisha Ceylon annunci Paula.
Mi resi conto che mi aspettavo una specie di zingara, o magari una figlia dei fiori con una
gonna lunga fino alle caviglie, non qualcuno che sembrava l'amministratore delegato di una
multinazionale.
Piacere di conoscervi disse Keisha stringendoci la mano.
Colse qualcosa nel mio sguardo perch aggiunse: Si aspettava qualcuno di diverso?.
Forse ammisi.
E tu devi essere Grace mormor, chinandosi a dare la mano a nostra figlia.
Buonasera disse Grace.
Non c' un posto dove la bambina possa andare? domandai.
Non posso restare? implor Grace. Poi alz lo sguardo su Keisha. Hai avuto una visione e
hai visto i genitori della mamma?
Magari, non so, un camerino, o qualcosa del genere? insistetti.
Perch devo andare in un camerino? domand Grace, mentre veniva condotta via
dall'assistente di un'assistente.
Dopo aver ritoccato il trucco di Cynthia e Keisha, le fecero sedere entrambe sul divano con la
scatola di scarpe in mezzo.
Paula si sistem su una sedia di fronte, mentre un paio di telecamere furono posizionate
silenziosamente a riprendere il tutto. Io mi ritirai nell'oscurit dello studio per non essere d'intralcio, ma
abbastanza vicino da poter guardare.
Paula fece un breve riassunto della vicenda di cui il programma si era occupato qualche
settimana prima, assicurando i telespettatori che sarebbe entrata pi nel dettaglio nel prosieguo della
trasmissione. Il caso sembrava essere a una svolta: si era messa in contatto con lo studio una medium
che sosteneva di poter aprire nuovi scorci sulla scomparsa della famiglia Bigge nel 1983.
Avevo visto il programma esord Keisha Ceylon con voce bassa e suadente e naturalmente
l'avevo trovato di grande interesse. Ma dopo non ci avevo pi pensato. Poi, un paio di settimane pi
tardi, mentre stavo aiutando un cliente a mettersi in comunicazione con un parente deceduto, mi sono
accorta di non riuscire a stabilire il giusto contatto. Era come se ci fosse un'interferenza: sapete quando
ci sono diversi apparecchi telefonici in casa e qualcuno alza la cornetta mentre state facendo una
chiamata
Affascinante ansim Paula. Cynthia rimase impassibile.
A un tratto sento una voce che mi dice "Ti prego, porta un messaggio a mia figlia".
Sul serio? E ha detto chi fosse?
Ha detto di chiamarsi Patricia.
Cynthia batt le palpebre.
E che altro le ha detto?
Mi ha chiesto di mettermi in contatto con sua figlia Cynthia.
Perch?
Non saprei. Immagino volesse che mi mettessi in contatto con sua figlia, proprio per saperne
di pi prosegu rivolgendosi a Cynthia. Le ho chiesto di portarmi degli oggetti, dei ricordi, per poterli
toccare e forse capire meglio quanto  successo.
Paula si sporse verso Cynthia. Li ha portati, vero?
S rispose Cynthia. Questa  una delle scatole di scarpe che vi avevo gi fatto vedere. Ci
sono foto, vecchi ritagli di giornale e oggetti vari. Posso farle vedere cosa c' dentro
No ribatt Keisha. Vorrei tutta la scatola
Cynthia le allung la scatola e la donna se la mise in grembo.
Poi appoggi le mani ai bordi e chiuse gli occhi.
Sento una grande energia emanare da questa scatola mormor.
"Oh, ma fammi il piacere!" pensai.
Sento della tristezza. Tanta, tanta tristezza.
Che altro sente? domand Paula.
Keisha aggrott la fronte. Sento che sta per ricevere un segno.
Un segno? esclam Cynthia. Che tipo di segno?
Un segno che aiuter a trovare risposta a molte domande. Non sono certa di poterle dire di
pi.
Perch? domand Cynthia.
Perch? le fece eco Paula.
Keisha apr gli occhi. Io devo chiedervi di spegnere le telecamere per un momento.
Eh? fece Paula. Ragazzi, possiamo spegnere un istante?
Okay rispose un cameraman.
Qual  il problema, Keisha? domand Paula.
Che succede? le fece eco Cynthia, allarmata. Cos' che non pu dire davanti alle
telecamere? Qualcosa di mia madre? Qualcosa che mia madre vuole che mi dica?
S, pi o meno rispose Keisha. Ma volevo anche definire bene, prima di andare oltre, quale
sar il mio compenso per tutto questo.
"Ecco, ci siamo" pensai.
Ehm, Keisha obiett Paula. Penso le sia stato spiegato che copriremo le spese e pagheremo
l'albergo per tutte le notti necessarie, so che  dovuta venire fin qui da Hartford, ma eravamo d'accordo
che non sarebbe stata pagata per le sue prestazioni professionali.
Non erano questi gli accordi ribatt la donna, alterandosi.
Devo riferire un messaggio molto importante a questa signora e, se volete ascoltarlo anche voi,
dovrete offrirmi un compenso adeguato.
Perch non dice quel che ha saputo e poi vediamo? propose Paula.
Mi feci avanti verso il set, incrociai lo sguardo di Cynthia e mormorai Tesoro? facendole con
la testa il gesto che in tutto il mondo significa "andiamo".
Lei annu con aria rassegnata, stacc il microfono dalla camicetta e si alz.
Dove vai? esclam Paula.
Ce ne andiamo risposi.
Come, ve ne andate? esclam Keisha con aria oltraggiata.
Dove andate? Signora, se lo studio non vuole pagarmi, forse potrebbe farlo lei.
Non ho pi intenzione di essere presa per i fondelli ribatt Cynthia.
Mille dollari esclam Keisha. Per mille dollari le dico cosa mi ha riferito sua madre.
Cynthia stava aggirando il divano. Le tesi la mano.
Okay, settecento grid Keisha, mentre uscivamo in cerca dei camerini.
Lei  davvero incredibile esclam Paula rivolta a Keisha.
Aveva la possibilit di andare in tv, tutta la pubblicit gratuita del mondo, ma no, ha dovuto
puntare i piedi e per che cosa, poi? Poche centinaia di dollari.
Keisha la fulmin con lo sguardo osservandole i capelli.
Pensa a rifarti la tinta, stronza.
Avevi ragione mi disse Cynthia mentre tornavamo a casa.
Scossi il capo. Sei stata brava ad andartene in quel modo. Avresti dovuto vedere l'espressione
di quella fantomatica medium quando ti sei tolta il microfono. Sembrava che stesse guardando il suo
buono-pasto volatilizzarsi nell'aria.
Il sorriso di Cynthia fu coperto dal riflesso dei fari che venivano in direzione opposta. Grace,
dopo una frenesia di domande a cui non avevamo risposto, si era addormentata sul sedile posteriore.
Che serata sprecata osserv Cynthia.
No ribattei. Quel che hai detto era vero e mi spiace di averti dato contro. Ci fosse stata
anche soltanto una speranza su un milione, bisognava accertarsene. E l'abbiamo fatto. Adesso possiamo
metterci una pietra sopra e andare avanti.
Ci infilammo nel viale d'accesso. Aprii lo sportello posteriore, slacciai la cintura di sicurezza a
Grace e la trasportai in casa, seguito da Cynthia. Arrivati in sala, lei mi super per accendere la luce in
cucina, mentre io mi diressi verso le scale per mettere a letto Grace.
Terry la sentii chiamarmi.
Di norma avrei risposto "arrivo" e avrei portato prima Grace a letto, ma qualcosa nella sua voce
fece s che mi voltassi e tornassi in cucina immediatamente.
Appoggiato in mezzo al tavolo c'era un cappello nero da uomo. Un vecchio e consunto Fedora.
Capitolo 12
Cerc di avvicinarsi un po', di accostarsi a lui pi che poteva e sussurr: Per carit di Dio, mi
vuoi ascoltare? Sono arrivata fin qui e tu non apri neanche gli occhi. Pensi che sia stato facile per me?
Con quello che mi hai fatto passare! Mi  costata fatica venire qui e potresti almeno fare lo sforzo di
stare sveglio per qualche minuto. Hai tutto il giorno per dormire, io mi fermer solo per poco. Be',
lascia che ti dica una cosa. Non ci puoi abbandonare. Devi rimanere con noi ancora per un po', questo 
certo. Quando arriver il momento che te ne potrai andare, credimi, sarai il primo a saperlo.
In quel momento le parve che cercasse di farfugliare qualcosa.
Che cosa? gli domand. Riusc a malapena a capire cosa stesse mormorando. Oh, lui disse
poi. Non  potuto venire questa sera.
Capitolo 13
Adagiai delicatamente Grace sul divano in sala, mettendole un cuscino sotto la testa, e tornai in
cucina.
Il cappello poteva benissimo essere un topo morto, da come lo guardava Cynthia. Si era ritratta
il pi possibile dal tavolo, con le spalle alla parete e gli occhi colmi di paura.
Non era il cappello in s a spaventarmi, ma l'idea di come fosse potuto arrivare fin l. Rimani
qui con Grace un secondo mormorai.
Sta' attento mi ammon Cynthia.
Andai al piano di sopra, accendendo le luci e facendo capolino in ogni stanza per dare una
rapida occhiata. Controllai il bagno e poi decisi di ricontrollare nuovamente le altre camere, aprendo gli
armadi e guardando sotto il letto. Sembrava tutto a posto.
Tornai al piano di sotto e aprii la porta del seminterrato ancora in via di ristrutturazione. In
fondo alle scale allungai una mano e afferrai la cordicella per accendere la lampadina al soffitto.
Vedi qualcosa? mi chiam Cynthia dal piano di sopra.
Vedevo una lavatrice e un'asciugatrice, una panca stipata di cianfrusaglie, un assortimento di
barattoli di vernice quasi vuoti e una brandina piegata. Nient'altro.
Ritornai di sopra. La casa  vuota affermai.
Cynthia era sempre ferma a fissare il cappello.  stato qui disse.
Chi?
Mio padre.  stato qui.
Cynthia, di certo qualcuno  entrato qui e ha lasciato il cappello sul tavolo, ma come tuo
padre?
E il suo cappello rispose lei con voce pi calma di quanto mi aspettassi. Mi avvicinai al
tavolo e allungai una mano per toccare il cappello. Non toccarlo! esclam Cynthia.
Non morde mica ribattei, sfiorando la tesa con due dita.
Poi lo afferrai con entrambe le mani, lo girai e guardai al suo interno.
Era un vecchio cappello, indubbiamente. La tesa era lisa, il rivestimento interno sbiadito da anni
di sudore, il tessuto talmente consunto da risultare lucido in diversi punti.
E solo un cappello osservai.
Guarda dentro mormor Cynthia. Mio padre aveva perso un paio di cappelli; sai, magari
qualcuno glieli aveva presi per sbaglio al ristorante. Una volta era capitato anche a lui di prendere il
cappello di un altro Insomma, una volta, per non sbagliarsi pi, prese un pennarello e scrisse una
"C", l'iniziale del suo nome, sul rovescio della fascia di stoffa.
Feci correre un dito lungo la fascia per ripiegarla all'infuori.
Trovai la "C" sul lato destro, verso la parte posteriore.
Girai il cappello in modo che Cynthia potesse vederla.
Oh, mio Dio mormor, inspirando profondamente.
Mosse tentennante alcuni passi verso di me, allungando una mano. Le porsi il cappello e lei lo
prese quasi fosse una reliquia della tomba di Tutankhamon. Lo tenne in mano qualche istante con
timore reverenziale, poi lentamente lo avvicin al viso. Per un attimo pensai che volesse indossarlo,
invece inspir profondamente per inalarne il profumo.
E il suo mormor.
Non avevo intenzione di discutere. Sapevo quanto l'olfatto fosse il senso pi efficace quando si
trattava di scatenare i ricordi. Ero ritornato, da adulto, nella mia casa d'infanzia da cui ci eravamo
trasferiti quando avevo quattro anni, e avevo chiesto agli attuali proprietari se potevo dare un'occhiata
in giro. Loro avevano acconsentito molto gentilmente e, per quanto lo scricchiolio del quarto gradino
mentre salivo al piano di sopra o la vista del giardino sul retro dalla finestra della cucina mi fossero
sembrati familiari, era stato solo quando avevo fatto capolino in un sottoscala ed ero stato investito da
una folata di cedro misto a umidit, che mi ero sentito quasi girare la testa, assalito da una marea di
ricordi.
Perci capivo benissimo cosa stesse provando Cynthia mentre si premeva sul volto il cappello.
Le sembrava di risentire l'odore del padre.
Ne era sicura.
E stato qui ripet. E venuto proprio qui, nella nostra cucina, in casa nostra. Perch, Terry?
Perch venire qui? Perch fare una cosa del genere? Perch lasciare il suo dannato cappello, senza
aspettare che io tornassi a casa?
Cynthia risposi cercando di mantenere un tono di voce pacato. Anche se fosse il cappello di
tuo padre, e se dici che lo  ti credo, il fatto che sia arrivato qui non significa che sia stato tuo padre a
mettercelo.
Non andava mai da nessuna parte senza. Lo portava dappertutto. Lo aveva anche l'ultima sera
in cui l'ho visto. Non l'aveva lasciato a casa. Sai che cosa significa, vero?
Rimasi in attesa.
Significa che  vivo.
Potrebbe, s, potrebbe significare che  vivo. Ma non  detto.
Cynthia rimise il cappello sul tavolo, allung una mano verso il telefono, poi si ferm, l'allung
nuovamente e di nuovo si arrest.
La polizia mormor potrebbe rilevare le impronte.
Dal cappello? obiettai. Ne dubito. E comunque sai gi che  di tuo padre. Anche se
rilevassero le sue impronte, che cosa cambierebbe?
No, intendo dire dalla maniglia ribatt, indicando la porta d'ingresso. O dal tavolo. Non so.
Se trovassero le sue impronte qui in casa, significherebbe che  vivo.
Non ne ero tanto sicuro, ma acconsentii a chiamare la polizia.
Qualcuno, se anche non Clayton Bigge, si era introdotto in casa nostra mentre eravamo fuori. Si
poteva denunciare un'effrazione con scasso anche se non era stato rotto niente? Se non altro l'effrazione
c'era.
Chiamai il 911. Qualcuno si  introdotto in casa nostra dissi all'operatore. Mia moglie e io
siamo piuttosto sconvolti. E abbiamo una bambina piccola. S, siamo molto preoccupati.
Una pattuglia arriv sul posto nel giro di dieci minuti. Due agenti in uniforme, un uomo e una
donna, controllarono porte e finestre in cerca di segni di effrazione, ma non trovarono nulla. In tutta
quella confusione naturalmente Grace si era svegliata e si rifiutava di andare a letto. Anche quando la
spedimmo in camera sua, dicendole di prepararsi per andare a letto, la beccammo seduta in cima alle
scale che sbirciava dalla ringhiera, come dalle sbarre di un carcere minorile.
Vi hanno rubato qualcosa? chiese la donna, mentre il suo collega si grattava il capo,
perplesso.
Ehm, no, per quanto mi  parso di vedere risposi. Non ho controllato attentamente, ma non
mi sembra proprio.
Danni? Vandalismo di qualunque tipo?
No, niente del genere risposi.
Dovete fra controllare le impronte digitali intervenne Cynthia.
Mi scusi? disse l'altro agente.
Impronte digitali. Non  quel che fate in caso di effrazione?
Signora, temo non ci siano prove di effrazione. Sembra tutto a posto.
Ma hanno lasciato qui il cappello. Questo prova che qualcuno  entrato in casa. Abbiamo
chiuso a chiave prima di uscire.
Perci, secondo voi, ribatt il poliziotto qualcuno si  introdotto in casa vostra, non ha preso
niente, non ha rotto niente, ma ha lasciato quel cappello sul tavolo della cucina?
Cynthia annu. Immaginavo cosa passasse per la testa dei due agenti.
Temo che avremmo problemi a far venire qualcuno per le impronte digitali prosegu la
donna. Non c' prova evidente che sia stato commesso un crimine.
Potrebbe trattarsi solo di uno scherzo di cattivo gusto soggiunse il collega. Ci sono buone
probabilit che qualcuno di vostra conoscenza si sia voluto divertire un po'.
"Come no" pensai. "Guardaci, ci stiamo scompisciando dalle risate."
Non ci sono segni che la serratura sia stata forzata riprese il poliziotto. Forse qualcuno a cui
avete dato la chiave  entrato e ha lasciato qui il cappello, pensando che fosse vostro. Semplice.
I miei occhi corsero al piccolo gancio vuoto dove tenevamo di solito la chiave di riserva. Quella
che avevo notato che mancava l'altra mattina.
Potete lasciare una pattuglia qui fuori? domand Cynthia.
Per tenere d'occhio la casa, in caso cercasse di entrare di nuovo? Solo per fermarlo. Non
voglio che gli facciate del male, di chiunque si tratti.
Cyn mormorai.
Signora, temo che non ci siano i presupposti per una richiesta del genere. E non abbiamo
uomini a sufficienza per mettere una pattuglia davanti a casa sua senza una buona ragione replic la
donna. Ma se doveste avere altri problemi, chiamateci pure.
E con questo se ne andarono. Con tutta probabilit, una volta tornati in macchina, si erano fatti
una gran risata alle nostre spalle. Gi mi immaginavo cosa avrebbero scritto sul rapporto. "Abbiamo
risposto a una strana chiamata per un cappello sospetto." Tutti al comando sarebbero morti dal ridere.
Usciti gli agenti, rimanemmo seduti al tavolo della cucina, senza dire una parola, con il cappello
in mezzo.
Grace entr in cucina dopo essere scivolata silenziosamente gi dalle scale e indic il cappello
sorridendo. Posso mettermelo?
No rispose Cynthia, afferrando il cappello.
Vai a letto, tesoro le dissi e Grace trotterell via. Cynthia non lasci il cappello finch non
andammo a dormire.
Quella notte, di nuovo intento a fissare il soffitto, ripensai a quando Cynthia si era ricordata
all'ultimo momento di prendere la scatola di scarpe per il disastroso incontro con la medium. A come
fosse corsa in casa mentre io e Grace aspettavamo in macchina.
A come mi avesse battuto sul tempo quando mi ero offerto di andare io a prenderla.
Era rimasta in casa troppo tempo a recuperare la scatola.
Aveva preso un Advil, mi aveva detto quando era risalita in macchina.
"Non  possibile" mi dissi, lanciando un'occhiata a Cynthia addormentata al mio fianco.
Assolutamente no.
Capitolo 14
Avevo un'ora libera, cos infilai la testa nell'ufficio di Rolly Carruthers. Sono in pausa. Hai un
minuto?
Rolly indic con lo sguardo la pila di documenti sulla scrivania.
Relazioni del consiglio di amministrazione, valutazioni degli insegnanti, stime di budget. Stava
affogando nella carta. Se  un minuto quello che vuoi, sono costretto a dirti di no. Ma se ti serve come
minimo un'ora, potrei anche venirti incontro.
Un'ora sarebbe perfetta.
Hai gi pranzato?
No.
Andiamo a Stonebridge. Guidi tu. Potrei anche decidere di sbronzarmi. Si infil la giacca
sportiva, disse alla segretaria che sarebbe stato fuori per un po' e che poteva trovarlo sul cellulare se la
scuola avesse preso fuoco. Cos non star con l'ansia di dover tornare concluse.
La segretaria insistette che parlasse con uno dei sovrintendenti che era in attesa in linea, cos
Rolly mi fece segno che ci avrebbe messo al massimo due minuti. Uscii dall'ufficio per finire dritto
contro Jane Scavullo, che incedeva lungo il corridoio a velocit sostenuta, senza dubbio per recarsi a un
altro incontro di boxe con qualche compagna di scuola.
I libri che aveva in mano finirono a terra. Porca puttana! sbrait.
Scusa le dissi, inginocchiandomi per aiutarla.
Fa niente ribatt, affrettandosi a raccogliere i libri prima che lo facessi io. Ma non fu lesta
abbastanza. Avevo gi in mano Ragazze cattive, il libro di Joyce Carol Oates che le avevo consigliato.
Me lo strapp brusca, infilandolo sotto gli altri. Allora, ti piace? le domandai, cercando di
non ostentare un tono troppo compiaciuto.
Non male rispose. Quelle ragazze sono davvero messe male. Perch me l'ha consigliato?
Pensa che sia una cattiva ragazza come le protagoniste del libro?
Quelle ragazze non sono cos cattive risposi. E no, non penso tu sia come loro. Pensavo
potessi apprezzare lo stile.
Posso chiederle una cosa? borbott, masticando rumorosamente la gomma americana.
Certo.
A lei che importa?
In che senso?
Che gliene importa cosa leggo, come scrivo, tutta questa roba qui, insomma?
Pensi che faccia l'insegnante per arricchirmi?
Sembr quasi sul punto di sorridere, ma poi si ricompose.
Devo andare borbott, e si allontan.
La folla del pranzo si era diradata quando arrivammo a Stonebridge. Rolly per cominciare
ordin gamberetti al cocco e una birra, e io decisi per una zuppa Clam Chowder con crostini e un caff.
Rolly mi raccont che intendeva mettere in vendita la casa al pi presto e che dopo aver
acquistato il caravan gli sarebbero rimasti ancora un sacco di soldi. Ne avrebbe messa una parte in
banca e investito il resto in viaggi. E si sarebbe comprato una barca per andare a pesca sul fiume
Manatee. Era come se avesse gi dato le dimissioni. Era gi lontano mille miglia.
C' un pensiero che continua a ronzarmi in testa dissi.
Si tratta di Lauren Wells? domand Rolly, dopo aver bevuto un sorso di Sam Adams.
No ribattei sorpreso. Cosa ti fa pensare che volessi parlare della Wells?
Si strinse nelle spalle. Vi ho visti che parlavate in corridoio.
 un'oca dissi.
Un'oca ben carrozzata ribatt Rolly sorridendo.
Non so cosa le sia preso. Credo che nel suo immaginario io e Cynthia abbiamo raggiunto una
specie di status di celebrit. Mi rivolgeva a stento la parola prima che andasse in onda quella
trasmissione.
Posso avere un autografo? si inform Rolly.
Quando mai ho parlato! mormorai. Feci una breve pausa per fargli capire che il tono della
conversazione sarebbe cambiato.
Cynthia ha sempre pensato a te come a uno zio. So che ti sei preso cura di lei dopo la tragedia.
Perci sento di potermi rivolgere a te quando c' un problema.
Va' avanti.
Sto cominciando a chiedermi se Cynthia non stia andando fuori di testa.
Rolly mise gi il bicchiere di birra, si lecc le labbra. Non state gi andando da una
strizzacervelli? La dottoressa come si chiama? Krinkle o qualcosa del genere?
Kinzler. Gi. Ogni due settimane circa.
E gliene hai parlato?
No,  un po' rischioso. Voglio dire, s, a volte parla con ognuno di noi separatamente, potrei
accennarglielo. Ma non si tratta di un fatto isolato, sono tante piccole cose messe insieme.
Tipo?
Lo ragguagliai: l'ansia per la fantomatica auto marrone; la misteriosa telefonata,
accidentalmente cancellata, in cui un tizio sosteneva che la sua famiglia l'avesse perdonata;
l'inseguimento al centro commerciale di un uomo che aveva scambiato per suo fratello; il cappello sul
tavolo della cucina.
Che cosa? esclam Rolly. Il cappello di Clayton?
Gi. Proprio cos. So bene che avrebbe potuto tenerlo nascosto in una scatola per tutti questi
anni, ma aveva quel piccolo segno, l'iniziale del nome sul rovescio della fascia di stoffa.
Rolly parve rifletterci. Se  stata lei a mettere l il cappello, potrebbe anche aver scritto la
"C".
A questo non avevo pensato. Cyn aveva voluto che cercassi io l'iniziale invece che controllare
di persona. La sua espressione scioccata mi era sembrata molto genuina.
Ma quanto suggerito da Rolly era effettivamente possibile.
Inoltre non  detto che sia per forza il cappello del padre di Cynthia. Potrebbe trattarsi di un
cappello qualsiasi. Potrebbe averlo comprato in un negozio di seconda mano e sostenere che  il
cappello di Clayton.
Lo ha annusato proseguii. Quando l'ha annusato ha detto di essere certa che si trattasse del
cappello del padre.
Rolly mi guard come se fossi uno dei suoi studenti idioti.
Avrebbe anche potuto fartelo annusare, per dimostrare la sua tesi, ma questo non prova
niente.
Si sarebbe potuta inventare tutto ammisi. Non riesco a credere che sto dicendo una cosa del
genere.
Cynthia non mi sembra una squilibrata obiett Rolly.
Molto stressata, questo s. Ma psicopatica
No convenni. Non lo .
E neanche una che si inventa le cose. Perch dovrebbe inventarsele? Perch fingere di aver
ricevuto una telefonata o saltarsene fuori con la storia del cappello?
Non lo so risposi, lambiccandomi il cervello in cerca di una risposta. Per attirare
l'attenzione? E in tal caso, a che scopo? Perch la polizia riapra le indagini? Per scoprire finalmente
cosa sia successo alla sua famiglia?
Ma perch proprio adesso? chiese Rolly. Perch aspettare tutto questo tempo?
Di nuovo, non ne avevo idea. Merda, non so che pensare. Vorrei solo che tutto questo finisse.
A costo di scoprire che sono morti tutti quella notte.
Almeno potrebbe scrivere la parola fine disse Rolly.
Odio quella parola, ma s, sono d'accordo.
E c' un'altra cosa che devi considerare prosegu Rolly.
Se non  stata lei a lasciare quel cappello sul tavolo, allora vuol dire che un estraneo si 
introdotto in casa tua. E non si tratta necessariamente del padre di Cynthia.
Gi, ho deciso di far mettere le serrature di sicurezza dappertutto dissi. Immaginai un
estraneo che si muoveva per casa guardando le nostre cose, toccando la nostra roba, e rabbrividii.
Cerchiamo sempre di ricordarci di chiudere a chiave quando usciamo. Di solito stiamo attenti,
ma pu capitare che ce ne dimentichiamo. Soprattutto la porta di servizio, magari quando Grace entra
ed esce dal giardino senza che ce ne accorgiamo.
Ripensai alla chiave di riserva, cercando di ricordare quando avessi notato per la prima volta
che mancava dal gancio. Ma sono certo di aver chiuso a chiave la sera che siamo andati a incontrare la
sedicente medium.
Medium? ripet Rolly. Lo ragguagliai brevemente.
Quando farai mettere le serrature di sicurezza, mi disse informati anche sulle sbarre per le
finestre del seminterrato. E da l che passano di solito i ragazzini.
Rimasi in silenzio per qualche minuto. Non avevo ancora sganciato la vera bomba. Ce
dell'altro dissi infine.
Riguardo a che cosa?
Cyn  talmente stressata che non ho il coraggio di dirle una cosa. Rolly inarc un
sopracciglio. Si tratta di Tess.
Rolly bevve un altro sorso di birra. Che cos'ha Tess?
Per prima cosa,  malata. Mi ha detto che sta morendo.
Oh, no esclam Rolly. Di che si tratta?
Non  entrata nei dettagli, immagino si tratti di cancro o roba del genere. Non sembra ancora
malata, pi che altro ha l'aria stanca. Ma dice che non c' possibilit di guarigione. Almeno per il
momento.
Per Cynthia sar un brutto colpo. Sono cos legate.
Lo so. E penso che debba essere Tess a dirglielo. Io non ce la faccio. E non voglio neanche.
Solo che prima o poi Cynthia capir che c' qualcosa che non va.
E l'altra cosa?
Eh?
Un secondo fa hai detto "per prima cosa". Qual  l'altra?
Esitai. Non mi sembrava giusto raccontare a Rolly dei soldi ricevuti da Tess prima di dirlo a
Cynthia; ma d'altra parte era proprio questa la ragione per cui glielo raccontavo, per avere dei consigli
su come riferire la cosa a mia moglie.
Per un certo numero di anni Tess ha ricevuto dei soldi.
Rolly pos la birra e tolse la mano dal bicchiere. Cosa intendi dire?
Qualcuno le lasciava dei soldi. Contanti, in una busta. Diverse volte. La prima volta ha trovato
anche un biglietto con scritto che servivano a pagare gli studi di Cynthia. La somma variava, ma il
totale ammonta a oltre quarantamila dollari.
Porca puttana esclam Rolly. E non te l'aveva mai detto?
No.
Ti ha detto da chi venivano?
Mi strinsi nelle spalle. Tess non ne ha idea, e si chiedeva se fosse possibile far rilevare le
impronte o il DNA dalle buste o dal biglietto; merda, che ne so di questa roba? Ma Tess non pu fare a
meno di pensare che ci sia un legame con la scomparsa della famiglia di Cynthia. Voglio dire, chi
manderebbe dei soldi se non uno della famiglia o qualcuno che si sente responsabile per quanto
accaduto?
E pazzesco borbott Rolly. E Cynthia non ne sa ancora niente?
No, ma ha il diritto di saperlo.
Ma certo! Agganci la mano attorno al bicchiere di birra e se lo scol, facendo cenno alla
cameriera di portargliene un altro.
Forse.
Che vuoi dire?
Non lo so. Ho le tue stesse preoccupazioni. Supponiamo che glielo dici. E poi?
Rimestai con il cucchiaio nella zuppa di vongole giganti.
Non avevo granch appetito. E questo il punto. Questo fatto dei soldi solleva pi interrogativi
che altro.
Anche ammesso che qualcuno dei famigliari di Cynthia fosse ancora vivo all'epoca, non
significa che lo sia adesso. Quand' che i soldi hanno smesso di arrivare?
Pi o meno nel periodo in cui Cynthia ha finito il college.
Cosa sono vent'anni ormai?
Un po' meno. Comunque molto tempo fa.
Rolly scosse il capo, frastornato. Non so proprio cosa consigliarti. Voglio dire, penso di sapere
cosa farei al posto tuo, ma devi decidere da solo come comportarti.
Dimmelo esclamai. Cosa faresti al posto mio?
Premette le labbra e si sporse sul tavolo. Lascerei le cose come stanno.
Rimasi sorpreso. Davvero?
Almeno per il momento. Perch la cosa la tormenterebbe e basta. Come minimo penserebbe
che se avesse saputo dei soldi quando era al college, magari avrebbe potuto fare qualcosa. Che avrebbe
potuto trovare i suoi, se solo avesse prestato pi attenzione e posto le domande giuste, che avrebbe
potuto scoprire cos'era successo. Ma chiss se  ancora possibile adesso.
Ci riflettei e capii che aveva ragione.
E non solo prosegu Rolly. Cynthia finirebbe con il provare risentimento per Tess proprio
ora che sua zia avrebbe pi bisogno del suo amore e del suo sostegno.
Non l'avevo considerato.
Si sentirebbe tradita. Penserebbe che sua zia non aveva il diritto di nasconderle quelle
informazioni per tutti questi anni. Che era suo diritto esserne informata. Cosa vera, peraltro. Non che la
cosa sia diversa adesso, ma non avendoglielo detto finora, direi che ne  passata troppa di acqua sotto i
ponti.
Annuii, ma poi un pensiero mi colp. Ma io l'ho appena scoperto. Se non glielo dico, non
finisco per tradirla anch'io in qualche modo, come Tess?
Rolly mi studi a lungo e sorrise. Per questo sono lieto che sia tu a dover decidere e non io,
amico.
Quando arrivai a casa, vidi la macchina di Cynthia nel viale d'accesso, insieme a un'altra auto
che non riconobbi. Una Toyota Sedan metallizzata, il tipo di vettura anonima che una volta vista si
dimentica subito.
Indugiai sulla soglia di casa e vidi Cynthia seduta sul divano in sala, di fronte a un tizio basso e
tarchiato, quasi completamente calvo e dalla carnagione olivastra. Vedendomi, si alzarono in piedi e
Cynthia mi venne incontro.
Ciao, tesoro disse con un sorriso forzato.
Ciao. Mi volsi verso l'uomo e gli tesi la mano, che questi strinse con una stretta energica.
Salve dissi.
Signor Archer mi salut l'uomo con voce profonda e quasi vellutata.
Ti presento il signor Abagnall mi disse Cynthia. Il detective privato che assumeremo per
scoprire cos' successo alla mia famiglia.
Capitolo 15
Denton Abagnall si present il detective. La signora Archer mi ha ragguagliato su
moltissimi particolari, ma vorrei fare anche a lei alcune domande.
Certo risposi alzando un dito come a dire "un secondo solo".
Poi rivolto a Cynthia: Possiamo parlare un momento?.
Lei gli porse uno sguardo spiacente, mormorando: Pu scusarci un attimo?. L'uomo annu.
Pilotai Cynthia fuori dalla sala, verso le scale. La nostra casa era piccola e, rimanendo in cucina,
temevo che Abagnall sentisse la discussione, che paventavo sarebbe diventata infuocata. Che diavolo
succede? esordii.
Non ho pi intenzione di starmene ferma ad aspettare esclam Cynthia. Aspettare che
succeda qualcosa, domandandomi quale sar la prossima mossa. Ho deciso di prendere in mano la
situazione.
E cosa ti aspetti che possa scoprire? chiesi. Cynthia,  una pista molto vecchia. Sono passati
venticinque anni.
Oh, grazie tante. Me n'ero dimenticata.
Trasalii a quel commento sarcastico.
Eppure il cappello non  apparso venticinque anni fa, ma questa settimana prosegu lei. E
quella telefonata, la mattina in cui hai accompagnato Grace a scuola, neanche quella risale a
venticinque anni fa.
Tesoro dissi. Anche se fossi d'accordo ad assumere un investigatore privato, non vedo come
potremmo permettercelo. Quanto ci coster?
Mi rifer la sua tariffa giornaliera. Spese escluse asser.
D'accordo. E per quanto tempo pensi di assumerlo? Una settimana? Un mese? Sei mesi? Per
un caso del genere potresti doverlo pagare per un anno intero e non scoprire ancora niente.
Possiamo saltare una rata del mutuo propose Cynthia.
Ti ricordi la lettera che la banca ci ha inviato prima di Natale? L'offerta di saltare la rata di
gennaio per poter saldare le fatture delle spese natalizie con la Visa? Dilazioneranno il mutuo
aggiungendo una rata in fondo. Be' potrebbe essere il mio regalo di Natale. Quest'anno non dovrai
comprarmi pi niente.
Mi guardai i piedi, scuotendo la testa. Non sapevo proprio cosa fare.
Che ti succede, Terry? mi domand Cynthia. Una delle ragioni per cui ti ho sposato  che
sapevo che saresti sempre stato dalla mia parte, perch conoscevi il mio passato tragico e mi avresti
sempre sostenuta. E per anni  stato cos. Ma ultimamente, non so, ho delle brutte sensazioni, sento che
non sei pi lo stesso. Magari ti sei stancato di starmi accanto. Magari non sei neanche pi sicuro di
credermi sempre.
Cynthia, non
Forse  uno dei motivi per cui voglio assumere quest'uomo. Perch lui non mi giudicher. Non
penser che sono una squilibrata.
Non ho mai detto che sei una
Non ce n' bisogno ribatt Cynthia. Te lo leggo negli occhi. Quando ho creduto che quel
tizio fosse mio fratello, hai pensato che fossi uscita di testa.
Maledizione! sbottai. Assumi il tuo cazzo di investigatore!
Lo schiaffo fu cos veloce e imprevisto che non lo vidi neanche arrivare. Un'esplosione di
violenza, come un rombo di tuono improvviso che sembrava aver colto persino Cynthia alla sprovvista.
Per un paio di secondi riuscimmo solo a fissarci, in un silenzio attonito. Cynthia sembrava sotto shock
e si era portata entrambe le mani alla bocca.
Immagino di dovermi ritenere fortunato che non fosse il tuo famoso rovescio mormorai.
Altrimenti non sarei neanche pi in piedi.
Terry balbett. Non so cosa mi  preso. Ho perso la testa per un istante.
L'attirai a me, bisbigliandole all'orecchio: Mi spiace. Sar sempre dalla tua parte, ci sar
sempre.
Mi circond con le braccia, premendo il capo contro il mio petto. Avevo la netta sensazione che
stessimo buttando i soldi dalla finestra. Ma anche se Denton Abagnall non fosse riuscito a scoprire
nulla, forse era proprio ci di cui Cynthia aveva bisogno. Forse aveva ragione. Era un modo per
prendere in mano la situazione.
Almeno per un po'. Finch ce lo fossimo potuti permettere.
Calcolai velocemente che, se avessimo dilazionato di un mese il mutuo e intaccato il fondo
pensionistico per i prossimi due mesi, avremmo potuto usufruire dei servigi di Abagnall per una
settimana.
Assumiamolo dissi. Cynthia mi strinse pi forte a s.
Se non scopre qualcosa in fretta mi disse, sempre senza guardarmi ci fermeremo.
Cosa sappiamo di questo individuo? domandai. E attendibile? Ci si pu fidare?
Cynthia si sciolse dall'abbraccio, tirando su con il naso. Le porsi un fazzoletto che avevo in
tasca e lei si asciug gli occhi e si soffi il naso. Ho chiamato l'autrice di Deadline. Quando ha sentito
che si trattava di me si  messa subito sulla difensiva, pensando che volessi farle una scenata per quella
medium, invece le ho chiesto se si fossero mai serviti di un detective per svolgere indagini sulle storie
di cui si interessavano e lei mi ha dato il nome di questo tizio, dicendomi che non si erano mai avvalsi
dei suoi servigi, ma che una volta avevano girato un servizio proprio su di lui. Pare che sia una persona
seria e onesta.
Allora andiamo a parlargli proposi.
Abagnall era seduto sul divano a frugare fra le scatole di scarpe di Cynthia e, vedendoci entrare,
si alz. Si accorse del segno rosso che avevo sulla guancia, ma finse di non averlo notato.
Spero che non vi dispiaccia esord. Stavo dando un'occhiata agli oggetti nelle scatole. Vorrei
esaminarli con pi attenzione, sempre che abbiate deciso di servirvi del mio aiuto.
Infatti  cos risposi. Vorremmo che cercasse di scoprire cosa  successo alla famiglia di
Cynthia.
Non ho intenzione di darvi false speranze esord Abagnall.
Parlava lentamente, soppesando le parole e prendendo ogni tanto appunti sul taccuino. La pista
 decisamente fredda. Comincer esaminando i rapporti della polizia, e parler con chiunque ricordi di
aver lavorato al caso, ma secondo me non dovete aspettarvi troppo.
Cynthia annu solennemente.
Non vedo granch qui dentro prosegu, indicando le scatole di scarpe. Niente che salti agli
occhi, che offra un punto di partenza, perlomeno al momento. Ma, se non vi dispiace, vorrei dare
un'occhiata pi approfondita.
Non c' problema rispose Cynthia. Basta che me le riporti.
Naturalmente.
E che mi dice del cappello? domand mia moglie. Il copricapo che, secondo lei, apparteneva
al padre era appoggiato sul divano accanto all'uomo. Abagnall lo aveva esaminato poco prima.
Ecco, per prima cosa suggerirei a lei e a suo marito di rinforzare i sistemi di sicurezza della
casa, magari con serrature nuove, chiavistelli.
Me ne sto gi occupando risposi. Avevo chiamato un paio di fabbri, sondando chi poteva
liberarsi prima per venire da noi.
Che si tratti del cappello di suo padre o no, qualcuno  entrato qui dentro e ce l'ha lasciato.
Avete una bambina. Sar meglio rendere la casa pi sicura. Quanto a determinare se si tratti davvero
del cappello di suo padre prosegu con voce calma e rassicurante, penso di poter parlare con un
laboratorio privato e provare con il test del DNA, per vedere se trovano frammenti di capelli o sudore
sulla fodera interna. Ma non sar a buon mercato, e lei, signora Archer, dovr fornirmi un suo
campione, per il confronto. Se ci sar corrispondenza fra il suo DNA e quello trovato sul cappello,
potremmo avere la conferma che si tratti proprio del cappello di suo padre, ma questo non ci dir dove
si trova o se  ancora vivo.
Dall'espressione di Cynthia, capii che cominciava a sentirsi sopraffatta.
Perch per il momento non lasciamo perdere questo aspetto? proposi.
Abagnall annu. E quello che consiglierei anch'io, almeno per il momento. Da dentro la
giacca, gli squill il cellulare.
Scusatemi un istante. Apr a scatto il telefono, guard chi chiamava e rispose. S, tesoro?
Ascolt, annuendo.
Oh, mi sembra fantastico. Con i gamberetti? sorrise. Ma non troppo piccante. Okay. Ci
vediamo fra poco. Infil il telefono in tasca. Mia moglie spieg. Di solito verso quest'ora mi
telefona per aggiornarmi su cosa cuciner per cena.
Io e Cynthia ci scambiammo un'occhiata.
Linguine con i gamberetti in salsa piccante prosegu Abagnall, sorridendo. Almeno cos me
lo posso pregustare. Dunque, signora Archer, mi chiedevo se non avesse una foto di suo padre. Me ne
ha date di sua madre e di suo fratello, ma non ho foto di Clayton Bigge.
Mi spiace, non ne ho rispose Cynthia.
Controller alla Motorizzazione. Non so a quando risalgano i loro incartamenti, ma magari
hanno una foto. E forse potrebbe dirmi qualcos'altro dei viaggi di lavoro.
Si spostava fra qui e Chicago replic Cynthia. Era nelle vendite. Si occupava di forniture di
officine meccaniche. Qualcosa del genere.
Non sa quale percorso coprisse?
Cynthia scosse il capo. Ero solo una ragazzina. Non capivo esattamente di cosa si occupasse,
sapevo solo che era quasi sempre in viaggio. Una volta mi aveva fatto vedere alcune foto del Wrigley
Building di Chicago. Dovrebbe esserci una Polaroid nella scatola, mi pare.
Abagnall annu, richiuse il taccuino, se lo infil nella tasca della giacca, poi porse a entrambi un
biglietto da visita. Raccolse le scatole di scarpe e si alz. Mi metter in contatto al pi presto per farvi
sapere come sta procedendo. Diciamo che mi pagate adesso per i prossimi tre giorni. Non mi aspetto di
trovare delle risposte in cos poco tempo, ma almeno riuscir a valutare se ci sono i presupposti per
continuare o meno.
Cynthia and a prendere il libretto degli assegni che aveva in borsa, ne compil uno e lo
consegn ad Abagnall.
Grace, che era al piano di sopra, grid: Mamma? Puoi salire un secondo? Mi sono sporcata la
maglietta.
Accompagno il signor Abagnall alla macchina dissi.
Cynthia mi ha detto che vorrebbe che lei parlasse anche con sua zia Tess gli dissi, mentre
l'uomo apriva la portiera per infilarsi al volante.
S.
Se non volevo che il lavoro di Abagnall fosse una totale perdita di tempo, dovevo dargli tutte le
informazioni possibili.
Di recente Tess mi ha riferito una cosa una cosa che Cynthia ancora non sa.
Abagnall non replic, limitandosi ad aspettare. Gli riferii dei soldi che erano arrivati
misteriosamente in contanti per anni.
Caspita fu il suo commento.
Dir a Tess di aspettare una sua visita e di raccontarle tutto ci che sa.
Grazie rispose. Si mise al volante, chiuse la portiera e abbass il vetro del finestrino. Lei le
crede?
Certo. Mi ha mostrato le buste e il biglietto.
No, parlavo di sua moglie. Crede a sua moglie?
Mi schiarii la voce prima di rispondere. Ma certo.
Abagnall allacci la cintura di sicurezza. Una volta mi ha contattato una donna, voleva che
trovassi qualcuno. Sono andato a parlarle e sa che cosa ho scoperto?
Aspettai.
Voleva che trovassi Elvis Presley. Era intorno al 1990, mi sembra, Elvis era morto da quasi
tredici anni. La donna viveva in una grande villa, aveva un sacco di soldi e, come pu immaginare, le
mancava qualche rotella. Non aveva neanche mai incontrato Elvis in vita sua e non era minimamente
legata a lui, ma era convinta che il Re fosse ancora vivo, in attesa che lei lo andasse a salvare. Avrei
potuto lavorare per quella donna un anno intero, facendo finta di rintracciarlo. Mi sarei fatto un fondo
pensione, che Dio la benedica. Ma ho dovuto dirle di no. La cosa l'ha sconvolta, cos mi sono dovuto
inventare di essere gi stato assoldato per ritrovare Elvis e di averlo trovato, che stava bene, ma voleva
essere lasciato in pace per il resto della sua vita.
Sta scherzando. E lei ci ha creduto?
Cos mi  sembrato all'epoca. Naturalmente, pu benissimo aver chiamato subito un altro
detective. Per quanto ne so, quel tizio potrebbe lavorare ancora per lei. Ridacchi.
Sarebbe da ridere.
Dove vuole arrivare, signor Abagnall?
Voglio dire che sua moglie ha veramente intenzione di scoprire cosa sia successo alla sua
famiglia. Non accetterei un vostro assegno se pensassi che vuole solo prendermi in giro. Sua moglie
non sta cercando di prendere in giro nessuno.
No, non lo penso, infatti ribattei. Ma la donna che voleva trovare Elvis stava cercando di
prenderla in giro? O ci credeva veramente? Credeva che Elvis fosse ancora vivo?
Abagnall mi fece un sorriso triste. Mi far sentire fra tre giorni, non appena scopro qualcosa di
interessante.
Capitolo 16
Gli uomini sono dei deboli, presenti esclusi naturalmente, e ti deludono sempre, ma sono le
donne quelle che tradiscono sul serio esclam la donna.
Lo so. Me l'hai gi detto rispose lui.
Oh, scusa disse sarcastica. Non gli piaceva quando assumeva quel tono. Ti sto forse
annoiando, tesoro?
No, no, va bene. Continua. Stavi dicendo che sono le donne a tradirti. Ti stavo ascoltando.
Esatto. Come quella Tess.
Gi, quella.
Mi ha derubata.
Veramente azzard, poi decise che non era il caso di discutere.
Praticamente  stato un furto ribad lei. Quei soldi erano miei. Non aveva il diritto di
spenderli per s.
Non  che l abbia spesi per s. Li ha usati per
Basta! Pi ci penso pi la cosa mi fa impazzire di rabbia. E non mi va che tu la difenda.
Non la sto difendendo.
Avrebbe dovuto trovare il modo di dirmelo e sistemare le cose.
"Gi e come?" si chiese lui. Ma non disse nulla.
Ci sei? si inform lei.
S, sono qui.
Volevi dirmi qualcosa?
Niente. Solo mi sembra un po' rischioso, non credi?
Certe volte non si pu proprio parlare con te ribatt la donna.
Chiamami domani. Se avr voglia di una conversazione intelligente, nel frattempo, parler con
lo specchio.
Capitolo 17
Dopo che Abagnall si fu allontanato, chiamai Tess dal cellulare, per aggiornarla.
Lo aiuter, per quanto posso mi assicur. Penso che Cynthia abbia fatto la cosa giusta, ad
assumere un investigatore. Se  arrivata a compiere un passo del genere, forse  arrivato il momento di
rivelarle quel che sai.
Dobbiamo incontrarci al pi presto.
Quando  squillato il telefono, stavo appunto per telefonarti riprese Tess. Ma non volevo
chiamarti a casa. Sarebbe sembrato strano, telefonare e chiedere a Cynthia di parlare con te, e non trovo
pi il tuo numero di cellulare.
Che succede, Tess?
La donna trasse un profondo respiro. Oh, Terry, ho fatto altri esami.
Sentii tremarmi le ginocchia. Che cosa hanno detto? Mi aveva appena comunicato di avere al
massimo pochi mesi di vita. Che i tempi si fossero ancora accorciati?
Che va tutto bene rispose. A quanto pare i primi esami erano sbagliati. Quest'ultimo invece
toglie ogni dubbio. Fece una pausa.
Terry, non morir.
Oh, mio Dio, Tess, ma  una notizia meravigliosa! Ne sono certi?
Pi che certi.
Ma  fantastico.
Gi, se fossi credente, direi che le mie preghiere sono state esaudite. Terry, dimmi che non
l'hai ancora detto a Cynthia.
Non gliel'ho detto risposi.
Quando tornai in casa, Cynthia si accorse che avevo una lacrima sulla guancia. Pensavo di
essermi asciugato gli occhi, ma evidentemente me n'era sfuggita una. Allung una mano e la tolse con
un dito.
Terry mormor. Che c'? Che succede?
Le buttai le braccia al collo. E solo che sono felice esclamai.
Sono cos felice!
Cynthia mi guard come se fossi impazzito. Nessuno era mai cos felice da quelle parti.
Nei due giorni successivi Cynthia mi sembr rilassata come non accadeva da tanto. Con Denton
Abagnall a occuparsi del caso, una nuova calma sembr impossessarsi di lei.
Temevo che cominciasse a tempestarlo di telefonate, come aveva fatto con gli autori di
Deadline, per essere messa al corrente dei progressi. Ma non fu cos. Seduta al tavolo di cucina, poco
prima di andare a dormire, mi domand se secondo me Abagnall avesse gi scoperto qualcosa, il che
significava che il pensiero non l'abbandonava un istante, ma evidentemente aveva deciso di lasciargli
svolgere il proprio lavoro senza interferenze.
Il giorno dopo, quando Grace torn da scuola, Cynthia le propose di andare ai campi da tennis
dietro la biblioteca e Grace acconsent. Il mio gioco non  molto migliorato dai tempi dell'universit,
perci prendo di rado in mano la racchetta, ma amo molto veder giocare le mie due ragazze,
specialmente osservare il rovescio micidiale di Cynthia. Decisi pertanto di accodarmi e mi portai dei
compiti da correggere, alzando lo sguardo ogni pochi secondi, per osservare mia moglie e mia figlia
che rincorrevano la palla, ridendo e prendendosi in giro. Naturalmente Cynthia non usava il famoso
rovescio con Grace, limitandosi a darle preziosi consigli per perfezionare la tecnica di gioco. Grace non
se la cavava male, ma dopo mezz'ora mi accorsi che era stanca e che avrebbe preferito essere a casa a
leggere il suo libro sugli asteroidi, come ogni bambina di otto anni.
Dopo la partita proposi loro di mangiare un boccone sulla via di casa.
Sei sicuro? domand Cynthia. Con tutte le altre spese che abbiamo al momento?
Non me ne importa replicai.
Cynthia mi lanci un sorriso malizioso. Si pu sapere che ti prende? E da ieri che ti comporti
come l'uomo pi felice della Terra.
Come facevo a dirglielo? Come facevo a dirle quanto fossi elettrizzato all'idea che Tess stesse
bene, se le avevo taciuto che stava per morire? L'avrei ferita, confessando di averla tenuta all'oscuro di
tutto.
Mi sento ottimista dissi.
Sul fatto che Abagnall possa scoprire qualcosa?
Non necessariamente. E come se avessimo voltato pagina. Come se tutta la tensione a cui
sei a cui siamo stati sottoposti ultimamente, stia finalmente per dissolversi.
Allora penso che berr un bicchiere di vino, a cena rise lei.
Le restituii il sorriso scherzoso. Ottima idea.
Io prender un frullato esclam Grace. Alla ciliegia.
Quando tornammo a casa dopo cena, Grace scomparve per guardare su Discovery Channel un
programma sulla composizione chimica degli anelli di Saturno, mentre io e Cynthia ci inchiodammo al
tavolo della cucina, come sempre quando si trattava di prendere importanti decisioni finanziarie della
serie "Possiamo permetterci una seconda macchina?", "Un viaggio a Disney ci mander sul lastrico?".
Mi misi a buttare gi numeri su un taccuino, tirando le somme e poi riscrivendoli in altro ordine.
Stavo pensando mormorai, guardando le cifre che probabilmente possiamo permetterci
Abagnall per due settimane invece di una sola. Non credo ci mander in rovina, che ne dici?
Cynthia mi copr la mano con cui stavo scrivendo. Ti amo. Lo sai, vero?
Nell'altra stanza sentimmo Grace ridacchiare.
Ti ho mai raccontato prosegu Cynthia di quella volta in cui rovinai la cassetta di James
Taylor di mia madre?
No.
Avr avuto undici o dodici anni. Mia madre aveva moltissime cassette, James Taylor, Simon
& Garfunkel, Neil Young e tantissimi altri, ma il suo preferito era James Taylor. Diceva che riusciva a
farla sentire felice e triste allo stesso tempo. Un giorno mi ero arrabbiata con lei per qualcosa, non
ricordo esattamente, qualcosa che volevo mettermi e che invece era ancora nel cesto della biancheria
sporca. Cos le avevo messo il muso.
Immagino che non l'avr presa bene.
Tu dici? Mi rispose che se non ero soddisfatta del servizio di lavanderia, potevo lavarmele da
sola le mie cose. Cos d'impulso tirai fuori la cassetta dal registratore in cucina, senza neanche guardare
quale fosse, e la scagliai sul pavimento. La cassetta si spacc in due e il nastro si sparse per terra,
completamente rovinato.
Mi limitai ad ascoltare.
Rimasi impietrita, non riuscivo a credere di aver fatto una cosa del genere e pensai che mi
avrebbe uccisa. Invece lei smise di fare quel che stava facendo, si avvicin, si chin a raccogliere la
cassetta, e con molta calma guard chi fosse. "James Taylor. Quella con la canzone Your smilingface.
E la mia preferita e sai perch? Perch inizia con le parole 'Ogni volta che vedo il tuo viso non posso
fare a meno di sorridere, perch ti amo'." Pi o meno, insomma. Poi aggiunse: "E la mia preferita,
perch ogni volta che la sento mi fa pensare a te e a quanto ti voglio bene. Ecco, mai come in questo
momento avrei bisogno di risentire quella canzone".
Cynthia aveva gli occhi umidi.
Cos dopo la scuola andai nel negozio di dischi e trovai la cassetta. JT si chiamava. La comprai
e, tornata a casa, gliela consegnai. Mia madre tolse l'involucro e la infil subito nel registratore,
chiedendomi se volevo sentire la sua canzone preferita.
Una lacrima le rotol sulla guancia, finendo sul tavolo della cucina. Adoro quella canzone
mormor mia moglie. E mi manca da morire mia madre.
Pi tardi Cynthia telefon a Tess. Senza una ragione speciale.
Tanto per chiacchierare. Quando sal nello studio, dove stavo battendo un paio di appunti per i
miei studenti sulla vecchia Royal, capii dagli occhi arrossati che aveva pianto ancora.
Tess pensava di essere molto malata, mi annunci malata terminale, ma si era trattato di un
errore. Ha detto che non voleva dirmelo, che avevo gi troppi problemi e non voleva aggiungere anche
questo fardello. Cos l'ha definito, fardello. Ma te lo immagini?
E pazzesco.
E poi alla fine ha scoperto di stare bene e ha deciso di raccontarmi tutto, ma avrei preferito che
l'avesse fatto prima, sai? Perch lei mi  sempre stata vicina. Non importa quel che sto passando, lei 
sempre stata Afferr un fazzoletto e si soffi il naso. Infine mormor: Non potrei sopportare il
pensiero di perderla.
Lo so. Nemmeno io.
Quando eri cos felice, non  che per caso c'entrava?
No, no risposi. Assolutamente.
Sarebbe stato il momento giusto per dirle la verit. Avrei potuto essere onesto con lei, ma scelsi
di non farlo.
Oh, merda, mi sono dimenticata. Mi aveva detto di dirti di chiamarla. Probabilmente vorr
darti la bella notizia di persona. Non dire che lo sai gi, ok? E solo che non riuscivo a tenerlo per me.
Certo mormorai.
Scesi al piano di sotto e chiamai Tess.
Gliel'ho detto disse Tess.
Lo so. Grazie.
E stato qui.
Hmm?
Quel detective. Il signor Abagnall. Mi sembra una brava persona.
Gi.
Lo ha chiamato la moglie mentre era da me. Per dirgli cosa avrebbe preparato per cena.
E che cos'era?
Boh, una specie di arrosto, credo. O roast beef con Yorkshire pudding.
Che delizia.
A ogni modo, gli ho detto dei soldi e del biglietto. E gli ho consegnato le buste. Mi  sembrato
molto interessato.
Gi, lo immaginavo.
Pensi che sarebbero ancora in grado di rilevare eventuali impronte dalle buste, dopo tutti
questi anni?
Non lo so, Tess. Ne  passato di tempo e le hai toccate varie volte. Ma hai fatto benissimo a
darle ad Abagnall. Se ti viene in mente qualcos'altro, chiamalo.
S, siamo gi d'accordo. Mi ha lasciato il biglietto da visita. Ce l'ho sotto gli occhi,  attaccato
alla bacheca accanto al telefono, proprio vicino alla foto di Grace con Pippo. Non so chi dei due ha
l'aria pi goffa.
Bene.
Abbraccia Cynthia da parte mia.
Lo far. Ti voglio bene, Tess dissi, e riappesi.
Te l'ha detto? mi domand Cynthia, quando salii in camera da letto.
S, me l'ha detto.
E tutta la sera che penso di fare l'amore con te, appassionatamente, per tutta la notte mi disse.
Era seduta in camicia da notte sul copriletto. Ma sono cos stanca, non credo che potrei eseguire
nessun numero speciale.
Non sono troppo esigente ribattei.
Che ne dici se rimandassimo?
Certo. Sai una cosa? Perch non chiediamo a Tess di tenere Grace per un fine settimana e noi
due ce ne andiamo fino a Mystic? In un Bed & Breakfast.
Magari lass riuscirei anche a dormire meglio convenne Cynthia. Ho fatto dei sogni un
po' agitati ultimamente.
Mi sedetti sul bordo del letto. Che tipo di sogni?
Come dicevo alla dottoressa Kinzler, li sento parlare. Parlano con me, credo, o io parlo con
loro, oppure parliamo tutti insieme. E come se fossi l, ma non ci fossi veramente. Posso quasi
allungare la mano e toccarli, ma se lo faccio si dissolvono e svaniscono nel nulla.
Mi chinai verso di lei e le diedi un bacio sulla fronte. Hai dato la buonanotte a Grace?
S, mentre eri al telefono con Tess.
Cerca di dormire un po'. Vado a salutarla. Come al solito la camera di Grace era nella pi
completa oscurit, per consentire una vista migliore del firmamento con il telescopio.
Siamo al sicuro stanotte? le domandai, chiudendomi la porta alle spalle, per non far trapelare
la luce.
Cos sembra rispose Grace.
Bene.
Vuoi dare un'occhiata?
Grace poteva guardare dal telescopio stando in piedi, ma io avrei dovuto chinarmi, perci presi
la sedia dalla sua scrivania e mi sedetti dietro l'apparecchio. Strizzando gli occhi non riuscii a vedere
nulla, tranne il buio pesto punteggiato di minuscole luci. Okay, che cosa sto guardando?
Stelle rispose Grace.
Mi voltai a guardarla, ridacchiando. Grazie, Cari Sagan dissi. Mi rimisi in posizione e cercai
di sistemare la messa a fuoco, ma nel farlo il telescopio scivol dal supporto. Cavolo! esclamai. Il
nastro adesivo con cui Grace l'aveva fissato si era staccato.
Te l'avevo detto rimarc la bambina. E un supporto da quattro soldi.
Okay, okay mormorai, avvicinando nuovamente l'occhio al telescopio, che adesso si era
spostato e puntava direttamente sul marciapiede di fronte a casa.
E su un uomo che ci spiava.
Il suo volto, sfocato e indistinto, riemp completamente l'inquadratura.
Abbandonai il telescopio, balzai in piedi e mi avvicinai alla finestra. E quello chi diavolo ?
esclamai, pi a me stesso che a Grace.
Chi? domand mia figlia.
Si avvicin alla finestra in tempo per vedere l'uomo scappare via.
Chi era quell'uomo, pap? mi domand.
Non ti muovere di qui ribattei e schizzai fuori dalla stanza, gi per le scale, prendendo i
gradini a due a due e buttandomi fuori di slancio dalla porta d'ingresso. Corsi fino alla fine della strada,
aguzzando gli occhi nella direzione da cui avevo visto scappare il tizio. Una trentina di metri pi avanti
scorsi i fanalini di coda di una macchina e il rumore di un motore che si accendeva; poi un'auto si
stacc dal marciapiede e part a razzo.
Ero troppo lontano ed era troppo buio per leggere la targa o riconoscere la marca dell'auto. Dal
rombo del motore avrei detto un vecchio modello, di colore scuro. Blu, marrone, grigio scuro,
impossibile a dirsi.
Ero tentato di saltare al volante e inseguirlo, ma le chiavi erano in casa e, il tempo di andarle a
prendere, quello sarebbe gi arrivato a Bridgeport.
Quando rientrai, trovai Grace ad attendermi. Ti avevo detto di restare in camera tua la
rimproverai.
Volevo solo vedere
Va' subito a letto.
Dal mio tono cap che non era il caso di discutere e si avvi su per le scale a tutta birra.
Il cuore mi batteva all'impazzata e avevo bisogno di riprendermi un istante, prima di salire.
Quando finalmente tornai in camera da letto, trovai Cynthia sotto le coperte, addormentata.
Rimasi a guardarla, domandandomi che razza di conversazione stesse intrattenendo con i suoi
cari, scomparsi o defunti.
"C' una domanda che vorrei facessi loro da parte mia" avrei voluto dirle. "Chi  che spia casa
nostra? E che cosa vuole da noi?"
Capitolo 18
L'indomani Cynthia telefon a Pam e si accord di arrivare al lavoro un po' pi tardi. Il fabbro
doveva venire alle nove di mattina e Cynthia voleva avvertire l'amica in caso le cose fossero andate per
le lunghe.
A colazione, prima che Grace scendesse per andare a scuola, le raccontai dell'uomo sul
marciapiede. Avevo meditato se tenerglielo nascosto, ma solo per un istante. Prima di tutto Grace ne
avrebbe parlato e, in secondo luogo, se c'era qualcuno che spiava la casa, chiunque fosse e qualunque
fosse il motivo, era meglio fossimo tutti sul chi vive. Per quanto ne sapevamo, tutto questo non aveva
niente a che fare con la particolare situazione di Cynthia, magari era qualche pervertito che bazzicava
in zona e sarebbe stato meglio avvertire anche i vicini.
Sei riuscito a vederlo bene? domand Cynthia.
No. L'ho rincorso lungo la strada, ma era gi salito in macchina e se n' andato di corsa.
Hai visto la macchina?
No.
Poteva essere un'auto marrone?
Cyn, non lo so. Era buio e la macchina era scura.
Perci poteva essere marrone.
S, poteva essere marrone. E anche blu scuro o nera. Non lo so.
Scommetto che era la stessa persona. Quello che ci ha superate in macchina mentre portavo
Grace a scuola.
Voglio parlare con i vicini affermai.
Riuscii a trovare tutte le persone che abitavano nella nostra via prima che uscissero per andare
al lavoro e chiesi loro se non avessero visto qualcuno aggirarsi nei paraggi la notte scorsa o qualunque
altra notte. Se avessero notato qualcosa di sospetto, insomma. Nessuno aveva visto niente.
Chiamai comunque la polizia, in caso ci fosse stata qualche altra segnalazione sospetta negli
ultimi giorni, e mi fecero parlare con un detective. No, non ci  stato segnalato nulla, anche se No,
aspetti, c' stata una chiamata strana l'altro giorno, una cosa bizzarra.
Che cosa? esclamai. Di che si trattava?
Hanno chiamato due per uno strano cappello che si sono ritrovati in casa. L'uomo scoppi a
ridere. Dapprima ho pensato che si trattasse di un errore, ma invece no, era proprio un cappello.
Non importa, come non detto tagliai corto.
Pensavo di andare a trovare Tess mi disse Cynthia prima che uscissi. Lo so che siamo gi
stati a trovarla il weekend scorso e che di solito non andiamo cos spesso, ma considerando quel che ha
passato ultimamente, stavo pensando che
Per me va bene la interruppi. Mi pare una splendida idea. Perch non andiamo da lei domani
sera? Magari la portiamo a prendere un gelato o qualcos'altro.
La chiamo subito rispose Cynthia.
A scuola, trovai Rolly che risciacquava una tazza in sala insegnanti, prima di versarsi il caff
disgustoso che ci propinavano.
Come va? chiesi, arrivandogli alle spalle.
Rolly sobbalz. Sei matto a sorprendermi cos? esclam.
Scusa ribattei. Sai, io lavoro qui. Presi una tazza e la riempii di caff, aggiungendo
zucchero in quantit per mitigare il sapore.
Allora, come va? ripetei.
Rolly si strinse nelle spalle. Sembrava distratto. Al solito. Tu?
Sospirai. C'era qualcuno davanti a casa ieri sera che ci spiava al buio e, quando sono corso
fuori,  scappato. Bevvi un sorso del caff che mi ero versato. Era disgustoso, e anche freddo. Chi 
il responsabile di questa roba? C' forse un appalto con una societ di trattamento dei liquami?
Qualcuno spiava casa vostra? esclam Rolly. E che cosa pensi che volesse?
Feci spallucce. Non lo so, ma ci stiamo facendo mettere delle serrature di sicurezza proprio
adesso. Giusto in tempo, oserei aggiungere.
Roba da far accapponare la pelle osserv Rolly. Magari  uno di quei tizi che controllano
strada per strada per trovare chi ha lasciato aperta la porta del garage ed entrare a rubare.
Forse. Comunque stiano le cose, le serrature di sicurezza non guastano.
Vero convenne Rolly. Una pausa, poi aggiunse: Sto pensando al prepensionamento.
Avevamo finito di parlare di me. Pensavo dovessi restare almeno fino alla fine dell'anno
scolastico.
Gi, be', e se cadessi stecchito? Dovrebbero trovare velocemente un sostituto, giusto? In fondo
sarebbero solo quattro soldi in meno al mese. Sono pronto a voltar pagina, Terry. Dirigere un istituto,
lavorare in una scuola non  pi come un tempo, sai? Voglio dire, tu hai sempre avuto studenti difficili,
ma adesso  peggio. Sono armati. Ai genitori non frega niente. Ho dedicato quarant'anni al sistema e
adesso voglio uscirne. Io e Millicent vendiamo la casa, mettiamo dei soldi in banca e partiamo alla
volta di Bradenton, e magari, chiss, magari la mia pressione potrebbe anche abbassarsi un po'.
In effetti mi sembri un po' teso oggi. Forse dovresti andare a casa.
Sto bene. Pausa. Rolly non fumava, ma in quel momento aveva l'aria di un fumatore alla
disperata ricerca di una sigaretta.
Millicent  gi in pensione. Non c' nulla che mi trattenga. E non viaggiamo certo verso la
giovent, giusto? Non sai mai quanto tempo ti resti da vivere. Un attimo sei qui e l'attimo dopo non ci
sei pi.
Ah, a proposito
Cosa?
Mi hai fatto venire in mente Tess.
Rolly batt le palpebre. Che c'entra Tess?
Pare che stia bene.
Che cosa?!
Le hanno fatto altre analisi ed  venuto fuori che la diagnosi iniziale era sbagliata. Non sta
morendo. Sta bene.
Rolly era senza parole. Ma di che stai parlando?
Ti dico che sta bene.
Ma farfugli, come incapace di digerire la notizia, quei dottori, le avevano detto che stava
morendo. E adesso, adesso se ne escono dicendo che si erano sbagliati?
Sai, in teoria dovrebbe essere una buona notizia gli feci osservare.
Rolly sbatt di nuovo le palpebre. S, s, certo. E una notizia meravigliosa. Sempre meglio che
avere esiti favorevoli e poi scoprire che si erano sbagliati.
Giusto.
Rolly lanci un'occhiata all'orologio. Senti, devo andare adesso.
Lo stesso valeva per me. La mia lezione di scrittura creativa sarebbe iniziata da l a un minuto.
L'ultimo compito assegnato era una lettera a una persona che non conoscevano, reale o immaginaria
che fosse, per raccontare cose che non sarebbero riusciti a dire a nessun altro. Talvolta  pi facile
raccontare qualcosa di personale a un estraneo avevo detto.
Si corrono meno rischi ad aprirsi con qualcuno che non si conosce.
Quando chiesi se ci fosse un volontario, con mio grande stupore alz la mano Bruno, lo
stronzetto della classe.
Bruno?
S, signore. Non era da Bruno offrirsi volontario e neanche concludere un tema assegnato.
Ero perplesso, ma allo stesso tempo incuriosito. Okay, Bruno, sentiamo.
Apr il quaderno e cominci a leggere. Cara "Penthouse"
Aspetta lo interruppi. La classe stava gi ridendo. Dovrebbe essere una lettera a qualcuno
che non conosci.
Non conosco nessuno a "Penthouse" ribatt Bruno. E ho fatto proprio come ha detto lei. Ho
scritto a proposito di qualcosa che non confiderei mai a nessun altro. Be', di certo non a mia madre.
Tua madre si  fatta la liposuzione alla pancia grid uno spiritosone.
Ti piacerebbe che l'avesse fatta anche la tua ribatt Bruno. Invece di sembrare la fotocopia
di un grande culo.
Nessun altro? domandai.
No, aspetti esclam Bruno. Cara "Penthouse", vorrei raccontarti l'esperienza di un mio
amico carissimo a cui mi riferir chiamandolo signor Johnson.
Un ragazzino di nome Ryan quasi cadde dalla sedia dal ridere.
Jane Scavullo sedeva come il solito all'ultimo banco, guardando fuori dalla finestra con aria
annoiata, come se tutto ci che succedeva in classe fosse indegno di lei. Aveva l'aria di voler essere da
tutt'altra parte. Probabilmente, se mi fossi guardato allo specchio, avrei visto la stessa espressione sul
mio viso.
La ragazza davanti a lei, Valerie Swindon, una di quelle che cercano sempre di compiacere
l'insegnante, alz la mano.
Caro presidente Lincoln, penso che lei sia stato uno dei pi grandi presidenti della storia,
perch ha combattuto per liberare gli schiavi e rendere tutti gli uomini uguali.
Da l in poi fu tutto uno sbadigliare e un alzare gli occhi al cielo.
Pensai che eravamo davvero messi male se non si potevano tessere le lodi di Lincoln senza
passare per secchioni. Ma pi Valerie andava avanti nella lettura, pi anch'io mi ritrovai a pensare alla
celebre scenetta di Bob Newhart in cui l'astuto personaggio di Madison Avenue suggerisce al vecchio
Abe di rilassarsi un po' e di prendersela con pi calma.
Chiesi a un paio di altri studenti di leggere e poi provai con Jane.
Stavolta passo rispose lei.
Ma finita la lezione, prima di uscire, lasci un foglio sulla cattedra.
Caro Sconosciuto. Questa  una lettera fra estranei, niente nomi, tanto nessuno si conosce
davvero. I nomi non fanno una grande differenza. Il mondo  fatto solo di estranei. Milioni e milioni di
estranei che non si conoscono. Talvolta pensiamo di conoscere il prossimo, specialmente coloro che ci
sono pi vicini, ma se fosse davvero cos, perch rimarremmo cos stupiti quando gli altri fanno delle
stronzate? Come quei genitori che rimangono di sasso di fronte a quello che combinano i loro ragazzi.
Li allevano da quando sono nati, passano ogni giorno con loro, pensano che siano dei fottuti angioletti,
e poi un giorno i poliziotti bussano alla porta e dicono: "Ehi, sapete una cosa, cari genitori? Il vostro
ragazzo ha spaccato una mazza da baseball in testa a un compagno". Oppure quando sei tu il figlio e ti
sembra che tutto fili abbastanza liscio, e poi un giorno il tizio che dovrebbe farti da padre dice: "Be', 
stato bello, ci vediamo". E tu pensi: "Ma che cazzo significa?". Cos, dopo qualche anno, quando tua
madre va a vivere con un altro tizio, che sembra a posto, tu pensi: "Okay, e questo quando se ne
andr?". Cos  la vita. La vita significa chiedersi sempre: "Quando arriva la prossima batosta?". Perch
se per un po' di tempo non succede niente, sta pur certo che prima o poi la batosta arriva. Cordiali
saluti, un Estraneo.
La rilessi un paio di volte, poi in alto, a penna rossa, scrissi:
Ottimo.
Decisi di passare di nuovo da Pamela's a pranzo, per vedere Cynthia. Mentre mi avviavo alla
macchina nel parcheggio, vidi Lauren Wells che si infilava con l'auto nel posto accanto al mio, una
mano sul volante e l'altra che teneva il cellulare all'orecchio.
Ero riuscito a evitarla negli ultimi due giorni e non avevo alcuna voglia di parlarle adesso, ma
mi accorsi che aveva gi abbassato il finestrino facendomi segno di aspettare, mentre continuava a
parlare al telefono. Spense il motore, esclamando al telefono: Aspetta un istante!. E si volt verso di
me.
Ehi, non ti ho pi visto da quando siete tornati da Paula. Andrete di nuovo in onda?
No risposi.
Sembr delusa. Peccato mormor. Avrebbe potuto esservi d'aiuto, giusto? E stata Paula a
cancellare la trasmissione?
No, niente del genere.
Ascolta riprese Lauren. Potresti farmi un favore? Un secondo solo? Puoi salutare la mia
amica?
Che cosa?
Mi tese il cellulare. Si chiama Rachel. Di' soltanto "Ciao Rachel". Le verr un colpo quando
sapr che hai partecipato al programma di Paula.
Aprii la portiera della macchina e prima di salire esclamai:
Trovati qualcosa da fare, Lauren!.
Rimase a fissarmi a bocca aperta, poi grid, per farsi sentire attraverso il finestrino: Ti credi
chiss chi, ma non sei nessuno!.
Quando arrivai da Pamela's, scoprii che Cynthia non c'era.
Ha chiamato dicendo che doveva aspettare il fabbro mi spieg Pamela. Guardai l'ora. Era
quasi l'una. Se il fabbro si fosse presentato per tempo, avrebbe dovuto finire per le dieci, massimo le
undici.
Mi frugai in tasca in cerca del cellulare, ma Pamela mi disse di usare il telefono sul banco.
Ciao Pam rispose Cynthia, che evidentemente aveva letto il numero sul display. Mi spiace
tantissimo. Sto uscendo.
Sono io dissi.
Oh.
Ho fatto un salto in negozio, pensavo di trovarti qui.
Il fabbro era in ritardo, se n' appena andato. Sto arrivando.
Dille di non preoccuparsi intervenne Pam. E tutto tranquillo. Che si prenda pure tutta la
giornata.
Hai sentito? domandai.
S. Magari  anche meglio. Tanto non ci sono con la testa. Ha telefonato Abagnall. Vuole
vederci. Verr alle quattro e mezzo. Cela fai a essere a casa per quell'ora?
Ma certo. Che ti ha detto? Ha scoperto qualcosa?
Vidi Pamela inarcare un sopracciglio.
Non me l'ha voluto dire. Ha detto che preferisce discuterne di persona.
Stai bene?
Mi sento un po' tesa.
S, anch'io. Magari ci dir solo che non ha scoperto proprio niente.
Lo so.
Domani andiamo da Tess?
Le ho lasciato un messaggio. Non fare tardi.
Che sta succedendo? mi chiese Pamela, quando chiusi la comunicazione.
Cynthia cio io e Cynthia abbiamo assunto un investigatore privato perch indaghi sulla
scomparsa dei suoi.
Oh fu il suo commento. Be', so che non sono fatti miei, ma se vuoi sapere come la penso, 
successo troppi anni fa, state buttando via i soldi. Nessuno scoprir mai cos' successo quella notte.
Ci vediamo, Pamela ribattei. Grazie per la telefonata.
Le va un caff? chiese Cynthia, non appena Denton Abagnall ebbe messo piede in casa.
Oh, s rispose. Con molto piacere.
Ci accomodammo sul divano e Cynthia arriv con un vassoio su cui aveva messo caff, tazze,
zucchero e latte, insieme ai biscotti al cioccolato. Poi vers il caff e offr i biscotti ad Abagnall, che ne
prese uno, mentre una voce dentro di noi urlava: "Per carit di Dio, ci dica cos'ha scoperto, questa
attesa ci sta uccidendo!".
Cynthia abbass lo sguardo sul vassoio. Ho portato solo due cucchiaini, Terry. Ti dispiace
andare a prenderne un altro?
Andai in cucina, aprii il cassetto delle stoviglie e qualcosa attir la mia attenzione. Nello spazio
fra il bordo del portaposate di plastica e la parete del cassetto, dove finivano sempre gli oggetti pi
impensati, dalle penne e matite alle graffette di plastica, c'era una chiave.
La tirai fuori. Era la chiave di riserva che tenevamo normalmente appesa al gancio.
Ritornai in sala con il cucchiaino e mi sedetti, mentre Abagnall tirava fuori il bloc-notes.
Dunque, vediamo un po'
Io e Cynthia sorridemmo pazienti.
Okay, ecco qua. Alz lo sguardo su Cynthia. Signora Archer, che mi sa dire di Vince
Fleming?
Vince Fleming?
Esatto. Il ragazzo con cui era uscita quella sera. Voi due eravate parcheggiati in macchina
Si interruppe. Mi spiace mormor, spostando lo sguardo da Cynthia a me, per tornare a lei. La
mette a disagio che ne parli davanti a suo marito?
Non c' problema rispose.
Eravate parcheggiati nella macchina del ragazzo, davanti al centro commerciale, credo. E l
che suo padre l'ha trovata e l'ha riportata a casa.
S.
Ho avuto la possibilit di controllare i dossier della polizia sul caso e l'autrice di Deadline mi
ha lasciato vedere la registrazione del programma. Purtroppo non l'avevo visto quando era andato in
onda, non mi piacciono quei tipi di trasmissioni. A ogni modo, gran parte delle informazioni in loro
possesso venivano dalla polizia. E questo Vince Fleming ha un passato un po' turbolento, non so se mi
spiego.
Temo di non essermi pi tenuta in contatto con lui dopo quella sera disse Cynthia.
Ha passato guai con la legge per tutta la vita prosegu Abagnall.
E suo padre non era da meno. Anthony Fleming gestiva un'importante organizzazione
criminale ai suoi tempi.
Come la mafia? chiesi.
Non altrettanto estesa. Ma aveva le mani in pasta in una fetta notevole di traffici illegali fra
New Haven e Bridgeport. Prostituzione, contrabbando di merce rubata, e cose del genere.
Mio Dio mormor Cynthia. Non ne avevo idea. Sapevo che Vince non era un angioletto, ma
non avevo idea dei traffici di suo padre. E ancora vivo, il padre?
No, gli hanno sparato nel '92. Qualche aspirante gangster lo ha ucciso nel corso di una
trattativa finita male.
Cynthia scosse il capo, incredula. E la polizia ha preso i colpevoli?
Non ce n' stato bisogno rispose Abagnall. Gli uomini di Anthony Fleming se ne sono
occupati personalmente. Ne hanno massacrati a decine per rappresaglia: i colpevoli, pi altri che non
c'entravano niente e si trovavano nel posto sbagliato al momento sbagliato. La polizia pensa che ci sia
lo zampino di Vince dietro l'operazione, ma non  mai stato arrestato e neanche accusato
formalmente.
Abagnall allung una mano per prendere un altro biscotto.
Non dovrei, veramente mormor. So che mia moglie mi cuciner qualcosa di buono per
cena.
Ma tutto questo cosa c'entra con la famiglia di Cynthia? intervenni.
In teoria niente replic il detective. Ma sapendo che persona  diventata Vince, mi chiedevo
che razza di adolescente fosse all'epoca della scomparsa dei suoi genitori.
Pensa che Vince c'entri qualcosa? domand Cynthia.
Non lo so. Ma aveva tutte le ragioni per essere furioso. Suo padre l'aveva trascinata via,
rovinando il vostro appuntamento. Dev'essere stato umiliante, non solo per lei, ma anche per lui. E in
caso ci fosse il suo zampino nella scomparsa dei suoi genitori e di suo fratello in caso Cerc di
addolcire il tono.
In caso li avesse uccisi lui, avrebbe avuto un padre con i mezzi e l'esperienza per coprirgli le
spalle e cancellare ogni traccia.
Ma la polizia avr indagato in quella direzione, all'epoca obiettai. Non sar certo l'unico ad
averci pensato.
Ha ragione. La polizia ha indagato sul ragazzo, ma non ha scoperto niente di concreto. Si
trattava solo di sospetti. E Vince e la sua famiglia si sono forniti l'alibi a vicenda. Vince disse di essere
tornato a casa dopo che Clayton Bigge aveva trascinato via la figlia.
Questo spiegherebbe una cosa mormor Cynthia.
Che cosa? domandai.
Abagnall sorrise. Aveva gi capito cosa stesse per dire.
Spiegherebbe perch io-sia viva disse mia moglie.
Abagnall annu.
Perch a me ci teneva.
Ma tuo fratello, intervenni tuo fratello non c'entrava niente.
Mi voltai verso il detective. Questo come lo spiega?
Magari Todd  stato solo un testimone. Aveva visto tutto e doveva essere eliminato.
Rimanemmo in silenzio per qualche istante. Aveva un coltello disse poi Cynthia.
Chi? s'inform Abagnall. Vince?
In macchina, quella sera. Me lo fece vedere. Era uno di quei come si chiamano quelli con
la lama che si apre a scatto?
Un coltello a serramanico disse Abagnall.
Esatto. Mi ricordo ricordo di averlo preso in mano
La voce si affievol e rovesci gli occhi all'indietro. Mi sento svenire
Le passai velocemente un braccio intorno alla vita, per sostenerla.
Ti porto qualcosa.
Ho solo bisogno di di rinfrescarmi la faccia un minuto mormor, cercando di alzarsi.
Aspettai un istante per vedere se riusciva a reggersi in piedi e rimasi a osservarla dirigersi con passo
malfermo verso le scale.
Anche Abagnall la stava osservando e, quando sent chiudersi la porta del bagno, si sporse
verso di me e mi domand a bassa voce: Che ne pensa?.
Non saprei. Penso che sia esausta.
Abagnall annu e rimase in silenzio per un istante. Il padre di Vince Fleming ha fatto molti
soldi con le attivit illegali. Se si fosse sentito responsabile di quel che aveva fatto il figlio, sarebbe
stato in grado di far recapitare quella somma di denaro alla zia di sua moglie perch iscrivesse la
ragazza in una buona universit.
Ha visto la lettera? dissi. Tess gliel'ha mostrata?
S, me l'ha data insieme con le buste. Immagino non l'abbia ancora detto a sua moglie.
Non ancora. Credo che Tess voglia farlo personalmente. La decisione di assumere un detective
 stato per Tess il segnale che Cynthia  pronta a sapere tutto.
Abagnall assent pensieroso. Molto meglio mettere tutte le carte in tavola, dato che stiamo
cercando di ottenere delle risposte.
Abbiamo intenzione di andare a trovare Tess domani sera, anzi forse sarebbe il caso di andarci
stasera stessa. A essere sincero stavo pensando alla tariffa giornaliera di Abagnall.
Mi sembra una buona Da dentro la giacca gli squill il cellulare. Rapporto sulla cena,
senza dubbio esclam, prendendo il telefono. Ma si accigli quando lesse il numero, e infil
nuovamente il telefono in tasca. Possono lasciare un messaggio.
Sentimmo Cynthia che scendeva le scale.
Si sente meglio, signora Archer? domand il detective.
Lei annu e si risedette. Abagnall si schiar la voce. Sicura? Perch dovrei parlarle di un'altra
faccenda.
S, s. Continui pure.
Dunque, potrebbe esserci una spiegazione banalissima, magari un errore d'ufficio, chi lo sa. La
burocrazia statale  famosa per questo.
S?
Ecco, non avendo foto di suo padre, ho cercato di procurarmene una al registro della
Motorizzazione. Purtroppo, per,  stato un buco nell'acqua.
Non avevano la sua foto? Non era ancora obbligatoria sulla patente? domand Cynthia.
Ecco, la faccenda  un po' pi complicata replic Abagnall. Il fatto  che non esiste alcuna
patente di guida a nome di suo padre.
In che senso?
Non c' traccia di lui, signora Archer. Per il dipartimento della Motorizzazione, suo padre non
 mai esistito.
Capitolo 19
Magari  proprio come dice lei osserv Cynthia. La gente scompare in continuazione dai
file dei computer.
Denton Abagnall annu, gentile. Verissimo. Il fatto che Clayton Bigge non risulti dagli
incartamenti della Motorizzazione non dimostra effettivamente nulla. Ma poi ho controllato presso la
Previdenza Sociale.
S? disse Cynthia.
Niente, anche l. Non si trova traccia di suo padre da nessuna parte, signora Archer. Non
abbiamo una sua foto. Ho frugato nella scatole di scarpe e non sono riuscito a trovare neanche un
cedolino di stipendio di un qualunque posto di lavoro. Sa per caso il nome della societ per cui
lavorava, quella che lo mandava in continuazione in trasferta?
Cynthia riflett un istante. No rispose infine.
All'ufficio delle tasse non c' traccia di lui. Per quanto ne so, non ha mai pagato le tasse. Non
con il nome di Clayton Bigge, perlomeno.
Che cosa intende? domand Cynthia. Che fosse una spia o un agente segreto?
Abagnall sogghign. Non ci avevo neanche pensato.
Perch in effetti era spesso via mormor Cynthia. Poi mi guard. Che ne pensi? Non poteva
essere un agente governativo coinvolto in missioni segrete?
Mi sembra un po' azzardato risposi. Voglio dire, tra un po' cominceremo a chiederci se non
fosse un alieno di un altro pianeta. Magari inviato sulla Terra per studiare noi umani e poi portarsi via
tua madre e tuo fratello.
Cynthia mi fiss, ancora leggermente intontita dopo il capogiro di poco prima.
Era una battuta protestai.
Abagnall ci riport alla realt. Senza andare tanto in l, ci sarebbero altre piste pi realistiche.
E quali? domandai.
Bevve un sorso di caff. Potrei trovarne una decina solo basandomi su quel poco che so al
momento. E se suo padre vivesse sotto falso nome? Se stesse sfuggendo al passato? Un passato
criminale, magari. Se fosse stato Vince Fleming a fare del male alla sua famiglia quella sera? Se la rete
criminale di Fleming era collegata a qualcosa nel passato di suo padre, che fino a quel momento
Clayton era riuscito a coprire cos bene?
Non sappiamo un granch, vero? osserv Cynthia.
Abagnall si appoggi con aria stanca ai cuscini del divano.
Quel che so con certezza  che nel giro di un paio di giorni le domande senza risposta si
allargheranno a macchia d'olio. E vi devo chiedere se avete intenzione di continuare. Avete gi tirato
fuori diverse centinaia di dollari e potrebbero diventare migliaia. Se volete che mi fermi adesso, lo
capisco. Posso lasciar perdere, stendere un rapporto su quanto ho scoperto finora. O posso continuare a
scavare. Dipende da voi. Cynthia era sul punto di aprir bocca, ma la precedetti, dicendo:
Vorremmo andare avanti.
D'accordo esclam Abagnall. Facciamo cos, continuo a indagare per un paio di giorni. Non
c' bisogno che mi facciate un altro assegno, questa volta. Penso che le prossime quarantott'ore saranno
fondamentali per capire se c' la possibilit di compiere progressi significativi.
Ma certo acconsentii.
Vorrei scavare un po' pi a fondo nella vita di questo Vince Fleming. Signora Archer, secondo
lei quest'uomo - be' a dire il vero, nel 1983 era poco pi che un ragazzo - sarebbe stato capace di fare
del male alla sua famiglia?
Cynthia ci riflett un istante. Dopo tutto questo tempo, immagino che tutto sia possibile.
S,  meglio tenere aperta ogni possibilit. Grazie del caff.
Prima di andarsene Abagnall restitu a Cynthia le scatole con i ricordi di famiglia. Quando usc,
Cynthia chiuse la porta e si volt verso di me. Chi era mio padre? Chi diavolo era mio padre?
Ripensai al tema di Jane Scavullo, a quanto siamo estranei uno all'altro e quanto poco sappiamo
delle persone che ci sono pi vicine.
Per venticinque anni Cynthia aveva sopportato il dolore e l'ansia per la scomparsa della sua
famiglia, senza avere la minima idea di cosa fosse successo. E adesso, anche se continuavano a non
esserci risposte definitive, stralci di informazioni cominciavano ad affiorare in superficie, come
frammenti di una nave affondata da tempo: la scoperta che il padre di Cynthia poteva essere vissuto
sotto falso nome, che il passato di Vince Fleming fosse molto pi oscuro del previsto; quella strana
telefonata, la misteriosa apparizione di quel che sembrava essere il cappello di Clayton; l'uomo che
spiava casa nostra l'altra sera; le buste piene di contanti che per un certo periodo erano state recapitate a
Tess per assicurare l'avvenire di Cynthia.
Era ora che Cynthia fosse messa al corrente anche di quello.
La cosa migliore, a mio parere, era che lo apprendesse direttamente da Tess.
Cercammo di non discutere delle questioni sollevate dalla visita di Abagnall durante la cena.
Grace era gi fin troppo sul chi vive. Aveva in continuazione le antenne tese, per captare ogni
informazione possibile e confrontarla ad altre che avrebbe potuto captare in seguito. Temevamo che
discutere del passato di Cynthia, della sedicente medium, delle indagini di Abagnall, di tutta la
faccenda, insomma, potesse contribuire all'ansia di Grace, incrementando la sua paura che una notte
saremmo stati tutti spazzati via da un asteroide.
Ma nonostante i nostri sforzi, fu proprio Grace a sollevare l'argomento.
Dov' il cappello? domand, dopo essersi messa in bocca un cucchiaio di pur.
Che cosa? fece Cynthia.
Il cappello. Il cappello di tuo padre. Quello che hanno lasciato in casa, dov'?
L'ho messo nell'armadio.
Posso vederlo?
No replic Cynthia. Non  un gioco.
Non volevo giocarci. Volevo solo dargli un'occhiata.
Non voglio che ci giochi, che lo guardi o che lo tocchi scatt Cynthia.
Grace non replic, tornando al pur di patate.
Cynthia fu preoccupata e tesa per tutta la cena. Come biasimarla, dopo aver scoperto che l'uomo
che aveva conosciuto per tutta la vita con il nome di Clayton Bigge poteva essere tutt'altra persona?
Credo che dovremmo andare a trovare Tess questa sera dissi.
S url Grace. Andiamo dalla zia Tess!
Domani mormor Cynthia, come se si svegliasse da un sogno. Avevi detto che saremmo
andati domani.
Lo so, ma credo sia meglio vederla stasera. Abbiamo tanto di cui parlare. Penso dovresti
raccontarle cosa ti ha detto Abagnall.
Che cosa ha detto? si inform Grace.
Le scoccai un'occhiataccia e lei si zitt.
L'ho chiamata oggi spieg Cynthia. E le ho lasciato un messaggio. Probabilmente sar fuori.
Di solito richiama subito quando trova un messaggio.
Provo a chiamarla dissi, allungando una mano a prendere il telefono. Lo lasciai squillare una
decina di volte prima che partisse la segreteria. Visto che Cynthia aveva gi lasciato un messaggio, non
vidi motivo di lasciarne un secondo.
Te l'avevo detto disse Cynthia.
Guardai l'orologio alla parete. Erano quasi le sette. Dovunque fosse Tess, era molto probabile
che sarebbe rientrata a breve. Perch non andiamo a fare un giro dalle sue parti? Magari finch
arriviamo sar gi a casa. Oppure aspettiamo che ritorni. Hai sempre la chiave, vero?
Cynthia annu. Non pensi sia meglio aspettare domani? mi chiese.
Penso che voglia sapere quel che ha scoperto Abagnall, e credo che anche lei debba dirti
qualcosa.
Che vuoi dire, che cosa mi deve dire? domand Cynthia.
Anche Grace mi scrutava curiosa, ma questa volta ebbe il buon senso di non dire nulla.
Non so. Queste nuove informazioni potrebbero mettere in moto qualche meccanismo della
memoria, far riemergere ricordi a cui non aveva pensato in tutti questi anni. La questione dell'identit
di tuo padre, per esempio. Non so, potrebbe dire: oh, s, giusto, questo spiegherebbe questo e
quest'altro.
Parli come se sapessi gi cosa deve dirmi.
Mi sentivo la bocca secca. Mi alzai, feci scorrere l'acqua del rubinetto finch non usc fredda,
riempii il bicchiere e me lo scolai. Poi mi voltai, appoggiandomi al bancone.
Okay, Grace. Io e tua madre dobbiamo parlare da soli.
Ma non ho finito di mangiare!
Prendi il piatto e vai a mangiare davanti alla tv.
Prese il piatto e lasci la stanza con un'espressione stizzita, pensando che come al solito si
perdeva sempre la roba pi succosa.
Prima delle ultime analisi, esordii Tess pensava di dover morire.
Cynthia rimase impietrita. E tu lo sapevi?
S. Mi aveva detto che le restava molto poco da vivere.
E me l'hai tenuto nascosto?
Per favore. Lasciami finire. Avrai tempo dopo per arrabbiarti con me. Sentii i suoi occhi
perforarmi come due lame di ghiaccio. Stavi attraversando un periodo di grande tensione e Tess non
era certa che potessi sopportare anche questa notizia. E tutto sommato meglio cos, visto che si trattava
di un errore. Non dobbiamo perdere di vista questo aspetto.
Cynthia rimase in silenzio.
A ogni modo, quando pensava che le mancasse poco, ha sentito di dovermi confessare anche
qualcos'altro. Una cosa che, secondo lei, avresti dovuto sapere anche tu, al momento giusto. Ma aveva
paura che dopo sarebbe stato troppo tardi.
E cos le raccontai tutto: del biglietto anonimo, dei soldi che comparivano quando meno se lo
aspettava, in posti impensati; del fatto che l'avessero aiutata a terminare gli studi; di come Tess
prendendo alla lettera l'avvertimento dello sconosciuto (cio che se ne avesse fatto parola, i soldi
avrebbero smesso di arrivare) si era tenuto tutto per s per tutti quegli anni.
Cynthia mi ascolt, interrompendomi solo un paio di volte per domande tecniche, e mi lasci
finire il racconto.
Alla fine sembrava stordita. Poi se ne usc con una cosa del tutto insolita per lei: Devo bere
qualcosa di forte.
Recuperai una bottiglia di scotch da uno scaffale della dispensa e gliene versai un bicchiere. Lo
scol d'un fiato e le versai ancora mezzo bicchiere. Si scol anche quello.
D'accordo disse infine. Andiamo a trovare Tess.
Avremmo preferito andare da Tess senza Grace, ma sarebbe stato impossibile trovare una
baby-sitter all'ultimo momento.
Inoltre, sapendo che qualcuno aveva spiato casa nostra, al momento non ci sentivamo tranquilli
a lasciare Grace con qualcun altro. Cos le suggerimmo di portarsi qualcosa da fare, in modo da
lasciarci parlare in privato. Lei prese ancora il libro sul cosmo, pi un dvd del film con Jodie Foster
Contact, in modo da lasciarci parlare in pace.
Grace non fu loquace come il solito in macchina. Penso avvertisse la tensione che aleggiava fra
di noi e, saggiamente, decise di starsene tranquilla.
Potremmo comprare del gelato mentre torniamo dissi per rompere il silenzio. O magari lo
mangiamo da Tess. Gliene sar rimasto ancora dal giorno del compleanno.
Quando lasciammo la strada principale fra Milford e Derby e svoltammo nella via di Tess,
Cynthia indic la casa con la mano. La macchina c'.
Tess aveva una Subaru station-wagon a quattro ruote motrici.
Diceva sempre che non voleva ritrovarsi impantanata in una tormentata di neve, in caso avesse
bisogno di provviste.
Grace fu la prima a balzare fuori dall'auto e corse alla porta di ingresso. Ehi, aspetta esclamai.
Aspetta, non puoi entrare cos.
La raggiungemmo alla porta e bussammo. Dopo qualche secondo, bussai ancora, pi forte.
Forse  sul retro sugger Cynthia. Magari sta lavorando in giardino.
Aggirammo la casa, con Grace che saltellava allegramente davanti a noi. Prima che potessimo
svoltare l'angolo di casa, era gi ritornata sui suoi passi dicendo: La zia non c'. Decidemmo
comunque di controllare, ma Grace aveva ragione. Non c'era nessuno nel giardino sul retro, ormai
avvolto da un crepuscolo che lasciava lentamente posto all'oscurit.
Cynthia buss alla porta di servizio che dava direttamente in cucina.
Nessuna risposta.
Che strano mormor. Era anche strano che, malgrado fosse quasi buio, le luci in casa non
fossero accese.
Raggiunsi Cynthia sull'ultimo gradino e sbirciai dalla finestrella sulla porta.
Non ne ero certo, ma mi sembr di scorgere qualcosa per terra in cucina, una sagoma riversa sul
pavimento a piastrelle bianche e nere.
Una persona.
Cynthia mormorai. Porta Grace in macchina.
Che succede?
Non farla entrare in casa.
Dio, Terry sussurr Cynthia. Che succede?
Afferrai la maniglia, girai lentamente e sospinsi la porta.
Non era chiusa a chiave.
Entrai in casa, con Cynthia che sbirciava alle spalle, tastai lungo la parete in cerca
dell'interruttore, e accesi la luce.
Tess giaceva sul pavimento della cucina a faccia in gi, la testa piegata in un'angolazione
innaturale, un braccio teso in avanti, l'altro riverso all'indietro.
Oh, mio Dio! gemette Cynthia. Deve aver avuto un infarto!
Non ho una laurea in medicina, ma c'era decisamente troppo sangue per un infarto.
Capitolo 20
Forse, se non ci fosse stata Grace, Cynthia avrebbe avuto una crisi. Ma quando sent la bambina
arrivare di corsa, preparandosi a saltare sui gradini e infilarsi in cucina, si volt bloccandole la visuale e
cominci a sospingerla verso l'uscita.
Che succede? esclam Grace. Zia Tess?
Mi inginocchiai accanto a Tess, sfiorandole il collo. Era fredda.
Tess sussurrai. C'era sangue dappertutto, volevo girarla, ma qualcosa dentro di me mi sugger
di non toccare niente.
Perci mi inginocchiai sul pavimento, cercando di osservarla in viso. La vista dei suoi occhi
aperti che fissavano il vuoto mi diede i brividi.
Il sangue, per quanto ne capivo, sembrava ormai secco e rappreso, come se Tess fosse a terra da
molto tempo. E c'era un puzzo terribile nella stanza, di cui mi accorgevo solo ora, talmente ero rimasto
scioccato dalla scoperta del corpo.
Mi rialzai e allungai una mano per prendere il telefono a parete accanto alla bacheca, ma poi, di
nuovo, mi fermai. La stessa voce mi ripet di non toccare niente. Recuperai il cellulare e composi un
numero.
S, aspetto qui dissi al centralino del 911. Dove volete che vada?
Uscii comunque dalla porta di servizio e ritornai sul davanti, dove trovai Cynthia, con Grace in
braccio, seduta in macchina con lo sportello aperto. Grace aveva le braccia intorno al collo della madre
e stava piangendo Cynthia sembrava troppo sotto shock per piangere.
Mi guard con aria interrogativa e scossi la testa un paio di volte, lentamente.
Cosa ne pensi? domand. Credi sia stato un infarto?
No risposi. Non  stato un infarto.
La polizia fu d'accordo con me.
Nel giro di un'ora, davanti a casa erano assiepate almeno dieci vetture, tra cui cinque pattuglie
di polizia e un'ambulanza, oltre a un paio di furgoni di emittenti televisive che erano trattenuti lungo la
strada principale.
Due detective parlarono con me e Cynthia separatamente, mentre un altro agente rimaneva con
Grace, che traboccava di domande. Ci eravamo limitati a dirle che Tess era malata e che le era capitato
qualcosa. Qualcosa di molto brutto.
L'eufemismo del secolo.
Era stata accoltellata. Qualcuno aveva afferrato uno dei coltelli da cucina e l'aveva pugnalata. A
un certo punto, mentre mi trovavo in cucina e Cynthia era fuori a rispondere alle domande dei
detective, avevo sentito un'assistente del medico legale affermare che c'erano buone possibilit che la
lama le fosse penetrata direttamente nel cuore.
Mi fecero un sacco di domande. Perch eravamo venuti?
Per farle visita, risposi. E per festeggiare. Tess aveva appena ricevuto buone notizie dai dottori,
spiegai. Era in ottima salute.
Il detective emise un piccolo sbuffo d'aria, ma ebbe la decenza di non ridere.
Mi chiese se avessi idea di chi fosse stato. Risposi di no. Ed era la verit.
Magari hanno forzato la porta osserv. Ragazzini in cerca di soldi per procurarsi la dose,
qualcosa del genere.
Pensa che sia andata cos? domandai.
Il detective fece una pausa. Non proprio. Si pass la lingua sui denti, riflettendo. Non mi
pare che si tratti di furto. Avrebbero potuto prenderle la macchina, ma non l'hanno fatto.
Avrebbero? Pensa che sia stato pi di uno?
Il detective sorrise. E solo un modo di dire. Potrebbe essere stato uno o pi di uno. Per il
momento non lo sappiamo.
Potrebbe anche essere collegato a qualcosa che  successo a mia moglie dissi in tono esitante.
Hmm?
Venticinque anni fa.
Gli riferii una versione succinta della storia di Cynthia. Di come ci fossero stati sviluppi
imprevisti ultimamente, soprattutto dopo il programma televisivo.
Ah, s disse il detective. Credo di averlo visto. E quel programma con come si chiama?
Paula qualcosa?
Gi. Aggiunsi che avevamo anche assunto un investigatore privato da pochi giorni.
Denton Abagnall spiegai.
Oh, lo conosco. Un buon diavolo. So dove trovarlo.
Mi lasci andare, a patto che non tornassi a Milford ma rimanessi nei paraggi, in caso avesse
avuto ancora qualche domanda.
Andai a cercare Cynthia. Non la stavano interrogando e la trovai dove era prima, seduta in
macchina con in braccio Grace, che aveva un'aria spaventata e vulnerabile.
Non appena mi vide mi domand: La zia Tess  morta, pap?.
Lanciai un'occhiata a Cynthia, in attesa di un segnale da parte sua.
Dirle la verit, non dirla. Qualsiasi cosa. Ma non ne trovai.
Cos risposi: S, tesoro. E morta.
Le labbra di Grace presero a tremare.
Avresti dovuto dirmelo mormor Cynthia. Il tono calmo e controllato mi fece capire
immediatamente che cercava di trattenersi.
Che cosa?
Avresti dovuto dirmi quel che sapevi. Quello che ti aveva detto Tess. Avresti dovuto dirmelo.
S convenni. Avrei potuto. Avrei dovuto.
Fece una pausa, scegliendo con cura le parole. E magari tutto questo non sarebbe successo.
Cyn, non vedo come, voglio dire, non abbiamo modo di sapere
Esatto. Non c' modo di saperlo. Ma io lo so. Se mi avessi detto prima dei soldi, delle buste,
sarei venuta qui a parlarne con lei. Avremmo unito i nostri sforzi, avremmo cercato di capire cosa
significasse tutto questo e magari sarei stata qui con lei, o forse avremmo scoperto qualcosa, prima che
qualcuno potesse farle del male.
Cyn, non vedo proprio come
Che altro non mi hai detto, Terry? Quali altre cose mi stai nascondendo, secondo te per
proteggermi? Per risparmiarmi altra sofferenza? Che altro ti ha detto, cos'altro sai che io non sono in
grado di sopportare?
Grace cominci a piangere e affond la faccia nel collo di Cynthia. Sembrava proprio che
avessimo rinunciato a proteggerla da tutto quell'orrore.
Tesoro, ti giuro che se ti ho nascosto qualcosa l'ho fatto solo pensando di agire per il tuo
bene.
Cynthia strinse pi forte Grace. Che altro, Terry? Che altro?
Niente risposi.
Ma una cosa c'era. Qualcosa che avevo appena notato e che non avevo detto a nessuno, perch
non sapevo ancora cosa significasse. Ero stato ricondotto in cucina dai detective, che mi avevano
chiesto di ricostruire ogni movimento: dove mi ero fermato, cosa avevo fatto, cosa avevo toccato.
Prima di uscire dalla cucina avevo lanciato per caso un'occhiata alla piccola bacheca accanto al
telefono. C'era la foto che avevo scattato a Grace a Disneyworld.
Cosa mi aveva detto Tess al telefono? Dopo che Denton Abagnall era stato a farle visita?
Io avevo detto qualcosa del tipo: Se ti viene in mente qualcos'altro, chiamalo.
E Tess aveva risposto: S, siamo gi d'accordo. Mi ha dato il biglietto da visita. Ce l'ho davanti
agli occhi in questo momento. E attaccato alla bacheca accanto alla foto di Grace con Pippo.
Non c'era alcun biglietto da visita attaccato alla bacheca.
Capitolo 21
Ma non mi dire esclam la donna. Quello s che era uno sviluppo inaspettato.
Oh, s,  proprio vero conferm lui.
Bene, bene, bene. E pensare che avevamo appena parlato di lei.
Lo so.
Ma che coincidenza osserv lei con aria maliziosa. E tu eri proprio laggi.
Gi.
Un po' se l' cercata, per soggiunse lei.
Immaginavo che non ci avresti perso il sonno. Ma credo sia meglio aspettare un paio di giorni
per la parte successiva del piano.
Davvero? Era stata la prima a predicare le virt della razionalit, ma d'un tratto si sentiva
impaziente.
Ci sar il funerale domani prosegu l'uomo. Queste cose richiedono una certa
organizzazione e non ha nessun altro che si possa occupare del servizio funebre, giusto?
A quanto mi risulta mormor lei.
Mia sorella sar molto occupata, giusto? Quindi forse ci conviene aspettare che sia tutto
finito.
S, hai ragione. Ma posso chiederti un favore?
S?
Si tratta di una sciocchezza.
Che cosa?
Non chiamarla "mia sorella" asser la donna con voce tagliente.
Scusa.
Sai cosa provo a questo proposito.
D'accordo. E solo che, be', lei 腻
Non mi importa lo interruppe.
D'accordo, mamma rispose. Non lo far pi.
Capitolo 22
Non c'erano molte persone da avvisare.
Patricia Bigge, la madre di Cynthia, era l'unica parente di Tess. I genitori erano morti da tempo.
E per quanto fosse stata sposata per un breve periodo, non aveva avuto figli e non aveva senso
rintracciare l'ex marito. Non sarebbe venuto comunque al funerale e Tess non avrebbe voluto quel
figlio di puttana alle sue esequie.
Tess non si era tenuta in contatto con gli ex colleghi dopo essere andata in pensione. E da
quanto sapevo, non aveva molti amici al lavoro neanche prima. Le sue idee liberali non erano
particolarmente ben viste. Era iscritta a un circolo di bridge, ma Cynthia non aveva idea di chi fossero
gli altri soci, perci non pot telefonare a nessuno di loro.
E in realt non ci fu bisogno di avvertire nessuno del funerale, perch la morte di Tess Berman
aveva fatto notizia.
Furono interrogati i vicini, nessuno dei quali, peraltro, aveva notato qualcosa di insolito nelle
ore precedenti alla morte di Tess.
Mi chiedo proprio cosa possa essere successo disse uno di loro davanti alle telecamere.
Cose del genere non succedono da queste parti fu il commento di un altro.
Stiamo pi che attenti a chiudere le porte a doppia mandata di notte osserv un terzo.
Magari, se Tess fosse stata pugnalata da un ex marito o da un amante respinto, i vicini si
sarebbero sentiti pi sollevati.
Ma la polizia non aveva idea di chi potesse essere stato, nessun indizio e nessun movente
plausibile.
Non c'erano segni di scasso sulla porta. Nessun segno di lotta, a parte il tavolo della cucina
leggermente spostato e una sedia rovesciata. Sembrava proprio che l'assassino avesse colpito in fretta.
Tess forse aveva cercato di difendersi per qualche istante, tanto da far urtare il suo assalitore contro il
tavolo e rovesciare la sedia. Ma poi il coltello era arrivato al cuore e lei era morta. Il suo corpo, aveva
detto la polizia, era a terra da almeno ventiquattr'ore.
Ripensai a tutto ci che avevamo fatto mentre Tess giaceva gi in una pozza di sangue. Ci
eravamo preparati ad andare a letto, avevamo dormito, ci eravamo alzati, ci eravamo lavati i denti,
avevamo ascoltato il notiziario del mattino, eravamo andati al lavoro, avevamo cenato, godendoci
un'intera giornata che Tess non aveva vissuto.
Era un pensiero troppo deprimente.
Mi obbligai a pensare ad altro, ma la mia mente si avventur comunque verso argomenti
spiacevoli. Chi era stato?
Perch? Tess era stata vittima di un'aggressione casuale o c'entrava il passato di Cynthia?
E dov'era finito il biglietto da visita di Denton Abagnall?
Che Tess non l'avesse attaccato in bacheca come mi aveva detto? O che avesse deciso di non
chiamarlo pi e avesse gettato il biglietto nella spazzatura?
La mattina seguente, consumato da questi interrogativi, trovai il biglietto che ci aveva lasciato
Abagnall e lo chiamai sul cellulare.
Scatt immediatamente la voce della segreteria che mi invitava a lasciare un messaggio.
Evidentemente il cellulare di Abagnall era spento.
Chiamai il numero di casa. Rispose una donna.
Posso parlare con il signor Abagnall, per favore?
Chi parla?
La signora Abagnall?
Chi parla?
Sono Terry Archer.
Signor Archer! esclam lei con voce affannata. Stavo proprio per chiamarla!
Signora Abagnall, ho urgente bisogno di parlare con suo marito. Forse la polizia l'ha gi
contattato. Ho dato loro il nome di suo marito ieri sera e
Non l'ha sentito?
Mi scusi?
Non ha sentito Denton? Non sa dove si trovi?
No, perch?
Non  da lui. A volte lavora fino a tardi se deve sorvegliare qualcuno, ma presto o tardi mi
chiama sempre.
Avvertii una brutta sensazione alla bocca dello stomaco. E stato a casa nostra ieri pomeriggio.
Sul tardi. E venuto ad aggiornarci sulle indagini.
Lo so replic lei. Quando gli ho telefonato era appena uscito da casa vostra. Mi ha detto che
aveva appena ricevuto un'altra chiamata e che gli avevano lasciato un messaggio, dicendo che
avrebbero richiamato.
Ricordai il cellulare di Abagnall che squillava mentre eravamo in sala, lui che prendeva il
telefono, pensando fosse sua moglie che gli preannunciava il menu, e poi lo rimetteva in tasca,
lasciando scattare la segreteria, una volta accortosi che non era una chiamata da casa.
Sa se lo hanno richiamato?
Non lo so. Non gli ho pi parlato da allora.
La polizia l'ha contattata?
S. Mi hanno fatto venire un colpo quando si sono presentati alla porta stamani. Ma era per via
di una donna, dalle parti di Derby, che  stata uccisa in casa.
La zia di mia moglie dissi. Eravamo andati a trovarla e l'abbiamo trovata morta.
Mio Dio esclam la signora Abagnall. Mi dispiace moltissimo.
Soppesai attentamente cos'altro dire, visto che ultimamente avevo sviluppato l'abitudine di
nascondere alcuni particolari al prossimo, per paura di ferirlo o di metterlo in allarme.
Ma a quanto pareva era una politica che non pagava. Signora Abagnall, non vorrei allarmarla,
e sono certo che ci sia una ragione perfettamente plausibile per cui suo marito non si  ancora messo in
contatto con lei, ma credo sia meglio che chiami la polizia.
Oh mormor lei.
Penso dovrebbe riferire che suo marito  scomparso. Anche se non da molto.
Capisco disse la donna. S, lo faccio subito.
E mi chiami se succede qualcosa. Le lascio il mio numero di casa, se non lo ha gi, e anche
quello del cellulare.
Non mi disse che andava a prendere qualcosa per scrivere.
Era sposata con un detective e probabilmente teneva carta e penna gi accanto al telefono.
Cynthia entr in cucina. Era in procinto di recarsi alla camera mortuaria. Tess, che Dio l'abbia
in gloria, aveva organizzato in anticipo le proprie esequie, in modo da facilitare al massimo il compito
per i suoi cari. Aveva gi finito di pagarsi il funerale, in piccole rate mensili, anni fa. Le sue ceneri
dovevano essere sparse nello Stretto di Long Island.
Cyn mormorai.
Non mi rispose. Mi aveva escluso. Per quanto poco razionale potesse essere, mi riteneva in
parte responsabile della morte di Tess. Persino io cominciavo a domandarmi se non sarebbe andata
diversamente se avessi detto a Cynthia tutto quel che sapevo, se Cynthia fosse stata al corrente di come
aveva fatto Tess a mantenerla all'universit. Chiss se sua zia sarebbe stata in casa da sola, quando si
era presentato l'assassino.
O se invece zia e nipote sarebbero state insieme, a lavorare in squadra, magari aiutando
Abagnall nelle indagini?
Non c'era modo di saperlo. Ed era un pensiero con cui avrei dovuto convivere.
Avevamo entrambi preso permessi dal lavoro, ovviamente.
Lei a tempo indeterminato dal negozio di abbigliamento, mentre io avevo chiamato la scuola
per comunicare che sarei stato assente per qualche giorno e per farmi sostituire da un altro insegnante.
Chiunque fosse, buona fortuna a lui, pensai.
Non ho pi intenzione di nasconderti niente da ora in poi dissi a Cynthia. Ed  successa una
cosa che credo tu debba sapere.
Si arrest sulla porta della cucina, ma non si volt a guardarmi.
Ho appena parlato con la moglie di Denton Abagnall dissi. A quanto pare  scomparso.
Cynthia sembr sbandare leggermente di lato, come se d'improvviso le mancasse l'equilibrio.
Che cosa ti ha detto? riusc ad articolare.
Le riferii la conversazione con la signora Abagnall.
Rimase immobile un altro istante, appoggiandosi con una mano alla parete per sostenersi.
Devo andare alla camera mortuaria mormor poi. Ci sono ancora alcuni dettagli da definire.
Certo. Vuoi che venga con te? le chiesi.
No mi rispose e usc.
Per un po' non seppi cosa fare di me stesso, a parte preoccuparmi.
Riordinai la cucina, mi aggirai per casa, tentando senza successo di fissare il telescopio di Grace
al treppiedi di supporto.
Entrando in sala, lo sguardo mi cadde sul tavolino su cui si trovavano le due scatole che
Abagnall ci aveva restituito il giorno prima. Le presi e le riportai in cucina, appoggiandole sul tavolo.
Cominciai a tirare fuori un oggetto alla volta, come immaginavo avesse fatto Abagnall.
Quando Cynthia aveva sgombrato la sua vecchia casa, aveva in pratica rovesciato il contenuto
dei cassetti in queste scatole, compresi quelli del comodino dei genitori, che, come tutti i piccoli
cassetti, erano diventati il deposito di oggetti pi o meno importanti: monete, chiavi che non si sapeva
pi a cosa servissero, ricevute, buoni, ritagli di giornale, bottoni e vecchie penne.
Clayton Bigge non era un sentimentale, ma aveva conservato gli oggetti pi svariati, tra cui
alcuni ritagli di giornale.
Ce n'era uno con la foto della squadra di pallacanestro di cui faceva parte Todd, per esempio,
ma pi che altro erano articoli sulla pesca.
Cynthia mi aveva detto che suo padre leggeva sempre le pagine sportive in cerca di notizie sui
tornei di pesca, nonch le rubriche di viaggi, in cerca di articoli su laghi sperduti talmente pescosi che i
pesci ti saltavano direttamente nella barca.
Nella scatola c'era probabilmente una mezza dozzina di ritagli, che Cynthia doveva aver
recuperato dal comodino di Clayton prima che la casa e tutti i mobili fossero messi in vendita.
Mi chiesi quando si sarebbe resa conto che non aveva molto senso continuare a tenerli. Aprii
ogni pezzo di giornale ingiallito dal tempo, attento a non strapparlo, per vederne l'argomento.
Qualcosa in uno di quei ritagli attir la mia attenzione.
Era stato ritagliato dalle pagine dell'Hartfort Courant. Era un pezzo sulla pesca a mosca sul
fiume Housatonic. Chiunque avesse tagliato la pagina, con ogni probabilit Clayton stesso, aveva
meticolosamente seguito lo stretto margine fra la prima colonna di quell'articolo e l'ultima di un altro
che era stato scartato. Per questo mi colp il fatto che, nell'angolino in basso a destra, fosse stato
lasciato anche un altro trafiletto non collegato alla pesca.
Era un pezzo di poche righe.
La polizia non ha ancora indizi riguardo al pirata della strada che ha causato la morte di Connie
Gormley, 27 anni, di Sharon, il cui corpo  stato rinvenuto lo scorso sabato mattina in un fosso lungo la
statale 7.
Gli inquirenti ritengono che la Gormley, una ragazza single che lavorava al Dunkin' Donuts di
Torrington, stesse camminando lungo il ciglio della strada nei pressi di Cornwall Bridge venerd sera,
quando  stata investita da una vettura diretta a sud. Secondo gli inquirenti, dopo avere investito la
vittima, lo stesso autista ne avrebbe trascinato il corpo nel fosso, al fine di ritardarne il ritrovamento.
Perch, mi domandai, tutti gli articoli attorno a quello sulla pesca erano stati tagliati via, tranne
quello?
Lessi la data in alto sul giornale: 15 ottobre 1982.
Stavo ancora riflettendo sulla questione quando sentii bussare alla porta. Misi da parte il
ritaglio, mi alzai e andai ad aprire.
Keisha Ceylon. La medium con cui l'emittente televisiva ci aveva messo in contatto e che
inesplicabilmente aveva perso ogni potere medianico non appena aveva scoperto che i produttori non le
avrebbero staccato un cospicuo assegno.
Signor Archer? Era sempre vestita contro ogni stereotipo, con un completo molto
professionale, niente scialli, niente orecchini pendenti.
Annuii, con aria stanca.
Sono Keisha Ceylon, si ricorda? Ci siamo conosciuti negli studi di Deadline.
Mi ricordo risposi.
Prima di tutto, vorrei scusarmi con lei. Avevano promesso di pagarmi e questo ha scatenato
una discussione, ma non avrei mai dovuto permettere che accadesse di fronte a sua moglie, di fronte
alla signora Archer. Rimasi zitto.
Comunque sia, prosegu la donna, per riempire il silenzio ci sono alcune cose che desidero
comunicare a sua moglie che potrebbero esserle d'aiuto per ritrovare la sua famiglia scomparsa.
Continuai a rimanere zitto.
Posso entrare? Avrei voluto sbatterle la porta in faccia, ma ripensai a quello che aveva detto
Cynthia: che anche di fronte alla pi remota possibilit, anche con una chance su un milione, bisognava
tentare il tutto per tutto.
Eravamo gi rimasti scottati da Keisha Ceylon, ma il fatto che volesse affrontarci una seconda
volta mi costrinse a domandarmi se non fosse il caso di starla a sentire.
Perci, dopo un attimo di esitazione, scostai la porta per farla entrare. La precedetti in sala e la
feci accomodare sul divano su cui poche ore prima si era seduto Abagnall. Mi accomodai di fronte a lei
e accavallai le gambe.
Capisco che possa essere scettico esord la donna. Ma ci sono tante forze misteriose intorno
a noi che solo pochi riescono a percepire.
Ah ah fu il mio commento.
Quando entro in possesso di informazioni che potrebbero rivelarsi importanti per una persona
che attraversa un periodo difficile, mi sento in obbligo di riferirgliele.  una responsabilit che bisogna
assumersi, quando si  benedetti da un dono come il mio.
Naturalmente.
Il compenso  secondario.
Immagino. Per quanto fossi partito con tutte le migliori intenzioni, lasciando entrare Keisha
Ceylon in casa, stavo gi cominciando a pentirmene.
So bene che si sta prendendo gioco di me, ma io vedo davvero certe cose.
A quel punto del copione non avrebbe dovuto dire "Io vedo le persone morte"?
E sono disposta a metterne a parte lei e sua moglie, se lo volete prosegu la medium. Certo
correi che prevedeste una sorta di ricompensa, dal momento che l'emittente non  disposta a farlo per
voi.
Ahhh. E che tipo di ricompensa aveva in mente?
Le sopracciglia della Ceylon scattarono in alto, come se non avesse minimamente pensato a una
cifra precisa prima di bussare alla nostra porta. Be', mi coglie impreparata. Non so, direi sui mille
dollari. E quello che la tv aveva pattuito di pagare, prima di tirarsi indietro.
Capisco risposi. Magari se potesse darmi una qualche anticipazione, potrei decidere se mille
dollari sono un prezzo equo.
La Ceylon annu. Mi sembra ragionevole. Mi dia solo un istante. Si appoggi ai cuscini del
divano, sollev il capo e chiuse gli occhi. Per circa trenta secondi non si mosse, e non emise alcun
suono. Sembrava caduta in una sorta di trance, pronta ad affrontare il mondo degli spiriti.
Vedo una casa mormor infine.
Una casa ripetei. Stavamo facendo qualche progresso.
Su una strada, piena di bambini che giocano Ci sono anche molti alberi. Vedo una vecchia
signora che passa accanto alla casa, con un uomo anziano E c' un altro uomo insieme a loro, ma pi
giovane. Potrebbe essere il figlio. Potrebbe essere Todd Sto cercando di concentrarmi sulla casa
Questa casa dissi, chinandomi verso di lei  giallo pallido?
La Ceylon serr ancor pi forte le palpebre. S, s, esatto.
Mio Dio esclamai. E le imposte sono verdi? Verde scuro?
Inclin la testa di lato come a voler controllare. S, proprio cos.
E sotto le finestre, sono disposte delle fioriere? domandai.
Vede per caso delle petunie? E in grado di capire che fiori sono? E molto importante.
La donna annu lentamente. S,  proprio come dice lei. Le fioriere sono piene di petunie.
Questa casa la conosce?
No risposi, stringendomi nelle spalle. Me la sono inventata l per l.
La donna spalanc gli occhi, infuriata. Brutto figlio di puttana!
Credo proprio che abbiamo finito mormorai.
Mi deve mille dollari.
"Una volta puoi farmi fesso" pensai "ma la seconda"
Non credo proprio asserii.
Lei mi pagher mille dollari perch酻 farfugli cercando disperatamente di farsi venire in
mente qualcosa. C' anche qualcos'altro. Ho avuto un'altra visione. Riguarda sua figlia, la sua
bambina. Si trover in grave pericolo.
In grave pericolo ripetei.
Esatto. E in una macchina. Su una specie di altura. Se mi paga le dico tutto, cos potr
salvarla.
All'esterno sentii sbattere la portiera di un'auto. Anch'io sto avendo una visione mormorai,
massaggiandomi le tempie con due dita. Vedo mia moglie che sta per entrare da quella porta.
E cos fu. Cynthia entr e rimase a osservare la scena in sala, senza dire una parola.
Ciao, tesoro la salutai disinvolto. Ti ricordi di Keisha Ceylon, la pi famosa medium del
mondo? E qui per cercare di vendere a un buon prezzo le sue visioni fasulle. Cos, in un ultimo
disperato tentativo di estorcerci mille dollari o, se vuoi, di approfittare del nostro momento di maggior
debolezza per far leva sulle nostre paure pi profonde, si  inventata che Grace  in grave pericolo.
Guardai Keisha. Giusto?
La donna non rispose.
Com' andata alla camera ardente? domandai a Cynthia.
Mi voltai verso Keisha. Sa, sua zia  appena morta. Non poteva avere un tempismo migliore.
Accadde tutto molto in fretta.
Cynthia afferr la donna per i capelli, strappandola letteralmente dal divano e trascinandola tra
le grida verso la porta d'ingresso.
Mia moglie aveva il volto arrossato dall'ira e riusc a trainare Keisha per il corridoio come una
bambola di stracci, nonostante si trattasse di una donna grande e grossa, incurante delle urla e degli
improperi della medium.
Una volta arrivata alla porta d'ingresso, Cynthia la apr con la mano libera e spinton la
sedicente medium sui gradini. La donna non riusc a mantenere l'equilibrio e capitombol a testa in gi.
Prima di sbattere la porta Cynthia le url dietro: Lasciaci in pace, brutta stronza
opportunista!. Si gir a guardarmi con sguardo stralunato, cercando di riprendere fiato.
Mi sentii anch'io preso a calci e buttato gi dalle scale.
Capitolo 23
Dopo la funzione, il direttore della casa funeraria ospit me, Cynthia e Grace nella sua Cadillac
fino al porto di Milford, dove teneva ancorato un piccolo cabinato. Rolly Carruthers e sua moglie
Millicent ci seguirono con la loro auto, dopo aver dato un passaggio a Pam, e ci raggiunsero
sull'imbarcazione.
Una volta lasciato il porto, ci inoltrammo nello Stretto, a circa un miglio dalla costa, di fronte
alle ville sul mare lungo East Broadway.
Avevo sempre fantasticato su quelle magioni, specialmente da bambino, ma quando l'uragano
Gloria aveva spazzato l'intera costa nel 1985, avevo cambiato idea. Era difficile tenere a mente tutti gli
uragani della Florida, ma uno che colpiva il Connecticut era impossibile da dimenticare.
Per fortuna, data la natura del compito che ci attendeva, il vento era moderato. Il direttore della
casa funeraria, un uomo con una cordialit che sembrava genuina e non formale, aveva portato con s
l'urna con le ceneri di Tess, che, come da desiderio della donna, dovevano essere sparse sulle acque
dello Stretto di Long Island.
Durante il tragitto in mare, non si parl granch, nonostante i tentativi di Millicent. Tess non
avrebbe potuto desiderare una giornata migliore per vedere esaudito il suo desiderio mormor d'un
tratto, passando un braccio attorno alle spalle di Cynthia.
Se Tess fosse morta di malattia, forse l'osservazione di Millicent avrebbe potuto esserci di
qualche conforto, ma di fronte a una morte violenta,  difficile trovare appigli a cui aggrapparsi.
Cynthia fece comunque uno sforzo per prendere il commento nello spirito con cui era stato
offerto. Millicent e Rolly erano suoi amici gi da prima che arrivassi io. Erano un po' come degli zii e
si erano sempre presi cura di lei nel corso degli anni. All'epoca Millicent viveva nella stessa strada
della madre di Cynthia e, anche se Patricia era un po' pi vecchia, le due donne erano diventate amiche.
Quando Millicent aveva sposato Rolly e Patricia Clayton, le due coppie avevano preso a
frequentarsi, di tanto in tanto, ed era stato cos che Millicent e Rolly avevano avuto modo di veder
crescere Cynthia e prendersi cura di lei quando la sua famiglia era scomparsa. Anche se era sempre
stato Rolly, pi che Millicent, a occuparsi di Cynthia.
Davvero una splendida giornata disse Rolly, facendo eco alla moglie. Poi si avvicin a
Cynthia, con gli occhi fissi sul ponte dell'imbarcazione, per mantenere l'equilibrio mentre la barca
solcava le onde. Ma so bene che questo non rende affatto le cose pi facili.
Anche Pam si avvicin a Cynthia, barcollando un po' e probabilmente rimpiangendo di essersi
messa i tacchi alti, e l'abbracci.
Chi pu aver fatto una cosa del genere? le domand Cynthia. Tess non ha mai fatto del male
a nessuno. Tir su con il naso. L'ultima persona rimasta della mia famiglia, andata anche lei.
Pam la strinse a s. Lo so, tesoro. Era cos buona con te, era buona con tutti. Dev'essere stato
per forza un pazzo psicopatico.
Rolly scosse il capo disgustato, con un'espressione volta a significare "ma dove andremo a
finire?" e si avvi a poppa per osservare la scia dell'imbarcazione. Mi accostai al suo fianco.
Grazie di essere venuto mormorai. Significa molto per Cynthia.
Mi guard sorpreso. Stai scherzando?! Sai che ci sar sempre per voi due. Scosse di nuovo il
capo. Pensi che abbia ragione Pam? Che si tratti di uno psicopatico?
No, non lo penso affatto. Forse psicopatico s, ma non un estraneo. Penso che Tess sia stata
uccisa per un motivo specifico.
Che cosa? esclam. La polizia cosa ne pensa?
Buio totale, per quanto ne so replicai. Non appena cominci a raccontare quel che  successo
anni fa, vedi che gli si annebbia lo sguardo, come se per loro le cose da assimilare fossero troppe.
Gi, be', che ti aspettavi? Hanno gi il loro daffare a mantenere l'ordine nel presente.
L'imbarcazione si ferm e il direttore della casa funeraria ci raggiunse. Signor Archer? Penso
si possa cominciare.
Ci radunammo sul ponte e l'urna fu consegnata formalmente nelle mani di Cynthia. L'aiutai ad
aprirla, muovendomi come se stessimo maneggiando dinamite per paura di rovesciare le ceneri al
momento sbagliato. Afferrando saldamente l'urna con entrambe le mani, Cynthia si spost verso il
parapetto dell'imbarcazione e vers il contenuto nelle acque, mentre io Grace, Rolly, Millicent e Pam
assistevamo alla cerimonia.
Le ceneri si sparsero in mare, dissolvendosi e scomparendo.
In pochi secondi, quanto rimaneva di Tess spar alla vista. Cynthia mi riconsegn l'urna e per un
istante sembr colta da vertigini. Rolly si affrett a sostenerla, ma lei sollev una mano a indicare che
stava bene.
Grace, di sua iniziativa, aveva portato una rosa e la gett nell'oceano.
Addio, zia Tess mormor. Grazie per il libro.
Quella mattina Cynthia mi aveva comunicato di voler dire qualche parola in suo omaggio, ma
arrivato il momento, non se l'era sentita. E io non avrei potuto trovare parole pi significative o sincere
del semplice addio di Grace.
Di ritorno al porto, scorsi una donna di colore, vestita con dei jeans e una giacca di pelle, in
piedi sulla banchina. Era piccola e grassottella, ma denotava una certa grazia e agilit mentre afferrava
l'imbarcazione e aiutava ad assicurarla con le gomene.
Si rivolse direttamente a me. Terrence Archer? Sentii un lieve accento di Boston.
Risposi di s.
Mi mostr il distintivo che la identificava come Rona Wedmore, detective della polizia di
Milford, non di Boston. Allung una mano per aiutare Cynthia a scendere, mentre io sollevavo Grace.
Vorrei parlarle un momento soggiunse e non era una domanda. Cynthia, con accanto Pam, mi
disse che si sarebbe occupata lei di Grace. Rolly era rimasto indietro con Millicent.
Io e la Wedmore ci incamminammo lentamente lungo il molo, verso un cabinato nero senza
contrassegni.
Si tratta di Tess? domandai. Avete arrestato qualcuno?
No, signore, nessun arresto replic la donna. Sono certa che si stia compiendo ogni sforzo in
quella direzione, ma  di competenza di un altro detective, che mi terr comunque informata su come
procedono le indagini. Parlava a raffica, le parole mi colpivano come proiettili. Sono qui per parlarle
di Denton Abagnall.
Ebbi la sensazione di aver ricevuto un pugno allo stomaco.
Capisco.
E scomparso. Da due giorni, ormai.
Ho parlato con la moglie il giorno dopo che era venuto a casa nostra. Sono stato io a suggerirle
di chiamare la polizia.
Non l'ha pi visto da allora?
No.
Neanche sentito? incalz.
No ripetei. E non posso fare a meno di pensare che la sua scomparsa sia in qualche modo
collegata alla morte di nostra zia. Era stato a trovarla poco prima che fosse uccisa. Le aveva lasciato il
biglietto da visita e lei mi aveva detto di averlo attaccato alla bacheca accanto al telefono. Ma il
biglietto non c'era quando l'abbiamo trovata.
La Wedmore annot qualcosa sul taccuino. Lavorava per voi?
S.
Al momento della scomparsa. Non era una domanda, perci mi limitai ad annuire.
E lei cosa ne pensa?
A che proposito?
Di cosa possa essergli successo. Prosegu con una nota di impazienza, quasi a dire "Secondo
te, a proposito di che?".
Feci una pausa, alzando lo sguardo al cielo limpido e terso.
Detesto anche solo il pensiero esordii. Ma temo che sia morto. Penso addirittura che possa
aver ricevuto una chiamata sul cellulare dal suo assassino, mentre era a casa nostra a discutere
dell'indagine.
Che ore erano?
Pi o meno le cinque del pomeriggio.
Prima delle cinque, le cinque o dopo le cinque?
Direi le cinque.
Perch abbiamo contattato il gestore telefonico e abbiamo controllato tutte le chiamate in
entrata e in uscita. C' stata una chiamata alle cinque da un telefono pubblico di Derby.
La zia di mia moglie viveva da quelle parti osservai.
E poi c' un'altra chiamata, da un altro telefono pubblico di qui, di Milford, un'ora dopo.
Dopodich abbiamo trovato alcune chiamate di sua moglie a cui non ha risposto.
Cynthia e Grace stavano salendo sulla Cadillac del direttore della casa funeraria.
La Wedmore si sporse verso di me con aria aggressiva e, bench fosse pi bassa di almeno venti
centimetri, trovai la sua vicinanza inquietante. Chi poteva volere la morte di sua zia e di Abagnall?
mi chiese.
Qualcuno che voleva assicurarsi che il passato restasse tale risposi.
Millicent voleva portarci fuori a pranzo, ma Cynthia prefer andare subito a casa. Grace era
evidentemente ancora sottosopra per le esequie. La mattinata l'aveva messa a dura prova - quello era
stato il suo primo funerale - ma constatai con un certo sollievo che aveva ancora appetito. L'attimo
stesso in cui mettemmo piede in casa esclam che stava letteralmente morendo di fame.
Oh, scusate mormor subito dopo.
Cynthia le sorrise. Che ne dici di un panino al tonno?
Con il sedano?
Se ce n' ancora rispose Cynthia.
Grace and al frigo e lo apr. C' del sedano, ma  un po' molle.
Portalo qui ribatt Cynthia. Fammi dare un'occhiata.
Appesi la giacca allo schienale di una sedia in cucina e allentai la cravatta. Non dovevo vestirmi
in modo particolarmente formale a scuola e il completo mi faceva sentire costretto e a disagio. Mi
sedetti, cercando di allontanare ogni pensiero sgradevole e rimasi a osservare le mie due ragazze.
Cynthia recuper la scatoletta di tonno e un apriscatole, mentre Grace appoggiava il sedano sul
bancone della cucina.
Cynthia scol l'olio dalla scatoletta, poi vers il tonno in una ciotola e chiese a Grace di
prendere la maionese. Grace torn al frigorifero, prese il vasetto, tolse il coperchio e lo appoggi sul
bancone. Poi spezz un gambo di sedano e lo agit in aria. Sembrava di gomma.
Colp scherzosamente sua madre sul braccio.
Cynthia si volt a guardarla poi, allungando una mano, spezz un altro gambo di sedano e colp
a sua volta Grace.
Dopodich presero a fronteggiarsi usando i gambi di sedano come spade. Prendi questo! url
Cynthia. E scoppiarono a ridere abbracciandosi.
Mi ero sempre chiesto che tipo di madre fosse stata Patricia e in quel momento capii di avere la
risposta davanti agli occhi.
Pi tardi, quando Grace ebbe finito di mangiare e sal in camera a cambiarsi, Cynthia mi disse:
Stavi bene oggi, vestito cos.
Anche tu risposi.
Mi spiace.
Hmm?
Scusami. Non do la colpa a te. Per Tess. Ho sbagliato a dirti quelle cose.
Non preoccuparti. Avrei dovuto dirtelo prima.
Lei fiss il pavimento.
Posso chiederti una cosa? le domandai e lei annu. Secondo te perch tuo padre ha tenuto un
ritaglio di giornale che parlava di un pirata della strada?
Ma di che stai parlando?
C' un ritaglio che parla di un pirata della strada.
Le scatole di scarpe erano ancora sul tavolo della cucina e il ritaglio che parlava della pesca a
mosca e della donna investita e lasciata in un fosso era appoggiato in cima a tutti gli altri.
Fammi vedere mormor Cynthia, lavandosi e asciugandosi le mani. Le allungai il ritaglio e
lei lo prese delicatamente fra due dita, come se fosse pergamena. Lo lesse. Non posso credere di non
averci mai fatto caso.
Pensavi che l'avesse tenuto per l'articolo sulla pesca a mosca.
Magari l'ha tenuto per quello.
In parte penso di s ribattei. Ma mi chiedo quale dei due fosse pi importante. Ha visto la
storia dell'incidente e l'ha ritagliata, ma poi, dato che era appassionato di pesca, ha ritagliato anche
l'articolo sulla pesca? Oppure ha visto l'articolo sulla pesca, poi ha notato l'altro e per qualche ragione
l'ha ritagliato? Oppure feci una pausa voleva ritagliare l'articolo dell'incidente, ma temeva che da
solo avrebbe destato troppi sospetti e domande da parte di qualcuno in casa, tua madre per esempio,
cos lo ha ritagliato insieme all'altro articolo per farlo passare inosservato?
Cynthia mi restitu il ritaglio. Si pu sapere di cosa stai parlando?
Dio, non lo so neanch'io ammisi.
Ogni volta che guardo in quelle scatole disse Cynthia penso sempre di scoprire qualcosa che
non ho notato prima. E frustrante, lo so. Vorrei trovare una risposta ma l dentro non c'. Eppure
continuo a pensare che lo trover, quell'indizio minuscolo, quella tessera che ti permette di incastrare
tutte le altre.
Lo so mormorai.
Questo incidente, la donna che  rimasta accisa Come hai detto che si chiamava?
Connie Gormley. Aveva ventisette anni.
Mai sentita in vita mia Non mi dice niente. E se fosse quella la chiave? Se quell'articolo fosse
la tessera mancante del puzzle?
Lo credi davvero? domandai.
Scosse il capo lentamente. No.
Lo stesso valeva per me.
Il che non mi imped di andare di sopra con il ritaglio e sedermi al computer, per cercare
informazioni su una ragazza di ventisette anni morta in un incidente causato da un pirata della strada.
Cominciai cercando i vari Gormley di quella parte del Connecticut sull'elenco telefonico online
e trascrivendo nomi e numeri su un taccuino. Mi fermai quando ne ebbi trovati una mezza dozzina e
stavo per cominciare a telefonare quando Cynthia fece capolino nello studio. Che stai facendo?
domand.
Glielo dissi.
Non so cosa mi aspettassi. Se proteste da parte sua o un incoraggiamento per il fatto di volermi
aggrappare a una pur esile traccia. Invece mormor: Vado a sdraiarmi un po'.
Quando risposero al telefono mi identificai come Terrence Archer di Milford, dicendo che
probabilmente avevo il numero sbagliato, ma stavo cercando di rintracciare chiunque avesse
informazioni sulla morte di una certa Connie Gormley.
Spiacente, mai sentita nominare risposero al primo numero.
Chi? esclam una donna anziana al secondo tentativo.
Non conosco nessuna Connie Gormley, ma ho una nipote che si chiama Constance Gormley e
fa l'agente immobiliare a Stratford. E bravissima e se sta cercando una casa ve ne trover una perfetta.
Ho qui il suo numero, aspetti un secondo.
Non volevo essere sgarbato, ma dopo aver atteso per cinque minuti, riagganciai.
Oddio, Connie rispose la terza persona che chiamai.
Ne  passato di tempo.
Venne fuori che stavo parlando con Howard Gormley, di sessantacinque anni, fratello di
Connie.
Perch si interessa a lei dopo tutti questi anni? mi chiese con voce stanca.
Onestamente signor Gormley, non saprei cosa dirle risposi. La famiglia di mia moglie ha
avuto dei problemi pochi mesi dopo l'incidente di sua sorella, e stiamo ancora cercando di capire cosa
sia successo. Abbiamo trovato un articolo sull'incidente di Connie fra i ricordi di famiglia.
E piuttosto bizzarro, non trova? esclam Howard Gormley.
S, infatti. Se non le spiace vorrei farle qualche domanda. Potrebbe aiutarmi a chiarire alcune
cose, o perlomeno a eliminare qualunque collegamento fra la tragedia della sua famiglia e la nostra.
Immagino di s.
Prima di tutto, hanno mai trovato chi ha investito sua sorella? Sul ritaglio di giornale non se ne
parla. Hanno arrestato qualcuno alla fine?
No, mai. La polizia non ha scoperto niente, e nessuno ha mai pagato per quel crimine. Dopo
un po' credo che abbiano rinunciato.
Mi spiace.
Gi, be', la cosa uccise anche i miei genitori. Per il dolore. Nostra madre mor un paio d'anni
dopo e mio padre l'anno successivo. Cancro, tutti e due, ma se chiede a me,  stata la sofferenza che li
ha distrutti.
Ma la polizia non ha mai avuto indizi? Non hanno mai scoperto chi ci fosse alla guida dell'auto
pirata?
Ma a quando risale il ritaglio di cui parla?
Lo avevo vicino al computer, cos gli lessi la data.
Ah, be', proprio all'inizio fu il suo commento. Prima ancora di scoprire che si era trattato di
una messa in scena.
Messa in scena?
Ecco, dapprima pensarono che fosse stata investita da un automobilista che poi era scappato
senza prestare soccorso, magari un ubriaco o un pazzo spericolato. Dopo l'autopsia, per, notarono
qualcosa di strano.
Vale a dire?
Non sono un esperto. Ho fatto il manovale tutta la vita. Non ci capisco niente di roba forense.
Ma ci dissero che le ferite sul corpo di Connie, sa, quelle causate dallo scontro con la macchina, be',
erano state inferte dopo la morte.
Aspetti un secondo lo interruppi. Vuole dire che sua sorella era gi morta quando fu
travolta?
Cos dissero. E poi
Signor Gormley?
Scusi, ma  cos difficile parlarne, anche dopo tanto tempo. Non mi piace dire certe cose di
Connie, anche dopo tutti questi anni, non so se mi capisce.
Ma certo.
La polizia disse che, ecco, insomma, Connie aveva avuto rapporti poco prima di essere gettata
in quel fosso.
Intende dire?
Non parlarono di violenza carnale, anche se immagino sia possibile. Ma mia sorella, ecco, se
la spassava, non so se mi capisce. Dissero che probabilmente si trattava di qualcuno incontrato la sera
stessa. Mi sono sempre chiesto chi mai poteva farle una cosa del genere, inscenare un incidente e poi
abbandonarla in quel fosso.
Non sapevo cosa dire.
Io e Connie eravamo molto legati. Non approvavo le sue scelte di vita, ma non sono mai stato
un santo neanch'io e non ero certo nella posizione di puntarle il dito contro. Dopo tutti questi anni, sono
ancora arrabbiato, vorrei che trovassero il bastardo che l'ha uccisa, ma ne  passato di tempo e magari il
figlio di puttana ormai  morto.
Gi,  possibile.
Una volta finito di parlare con Howard Gormley rimasi per un po' alla scrivania, a fissare il
vuoto, cercando di riordinare i pensieri.
Poi istintivamente, come mi capita spesso, cliccai per controllare se fossero arrivati nuovi
messaggi di posta elettronica.
Come al solito ce n'erano diversi, per lo pi offerte di Viagra, Rolex d'oro a buon prezzo o
sollecitazioni di vedove di ricchi proprietari di miniere d'oro nigeriane che cercavano assistenza per
trasferire i loro milioni su un conto nordamericano. Il nostro filtro anti-spam riusciva a bloccare solo
una minuscola frazione di queste scocciature. Poi notai un messaggio da un indirizzo Hotmail formato
solo dai numeri 12051983.
Nell'Oggetto c'era scritto: "Non manca molto ormai".
Cliccai con il mouse per aprire il messaggio.
Era molto breve.
Cara Cynthia: a proposito della nostra precedente conversazione, la tua famiglia ti perdona
veramente. Ma non fa che continuare a chiedersi: perch?
La rilessi almeno cinque volte poi tornai all'Oggetto.
Non mancava molto ormai, per cosa?
Capitolo 24
Come hanno fatto ad avere il nostro indirizzo e-mail? domandai a Cynthia. Era seduta
davanti al computer e fissava lo schermo. A un certo punto allung una mano verso il monitor, come se
toccare il messaggio potesse rivelarci qualche indizio.
Mio padre mormor.
Che c'entra tuo padre?
Quando  entrato in casa, quando ha lasciato il cappello spieg Cynthia. Potrebbe essere
salito nello studio, aver acceso il computer e aver scoperto l'indirizzo e-mail.
Cyn azzardai cauto. Non sappiamo ancora se sia stato tuo padre a lasciare il cappello. Non
sappiamo chi sia stato.
Ripensai alla teoria di Rolly, per un attimo suffragata anche dal mio sospetto, secondo cui
poteva essere stata Cynthia stessa ad aver piazzato il cappello in cucina. E per un brevissimo istante
pensai quanto sarebbe stato facile per lei creare un indirizzo Hotmail e autoinviarsi un messaggio.
"Falla finita" mi rimproverai.
Sentii Cynthia irrigidirsi al mio commento, perci mi affrettai a soggiungere: Ma hai ragione.
Chiunque sia stato a entrare, pu essere salito al piano di sopra, ficcando il naso dappertutto, aver
acceso il computer e scoperto il nostro indirizzo e-mail.
Si tratta della stessa persona afferm Cynthia. La stessa della telefonata, quella che secondo
te era opera di uno squilibrato.  la stessa persona che ci ha mandato l'e-mail, la stessa che si 
introdotta in casa nostra e ha lasciato il cappello. Il cappello di mio padre.
In effetti aveva senso. Ma chi era questa persona? La stessa che aveva ucciso Tess? L'uomo che
avevo beccato a spiarci l'altra notte mentre guardavo dal telescopio di Grace?
E continua a parlare di perdono prosegu Cynthia. La mia famiglia mi perdona. Perch? E
cosa significa che non manca pi molto?
Scossi il capo. E l'indirizzo? le feci notare, indicando lo schermo.
Solo un'accozzaglia di numeri.
Non  un'accozzaglia di numeri ribatt Cynthia. E una data: 12 maggio 1983. La notte in cui
la mia famiglia  scomparsa.
Non siamo al sicuro mi disse Cynthia quella sera.
Era seduta a letto, con le coperte fino in vita. Io ero in piedi alla finestra, a dare un'ultima
occhiata alla strada prima di mettermi a letto accanto a lei. Era un'abitudine che avevo preso nell'ultima
settimana.
Non lo siamo ripet. So che la pensi come me,  solo che non vuoi dirlo. Hai paura che mi
spaventi e che mi faccia prendere dal panico.
Non temo che tu ti faccia prendere dal panico ribattei.
Ma non vuoi ammettere che non siamo al sicuro insistette lei. Non sei al sicuro tu, non lo
sono io e non lo  Grace.
Lo sapevo bene, non c'era bisogno che me lo ricordasse.
Era un pensiero che non mi abbandonava mai.
Mia zia  stata assassinata. L'uomo che avevo che avevamo assunto per scoprire cosa fosse
successo alla mia famiglia  scomparso. E tu e Grace avete visto un uomo che ci spiava dalla strada
poche sere fa. Qualcuno  stato qui, in casa nostra, Terry. Se anche non si tratta di mio padre, qualcuno
 entrato. Qualcuno che ha lasciato il cappello e si  seduto al computer.
Non  stato tuo padre dissi.
Lo dici perch sai chi  entrato o perch pensi che mio padre sia morto?
Non trovai risposta adeguata.
Perch, secondo te, la Motorizzazione non ha traccia della patente di mio padre? domand.
E perch non esiste nessuna documentazione alla previdenza sociale?
Non lo so risposi stancamente.
Pensi che Abagnall abbia scoperto qualcosa su Vince? Vince Fleming? Non aveva detto di
voler approfondire le ricerche su di lui? Magari era proprio quello che stava facendo quando 
scomparso. Forse Abagnall sta bene, ma sta seguendo Vince e non ha potuto avvertire sua moglie.
Senti tagliai corto. E stata una giornata lunga. Cerchiamo di dormire un po'.
Ti prego, dimmi che non mi stai nascondendo altro mi supplic Cynthia. Cos come non mi
avevi detto della malattia di Tess. O dei soldi che aveva ricevuto negli anni.
Non ti sto nascondendo niente affermai. Non ti ho forse fatto vedere l'e-mail? Avrei
semplicemente potuto cancellarla e non dirti niente. Ma sono d'accordo con te, dobbiamo stare attenti.
Abbiamo messo le serrature nuove. Nessuno potr pi entrare in casa. E non ho pi intenzione di
metterti i bastoni fra le ruote se vorrai accompagnare Grace fino a scuola.
Ma voglio sapere cosa ne pensi tu insistette. Dal tono accusatorio capii che sospettava che le
stessi ancora nascondendo qualcosa.
Maledizione, non lo so! scattai. Non  la mia cazzo di famiglia che  scomparsa dalla faccia
della terra!
Cynthia mi fiss allibita. Ero io stesso senza parole. Scusa mormorai. Mi dispiace. Non
volevo aggredirti cos. E solo che stiamo cominciando a risentirne un po' troppo di tutti questi
problemi.
Vuoi dire che tu stai risentendo troppo dei miei problemi!
No, non  quello ribattei. Forse dovremmo andarcene per un po'. Noi tre. Grace pu perdere
qualche giorno di scuola, io posso farmi sostituire da Rolly, e Pam capir se ti prendi qualche giorno
libero
Cynthia butt via le coperte e si alz. Vado a dormire in camera di Grace afferm. Voglio
assicurarmi che sia al sicuro. Qualcuno deve pur fare qualcosa.
Rimasi in silenzio, mentre mia moglie si metteva il cuscino sotto il braccio e lasciava la stanza.
Avevo mal di testa e mi stavo avviando in bagno per prendere una pastiglia dall'armadietto dei
medicinali quando sentii correre in corridoio.
Cynthia cominci a urlare ancor prima di spuntare dalla porta. Terry! Terry!
Che c'?
Grace  sparita. Non  in camera sua.  sparita!
Mi buttai in corridoio, accendendo tutte le luci e la precedetti in camera di Grace.
Ho gi guardato! esclam Cynthia. Non c'!
Grace! gridai, aprendo l'armadio e guardando sotto il letto. I vestiti che aveva quel giorno
erano appallottolati sulla sedia della scrivania. Corsi dentro e fuori dal bagno, spalancai le tende della
doccia e la trovai vuota. Cynthia era corsa alla stanza del computer. Ci ritrovammo in corridoio.
Di Grace nessuna traccia.
Grace! grid Cynthia.
Accendemmo altre luci e ci precipitammo gi per le scale.
Non era possibile, non era possibile, continuavo a ripetermi.
Semplicemente non poteva essere.
Cynthia spalanc la porta che dava sul seminterrato, continuando a gridare il nome di nostra
figlia nell'oscurit. Nessuna risposta.
Entrando in cucina notai che la porta di servizio, con la nuova serratura di sicurezza, era
socchiusa.
Sentii il cuore mancare un colpo.
Chiama la polizia dissi a Cynthia.
Oh, mio Dio!
Accesi la luce esterna, spalancai di botto la porta e corsi fuori a piedi nudi, nel giardino sul
retro.
Grace! urlai.
E a quel punto sentii la voce. Seccata. Pap, spegni quella luce!
Voltandomi a destra, vidi Grace, in pigiama, con il telescopio appoggiato sull'erba del prato e
puntato verso il cielo.
Che c'? mi domand.
Avremmo potuto prenderci altri giorni di permesso, specialmente dopo la notte passata, ma
entrambi ritornammo al lavoro la mattina dopo.
Mi dispiace, davvero, mi spiace molto ripet Grace per l'ennesima volta, mentre mangiava i
cereali.
Non farmi prendere mai pi uno spavento del genere la rimprover Cynthia.
Ho detto che mi dispiace!
Cynthia aveva dormito con lei quella notte. Non aveva intenzione di perderla di vista un solo
istante.
Russi, lo sai, mamma? le disse Grace.
Per la prima volta da molto tempo mi venne da ridere, ma riuscii a trattenermi.
Uscii per primo, come sempre. Cynthia non mi salut, n mi accompagn alla porta. Non aveva
ancora dimenticato il nostro alterco prima del falso allarme con Grace. Proprio nel momento in cui
avremmo dovuto restare uniti, c'era una sottile linea indefinibile che ci allontanava. Cynthia continuava
a sospettare che le nascondessi qualcosa. E la mia sensazione di disagio nei suoi confronti era difficile
da analizzare, persino fra me e me.
Cynthia pensava che la ritenessi responsabile di tutti i nostri problemi attuali. Era indiscutibile
che il suo passato, il proverbiale bagaglio che si portava dietro, ci tormentasse giorno e notte. E forse,
per certi versi, gliene attribuivo la colpa, anche se non era certo responsabile della scomparsa della sua
famiglia. A unirci, ovviamente, era la preoccupazione che tutto questo potesse influire negativamente
su Grace. E proprio il modo in cui nostra figlia aveva deciso di tenere a bada le paure, cercando rifugio
nel pensiero angosciante degli asteroidi assassini, era diventato catalizzatore di un'altra esplosione.
I miei studenti furono incredibilmente educati. Doveva essere girata voce del motivo della mia
assenza. Un decesso in famiglia. I ragazzi delle superiori, come la maggior parte dei predatori, sono
pronti ad approfittare delle debolezze delle loro prede, usandole a proprio vantaggio. E, da quanto mi
era stato riferito, era proprio ci che avevano fatto con la supplente chiamata a sostituirmi, la quale
aveva una leggera traccia di balbuzie, quasi impercettibile, ma sufficiente a farla prendere in giro senza
piet dai ragazzi. Il primo giorno era tornata a casa in lacrime, mi avevano raccontato gli altri
insegnanti durante la pausa pranzo, senza lasciar trapelare la minima traccia di compassione. Era una
giungla, l dentro. Sopravvivere o soccombere.
Ma con me furono gentili. E non solo la mia classe di scrittura creativa, ma anche le altre due
classi di lettere. Non credo fosse rispetto dei miei sentimenti, forse solo in minima parte. Credo che mi
stessero esaminando, in cerca di qualche cambiamento, una lacrima furtiva, un gesto spazientito, uno
sbattere di porte, qualunque cosa. Ma dato che non li accontentai, ero certo di non potermi aspettare
nessuna attenzione speciale il giorno dopo.
Jane Scavullo rimase indietro mentre la classe lasciava l'aula. Mi spiace per sua zia mormor.
Grazie risposi. In realt era la zia di mia moglie, ma le volevo davvero molto bene.
Lo stesso borbott, affrettandosi a raggiungere gli altri.
Verso met pomeriggio, mentre passavo accanto alla segreteria, una delle segretarie sbuc in
corridoio di corsa, mi vide e si ferm di botto. La stavo venendo a cercare esclam.
Ho chiamato nello studio ma non c'era.
Sono qui infatti puntualizzai.
C' una telefonata per lei disse la segretaria. Penso sia sua moglie.
Okay.
Pu prendere la chiamata in segreteria.
Okay.
La seguii e mi indic il telefono sulla sua scrivania. Una luce lampeggiava. Prema il pulsante
che lampeggia mi spieg la donna.
Afferrai la cornetta e premetti il pulsante. Cynthia?
Terry, io
Senti, volevo chiamarti. Mi spiace per ieri sera. Per quel che ho detto.
La segretaria si sedette al suo posto, fingendo di non ascoltare.
Terry, qualcosa
Magari dovremmo assumere un altro tizio. Voglio dire, non so cosa sia successo ad Abagnall,
ma
Terry, chiudi il becco esclam Cynthia.
Chiusi il becco.
E successa una cosa prosegu Cynthia a bassa voce, quasi senza fiato. Adesso so dove
sono.
Capitolo 25
A volte, quando sono in attesa della tua telefonata e tu non chiami esord la donna mi
sembra di essere io quella che stai cercando di fare impazzire.
Scusa ribatt lui. Ma ho buone notizie. Ormai ci siamo.
Oh, ma che splendida notizia. Cos' che diceva sempre Sherlock Holmes? Ormai siamo in
ballo e dobbiamo ballare. O era Shakespeare?
Non saprei.
Allora, hai consegnato?
S.
Ma devi fermarti un po' di pi per vedere che succede.
Gi. Sono certo che ne parleranno al notiziario.
Magari potessi registrarlo.
Ti porter a casa dei giornali.
Oh, s, mi piacerebbe esclam lei.
Non ho pi sentito niente su Tess. Probabilmente significa che non hanno fatto progressi nelle
indagini.
Immagino dovremmo essere riconoscenti per questa fortuna insperata, non trovi?
E dicevano anche qualcos'altro al telegiornale, a proposito di un detective scomparso. Quello
che mia sai, quello che hanno assunto.
Pensi che lo troveranno?
Difficile a dirsi.
Be', non  un problema nostro. Ma mi sembri un po' nervoso.
Gi, forse hai ragione.
Questa  la parte pi difficile e pi rischiosa ma, tutto sommato, vedrai che ne sar valsa la
pena. E quando sar il momento mi verrai a prendere.
Lo so. Ma non si domander dove sei, come mai non vai a trovarlo?
Ma se non si  neanche mai accorto della mia esistenza ribatt lei.
E poi sta peggiorando. Forse gli resta ancora un mese. Basta e avanza, comunque.
Pensi che ci abbia mai voluto bene?
L'unica che abbia mai veramente amato  lei rispose la donna senza nascondere l'amarezza-
E lei gli  mai stata vicina? Si  mai presa cura di lui? L'ha mai accudito, lavato e pulito? E chi  stato
a dover risolvere i problemi pi difficili? Non ha mai mostrato un minimo di riconoscenza per quel che
ho fatto. Siamo noi che abbiamo subito un torto. Siamo noi quelli derubati di una vera famiglia. Quanto
ci apprestiamo a fare  solo giustizia.
Lo so mormor l'uomo.
Cosa vuoi che ti prepari per quando torni a casa?
La torta di carote.
Ma certo. E il minimo che una madre possa fare.
Capitolo 26
Recuperai il biglietto da visita che la detective Rona Wedmore mi aveva lasciato dopo le
esequie di Tess, chiamai la centrale di polizia e le lasciai un messaggio. Le chiesi se potesse incontrarsi
con me e con mia moglie a casa nostra, aggiungendo che ci saremmo trovati l entrambi entro pochi
minuti. Le diedi l'indirizzo, anche se ero certo che lo avesse. Nel messaggio specificai che quel che
avevamo da dirle non aveva direttamente a che fare con la scomparsa di Denton Abagnall, ma poteva in
qualche modo essere collegato.
Specificai che era urgente.
Avevo chiesto a Cynthia se voleva che la passassi a prendere, ma mi assicur che ce la faceva a
guidare fino a casa.
Lasciai la scuola senza una parola di spiegazione, ma ormai si stavano abituando ai miei
comportamenti erratici. Rolly era appena uscito dall'ufficio e mi aveva visto parlare al telefono e poi
correre fuori dall'edificio.
Quando arrivai a casa scoprii che Cynthia mi aveva battuto di pochi minuti. Era ferma sulla
porta, con una busta in mano.
Entrammo in casa e mi porse la busta, su cui campeggiava una sola parola: "Cynthia". Niente
francobollo. Non era arrivata con le poste.
Ora l'abbiamo toccata tutti e due mormorai, rendendomi improvvisamente conto di una serie
di errori per cui la polizia ci avrebbe dato filo da torcere.
Non me ne importa ribatt Cynthia. Leggi.
Estrassi dalla busta il foglio ripiegato perfettamente in tre, come una lettera commerciale. Su
una faccia c'era una piantina stradale disegnata grossolanamente a matita, con linee tratteggiate a
descrivere le strade, il nome di una cittadina chiamata Otis, un cerchio irregolare con la scritta "lago di
cava" e una X in un angolo. C'erano anche altre annotazioni, ma non ero certo di cosa volessero dire.
Cynthia mi osservava, in silenzio.
Girai il foglio e nell'istante in cui vidi il messaggio dattiloscritto, mi salt subito all'occhio un
particolare che mi mise in agitazione.
Ancor prima di aver letto il contenuto, cominciai a interrogarmi sulle possibili implicazioni di
quel che mi aveva colpito.
Ma per il momento tenni la bocca chiusa e lessi il contenuto della lettera.
Cynthia:  arrivato il momento che tu sappia dov' stata la tua famiglia fino a oggi e dove
probabilmente si trova ancora adesso. C' una cava abbandonata a un paio di ore da dove vivi, in
direzione nord, appena superato il confine del Connecticut. E una specie di lago, ma in realt  una
cava da cui estraevano ghiaia e altro materiale.  molto profondo.
Probabilmente troppo perch i ragazzini che ci vanno a nuotare potessero trovare qualcosa.
Prendi la statale 8 verso nord, attraversa il Massachusetts, e continua fino a Otis, poi dirigiti a ovest.
Guarda la mappa sul retro del foglio. Troverai un piccolo sentiero, nascosto da un folto di alberi, che
conduce in cima alla cava. Dovrai fare attenzione una volta lass, perch  molto ripido. Il dirupo che
scende fino al lago, intendo.
Proprio l, in fondo al lago, troverai le risposte che cerchi.
Girai nuovamente il foglio. La mappa mostrava tutti i riferimenti citati nella lettera.
Sono l sussurr Cynthia, indicando la lettera. Sono sott'acqua.
Inspir profondamente. Quindi sono morti.
Vedevo i contorni delle lettere sfuocati. Battei le palpebre un paio di volte. Girai di nuovo la
lettera, poi cercai di esaminarla da un punto di vista pi tecnico.
Era stata scritta con una macchina per scrivere. Non era una stampa da computer.
Dove l'hai trovata? domandai, cercando di tenere la voce sotto controllo.
Era nella cassetta della posta del negozio rispose Cynthia.
Qualcuno l'ha lasciata l. Non  stato il postino a portarla. Non ha francobollo, n niente.
No, infatti. L'hanno consegnata a mano.
Ma chi? domand.
Non lo so.
Dobbiamo andare lass asser Cynthia. Oggi, adesso. Dobbiamo scoprire cosa c' in quella
cava, sott'acqua.
Sta arrivando quella detective, la donna che abbiamo incontrato al molo. Dobbiamo parlarne
con lei. Dovranno chiamare i sommozzatori della polizia. Ma c' qualcos'altro che vorrei chiederti.
Riguardo alla lettera. Guardala. Guarda i caratteri
Dobbiamo muoverci immediatamente insistette Cynthia.
Sembrava quasi pensare che, chiunque si trovasse l sotto, fosse ancora vivo, che avesse ancora
un po' d'aria.
Sentii fermarsi una macchina e, guardando dalla finestra, scorsi Rona Wedmore che si
avvicinava a grandi passi lungo il viale d'accesso, la sua figura bassa e tarchiata diretta con decisione
alla porta.
Mi sentii assalire dal panico.
Tesoro esclamai. Non c' qualcos'altro che vorresti dirmi sulla lettera? Prima che arrivi la
polizia? Devi essere del tutto sincera con me.
Ma di che stai parlando?
Non noti niente di strano? ripetei, sollevandole la lettera davanti agli occhi. Indicai una
specifica parola. Proprio qui, all'inizio dissi, indicando la parola "momento".
Che cosa?
La lineetta orizzontale della "e" era sbiadita e la faceva sembrare quasi una "c".
Non capisco cosa vuoi dire ribatt Cynthia. In che senso devo essere sincera con te? Ma
certo che sono sincera con te.
La Wedmore stava salendo i gradini, il pugno sollevato a mezz'aria per bussare.
Devo andare un attimo di sopra dissi. Apri tu la porta e dille che scendo subito.
Prima che Cynthia potesse ribattere, mi buttai di corsa su per le scale. Dietro di me sentii
bussare, due colpi secchi, poi Cynthia apr la porta e le due donne si salutarono. A quel punto ero gi
nella stanzetta che usavo per correggere i compiti e preparare le lezioni.
La mia vecchia Royal era sulla scrivania, accanto al computer.
Dovevo decidere in fretta.
Avevo capito subito che la lettera che Cynthia stava mostrando in quel momento alla Wedmore
era stata scritta con quella macchina. La lineetta sbiadita della "e" era inconfondibile.
Sapevo di non essere stato io.
Sapevo che non era stata Grace.
Perci rimanevano solo due possibilit: lo sconosciuto che pensavamo fosse entrato in casa
nostra oppure Cynthia.
Ma avevamo fatto cambiare le serrature. Ero pi che certo che non fosse entrato nessuno in casa
negli ultimi giorni.
Ed era impensabile che Cynthia avesse fatto una cosa del genere.
E se invece in preda a quel che poteva essere definito uno stress inimmaginabile, Cynthia
avesse scritto quella lettera che ci indirizzava verso una destinazione remota che celava il segreto della
sua famiglia?
Se fosse stata veramente lei a scrivere e se le indicazioni si fossero rivelate giuste?
Terry! grid Cynthia. C' la detective Wedmore.
Arrivo! urlai di rimando.
Cosa voleva dire? Che Cynthia aveva sempre saputo, per tutti questi anni, dove si trovassero i
suoi?
Cominciai a sudare.
Forse, mi dissi, aveva solo rimosso i ricordi. Forse sapeva pi di quanto si rendesse conto.
Magari ha visto quel che  successo, ma lo ha cancellato. Succede, no? Non dicono che il cervello a
volte decide di sopprimere le esperienze troppo traumatiche, per poter sopravvivere? Non esisteva anzi
una vera e propria sindrome legata alla rimozione delle esperienze traumatiche?
E se invece non si trattava di un ricordo rimosso? Se Cynthia avesse sempre saputo
No.
No, doveva esserci un'altra spiegazione. Qualcun altro aveva usato la nostra macchina per
scrivere. Giorni fa. Tutto programmato con molto anticipo. L'estraneo che si era introdotto in casa
nostra e aveva lasciato il cappello.
Sempre che questo estraneo esistesse.
Terry!
Arrivo subito!
Signor Archer! grid la detective Wedmore. Scenda per favore!
Agii d'impulso. Aprii l'anta dell'armadio, afferrai la macchina
Dio, quelle vecchie macchine erano cos pesanti e la infilai dentro, sul fondo. Poi ci buttai
sopra dei vestiti, un vecchio paio di pantaloni e una pila di vecchi giornali.
Mentre scendevo le scale, vidi che la Wedmore era in sala con Cynthia. La lettera giaceva
aperta sul tavolino di fronte al divano.
La Wedmore la stava leggendo.
L'avete toccata mi rimprover.
S.
L'avete toccata tutti e due. Sua moglie, lo capisco, non sapeva ancora di cosa si trattasse
quando l'ha aperta. Ma lei?
Mi spiace mormorai, passandomi il dorso della mano sulla bocca e sul mento per asciugare le
gocce di sudore che di certo avrebbero tradito il mio nervosismo.
Potete far venire i sommozzatori, vero? la incalz Cynthia.
Possono perlustrare il lago per vedere cosa c' l sotto?
Potrebbe trattarsi di uno squilibrato obiett la Wedmore, scostando una ciocca di capelli che
le era ricaduta sulla fronte. Potrebbe risolversi in una bolla d'aria.
Gi,  vero acconsentii.
Ma d'altra parte rincalz la Wedmore non possiamo saperlo.
Se non mandate voi i sommozzatori, ci vado io esclam Cynthia.
Non essere ridicola, Cyn. Non sai neanche nuotare.
Non mi importa.
Signora Archer, si calmi esclam la Wedmore. Era un ordine. Quella donna aveva un tono da
sergente dei marine.
Calmarmi? rispose Cynthia, per niente intimidita. Ha capito cosa c' scritto nella lettera? I
miei sono l sotto. I loro corpi, perlomeno.
Temo che dopo tutti questi anni non troveremo granch l sotto fece la Wedmore, scuotendo
il capo con aria scettica.
Magari sono in macchina ribatt Cynthia. Nella macchina di mia madre, o di mio padre.
Nessuna delle due  mai stata ritrovata.
La Wedmore afferr un lembo della lettera fra due dita laccate di rosso e la gir, osservando la
mappa.
Dobbiamo contattare la polizia di Stato del Massachusetts osserv. Far una telefonata.
Infil una mano nella tasca per prendere il cellulare, lo apr e fece per digitare un numero.
Ci saranno i sommozzatori? chiese Cynthia.
Mi lasci fare la telefonata. Dobbiamo anche portare la lettera in laboratorio per vedere se
riescono a scoprire qualcosa, sempre che non l'abbiate resa del tutto inutilizzabile.
Scusi mormor Cynthia.
Interessante osserv la Wedmore. E stata scritta a macchina. Nessuno usa pi macchine per
scrivere.
Sentii il cuore in gola. E a quel punto Cynthia disse quello che pi temevo.
Noi ne abbiamo una.
Davvero? esclam la donna, fermandosi prima di comporre l'ultimo numero.
Terry a volte la usa ancora, vero, tesoro? Per scrivere appunti, cose del genere. E una Royal,
vero, Terry? Poi rivolta alla Wedmore: Ce l'ha dai tempi del college.
Me la faccia vedere disse la detective, rimettendo il telefono in tasca.
La vado a prendere mi offrii. Gliela porto gi.
No, mi faccia solo vedere dov'.
 al piano di sopra, venga disse Cynthia.
Cyn mi intromisi, fermandomi davanti alle scale. E un po' in disordine lass.
Andiamo esclam sbrigativa la Wedmore, superandomi e cominciando a salire le scale.
La prima porta sulla sinistra le disse Cynthia. Poi mi bisbigli: Perch vuole vedere la
Royal?.
La Wedmore scomparve all'interno dello studio. Non la vedo esclam.
Cynthia mi precedette sulle scale ed entr nello studio, dicendo: Di solito  sempre l. Terry,
non  sempre l?.
Stava indicando la scrivania, quando entrai a mia volta. Lei e la Wedmore mi fissarono.
Ehm, mi dava fastidio, perci l'ho infilata nell'armadio.
Aprii l'anta dell'armadio e mi accucciai. La Wedmore sbirci nell'armadio, da sopra le mie
spalle.
Dove? chiese.
Tolsi i giornali vecchi e i pantaloni macchiati di vernice, scoprendo la vecchia Royal nera. La
sollevai e la appoggiai sulla scrivania.
Quando l'hai messa l dentro? domand Cynthia.
Non molto tempo fa risposi.
Era gi tutta coperta di roba osserv la Wedmore. Come mai? Mi strinsi nelle spalle, senza
rispondere.
Non toccatela ordin e recuper il cellulare dalla tasca.
Cynthia mi guard con un'espressione perplessa. Che ti prende? Che diavolo sta succedendo?
Avrei tanto voluto chiederle la stessa cosa.
Capitolo 27
Rona Wedmore fece diverse chiamate dal cellulare, per lo pi dal vialetto d'ingresso, in modo
che non sentissimo quel che diceva.
Questo ci permise di restare soli, io, Cynthia e Grace - la Wedmore aveva permesso a Cynthia
di recarsi velocemente a scuola a prendere la bambina - a rimuginare sugli ultimi avvenimenti.
Grace era in cucina a farsi uno spuntino con pane e burro d'arachidi, e chiese chi fosse quella
donna grassa che telefonava davanti a casa.
E della polizia le spiegai. E non credo sia gentile che la chiami grassa.
Non glielo dico mica in faccia ribatt Grace. Perch  qui? Che succede?
Non ora le disse Cynthia. Prendi la merenda e va' in camera tua, per favore.
Quando Grace usc dalla cucina, brontolando, Cynthia mi domand: Perch hai nascosto la
Royal? Quella lettera  stata scritta con la nostra macchina, non  cos?.
Gi risposi.
Mi studi per qualche istante. L'hai scritta tu? E per questo che hai nascosto la macchina?
Maledizione, Cyn esclamai. L'ho nascosta perch pensavo che l'avessi scritta tu!
Sbarr gli occhi stupefatta. Io?
Perch lo trovi pi sconvolgente che se fossi stato io?
Non sono stata io a cercare di nasconderla, ma tu!
L'ho fatto per cercare di proteggerti.
Sei matto?
In caso l'avessi scritta tu. Non volevo che la polizia lo scoprisse.
Cynthia rimase in silenzio per un istante, passeggiando avanti e indietro per la cucina. Fammi
capire, Terry. Stai dicendo che sarei stata io a scrivere quella lettera, e che, pertanto, ho sempre saputo
dove si trovava la mia famiglia? Secondo te, ho sempre saputo che erano nella cava?
Non non  questo risposi cauto.
Non  questo? E allora che cosa stai insinuando, esattamente?
Ti giuro che non lo so, Cyn. Non lo so. Non so pi cosa pensare. Ma nel momento in cui ho
visto la lettera, ho capito che si trattava della mia macchina. E sapevo di non averla scritta io. Il che
lascia supporre che sia stata tu, a meno che qualcun altro non sia venuto qui e abbia usato la Royal per
far credere non so, che l'abbiamo scritta noi.
Sappiamo gi che qualcuno si  introdotto in casa obiett Cynthia. Il cappello, l'e-mail. Ma
ci nonostante, hai preferito pensare che sia stata io?
Non l'ho preferito affatto.
Mi fiss dritto negli occhi con espressione mortalmente seria. Pensi che abbia ucciso la mia
famiglia? domand.
Oh, per carit di Dio!
Non  una risposta.
No, non lo penso affatto.
Ma il pensiero ti ha attraversato la mente, vero? Ti sei chiesto, di tanto in tanto, se fosse
possibile.
No, non  vero. Mi sono chiesto invece, ultimamente, se lo stress di quel che hai passato, che
hai passato per tutti questi anni, non ti abbia fatto sentivo i gusci delle uova rompersi sotto le mie
scarpe pensare, percepire, o magari anche agire in modo, diciamo, non completamente razionale.
Oh.
Cos, quando io capito che la lettera era stata scritta con la mia macchina, ho pensato che
magari l'avessi fatto per obbligare la polizia a riaprire il caso, a fare qualcosa, per risolverlo una volta
per tutte.
Mandandoli allo sbaraglio su una pista inesistente? E poi perch avrei scelto proprio quel
posto in particolare?
Non lo so.
Qualcuno tamburell sullo stipite della porta e voltandoci scorgemmo la detective Rona
Wedmore sulla soglia. Non sapevo da quanto fosse l e quanto avesse ascoltato.
Abbiamo l'okay disse. Mandano i sub.
La spedizione era programmata per il giorno dopo. Una squadra di sommozzatori della polizia
sarebbe stata sul posto alle dieci della mattina. Cynthia accompagn Grace a scuola e si mise d'accordo
con uno dei vicini perch l'andasse a prendere e la tenesse con s, in caso non fossimo ancora tornati.
Chiamai di nuovo la scuola, mi feci passare Rolly e gli comunicai che non sarei andato al
lavoro.
Oddio, cosa succede stavolta? mi chiese.
Gli raccontai dove fossimo diretti e dei sommozzatori che stavano per scandagliare la cava.
Vi sono vicino, ragazzi mormor. Non finisce mai. Facciamo cos, ti trovo un sostituto per
tutta la settimana. Conosco una coppia che  appena andata in pensione. Sono sicuro che
accetterebbero.
Non prendere pi quella che balbetta. I ragazzi se la sono mangiata viva. Feci una pausa.
Ehi, lo so che ti sembrer una domanda assurda, ma posso fartela lo stesso?
Spara.
Il nome Connie Gormley ti dice qualcosa?
Chi?
Una donna che  stata uccisa pochi mesi prima che Clayton, Patricia e Todd scomparissero. Su
verso nord. Sembrava la vittima di un pirata della strada, invece era solo una messa in scena.
Non capisco esclam Rolly. In che senso, sembrava la vittima di un pirata della strada, ma
non lo era? E cosa centra con la famiglia di Cynthia?
Sembrava quasi seccato. La gente cominciava ad averne abbastanza dei nostri problemi e
dell'atmosfera di sospetto che aleggiava intorno a noi.
Non so se c'entri qualcosa. Era solo una domanda. Tu conoscevi Clayton. Ti ha mai parlato di
un incidente o roba del genere?
No. Non che ricordi. E sono sicuro che mi ricorderei di una cosa del genere.
Okay. Senti, grazie per la sostituzione. Ti sono debitore.
Poco dopo io e Cynthia ci mettemmo per strada. Erano pi di due ore di macchina. Prima che la
polizia portasse via la lettera in una busta di plastica per farla esaminare, avevamo ricopiato la mappa
su un foglio. Per strada, rinunciammo a fermarci per un caff o qualsiasi altra cosa. Volevamo solo
arrivare l il pi in fretta possibile.
Sarebbe stato logico chiacchierare ininterrottamente per tutto il tragitto, facendo congetture su
cosa avrebbero trovato i sub, su cosa potesse significare, invece aprimmo a stento bocca, ognuno
immerso nei propri pensieri. Potevo immaginare a cosa pensasse Cynthia. Quanto a me, la mia mente
non si ferm un istante. Cosa avrebbero trovato nella cava? Quei corpi, se davvero c'erano, erano quelli
dei genitori di Cynthia? Avremmo trovato qualche indizio che indicasse chi era stato a lasciarli l
sotto? E in tal caso, quella persona era ancora in circolazione?
Deviammo a est subito dopo aver superato Otis, che non era neanche una cittadina, ma un
ammasso di poche case ed esercizi commerciali disseminati lungo la strada a due corsie che si
inerpicava fino a Lee e all'autostrada del Massachusetts.
Poi cercammo la Fell's Quarry Road, per dirigerci a nord. Non faticammo molto a trovarla:
c'erano due autopattuglie della polizia del Massachusetts ferme a indicare lo svincolo.
Abbassai il finestrino e spiegai chi fossimo. L'agente ritorn alla macchina e parl alla radio,
per poi avvicinarsi nuovamente e riferirci che la detective Wedmore era gi sulla scena e ci aspettava.
Ci indic una strada e poi, a poco pi di un chilometro pi in cima, un sentiero erboso che si inerpicava
sulla sinistra.
Ci avviammo lentamente. Non era una vera e propria strada, ma un percorso di ghiaia e polvere
che, una volta giunti al sentiero, si restrinse ulteriormente. Svoltai a sinistra, sentendo l'erba alta
graffiare la lamiera dell'auto, e iniziai a risalire la collina, lungo la stradina fiancheggiata su entrambi i
lati da alberi. Dopo circa mezzo chilometro il sentiero ritorn pianeggiante e gli alberi lasciarono il
posto a una radura aperta che quasi ci tolse il fiato.
Lo spiazzo proseguiva per circa una decina di metri, dopodich il terreno digradava ripido,
affacciandosi su una specie di canyon. Se c'era un lago laggi, era impossibile vederlo.
Sul posto c'erano gi altri due veicoli: una pattuglia della polizia del Massachusetts e una
berlina senza contrassegni, che riconobbi come la macchina della Wedmore. La donna era appoggiata
al cofano, intenta a parlare con l'agente della pattuglia.
Vedendoci arrivare, si avvicin.
Non avvicinatevi troppo mi url attraverso il finestrino aperto. C' un dislivello pazzesco.
Scendemmo lentamente dalla macchina, quasi che muoverci di colpo avrebbe fatto spalancare il
terreno sotto i piedi. Ma sembrava piuttosto solido, per fortuna, visto che ormai erano tre le vetture.
Da questa parte disse la Wedmore. Qualche problema di vertigini?
Un po' risposi. Parlavo pi per Cynthia che per me, ma lei disse: Sto bene.
Muovemmo qualche passo verso il dirupo e finalmente riuscimmo a vedere l'acqua. Un mini
lago, forse tre ettari, in fondo a un baratro. Anni prima la zona era stata saccheggiata per ricavarne
rocce e ghiaia e, una volta che la compagnia di trivellazione se n'era andata, il crepaccio era stato
lasciato a riempirsi di pioggia e acque sorgive. In una giornata plumbea come quella era difficile capire
quale fosse veramente il colore dell'acqua. Oggi sembrava grigia e senza vita.
A quanto dicono la mappa e la lettera, qualunque cosa possiamo trovare dovrebbe trovarsi
proprio quaggi disse la Wedmore, indicando il dirupo sotto di noi. Avvertii una leggera sensazione di
vertigine Sulle acque increspate scorsi una specie di gommone giallo lungo circa sei metri con un
piccolo motore fuoribordo sulla parte posteriore. Nella barca c'erano tre uomini, due dei quali
indossavano muta, maschera e bombole per l'ossigeno.
Sono dovuti arrivare da un'altra direzione spieg la Wedmore, indicando la punta estrema
della cava. C' un'altra strada che arriva da nord e scende fino a riva, in modo che possano mettere in
acqua il gommone. Ci stanno provando.
La donna si sbracci per farsi vedere dagli uomini sull'imbarcazione.
Non era un cenno amichevole, solo un segnale. I tre risposero al saluto. Cominceranno a
cercare da l.
Cynthia annu. Cosa cercheranno? domand.
Wedmore le lanci un'occhiata di compatimento, ma ebbe la delicatezza di capire che aveva di
fronte una donna che ne aveva passate fin troppe. Direi una macchina. Se c', la troveranno.
Il lago era troppo piccolo perch il vento riuscisse a sollevare molte onde, ma gli uomini
gettarono nondimeno un'ancora, per impedire all'imbarcazione di allontanarsi troppo. I due sub si
tuffarono all'indietro e in un attimo scomparvero alla vista, lasciando solo poche bolle d'aria in
superficie a riprova della loro presenza.
Un vento freddo soffiava sulla radura sovrastante il dirupo.
Mi avvicinai a Cynthia e le misi un braccio attorno alle spalle.
Con mia grande sorpresa e sollievo, non si scost.
Quanto possono resistere l sotto? domandai.
La Wedmore si strinse nelle spalle. Non lo so. Ma sono certa che hanno ossigeno a
sufficienza.
Ma se dovessero trovare qualcosa, cosa succede? Possono riportarla su?
Dipende. Potremmo aver bisogno di ulteriori attrezzature.
La Wedmore aveva una ricetrasmittente, con cui si colleg all'uomo rimasto sull'imbarcazione.
Che succede? gli chiese.
Sulla barca l'uomo parl accostando la bocca a una specie di scatola nera. Per ora niente di
che gracchi la sua voce dalla ricetrasmittente. Qua sotto  profondo dieci metri. In alcuni punti forse
anche di pi.
D'accordo.
Rimanemmo in attesa. Dieci, quindici minuti. Sembrarono ore.
Poi due teste riemersero. I sub nuotarono fino all'imbarcazione, aggrappandosi alle maniglie
laterali per sostenersi, poi sollevarono la maschera e si tolsero di bocca il tubo dell'ossigeno.
Stavano dicendo qualcosa all'uomo sulla barca.
Cosa stanno dicendo? domand Cynthia.
Aspetti ribatt la Wedmore, ma poi vide l'uomo mettere mano alla ricetrasmittente e si
affrett ad afferrare la sua.
C' qualcosa gracchi la voce alla ricetrasmittente.
Che cosa? domand la Wedmore.
Un'auto. Dev'essere l da molto tempo. Mezza sprofondata tra sabbia e fango.
Qualcosa all'interno?
Non ne sono sicuri. Dobbiamo prima tirarla fuori.
Che tipo di auto? si inform Cynthia. Com'?
La Wedmore rifer la domanda e vedemmo l'uomo parlare con i sub.
Sembrerebbe gialla disse l'uomo. Di media grandezza. Non si vede la targa. I parafanghi
sono seppelliti.
La macchina di mia madre mormor Cynthia. Una Ford Escort. Piccola. Si volt verso di
me, stringendomi forte.
Sono loro esclam. Sono loro.
Non possiamo saperlo obiett la Wedmore. Non sappiamo neanche se c' qualcuno dentro
l'auto. Poi torn a parlare alla ricetrasmittente. Procediamo.
Il che significava far arrivare ulteriori attrezzature. Decisero di far passare un carro attrezzi da
nord fino a riva, calare un cavo nell'acqua, attaccarlo alla macchina tramite i sommozzatori e
lentamente trainare la vettura a riva.
Se non funzionava, avrebbero dovuto far intervenire una specie di chiatta, metterla in acqua,
posizionarla sul punto e sollevare di peso la macchina dal fondo del lago.
Non succeder niente per un bel po' di ore ci spieg la Wedmore. Dobbiamo far arrivare le
squadre dei tecnici fin quaggi e poi dovranno decidere come procedere. Perch non fate un giro,
magari fino a Lee e mangiate qualcosa? Vi chiamo sul cellulare non appena si mettono in moto le
cose.
No replic Cynthia. Meglio se restiamo.
Tesoro, intervenni non possiamo fare niente per il momento. Andiamo a mangiare qualcosa.
Dobbiamo mantenere le forze, per poter affrontare quel che seguir.
Cosa sar successo? chiese Cynthia.
Qualcuno avr portato l'auto fin quass rispose la Wedmore e poi l'avr fatta precipitare dal
dirupo.
Vieni, andiamo ripetei a Cynthia. Poi mi rivolsi alla Wedmore: Ci avverta subito.
Ritornammo sulla strada principale, attraversando di nuovo Otis per proseguire fino a Lee, dove
entrammo in una tavola calda e ordinammo del caff. Non avevo mangiato granch la mattina, perci
ordinai anche uova e salsicce. Cynthia riusc solo a sbocconcellare un toast.
Quindi chi ha scritto quella lettera mormor di punto in bianco sapeva bene di cosa
parlava.
Gi risposi, soffiando sul caff per farlo raffreddare.
Ma non sappiamo neanche se ci sia qualcuno dentro l'auto. Magari l'hanno buttata nel lago per
nasconderla. Non significa che ci sia qualcuno all'interno.
Aspettiamo e vediamo mormorai.
Aspettammo un paio d'ore. Ero al quarto caff quando squill il mio cellulare. Era la Wedmore.
Mi diede istruzioni per raggiungere il lago da nord.
Cos' successo? chiesi.
Abbiamo fatto pi in fretta del previsto rispose in tono quasi gentile. E fuori. La macchina 
fuori.
La Escort gialla era gi sul retro del carro attrezzi quando - arrivammo sul posto. Cynthia si
butt fuori dalla macchina prima ancora che frenassi completamente, e si mise a correre verso il carro
attrezzi gridando: La riconosco! E la macchina di mia madre!.
La Wedmore l'afferr prima che potesse avvicinarsi ulteriormente.
Mi lasci url Cynthia, dibattendosi.
Non pu avvicinarsi le ordin la detective.
L'auto era ricoperta di fango e limo e l'acqua stava filtrando fuori dagli interstizi delle portiere,
liberando la parte pi alta dell'abitacolo. Ma non si vedeva niente, a parte un paio di poggiatesta
grondanti.
Deve prima essere portata in laboratorio spieg la Wedmore.
Che cosa hanno trovato? chiese Cynthia. Che cosa c'era dentro?
Lei cosa pensa abbiano trovato? ribatt la detective.
Non mi piacque il tono con cui lo disse. Sembrava quasi insinuare che Cynthia conoscesse la
risposta.
Non lo so rispose Cynthia. Ho persino paura a dirlo.
Sembrano i resti di due persone afferm la Wedmore.
Ma come potr capire, dopo venticinque anni
Non era difficile da immaginare.
Due? esclam Cynthia. Non tre?
Troppo presto per dirlo disse la Wedmore. Come le ho detto, c' una mole di lavoro che ci
aspetta. Fece una pausa.
E ci serve un suo tampone orale.
Che cosa? fece Cynthia, interdetta.
Scusi. Ci serve un campione del suo DNA. Preleveremo un campione di cellule dalla bocca.
Non fa male.
Ma perch?
Se abbiamo la fortuna di poter ricostruire il DNA dai da quel che abbiamo trovato in
macchina, dovremo confrontarlo con il suo. Se per esempio uno di quei corpi appartiene a sua madre,
potremmo fare una specie di test di maternit al contrario. Per confermare che sia appunto sua madre.
Lo stesso per gli altri membri della famiglia.
Cynthia mi guard con gli occhi pieni di lacrime. Ho aspettato venticinque anni per avere una
risposta e ora che sono sul punto di ottenerla, sono terrorizzata.
La tenni stretta. Quanto ci vorr? chiesi alla Wedmore.
Di solito, settimane. Ma questo  un caso di alto interesse, grazie soprattutto a quella
trasmissione televisiva. Qualche giorno direi, forse solo un paio. Tanto vale che andiate a casa.
Mander qualcuno pi tardi per il tampone.
Tornare a casa sembrava la conclusione pi sensata. Mentre ci avviavamo alla macchina, la
Wedmore ci grid: E nel frattempo restate a disposizione, anche prima del risultato del test. Non ho
finito con le domande.
Il tono aveva un che di minaccioso.
Capitolo 28
Come promesso, Rona Wedmore si present da noi pi tardi, per farci altre domande. C'erano
alcuni aspetti di questo caso che non la convincevano.
In questo ci trovava pi che d'accordo, anche se non sembrava affatto una nostra alleata.
Ci conferm quel che gi sapevo e cio che la lettera era stata scritta con la mia Royal. Poi,
come se avessimo scelta, ci chiese di recarci al comando di polizia per il rilevamento delle impronte
digitali.
Quelle di Cynthia, a quanto pareva, erano gi in archivio.
Risalivano a venticinque anni prima, quando la polizia aveva setacciato la casa in cerca di
indizi. Ma gliele presero comunque di nuovo. Per me, invece, era la prima volta.
Confrontarono le nostre impronte con quelle sulla macchina per scrivere. Ne trovarono alcune
di Cynthia sulla base della macchina. Ma i tasti erano ricoperti dalle mie.
Naturalmente non significava granch. Ma non risolveva neanche la controversa questione
dell'ipotetico intruso che si era introdotto in casa nostra per battere la lettera con la nostra macchina. Un
intruso che aveva indossato i guanti per non lasciare impronte.
Perch mai qualcuno dovrebbe aver fatto una cosa del genere? domand la Wedmore con le
mani appoggiate sui fianchi robusti. Introdursi in casa vostra e usare la vostra macchina per scrivere
quella lettera?
Bella domanda.
Forse, ipotizz Cynthia, lentamente, come riflettendo ad alta voce chi ha scritto la lettera
sapeva che sareste riusciti a ricostruire con quale macchina era stata scritta e voleva proprio che
arrivaste a Terry, che pensaste che l'aveva scritta lui.
Aveva ragione, eccetto per una piccola variante. Oppure tu mormorai.
Lei mi fiss un istante, ma senza rancore, solo pensierosa.
Oppure io ammise.
Di nuovo, perch fare una cosa simile? ripet la Wedmore, non ancora convinta.
Non ne ho idea replic Cynthia. Non ha alcun senso. Ma sa bene che qualcuno si 
introdotto in casa nostra. Avr letto i rapporti. Abbiamo chiamato la polizia e hanno mandato degli
agenti, dev'essere scritto da qualche parte.
Il cappello disse la Wedmore, incapace di nascondere lo scetticismo della voce.
Esatto. Glielo vado a prendere, se vuole si offr Cynthia.
Vuole vederlo?
No, ho gi visto dei cappelli in vita mia.
La polizia ha pensato che fossimo degli svitati disse Cynthia.
La Wedmore lasci passare il commento. Doveva esserle costato un grande sforzo.
Signora Archer disse. Era mai stata in quella cava prima d'ora?
No, mai.
Neanche da ragazza? Neanche da adolescente?
No.
Magari c'era stata, senza neanche rendersene conto. Era in macchina con qualcuno e avete
parcheggiato lass per be', sa quel tipo di cose che fanno gli adolescenti.
No, non ci ero mai stata. E a due ore di macchina da qui, dannazione. Perch avrei dovuto fare
due ore di macchina per andare a parcheggiare lass?
E lei, signor Archer?
Io? No. E venticinque anni fa non conoscevo nessuno della famiglia Bigge. Non sono neanche
di Milford. Ho conosciuto Cynthia all'universit ed  solo allora che ho saputo cosa fosse successo ai
suoi.
Okay, sentite esclam la Wedmore, scuotendo il capo.
C' qualcosa che non torna. Una lettera viene scritta in questa casa, con la vostra macchina per
scrivere esord lanciandomi un'occhiata. Una lettera che ci porta proprio nel punto in cui la macchina
di sua madre altra occhiata a Cynthia viene ritrovata dopo venticinque anni dalla scomparsa.
Gliel'ho detto ribatt Cynthia. Qualcuno  entrato in casa nostra.
Be', chiunque sia entrato, non  stato lui a nascondere la macchina per scrivere. E stato suo
marito.
Pensa sia il caso di chiamare un avvocato per questo genere di interrogatorio? domandai.
La Wedmore spinse la lingua contro l'interno della guancia.
La domanda  se voi pensate che sia il caso.
Ehi, siamo noi le vittime qui! esclam Cynthia. Mia zia  stata assassinata, avete ritrovato
l'auto di mia madre in fondo a un lago. E lei ci parla, mi parla, come se fossimo dei criminali.
Scosse la testa esasperata. Sembra quasi che qualcuno abbia pianificato tutto, per farmi
sembrare pazza o roba del genere. La telefonata, il cappello di mio padre lasciato in cucina, quella
lettera scritta con la nostra macchina. Ma non capisce? Qualcuno vuole farle credere che abbia perso la
testa, che gli accadimenti del passato abbiano avuto la meglio su di me e mi facciano vedere o
immaginare cose che non esistono.
La lingua si spost da una guancia all'altra. Infine la Wedmore disse: Signora Archer, ha mai
pensato di farsi aiutare da qualcuno? Qualcuno a cui parlare di questa cospirazione di cui si sente
vittima?.
Sto andando da una psi Cynthia si interruppe bruscamente.
La Wedmore sorrise. Be', questa s che  una sorpresa.
Per oggi ne abbiamo avuto abbastanza intervenni.
Sono certa che ci rivedremo presto ribatt la Wedmore.
Molto presto, in realt. Subito dopo il ritrovamento del corpo di Denton Abagnall.
Ero certo che sarebbe stata la polizia a contattarci, in caso di sviluppi nella ricerca dell'uomo
che avevamo assunto come investigatore. Invece stavo ascoltando la radio, senza prestare particolare
attenzione, quando le parole "detective privato" mi colpirono e allungai una mano per alzare il volume.
La polizia ha trovato l'auto dell'uomo nel parcheggio dello Stamford Town Center stava
dicendo lo speaker. Il personale del centro commerciale aveva notato che la macchina era
parcheggiata l da diversi giorni, e quando le forze dell'ordine sono intervenute sul posto hanno
scoperto che l'auto apparteneva a una persona scomparsa. Gli agenti hanno forzato il bagagliaio
dell'auto e all'interno hanno trovato il corpo di Denton Abagnall, di anni cinquantuno, deceduto per un
violento trauma cranico. Le forze dell'ordine, che al momento stanno visionando i filmati acquisiti dal
sistema di video sorveglianza, si sono astenute da qualunque commento sul possibile movente o
sull'eventualit che si tratti di una resa di conti fra bande rivali.
Guerra fra bande. S, magari.
Trovai Cynthia nel giardino sul retro. Era in piedi, con le mani affondate nelle tasche della
giacca a vento, a fissare la casa.
Avevo bisogno di un po' d'aria mi disse. Va tutto bene?
Le riferii quanto sentito alla radio.
Non sapevo che tipo di reazione aspettarmi e non rimasi particolarmente colpito dal fatto che
sembr non manifestarne alcuna. Rimase in silenzio per qualche istante. Mi sento come intorpidita,
Terry. E come se non riuscissi pi a provare niente. Cosa ci sta succedendo? Quando finir? Quando
potremo riavere una vita normale?
Lo so mormorai, prendendola fra le braccia. Lo so.
Il fatto era che Cynthia non aveva mai avuto una vita normale, da quando aveva quattordici
anni.
Quando Rona Wedmore si ripresent a casa nostra, and diretta al punto. Dove eravate la sera
in cui Denton Abagnall  scomparso? La sera in cui  uscito da questa casa, l'ultima volta che  stato
visto? Diciamo intorno alle otto.
Abbiamo cenato risposi. Poi siamo andati a casa della zia di Cynthia e l'abbiamo trovata
morta. Abbiamo chiamato la polizia e siamo rimasti con i detective per quasi tutta la sera. Perci, direi
che la polizia  il nostro alibi, detective Wedmore.
Per la prima volta, la Wedmore sembr presa in contropiede e anche lievemente in imbarazzo.
Ma certo mormor. Avrei dovuto pensarci. Il signor Abagnall  entrato in quel parcheggio alle
8,03, secondo il biglietto del parchimetro che aveva sul cruscotto.
Dunque osserv Cynthia gelidamente direi che almeno per questo crimine siamo esenti da
ogni sospetto.
Mentre accompagnavo il detective alla porta, le domandai:
Hanno trovato dei documenti vicino al corpo di Abagnall? Delle buste vuote, un biglietto?.
Per quanto ne so, non c'era niente rispose la Wedmore.
Perch?
Semplice curiosit replicai. Sa, una delle ultime cose che Abagnall ci ha detto  che avrebbe
eseguito dei controlli su Vince Fleming, il ragazzo che era con mia moglie la notte in cui la sua
famiglia scomparve. Conosce Vince Fleming?
Lo conosco di fama mi rispose.
La Wedmore si present anche il giorno dopo.
Quando la vidi arrivare dissi a Cynthia: Forse questa volta cercher di accusarci del rapimento
del figlio di Lindbergh.
Aprii la porta ancor prima che la donna bussasse. S? Che c' questa volta?
Ci sono delle novit rispose. Posso entrare? Quel giorno aveva un tono meno abrasivo.
Non capivo se fosse un buon segno o se si trattasse di una trappola.
La feci entrare in sala e la invitai ad accomodarsi. Poi anche io e Cynthia ci sedemmo.
Prima di tutto, voglio specificare che non sono della Scientifica. Ma conosco le regole di base
e far del mio meglio per spiegarvi come stanno le cose.
Guardai Cynthia, che fece cenno alla Wedmore di continuare.
Le probabilit di riuscire a estrarre il DNA dai resti trovati nell'auto di sua madre ah, a
proposito, i corpi erano due e non tre. Dicevo, le probabilit erano molto esigue, ma non inesistenti. Nel
corso degli anni il naturale processo di decomposizione ha scarnificato quasi ogni si interruppe.
Signora Archer, posso essere onesta con lei? Non  un argomento piacevole, se non vuole che
continui, me lo dica.
Vada avanti si limit a dire Cynthia.
La Wedmore annu. Come potete immaginare, nel corso degli anni la decomposizione, gli
enzimi rilasciati dalle cellule dopo la morte, i batteri, l'ambiente circostante e in questo caso i
microrganismi dell'acqua, hanno pressoch scarnificato i cadaveri. La decomposizione sarebbe stata
anche peggiore se si fosse trattato di acqua salata, ma almeno in questo abbiamo avuto fortuna. Si
schiar la voce. A ogni modo, abbiamo delle ossa e abbiamo dei denti, cos abbiamo tentato di risalire
alle cartelle dentistiche dei suoi famigliari, ma ci  andata male. Suo padre, da quel che ci risulta, non
aveva un dentista. E comunque, basandosi sulla struttura ossea dei due corpi, il medico legale ha potuto
stabilire con una certa rapidit che nessuno dei due era un maschio adulto.
Cynthia batt le palpebre. Quindi Clayton Bigge non era in quella macchina.
Quanto al dentista da cui andavano sua madre e suo fratello,  morto molti anni fa, lo studio ha
chiuso e tutta la documentazione  andata distrutta.
Lanciai un'occhiata a Cynthia. Sembrava farsi forza per sopportare la delusione. Forse neanche
stavolta avrebbe avuto risposte certe.
Resta il fatto che, pur non avendo la cartella clinica, abbiamo sempre i denti riprese la
Wedmore. Di tutti e due i corpi. Sullo smalto esterno non c' DNA, ma all'interno del dente la radice 
protetta e abbiamo potuto reperire cellule nucleate.
Dovevamo avere entrambi un'aria confusa, perch la Wedmore si affrett ad aggiungere: Per
farla breve, il punto  che il laboratorio forense  riuscito a estrarre abbastanza DNA da quelle cellule
da poter determinare un profilo unico per ogni individuo, compreso il sesso.
E? domand Cynthia, trattenendo il fiato.
Si tratta di un maschio e di una femmina disse la Wedmore.
Le analisi del medico legale, anche prima del test del DNA, avevano ipotizzato che si trattasse
di un ragazzo adolescente e di una donna vicina ai quaranta.
Cynthia mi guard, poi riport lo sguardo sulla Wedmore.
Dunque nell'auto c'erano i corpi di un adolescente e di una donna. A questo punto la domanda
 se fossero imparentati fra di loro.
Rimanemmo in silenzio, in attesa.
I due profili genetici denotano una stretta parentela, probabilmente del tipo genitore-figlio. I
risultati investigativi, insieme alle scoperte del medico legale, suggeriscono una relazione
madre-figlio.
Mia madre sussurr Cynthia. E Todd.
Il fatto  prosegu la Wedmore che, pur avendo determinato con un certo grado di sicurezza
la parentela fra i due corpi, non possiamo essere certi che si tratti di Todd e Patricia Bigge. Se avesse
ancora qualcosa che apparteneva a sua madre, una vecchia spazzola, per esempio, con qualche capello
impigliato
No ribatt Cynthia. Non ho pi niente.
Be', abbiamo il suo tampone boccale, e siamo in attesa di ulteriori risultati su un eventuale
rapporto di parentela fra lei e i resti umani ritrovati nell'auto. Una volta analizzato il suo campione di
DNA - ci stanno lavorando in questo momento - saremo in grado di determinare se esiste un rapporto di
parentela tra lei, la donna e il ragazzo.
La Wedmore fece una pausa. Ma basandoci su quanto sappiamo, e cio che i due corpi sono
madre e figlio e che l'auto  in effetti quella di sua madre, l'ipotesi pi probabile  che abbiamo
ritrovato sua madre e suo fratello.
Cynthia sembrava stordita.
Ma non suo padre fece notare la Wedmore. Vorrei farle ancora qualche domanda su suo
padre. Com'era, che tipo di persona era?
Perch? chiese Cynthia. Che cosa sta insinuando?
Penso che dovremmo prendere in considerazione la possibilit che li abbia assassinati lui.
Capitolo 29
Pronto?
Sono io disse l'uomo.
Stavo proprio pensando a te esclam lei. E un po' che non ti sento. Spero stia andando tutto
come previsto.
Volevo aspettare per capire come si evolveva la faccenda, rispose quanto riuscissero a
scoprire. L'hanno trasmesso al telegiornale. Hanno fatto vedere l'auto. In tv.
Oh mio Dio
C'era una foto di quando l'hanno estratta dalla cava. E oggi sul giornale hanno detto che  stato
eseguito il test del DNA.
Oh,  talmente eccitante esclam lei. Vorrei essere l con te. Che diceva l'articolo?
Be', diceva alcune cose, ma non altre, ovviamente. Ho il giornale proprio qui. "I test del DNA
confermano un legame genetico fra i due corpi nell'auto, e precisamente che si tratta d madre e
figlio."
Interessante.
"Le analisi devono ancora determinare se i due corpi siano geneticamente legati a Cynthia
Archer. Le forze di polizia stanno tuttavia lavorando sull'ipotesi che i corpi ritrovati siano quelli di
Patricia e Todd Bigge, scomparsi venticinque anni fa."
Perci non dicono con certezza chi ci fosse nell'auto osserv lei.
Non proprio.
Sai come si dice Con i se e con i ma non si fa la storia.
Lo so, ma.
Comunque  incredibile cosa riescano a fare al giorno d'oggi, non trovi? esclam con voce
quasi allegra.
Gi.
Voglio dire, all'epoca, quando io e tuo padre ci siamo sbarazzati dell'auto, chi aveva mai
sentito parlare dei test del DNA? E stupefacente, ecco cos'. Ti senti ancora nervoso?
Un po', forse. In effetti aveva una voce un po' mogia.
Anche da piccolo ti preoccupavi sempre, lo sai? Io, invece, prendo il controllo della situazione
e vado avanti a testa bassa.
Be', sei sempre stata tu quella forte.
No, hai fatto uno splendido lavoro, sono molto fiera di te. Fra un po' tornerai a casa e mi verrai
a prendere. Non voglio perdermela per niente al mondo. Non vedo l'ora di vedere la sua faccia.
Capitolo 30
Allora come sta reagendo all'intera vicenda? si inform la dottoressa Kinzler. Al
ritrovamento dei corpi di sua madre e di suo fratello?
Non saprei rispose Cynthia. Non provo sollievo.
No, certo. Non vedo come potrebbe.
E poi il fatto che mio padre non fosse nell'auto Quella detective, la Wedmore, pensa che
potrebbe averli uccisi lui.
Se la cosa dovesse rivelarsi vera domand la Kinzler come crede che potrebbe reagire?
Cynthia si morse le labbra, allungando lo sguardo verso gli avvolgibili alle finestre, come se
fosse dotata di raggi X e potesse vedere l'autostrada. Era il giorno della nostra seduta e avevo convinto
Cynthia ad andarci, nonostante lei fosse pi propensa a cancellarla. Ma ora che la dottoressa Kinzler
ricominciava con quel tipo di domande che, secondo me, servivano solo a riaprire le ferite, iniziavo a
rimpiangere la mia decisione.
Sono gi dovuta scendere a patti con l'idea che mio padre fosse una persona diversa dall'uomo
che conoscevo rispose Cynthia. Che non ci sia documentazione che lo riguardi, niente assicurazione
medica, niente patente. Fece una pausa. Ma che possa averli uccisi, che possa aver assassinato mia
madre e Todd, no, non riesco proprio a crederci.
Pensa che sia stato lui a lasciare il cappello? osserv la Kinzler.
E una possibilit replic Cynthia.
Ma perch suo padre avrebbe dovuto fare irruzione in casa vostra e lasciare un messaggio di
quel tipo, scritto con la vostra macchina per scrivere, e una mappa che vi porta dritto ai due corpi?
Che stia che stia cercando di fare ammenda? azzard Cynthia.
La Kinzler si strinse nelle spalle. Le sto chiedendo cosa ne pensa lei.
"Procedura classica da strizzacervelli" pensai.
Non so cosa pensare ribatt Cynthia. Se pensassi che li ha uccisi lui, allora i biglietti, tutto
quanto, potrebbe essere un tentativo da parte sua di fare ammenda, di confessare. Voglio dire, chiunque
abbia lasciato quel biglietto c'entra per forza con la loro morte. Per conoscere tutti quei dettagli
Vero ammise la dottoressa.
E poi quella detective, la Wedmore, pur ammettendo l'ipotesi che li abbia uccisi mio padre
anni fa, credo sospetti ancora che sia stata io a scrivere la lettera.
Forse pensa che lei e suo padre siate in combutta ipotizz la Kinzler. Dato che il suo corpo
non  stato ritrovato. E dato che lei non era in quell'auto, con sua madre e suo fratello.
Cynthia esit un istante prima di annuire. Lo so, anni fa la polizia deve avere avuto lo stesso
dubbio. Voglio dire, quando hanno visto che non arrivavano a capo di niente, immagino si siano
attaccati a qualunque appiglio. E probabilmente si saranno domandati se non fossi stata io, con l'aiuto
di Vince. Se non li avessimo uccisi insieme. Per colpa della litigata con i miei, quella sera.
Mi aveva detto di non ricordare granch di quella sera fece notare la Kinzler. Pensa sia
possibile che la sua memoria abbia oscurato in qualche modo i ricordi? A volte, in casi simili, mando i
miei pazienti da una persona di cui mi fido ciecamente che pratica l'ipnosi
La mia memoria non ha oscurato niente. Io di quella sera ho il buio completo. Sono
praticamente svenuta, da quanto ero sbronza. Ero solo una ragazzina, ed ero stupida. Sono tornata a
casa e sono svenuta secca sul letto. Mi sono risvegliata solo la mattina dopo.
Sollev le mani e le lasci ricadere in grembo. Non avrei potuto commettere un crimine
neanche volendo. Ero fuori come un balcone. Sospir. Non mi crede?
Ma certo che le credo ribatt gentilmente la Kinzler. Mi racconti del rapporto con suo
padre.
Normale, direi. Voglio dire, litigavamo, certo, ma per lo pi andavamo d'accordo. Penso
che di nuovo una pausa.
Penso che mi volesse bene. Penso che mi volesse molto bene.
Pi di quanto ne volesse agli altri membri della famiglia?
Che intende dire?
Be', se era arrivato al punto di uccidere sua madre e suo fratello, perch non uccidere anche
lei?
Non lo so. E gliel'ho detto, non credo che sia stato lui. Io ecco, non so spiegarle perch, ma
sento che mio padre non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Non avrebbe potuto uccidere mia
madre. E non avrebbe mai ucciso suo figlio, mio fratello. E sa una cosa? Non solo perch ci voleva
bene. Non sarebbe mai stato capace di farlo, perch era troppo debole.
Questo attir la mia attenzione.
Era un uomo molto dolce, ma  brutto da dirsi di un genitore, ma non aveva abbastanza
fegato per fare una cosa del genere.
Non capisco dove ci porti tutto questo dissi intervenendo nella conversazione.
Sappiamo che sua moglie  profondamente turbata dagli interrogativi che sono stati sollevati
dalla scoperta dei corpi in quell'auto spieg la psichiatra. Ma non alzava mai la voce?
Non lasciava mai vedere quanto fosse seccata? Sto cercando di aiutarla.
E se mi arrestano? esclam Cynthia.
Mi scusi? domand la Kinzler.
Che cosa!? esclamai.
Se la Wedmore mi arresta? ripet Cynthia. Se si convince che sia io responsabile di tutta la
faccenda? Che sono l'unica che avrebbe potuto sapere cosa c'era nella cava? Se mi arrestano, come
faccio a spiegarlo a Grace? Chi si occuper di lei se mi portano via? Ha bisogno di sua madre.
Tesoro mormorai. Stavo per rispondere che mi sarei preso cura io di Grace, ma questo
avrebbe implicato che credevo possibile e imminente lo scenario appena delineato.
Se arrestano me, potranno smettere di cercare la verit soggiunse Cynthia.
Non succeder tentai di rassicurarla. Se ti arrestassero, vorrebbe dire che ti ritengono
responsabile di tutto, della morte di Tess, magari anche di quella di Abagnall. Perch questi delitti
devono essere collegati, in qualche modo. Fanno parte dello stesso rompicapo. Sono tutti connessi.
Solo non sappiamo come.
Chiss se Vince lo  venuto a sapere disse Cynthia.
Chiss se qualcuno gliel'ha detto.
Abagnall aveva detto di voler indagare su di lui convenni.
L'ultima volta che  stato da noi, non aveva detto di voler approfondire i suoi trascorsi?
La dottoressa Kinzler intervenne, cercando di riportarci sulla giusta via. Non credo che
dovremmo aspettare altre due settimane per la prossima seduta asser, guardando Cynthia e non me.
Certo rispose lei con voce distante. Si scus e usc dallo studio per recarsi in bagno.
La zia di mia moglie, Tess Berman,  venuta da lei un paio di volte mormorai.
La donna inarc un sopracciglio. S.
Cosa doveva dirle?
Di solito non discuto di altri pazienti, ma nel caso di Tess Berman, non c' proprio niente da
discutere. E venuta da me un paio di volte, ma non si  mai aperta. Penso che nutrisse una specie di
disprezzo per il processo analitico.
Un hurr per Tess.
C'erano dieci messaggi sulla segreteria telefonica quando arrivammo a casa, tutti di giornalisti.
In un lungo messaggio accorato, Paula Malloy di Deadline sosteneva che Cynthia dovesse ai suoi
spettatori la possibilit di riconsiderare il caso alla luce dei recenti sviluppi. Bastava solo che le
dicessimo dove e quando e si sarebbe presentata con la troupe televisiva.
Osservai Cynthia premere il pulsante per cancellarlo. Nessuna esitazione. Nessuna confusione.
Un rapido movimento con l'indice.
Non hai avuto problemi stavolta mi lasciai sfuggire.
Che cosa? domand, fissandomi.
Niente mormorai.
Che intendi dire? Per cosa non ho avuto problemi questa volta?
Lascia perdere replicai. Non ha importanza.
Ti riferisci a quando ho cancellato il messaggio?
Ti ho detto che non era niente.
Stai pensando a quella mattina, quando ho ricevuto quella telefonata e l'ho cancellata per
sbaglio? Te l'ho detto, ero sconvolta.
Ma certo.
Non credi neanche che abbia ricevuto la telefonata, vero?
Certo che ci credo.
E se non ho ricevuto la chiamata, allora l'e-mail, anche quella  opera mia, non  cos? Magari
di poco prima di battere a macchina la lettera con la tua Royal.
Non ho detto questo.
Cynthia si avvicin puntandomi contro un dito. Come posso rimanere sotto il tuo stesso tetto
se non sono sicura di avere il tuo sostegno al cento per cento? La tua fiducia? Non ho bisogno di una
persona che mi osserva di sottecchi, dubitando di tutto ci che faccio.
Non  cos.
Allora dillo. Adesso. Guardami negli occhi e dimmi che mi credi, che sai che non c'entro
niente in tutto questo.
Volevo dirglielo. Lo giuro. Ma una frazione di secondo di esitazione bast a Cynthia per
voltarsi e allontanarsi.
Quando entrai in camera di Grace quella sera e vidi tutte le luci spente, mi aspettavo di trovarla
intenta a scrutare il firmamento con il telescopio, ma la bambina era gi sotto le coperte. Perfettamente
sveglia.
Mi sorprende che tu sia gi sotto le coperte dissi, sedendomi sul letto e sfiorandole il viso con
una carezza.
Grace non rispose.
Pensavo stessi cercando gli asteroidi. O l'hai gi fatto?
No, non ne valeva la pena mormor Grace a voce a malapena udibile.
Non hai pi paura degli asteroidi? domandai.
No.
Allora non colpiranno la Terra a breve? le domandai sorridendo.
Be', mi sembra un'ottima cosa.
Magari arriveranno ribatt Grace, voltando la testa sul cuscino. Ma non importa.
Che intendi dire, tesoro?
Siete sempre cos tristi.
Oh, tesoro, lo so. Sono state settimane davvero difficili.
Non ha importanza se cadono gli asteroidi o meno. La zia Tess  morta lo stesso. Le persone
muoiono continuamente, per un sacco di motivi. Fanno incidente con la macchina o possono
affogare. E a volte vengono uccise da altre persone.
Lo so.
E la mamma si comporta come se fossimo in pericolo e non ha guardato neanche una volta dal
mio telescopio. Teme qualche minaccia, ma non dallo spazio.
Non permetteremo mai che ti succeda qualcosa ribattei.
Io e la mamma ti vogliamo troppo bene.
Grace rimase in silenzio.
Penso valga comunque la pena di controllare proseguii, alzandomi dal letto e
inginocchiandomi davanti al telescopio.
Ti spiace se do un'occhiata? domandai.
Come vuoi rispose la bambina. Se le luci fossero state accese avrebbe notato la mia reazione
sorpresa.
Okay mormorai, mettendo il telescopio in posizione.
Sbirciai prima fuori dalla finestra, per assicurarmi che nessuno spiasse la nostra casa, poi
avvicinai l'occhio alla lente.
Puntai il telescopio verso il cielo e vidi la parata di stelle che sembrava la panoramica di Star
Trek.
Dunque, vediamo un po' dissi. In quel momento il telescopio slitt dal sostegno e cadde a
terra, rotolando sotto la scrivania di Grace.
Te l'avevo detto, pap mormor. E un attrezzo da quattro soldi.
Trovai anche Cynthia sotto le coperte. Le aveva tirate fin sotto il mento, e si era avvolta come in
un bozzolo. Teneva gli occhi chiusi, ma avevo la sensazione che non stesse dormendo.
Semplicemente non aveva voglia di parlare.
Mi misi in boxer, mi lavai i denti, sollevai le coperte e mi misi a letto accanto a lei. C'era un
vecchio numero di Harper sul comodino e lo sfogliai distrattamente, senza riuscire a concentrarmi.
Spensi la luce e mi sdraiai, voltandole le spalle.
Vado a dormire da Grace mormor Cynthia.
Va bene dissi, con la testa nel cuscino. Senza voltarmi a guardarla soggiunsi: Cynthia, ti
amo. E anche tu mi ami. Tutto questo ci sta distruggendo, ci sta allontanando. Dobbiamo trovare una
soluzione, un modo per risolvere insieme la faccenda.
Ma lei scivol gi dal letto, senza rispondere. Un raggio di luce dal corridoio travers il soffitto
come una lama quando apr la porta, e svan quando questa si richiuse. "Bene" pensai.
"Sono troppo stanco per litigare, troppo stanco per cercare di fare pace." E mi addormentai
quasi immediatamente.
L'indomani mattina, Cynthia e Grace se n'erano andate.
Capitolo 31
Quando mi svegliai e vidi che erano le 6,30, non feci particolarmente caso al fatto che Cynthia
non fosse nel letto con me.
Anche quando non litigavamo, succedeva che si addormentasse nel letto di Grace e passasse la
notte l. Perci non mi affrettai in corridoio a vedere dove fosse finita.
Mi alzai, mi infilai i jeans e mi avviai in bagno per lavarmi la faccia. Non avevo un bell'aspetto.
Lo stress delle ultime settimane stava cominciando a farsi sentire. Gli occhi erano cerchiati di scuro e
forse avevo addirittura perso qualche chilo.
Non che mi lamentassi di quello, ma avrei preferito dimagrire seguendo una dieta che non fosse
a base di stress. Lo sguardo era affaticato e avevo decisamente bisogno di un buon taglio di capelli.
Il portasciugamani era proprio accanto alla finestra che si affacciava sul viale d'ingresso.
Allungando una mano, notai, senza quasi rendermene conto, qualcosa di stonato nel paesaggio esterno.
Dalle fessure fra gli avvolgibili trapelavano solitamente riflessi di colore bianco e grigio metallizzato,
quelli delle nostre due auto. Ma questa volta intravedevo solo riflessi metallizzati contro il grigio
dell'asfalto.
Sollevai gli avvolgibili. La macchina di Cynthia non c'era.
Ma che cavolo? mormorai fra i denti.
Poi imboccai il corridoio, scalzo e senza camicia, e aprii la porta di Grace. Grace non si alzava
mai cos presto e avevo ogni ragione per credere di trovarla ancora a letto.
Le coperte erano gettate all'indietro, il letto era vuoto.
Avrei semplicemente potuto urlare il nome di mia moglie, o di mia figlia, dalla cima delle scale,
ma era ancora molto presto e temendo che fossero ancora da qualche parte in casa, addormentate, non
volevo svegliarle.
Feci capolino nello studio, lo trovai vuoto, e cos scesi in cucina.
Sembrava esattamente come l'avevamo lasciata la sera prima. Pulita, ogni cosa al suo posto.
Nessuno aveva fatto colazione di buon'ora prima di mettersi in moto.
Aprii la porta del seminterrato e stavolta mi decisi a urlare.
Cyn!
Era sciocco, lo so, dato che la sua auto non c'era, ma l'intera faccenda mi sembrava senza senso
e, inconsciamente, ero convinto che fosse stata rubata. Sei quaggi? Attesi un istante, poi: Grace!.
Quando aprii la porta d'ingresso, trovai ad attendermi il giornale.
Era difficile scrollarmi di dosso la sensazione che stessi rivivendo un episodio della vita di
Cynthia.
Ma questa volta, a differenza di venticinque anni prima, c'era un biglietto.
Era ripiegato e infilato fra sale e pepe sul tavolo della cucina.
Lo presi in mano e spiegai il foglio. Era scritto a mano e la calligrafia era indiscutibilmente
quella di Cynthia.
Terry, me ne vado.
Non so dove e non so per quanto. So solo di non poter rimanere qui un minuto di pi.
Non ti odio. Ma leggo il dubbio nei tuoi occhi, e la cosa mi distrugge. Mi sembra di impazzire,
nessuno mi crede. So bene che la Wedmore non sa ancora bene cosa pensare di me.
Cosa succeder ancora? Chi entrer in casa nostra? Chi ci spier dalla strada? Chi sar il
prossimo a morire?
Non voglio che sia Grace. Perci la porto con me. Immagino tu sia in grado di badare a te
stesso. Chi lo sa. Magari, con me lontana, ti sentirai pi al sicuro.
Voglio andare a cercare mio padre, ma non so minimamente da dove cominciare. Credo che sia
vivo. Forse  questo che Abagnall aveva scoperto quando  andato a trovare Vince. Non so proprio.
So solo che ho bisogno di un po' di tempo, lo e Grace dobbiamo tornare a comportarci da madre
e figlia, senza doverci preoccupare di nient'altro che del nostro rapporto.
Non terr acceso molto spesso il cellulare. So che in tal modo potrebbero rintracciare la mia
posizione Ma controller ogni tanto per vedere i messaggi. Forse a un certo punto me la sentir di
parlare con te. Ma non adesso.
Chiama la scuola, di' che Grace sar assente per un po'.
Io non chiamer il negozio. Che Pamela pensi quel che vuole.
Non cercarmi.
Ti amo ancora, ma in questo momento non voglio che tu mi trovi.
B. Cyn.
La lessi tre volte, forse quattro. Poi tirai su il telefono e la chiamai sul cellulare, incurante di
quanto aveva scritto. Scatt subito la segreteria e lasciai un messaggio: Cyn, ti prego. Chiamami.
E poi sbattei gi la cornetta. Merda! urlai. Merda!
Andai avanti e indietro per la cucina, incerto sul da farsi.
Aprii la porta, arrivai in fondo al viale d'ingresso, sempre a torso nudo, e scrutai su e gi per la
strada, come se qualche intervento divino potesse rivelarmi in che direzione fosse andata. Tornai in
casa, afferrai nuovamente il telefono e, come in trance, composi il numero che facevo sempre quando
avevo bisogno di parlare con qualcuno che le voleva bene quanto me.
Avevo fatto il numero di Tess.
E solo quando il telefono squill tre volte senza risposta, mi resi conto dell'incredibile errore
commesso e, sedendomi al tavolo della cucina, scoppiai a piangere. Con i gomiti appoggiati sul tavolo,
affondai il viso fra le mani e mi lasciai andare alle lacrime.
Non so per quanto tempo rimasi seduto da solo al tavolo della cucina, dando sfogo al dolore.
Abbastanza da capire che non mi erano rimaste pi lacrime, immagino. Una volta esaurita la riserva,
non ebbi altra scelta che cercare di escogitare un altro piano di azione.
Tornai al piano di sopra, finii di vestirmi, continuando a ripetermi alcune cose. La prima era che
Cynthia e Grace stavano bene. Nessuno le aveva rapite. E la seconda era che sicuramente Cynthia non
avrebbe permesso che accadesse niente di male a Grace, per quanto fosse sconvolta.
Cynthia amava Grace. Ma mia figlia cosa pensava? Sua madre che la svegliava nel cuore della
notte, le faceva impacchettare poche cose e sgattaiolava fuori di casa per non farsi sentire dal pap.
Cynthia doveva aver pensato dal profondo del cuore che fosse la cosa giusta da fare, ma si
sbagliava. Si sbagliava di grosso. Era sbagliato far vivere a Grace un'esperienza simile.
E forse anche per questo non ebbi alcuna remora a ignorare l'ordine di non cercarle.
Grace era mia figlia. Era sparita. E avevo tutte le intenzioni di cercarla. E di tentare di
riaggiustare le cose con mia moglie.
Rovistai fra i libri, trovai una mappa stradale del New England e dello Stato di New York e la
spiegai sul tavolo. Certe volte il sito internet delle mappe stradali non funzionava, soprattutto quando si
cercava di ingrandirle.
Lasciai scorrere lo sguardo da Portland fino a Providence, da Boston fino a Buffalo,
chiedendomi dove potesse essersi diretta Cynthia. Guardai la traiettoria Connecticut-Massachusetts, la
cittadina di Otis, i dintorni della cava. Non ce la vedevo dirigersi da quella parte. Non con Grace. E poi
a che scopo? Cosa poteva scoprire ritornando sul posto?
Scorsi il paesino di Sharon, dove abitava Connie Gormley, la donna uccisa in quel finto
incidente stradale, ma anche quello non aveva senso. Cynthia non aveva mai dato particolare
importanza a quel ritaglio di giornale, a differenza mia.
Non aveva senso che si fosse diretta l.
Forse la risposta non era su una mappa stradale. Forse bisognava partire da alcuni nomi. Gente
del passato. Gente a cui Cynthia poteva rivolgersi presa dalla disperazione, in cerca di risposte.
Tornai in sala, dove trovai le due scatole piene di ricordi dell'infanzia di Cynthia sul tavolino
davanti al divano. Visto lo scompiglio delle ultime settimane, non erano pi state rimesse al loro posto,
in fondo all'armadio.
Ricominciai a frugare a caso fra i ricordi, appoggiando sul tavolino vecchi ritagli e ricette che
non avevano alcun significato per me e che sembravano fondersi in un unico puzzle senza senso.
Ritornai in cucina e chiamai Rolly a casa. Era presto e forse non era ancora uscito per andare a
scuola. Mi rispose Millicent.
Ciao, Terry esclam. Che succede? Non vai a scuola oggi?
Rolly mi ha gi fatto sostituire risposi. Millicent, non hai sentito Cynthia, per caso?
Cynthia? No, Terry, che sta succedendo? Cynthia non  a casa?
Se n' andata. E ha portato via Grace.
Chiamo subito Rolly.
La sentii appoggiare il telefono e dopo qualche secondo udii la voce di Rolly. Cynthia se n'
andata?
Gi. Non so che cosa fare.
Merda. Avevo intenzione di chiamarla proprio oggi, per vedere come stava e chiederle se le
andava di parlare un po'. Non ti ha detto dove andava?
Rolly, se lo sapessi non ti avrei chiamato a quest'ora di mattina.
Okay, okay. Dannazione, non so che dire. Perch se n' andata? Avete litigato o cosa?
S, un po'. E colpa mia. E penso che per lei sia stata la goccia finale. Non si sentiva al sicuro in
casa, voleva proteggere Grace. Ma ha scelto il modo peggiore. Se la senti, o se la vedi, avvertimi
subito, okay?
D'accordo rispose Rolly. E se la trovi, fammelo sapere.
Subito dopo telefonai allo studio della dottoressa Kinzler.
Non c'era ancora nessuno, cos lasciai un messaggio, dicendo che Cynthia era sparita e
pregandola di richiamarmi sul fisso o sul cellulare.
L'unica persona che non contattai fu il detective Rona Wedmore.
Valutai per un attimo la questione, ma decisi di non farlo.
Non la si poteva certo considerare un'alleata.
In qualche modo capivo i motivi che avevano spinto Cynthia a scappare, ma non ero certo che
la Wedmore avrebbe fatto altrettanto.
E poi mi venne in mente un nome. Una persona che non conoscevo, con cui non avevo mai
parlato e che non avevo neanche mai visto da lontano. Eppure il suo nome continuava a spuntare fuori
da tutte le parti.
Forse era arrivato il momento di fare due chiacchiere con Vince Fleming.
Capitolo 32
Se mi fossi deciso a chiamare la detective Wedmore, avrei potuto chiederle dove potevo trovare
Vince Fleming, risparmiando un sacco di tempo. Aveva gi ammesso di conoscerlo di fama. Abagnall
ci aveva detto che Vince aveva una lunga lista di reati sulla fedina penale. Era anche sospettato di
essere il mandante di una serie di omicidi commissionati negli anni Novanta per vendicare l'uccisione
del padre. Ed era molto probabile che la polizia sapesse dove trovarlo.
Ma non volevo parlare con la Wedmore.
Mi misi al computer e cominciai la ricerca, digitando "Vince Fleming - Milford". Trovai un
paio di articoli sul giornale di New Haven risalenti agli ultimi anni, uno dei quali riferiva che l'uomo
era stato accusato di aggressione - aveva usato la faccia di qualcuno per aprire una bottiglia - ma era
stato rilasciato quando la vittima aveva deciso di ritirare la denuncia. Ero propenso a credere che ci
fosse ben altro dietro quella storia, ma l'edizione on-line del giornale certo non ne parlava.
Poi ne trovai un altro in cui si accennava al fatto che ci fosse lo zampino di Vince Fleming
dietro l'incremento di furti d'auto nel Sud del Connecticut. Possedeva un'officina meccanica da qualche
parte in citt e c'era anche una foto di lui mentre entrava in un locale chiamato Mike's, una di quelle
immagini leggermente sgranate scattate di nascosto.
Non ero mai stato in quel bar, ma ci ero passato davanti.
Tirai fuori le Pagine Gialle e cercai le officine meccaniche.
Dall'elenco non fu subito chiaro quale fosse di propriet di Vince Fleming, nessuna Officina
Vince, nessuna Autoriparazioni Fleming.
Potevo cominciare a telefonare a ogni meccanico della zona di Milford o potevo andare a
chiedere informazioni da Mike's. Magari qualcuno mi avrebbe dato una mano, o perlomeno mi avrebbe
detto il nome dell'officina in cui Vince riparava macchine e, a quanto pare, smistava pezzi di auto
rubate.
Pur non avendo particolarmente fame, sentivo il bisogno di mettere qualcosa nello stomaco,
cos infilai un paio di fette nel tostapane e ci spalmai sopra del burro d'arachidi. Mi infilai la giacca,
controllai di aver preso il cellulare e mi diressi verso la porta.
Quando la aprii, trovai Rona Wedmore sul punto di bussare.
Caspita esclam la donna, con il pugno alzato.
Sobbalzai. Mi ha spaventato a morte esclamai.
Signor Archer mi salut lei, impassibile, evidentemente molto meno spaventata di me.
Salve. Stavo proprio per uscire.
C' la signora Archer? Non vedo la macchina.
E fuori. Posso aiutarla? Ci sono novit?
No rispose. Quando sar di ritorno?
Non glielo so dire. Per cosa voleva parlarle?
La Wedmore ignor la domanda. Sa se  al lavoro?
Forse.
Sa una cosa? Magari le do un colpo di telefono. Dovrei essermi segnata il suo numero di
cellulare disse, estraendo un bloc-notes.
Non risponde Mi interruppi di colpo.
Non risponde al telefono? chiese, finendo la frase per me. Vediamo se  vero. Compose il
numero di Cynthia, accost il cellulare all'orecchio, attese qualche istante e poi chiuse la
comunicazione. Ha ragione. Non le va di rispondere al telefono?
Qualche volta risposi.
Quando  uscita la signora Archer? domand.
Questa mattina.
Perch sono passata da queste parti verso l'una di notte, ho finito il turno molto tardi, e la sua
macchina non c'era
Merda. Cynthia doveva essersene andata prima di quanto pensassi.
Davvero? Perch non  passata a farci un saluto?
Dov', signor Archer?
Non lo so. Ripassi nel pomeriggio. Forse la trover. Una parte di me desiderava il suo aiuto,
ma temevo di peggiorare ulteriormente la situazione di Cynthia.
Di nuovo quel giochetto con la lingua contro l'interno della guancia. Ha portato anche Grace
con s? domand.
Al momento non mi venne in mente niente da dire, perci mi limitai a mormorare: Devo
proprio andare.
Ha l'aria preoccupata, signor Archer. E sa una cosa? Ne ha tutte le ragioni. Sua moglie 
incredibilmente sotto pressione. Voglio che mi contatti non appena si far viva.
Non capisco di cosa la stia accusando ribattei. E lei la vittima qui. E lei che  stata derubata
della famiglia. Prima i suoi genitori e suo fratello, adesso sua zia.
La Wedmore mi punt un dito contro il petto. Mi chiami ripet, porgendomi un altro dei suoi
biglietti da visita prima di avviarsi all'auto.
Pochi secondi dopo ero al volante, diretto a ovest verso Bridgeport Avenue, nel quartiere di
Devon. Ero passato davanti a Mike's centinaia di volte, una piccola costruzione di mattoni a poca
distanza dal supermercato 7-Eleven, con l'insegna al neon che correva verticale proprio sopra la porta
d'entrata. Le vetrine sul davanti erano decorate con pubblicit di birra Coors e Budweiser.
Parcheggiai dietro l'angolo e mi avvicinai al locale, domandandomi se fosse gi aperto a
quell'ora di mattina, ma una volta dentro mi resi conto che per qualcuno non  mai troppo presto per
bere.
Nella fioca luce del bar scorsi circa una dozzina di avventori, due che chiacchieravano
appollaiati sugli sgabelli al bancone, il resto sparpagliato ai vari tavoli. Mi avvicinai a poca distanza dai
due tizi, e mi appoggiai al bancone, finch non attirai l'attenzione del barista, un tizio tarchiato con una
camicia a scacchi.
Desidera? mi chiese, con una tazza bagnata in mano e uno strofinaccio nell'altra. Poi prese ad
asciugare la tazza.
Salve dissi. Sto cercando una persona, penso che venga spesso nel suo locale.
Abbiamo sempre un sacco di gente ribatt il barista. Ce l'ha un nome?
Vince Fleming.
Il barista aveva una faccia da giocatore di poker. Non fece una piega, non inarc neanche un
sopracciglio. Ma non rispose neanche, non subito perlomeno.
Fleming, Fleming mormor. Non mi sembra.
Ha un'officina da queste parti spiegai. Sono certo che se fosse suo cliente se lo
ricorderebbe.
D'un tratto mi resi conto che i due tizi al banco si erano zittiti.
Di cosa si tratta? chiese il barista.
Sorrisi, cercando di essere gentile. Si tratta di una faccenda personale risposi. Ma le sarei
estremamente grato se potesse dirmi dove posso trovarlo. Aspetti. Afferrai il portafoglio, lottando per
estrarlo dalla tasca dei jeans. Una manovra decisamente goffa, che avrebbe fatto sfigurare persino il
tenente Colombo. Posai una banconota da dieci sul bancone.
E un po' presto per bere, ma sarei felice di pagarle il disturbo.
Uno dei tizi al banco era scivolato via. Forse doveva andare al bagno.
Si tenga pure i suoi soldi ribatt il barista. Se vuole lasciare il nome, la prossima volta che
viene glielo dir.
Se mi potesse almeno dire dove lavora. Senta, non voglio creargli problemi. Vorrei solo
chiedergli se ha visto una persona che sto cercando.
Il barista soppes il da farsi, poi decise che l'officina di Fleming era probabilmente conosciuta a
molti, perci disse:
Dirksen Garage. Sa dove si trova?.
Scossi il capo.
Attraversato il ponte, a Stratford mi comunic. Mi disegn una piccola mappa su un
tovagliolino.
Tornato fuori, indugiai qualche istante sulla soglia per dare tempo agli occhi di abituarsi alla
luce del giorno, poi mi avviai alla macchina. Il Dirksen Garage era a un paio di chilometri e ci arrivai in
due minuti. Continuavo a guardare nello specchietto retrovisore, temendo che Rona Wedmore mi stesse
seguendo, ma non notai nessuna macchina sospetta.
Il Dirksen Garage era all'interno di un edificio a un piano, con uno spiazzo asfaltato sul davanti
in cui era parcheggiato un carro attrezzi nero. Posteggiai, oltrepassai un maggiolino con il muso
sfondato e una Ford Explorer senza portiere, ed entrai.
Mi ritrovai in un piccolo ufficio, oltre il quale si apriva uno stanzone pi vasto, disseminato di
una mezza dozzina di auto a vari stadi di riparazione. Alcune avevano una prima mano di vernice, altre
erano ricoperte di carta in preparazione della verniciatura, un paio senza parafanghi. Un forte odore di
solventi chimici mi colp le narici arrivandomi dritto al cervello.
La giovane donna seduta alla scrivania mi domand chi fossi.
Devo vedere Vince dissi.
Non c'.
 importante insistetti. Mi chiamo Terry Archer.
Di cosa si tratta?
Avrei potuto rispondere che si trattava di mia moglie, ma questo l'avrebbe messa in allarme.
Quando un uomo va in cerca di un altro, affermando che si tratta della propria moglie,  difficile
pensare che non ci siano guai in vista.
Perci risposi: Ho bisogno di parlargli.
Ma poi di cosa, esattamente, gli avrei parlato? Ci avevo pensato? Avrei potuto esordire con:
Ha visto mia moglie? Si ricorda di lei? La conosceva come Cynthia Bigge. Avevate un appuntamento
la sera in cui la sua famiglia  scomparsa.
E una volta rotto il ghiaccio, avrei potuto proseguire dicendo:
Per caso lei c'entra niente con quella storia? Non  che per caso ha ficcato sua madre e suo
fratello in una macchina e li ha fatti precipitare in una cava abbandonata?.
Avrei fatto meglio a elaborare una sorta di piano. Ma l'unica cosa a cui riuscivo a pensare era
che mia moglie mi aveva lasciato, che la stavo cercando in lungo e in largo e che quella era la mia
prima tappa.
Come le ho gi detto, il signor Fleming non c' al momento disse la donna. Ma gli far
avere il messaggio.
Il mio nome  Terry Archer ripetei. Le lasciai il numero di casa e di cellulare. Avrei urgente
bisogno di parlargli.
S, gi, lei e un sacco di altra gente.
Me ne andai dal Dirksen Garage. Rimasi per un attimo fermo al sole, pensando: "E adesso,
coglione?".
L'unica certezza era che avevo bisogno di un caff. Magari, bevendo un caff, mi sarebbe
venuta qualche idea intelligente.
C'era una tavola calda a un isolato di distanza, perci mi incamminai.
Ordinai un caff con zucchero e panna e mi sedetti a un tavolo disseminato di involucri di
donuts. Li spazzai via con la mano, attento a non sporcarmi di zucchero a velo o di glassa e tirai fuori il
cellulare.
Riprovai a chiamare Cynthia, trovai la segreteria e lasciai un altro messaggio: Tesoro,
chiamami, ti prego.
Stavo facendo scivolare il telefono nella tasca della giacca, quando prese a squillare. Pronto?
Cyn?
Signor Archer?
S?
Sono la dottoressa Kinzler.
Oh,  lei. Pensavo fosse Cynthia. Ma grazie di avermi richiamato.
Nel messaggio diceva che sua moglie  scomparsa?
Se n' andata nel cuore della notte risposi. Con Grace.
Silenzio dall'altra parte della linea. Pensai che fosse caduta la comunicazione. Pronto?
S, ci sono. Non si  messa in contatto con me. Penso proprio che sia il caso di trovarla, signor
Archer.
Oh, grazie. Questo s che mi  d'aiuto. E proprio quel che sto cercando di fare.
Volevo solo dire che sua moglie  in uno stato di forte tensione emotiva ultimamente. Ha
subito un grande stress. Non sono sicura che sia del tutto stabile. Non credo che sia la situazione ideale
per sua figlia.
Cosa vorrebbe dire?
Non voglio dire niente. Penso solo che sia meglio trovarla il pi presto possibile. Se si metter
in contatto con me, le consiglier vivamente di tornare a casa.
Non si sente al sicuro, a casa.
Allora faccia in modo che si senta al sicuro ribatt la Kinzler. Mi scusi, ho un'altra
chiamata.
E interruppe la comunicazione. "Utile come sempre" pensai.
Avevo gi ingollato met del caff prima di rendermi conto che era amaro e imbevibile, cos
gettai via quel che rimaneva e uscii dal locale.
Un SUV rosso sbuc sgommando da dietro l'angolo e si arrest bruscamente di fronte a me. Le
portiere dalla parte del passeggero si spalancarono simultaneamente e ne balzarono fuori due tizi
dall'aria losca, lo stomaco prominente, jeans macchiati, giubbotto e maglietta sudicia, uno pelato e uno
con dei capelli biondastri unti e sporchi.
Sali ordin il Pelato.
Come, scusi? dissi.
L'hai sentito si intromise il Biondo. Sali su quella cazzo di macchina.
Neanche per sogno ribattei, arretrando verso la tavola calda.
Si lanciarono in avanti all'unisono, afferrandomi ognuno per un braccio. Ehi! esclamai
mentre mi trascinavano verso lo sportello posteriore del SUV. Non potete farlo! Non potete rapire la
gente cos, per strada!
Mi buttarono all'interno e finii riverso a terra sul retro della vettura. Il Biondo sal davanti, il
Pelato dietro, immobilizzandomi con uno stivale sulla schiena. Mentre mi appiattivo a terra scorsi di
sfuggita un terzo uomo al volante.
Per un attimo, sai che cosa ho pensato che avrebbe detto? chiese il Pelato al compare.
Che cosa?
Qualcosa tipo: "Toglietemi le mani di dosso!". E si scompisciarono dalle risate.
A dire il vero, era proprio quello che stavo per dire.
Capitolo 33
Come insegnante di lettere, non avevo molta esperienza di brutti ceffi che ti agguantavano
all'uscita da una tavola calda e ti gettavano sul retro di un SUV.
Stavo imparando, molto rapidamente, che nessuno era particolarmente interessato a quel che
avevo da dire.
Sentite esclamai dal fondo della vettura. State facendo un errore. Cercai di girarmi un po'
di lato, per poter dare almeno una sbirciatina al Pelato che mi stava schiacciando con lo stivale.
Chiudi quella cazzo di bocca replic questi, guardandomi.
Sto solo dicendo proseguii che non sono il tipo di persona che pu interessarvi, non ho
intenzione di causarvi alcun problema. Per chi mi avete preso? Per il membro di una gang? Un
poliziotto? Sono solo un insegnante!
Dal sedile davanti il Biondo borbott: Cazzo, li odiavo tutti, i miei insegnanti. Meriteresti di
essere accoppato gi solo per quello.
Mi spiace, lo so che ci sono un sacco di insegnanti di merda, ma quel che voglio dire  che non
c'entro proprio niente con
Il Pelato sospir, si apr la giacca ed estrasse una pistola che probabilmente non era la pi
grossa al mondo ma, dalla mia posizione, mi sembr un cannone. Me la punt alla testa.
Se ti sparo qui in macchina, il capo si incazzer perch sporcherai tutto di sangue e materia
cerebrale, ma quando gli spiegher che ho dovuto farlo perch non chiudevi il becco, penso che
capir.
Decisi di seguire il consiglio.
Non ci voleva Sherlock Holmes per capire che tutto era nato dalle domande che avevo fatto in
giro su Vince Fleming. Magari uno di quei tizi al bar Mike's aveva fatto una chiamata. Magari il barista
aveva telefonato all'officina ancora prima che io ci andassi. Dopodich qualcuno aveva sguinzagliato
quei tre energumeni perch scoprissero cosa volevo da Vince Fleming.
Solo che nessuno mi chiedeva niente.
Magari non gliene importava. Magari il fatto che fossi andato in giro a fare domande bastava.
Vai in giro a chiedere di Vince e finisci sul retro di un SUV e nessuno ti vede pi.
Cominciai a pensare a una via d'uscita. Ero da solo contro tre tizi grandi e grossi. A giudicare
dai chili di troppo, magari non erano in gran forma fisica, ma che importanza aveva in presenza di una
pistola? Sapevo per certo che almeno uno di loro era armato ed era ragionevole dedurre che anche gli
altri due lo fossero. Sarei riuscito a strappare la pistola al Pelato, sparargli e poi buttarmi gi dall'auto
in corsa?
Neanche fra un milione di anni.
La pistola era sempre in mano al Pelato, appoggiata su un ginocchio. L'altra gamba continuava
a schiacciarmi e lo stivale mi aveva lasciato un'impronta di fango sui jeans.
Il Biondo e l'autista stavano parlando, niente a che vedere con me, parlavano di una partita della
sera prima. D'un tratto sentii il Biondo sbraitare: E quello che cazzo ?.
Un ed rispose l'altro.
Lo vedo che  un ed. E proprio quello che mi preoccupa. Non avrai intenzione di metterlo?
Certo che lo metto.
Sentii il ronzio del ed infilato nel lettore.
Non ci posso credere esclam il Biondo.
Che c'? domand il Pelato.
Prima che qualcuno potesse rispondere, attacc la musica.
Uno stacco musicale e poi le parole "Why do birds suddenly appear every Urne you are
near?".
Porca puttana esclam il Pelato. Non saranno quei cazzo di Carpenters?
Ehi esclam l'autista. Falla finita. Ci sono cresciuto con i Carpenters.
Cristo borbott il Biondo. La pollastrella che canta non  quella che non mangiava mai?
Gi rispose il tizio al volante. Era anoressica.
Quelle come lei dovrebbero farsi un hamburger di tanto in tanto osserv il Pelato.
Possibile che tre tizi intenti a discutere di musica anni Settanta stessero veramente progettando
di portarmi da qualche parte per farmi fuori? L'atmosfera nella macchina non sarebbe stata un po' pi
tetra? Per un attimo provai sollievo. Poi ripensai a quella scena di Pulp fiction in cui Samuel L. Jackson
e John Travolta discutono di come si chiama il Big Mac a Parigi, proprio prima di salire in un
appartamento e far fuori uno. E quei tizi non avevano neanche la loro classe. Anzi, a dire il vero,
sentivo un odore sgradevole di sudore in tutta la macchina.
E cos che sarebbe finita? Sul retro di un SUV? Un attimo prima stai bevendo caff in una
tavola calda, cercando di ritrovare tua moglie e tua figlia, e l'attimo dopo ti ritrovi a fissare la canna di
una pistola, chiedendoti se le ultime parole che sentirai saranno "They long to be dose to you"?
La vettura svolt un paio di volte, attravers delle rotaie, dopodich mi sembr procedere in
pendenza, come se stessimo scendendo verso il litorale.
Poi rallent, dopo aver compiuto una curva a gomito, sobbalz un paio di volte e si ferm. Dal
finestrino riuscivo a vedere solo il cielo e parte di una casa. Quando l'autista spense il motore, udii
distintamente i gabbiani.
Okay disse il Pelato, abbassando lo sguardo su di me.
Voglio che ti comporti bene. Adesso scendiamo dalla macchina, saliamo le scale ed entriamo
in casa, e se cerchi di scappare o di gridare per chiedere aiuto, o qualunque altra cosa da mentecatto, ti
faccio davvero male. Hai capito?
S risposi.
Il guidatore e il Biondo erano gi fuori. Il Pelato apr la portiera e scese. Io mi tirai su e scivolai
fuori dietro di lui.
Eravamo parcheggiati nel viale d'accesso fra due ville. Ero quasi certo di trovarmi a East
Broadway. Erano le tipiche costruzioni di quelle parti e, dando un'occhiata verso sud fra le case, scorsi
la spiaggia e lo Stretto di Long Island. Quando intravidi Charles Island al largo, ne ebbi la conferma.
Il Pelato mi fece segno di prendere una rampa di scale esterne che risaliva lungo la facciata
laterale dell'edificio giallo pallido. Il pianterreno era occupato quasi interamente da un garage. Il
Biondo e l'autista mi precedettero, mentre il Pelato chiudeva la processione. I gradini erano disseminati
di sabbia, che crepitava sotto le scarpe. In cima alle scale l'autista apr una porta a zanzariera ed
entrammo tutti in un vasto locale delimitato da vetrate scorrevoli che si affacciavano sulla spiaggia.
Subito oltre la porta c'erano delle poltrone, un divano, uno scaffale stracolmo di romanzi tascabili, e in
fondo alla stanza scorsi un tavolo e una cucina addossata alla parete.
Un uomo tarchiato era in piedi davanti alla cucina a gas, di spalle, con una padella in una mano
e una spatola di legno nell'altra.
Eccolo qui annunci il Biondo.
L'uomo annu, senza dire una parola.
Aspettiamo gi in macchina disse il Pelato e fece cenno agli altri due di seguirlo. I tre si
allontanarono e sentii i loro stivali sulle scale.
Rimasi immobile in mezzo alla stanza. Normalmente mi sarei girato ad ammirare la vista dalle
vetrate, magari sarei anche uscito sul terrazzo per prendere una boccata di aria salmastra.
Invece, rimasi a fissare la schiena dell'uomo.
Vuoi delle uova? mi domand.
No, grazie risposi.
Non c' problema ribad. Come le vuoi? Fritte, strapazzate, all'occhio di bue?
No, ma grazie lo stesso risposi.
Mi alzo un po' tardi, talvolta  quasi ora di pranzo quando faccio colazione prosegu l'uomo.
Apr una credenza e prese un piatto, vi trasfer sopra le uova strapazzate, aggiunse delle salsicce che
erano appoggiate su un tovagliolo di carta, poi apr un cassetto e prese una forchetta e un coltello da
carne.
Si volt e si avvicin al tavolo, tir indietro una sedia e si sedette.
Doveva avere all'inarca la mia et, ma obiettivamente era messo peggio. Aveva la faccia
butterata, una cicatrice di due centimetri sopra l'occhio destro e i capelli, che un tempo dovevano essere
stati neri, pieni di fili grigi. Indossava una maglietta nera infilata dentro un paio di jeans dello stesso
colore. E dal bordo della manica destra si scorgeva parte di un tatuaggio, anche se non riuscii a capire
cosa fosse. Lo stomaco gli premeva contro la maglietta e quando si sedette sospir per lo sforzo.
Mi indic con un cenno della testa la sedia di fronte. Mi avvicinai con cautela e mi sedetti. Lui
rovesci la bottiglia del ketchup a testa in gi e attese finch un'enorme cucchiaiata di salsa non atterr
accanto alle uova con salsicce.
Allungando una mano verso la tazza di caff di fronte, mi domand: Caff?.
No risposi. L'ho appena preso alla tavola calda.
Quella vicino alla mia officina?
S.
Non lo fanno molto buono l osserv.
No, infatti. Ne ho buttata la met.
Ci conosciamo? mi domand, infornando una forchettata di uova.
No risposi.
Ma vai in giro a chiedere di me. Prima da Mike's, poi all'officina.
S risposi. Non era mia intenzione allarmarla.
"Non era mia intenzione" mi fece il verso. L'uomo che ormai ero certo essere Vince
Fleming infilz una salsiccia con la forchetta, ne tagli un pezzo con il coltello e se lo ficc in bocca.
Be', quando la gente va in giro a fare domande su di me, mi comincio a innervosire.
Ho sbagliato a non pensarci.
Dato il genere di affari che tratto, talvolta mi imbatto in persone con pratiche poco ortodosse.
Certo mormorai.
Cos quando un emerito sconosciuto comincia a chiedere di me in giro, preferisco organizzare
una riunione dove mi sento in posizione di vantaggio.
S, lo immagino.
Allora si pu sapere chi cazzo sei?
Terry Archer. Lei conosce mia moglie.
Conosco tua moglie ripet, come a dire: "E allora?".
Cio non adesso, un sacco di tempo fa.
Fleming mi guard accigliato, addentando un altro pezzo di salsiccia. Che significa? Ho fatto
lo scemo con la tua signora o cosa? Senti, non  colpa mia se non riesci a soddisfare la tua donna e lei 
costretta a rivolgersi a me.
No, niente del genere obiettai. Mia moglie si chiama Cynthia. All'epoca la conosceva con il
nome di Cynthia Bigge.
Si ferm a met boccone. Oh, merda. Amico, era un casino di anni fa.
Venticinque confermai.
Ce ne hai messo di tempo per farti vivo osserv Vince Fleming.
Ci sono stati degli sviluppi, recentemente replicai. Immagino sappia di quella sera.
S. L'intera famiglia svanita nel nulla.
Esatto. Hanno appena ritrovato i corpi della madre e del fratello di Cynthia.
Todd?
Esatto.
Conoscevo Todd.
Ah, s?
Fleming si strinse nelle spalle. Un po'. Voglio dire, eravamo a scuola insieme. Era un tipo a
posto. Vers altro ketchup sulle uova.
Non  curioso di sapere dove li hanno trovati? domandai.
Sono certo che stai per dirmelo.
Erano nell'auto della madre di Cynthia, una Ford Escort gialla, in fondo a una cava in disuso,
su nel Massachusetts.
Sta scherzando?
No.
Saranno stati l da un pezzo osserv Vince. Ed  stato ancora possibile identificarli?
DNA risposi.
Vince scosse il capo, ammirato. Fottutissimo DNA. Dove saremmo senza il DNA? Fin una
salsiccia.
E la zia di Cynthia  stata assassinata soggiunsi.
Vince restrinse gli occhi a due fessure. Mi pare che Cynthia me ne avesse parlato. Bess?
Tess.
Gi. Com' morta?
L'hanno accoltellata nella sua cucina.
Hmm mormor Vince. C' qualche ragione per cui mi stai raccontando tutto ci?
Cynthia  scomparsa replicai. Ecco se n' andata. Con nostra figlia. Abbiamo una figlia
che si chiama Grace. Ha otto anni.
Mi dispiace.
Ho pensato che potesse essere passata qui a cercarla. Sta cercando delle risposte a quanto 
successo quella notte e pensavo che potesse essere venuta da lei.
E io cosa potrei saperne?
Non lo so. Ma lei  stato probabilmente l'ultima persona ad aver visto Cynthia quella sera, a
parte i suoi. E aveva avuto uno scontro con Clayton, prima che lui la riportasse a casa.
Accadde tutto cos rapidamente, che quasi non me ne accorsi.
Vince Fleming allung una mano sul tavolo, mi afferr il polso destro, tirandolo a s, mentre
con l'altra mano agguant il coltello che aveva usato per le salsicce e affond la lama nel legno fra il
mio medio e l'anulare.
Cristo! urlai.
La stretta di Vince sul mio polso era una morsa d'acciaio che mi immobilizzava al tavolo. Non
mi piace quello che stai insinuando sibil.
Stavo ansimando troppo per rispondere. Continuavo a fissare il coltello, per assicurarmi che non
mi avesse trapassato la mano.
Ho una domanda per te prosegu Vince a voce bassa, sempre tenendomi il polso e lasciando il
coltello infilzato in verticale fra di noi. C' un altro tizio che va in giro a fare domande su di me. Ne
sai niente?
Che tizio? chiesi.
Sui cinquanta, un piccoletto, con l'aria da investigatore. Faceva domande, anche se non in
maniera esplicita come te.
Potrebbe trattarsi di un certo Abagnall risposi. Denton Abagnall.
Come fai a conoscerlo?
Cynthia l'aveva assunto. Voglio dire, io e Cynthia l'avevamo assunto.
Per indagare su di me?
No, cio, non in particolare. Per cercare di scoprire cosa fosse successo alla famiglia di
Cynthia.
E questo significava fare domande su di me?
Deglutii a fatica. Secondo lui valeva la pena indagare un po' pi a fondo.
Ah, davvero? E che cosa ha scoperto?
Niente risposi. Cio, anche se avesse scoperto qualcosa, non lo sappiamo. E non lo
scopriremo mai.
Ah, s? E come mai? si inform Fleming.
O non ne sapeva niente, o aveva la miglior faccia da poker che conoscessi.
Perch  morto replicai. Ucciso anche lui. In un parcheggio a Stamford. Pensiamo che la sua
morte c'entri con l'omicidio di Tess.
I ragazzi mi hanno riferito anche di una poliziotta che  venuta a ficcare il naso. Nera, piccola
e grassa.
La Wedmore spiegai. E la detective incaricata delle indagini.
Bene mormor Fleming, lasciandomi il polso e staccando il coltello dal tavolo. Davvero
tutto molto interessante, ma non me ne frega un cazzo.
Allora non ha visto mia moglie insistetti. Non  passata da qui o all'officina a parlare con
lei?
No rispose lui in tono incolore, fissandomi negli occhi come a sfidarmi a contraddirlo.
Io ressi il suo sguardo. Spero che lei mi stia dicendo la verit, signor Fleming. Perch farei
qualunque cosa per riportare mia moglie e mia figlia sane e salve a casa.
Si alz dalla sedia e aggir il tavolo, avvicinandosi. Devo prenderla come una minaccia?
Sto solo dicendo che quando si tratta della propria famiglia anche individui innocui come me,
senza il suo potere o le sue conoscenze, sono disposti a tutto.
Mi afferr per i capelli e si chin su di me, arrivandomi con la faccia a pochi centimetri. Il suo
alito sapeva di salsiccia e ketchup.
Sentimi bene, testa di cazzo, hai idea di chi stai minacciando? Quei ragazzi che ti hanno
portato qui hai una vaga idea di quel che possono farti? Potresti finire a pezzi in una betoniera.
Potresti essere gettato al largo dello stretto. Potresti
Ehi, non puoi salire! sentii urlare dalle scale uno dei tre scagnozzi di Vince.
Poi una voce femminile che ribatteva: Andate a farvi fottere!.
Infine dei passi sulle scale.
Stavo fissando la faccia di Vince e non vedevo la porta, ma senti che si spalancava e una voce
familiare esclam: Ehi, Vince, hai visto mia madre? Perch non.
Vedendo che Vince era in compagnia, si interruppe bruscamente.
Avrei un po' da fare, se non ti dispiace replic Vince. E non so dove diavolo sia tua madre.
Prova al centro commerciale.
Merda, Vince, che stai facendo al mio prof? esclam la stessa voce.
Anche con le dita grassocce di Vince affondate nei capelli, riuscii a voltare la testa quel tanto da
riconoscere il volto di Jane Scavullo.
Capitolo 34
Il tuo prof? ripet Vince, senza lasciare la presa dei capelli.
Che prof?
Il prof di scrittura creativa spieg Jane. Se vuoi picchiare qualche insegnante, ce ne sono
altri da cui dovresti cominciare. Lui  il professor Archer. In assoluto il meno stronzo di tutti. Si
avvicin. Salve professor Archer.
Ciao, Jane dissi.
Quando ritorner a scuola? mi domand. Il tizio che la sostituisce  un idiota totale. Stanno
tutti marinando le lezioni. E persino peggiore della balbuziente. A nessuno frega niente se viene o
meno. Ha sempre qualcosa incastrato fra i denti. Cerca di ravanare con un dito, in fretta, pensando che
nessuno se ne accorga, ma  patetico. Notai che Jane, fuori dalla scuola, non era cos timida.
Si rivolse a Vince, chiedendogli con aria noncurante: Che sta succedendo?.
Perch non vai a fare un giro, Jane? ribatt Vince.
Hai visto mia madre?
Penso che sia all'officina. Perch?
Mi servono dei soldi.
Per cosa?
Della roba.
Che roba?
Della roba.
Quanto ti serve?
Jane Scavullo si strinse nelle spalle. Quaranta? Vince Fleming mi lasci i capelli e infil la
mano in tasca per prendere il portafoglio. Tir fuori due banconote da venti e le porse a Jane.
E questo il tizio di cui mi parlavi? domand. Quello a cui piacciono i tuoi temi?
Jane annu. Dall'aria rilassata dedussi che lo aveva gi visto usare questo genere di trattamento.
Solo che stavolta si trattava del suo insegnante. Proprio cos. Perch te la stai prendendo con lui?
Senti, tesoro. Non mi va di parlarne con te.
Sto cercando mia moglie intervenni. Se n' andata con mia figlia e sono molto preoccupato.
Pensavo che tuo pa che Vince potesse aiutarmi.
Non  mio padre ribatt Jane. Sta con mia madre da un po'. Si volt verso Vince. Senza
offesa, eh, Vince. Non sei mio padre, ma ti trovo davvero a posto. Poi torn a parlare con me. Si
ricorda quel tema che ho scritto su quel tizio che mi preparava le uova?
Ci riflettei un istante. S, me lo ricordo.
Be', mi sono ispirata a Vince. E una brava persona. Sorrise, constatando quanto suonasse
paradossale la sua affermazione.
Ecco, per me, perlomeno. Ma se lei sta solo cercando di rintracciare sua moglie e sua figlia,
perch Vince  cos incazzato?
Tesoro mormor Vince.
Jane gli arriv a pochi centimetri dal viso. Sii gentile con lui o sono fottuta. E l'unica materia
in cui prendo voti decenti. Se vuole aiuto per trovare moglie e figlia perch non gli dai una mano? Se
non rientra a scuola fino a che non le ha trovate, mi tocca stare a guardare quel tizio che si toglie la
roba dai denti, e non solo non aiuta granch la mia formazione culturale, ma mi fa anche vomitare.
Vince le circond le spalle con un braccio e l'accompagn alla porta. Non sentii quel che le
diceva, ma poco prima di uscire, Jane si volt verso di me. Ci vediamo, professor Archer.
Ciao, Jane risposi. La porta si chiuse e non riuscii a sentire i suoi passi che si allontanavano
per le scale.
Vince ritorn al tavolo con un atteggiamento molto meno aggressivo di prima, e si sedette.
Aveva l'aria imbarazzata e non parl subito.
E una brava ragazza mormorai.
Vince annu. Gi, proprio cos. Io e sua madre stiamo insieme. Ecco, sua madre  un po'
strana, ma Jane  in gamba. Le serve solo un po' di come la chiamate stabilit, nella vita. Non ho
mai cresciuto un bambino e allora la considero un po' mia figlia.
Sembrate andare molto d'accordo osservai.
Mi gira come cazzo vuole replic sogghignando. Parla sempre di te. Non avevo collegato il
nome all'inizio, ma  sempre l che dice "il professor Archer qui, il professor Archer l".
Davvero? ribattei, meravigliato.
Dice che l'hai incoraggiata. A scrivere.
Jane  piuttosto brava.
Indic gli scaffali stipati di libri. Mi piace molto leggere, non sono un tipo istruito, ma mi
piace leggere. Specialmente le biografie. Qualche libro di avventura. L'ammiro la gente che riesce a
mettersi seduta a scrivere un libro intero. Cos quando Jane mi ha detto che secondo te aveva la stoffa
per fare la scrittrice, ho pensato che poteva essere una bella cosa.
Ha stile.
Eh?
Sa, quando si leggono certi autori e si capisce che si tratta di loro, anche senza vedere il nome
sulla copertina?
Certo.
Quello  lo stile. E Jane ce l'ha.
Vince annu. Senti mormor. Per quel che  successo prima
Nessun problema risposi cercando di raccogliere un po' di saliva in bocca, per poter deglutire.
Quando la gente comincia a fare domande, per uno come me pu essere un problema.
Che intende dire, uno come lei?
Intanto direi che potresti smetterla con questo "lei" esord Vince. Quel che voglio dire  che
non sono un insegnante di scrittura creativa. Non credo proprio che nel tuo lavoro ti sia mai capitato di
dover fare le cose che ho fatto io.
Come mandare dei tizi su un SUV a sequestrare la gente per strada? osservai.
Esattamente convenne Vince. Quel genere di cose.
Pausa. Vuoi del caff?
Grazie risposi. Volentieri.
Si avvicin alla cucina, mi vers una tazza di caff e ritorn al tavolo.
Che tu e quell'investigatore e anche quella poliziotta ve ne andiate in giro a fare domande su
di me continua a non piacermi disse.
Posso essere sincero, senza ritrovarmi con un coltello fra le dita o i capelli strappati? chiesi.
Lentamente Vince annu, senza staccarmi gli occhi di dosso.
Eri con Cynthia quella sera. Suo padre vi trov e la riport a casa. Meno di dodici ore dopo,
Cynthia si svegli e scopr di essere l'unica rimasta della famiglia. Probabilmente sei l'ultima persona
ad aver visto uno dei suoi famigliari vivo, a parte Cynthia stessa. E non so se ci sia stato un vero e
proprio scontro con Clayton Bigge, ma la situazione sar stata un po' tesa quando vi ha scoperti e ha
trascinato Cynthia a casa.
Mi interruppi un istante. Sono certo che la polizia ti avr interrogato all'epoca.
Gi.
E tu che cosa hai detto?
Non ho detto niente.
In che senso?
Nel senso che non ho detto niente. E una cosa che ho imparato dal mio vecchio, riposi in pace.
Mai rispondere alle domande dei poliziotti. Anche se sei innocente al cento per cento. Nessuno ci ha
mai guadagnato a parlare con gli sbirri.
Ma avresti potuto aiutarli a capire cos'era successo.
Non era un mio problema.
Ma cos la polizia non ha sospettato che fossi coinvolto? Rifiutandoti di parlare?
Forse. Ma non possono sbatterti dentro per un sospetto. Hanno bisogno di prove. E non ne
avevano. Se ne avessero avute, adesso non sarei qui a farmi questa bella chiacchierata.
Bevvi un sorso di caff. Caspita esclamai. Davvero ottimo.
Grazie disse. Ora, posso essere anch'io franco con te, senza paura che mi strappi i capelli?
sogghign.
Non credo tu abbia molto da temere risposi.
Mi  dispiaciuto all'epoca. Di non poter aiutare Cynthia. Perch lei era Non vorrei
offenderti, visto che sei suo marito.
Non c' problema.
Era davvero in gamba. Un po' incasinata come tutti a quell'et, ma niente paragonata a me.
All'epoca mi ero gi trovato nei casini con gli sbirri. Penso che Cynthia stesse attraversando la fase in
cui ti attirano i ragazzacci. Prima di incontrare te. Lo disse come se per Cynthia avessi rappresentato
una battuta d'arresto. Senza offesa.
Nessuna offesa.
Era una ragazzina dolce e mi  spiaciuto moltissimo per quel che le  successo. Te lo
immagini? Ti svegli una mattina e tutta la tua cazzo di famiglia  svanita. Avrei voluto fare qualcosa
per lei, davvero. Ma mio padre disse che avrei fatto meglio a starle alla larga. Che non avevo bisogno
di altri problemi. Che gli sbirri mi tenevano gi d'occhio; che con i miei trascorsi e con un padre
coinvolto nella stessa merda, era proprio quel che mi mancava, incasinarmi con una ragazza la cui
famiglia probabilmente era stata assassinata.
Lo posso capire dissi, scegliendo le parole con cura. Tuo padre non se la cavava male,
vero?
Economicamente, intendi?
S.
No, non se la cavava male. Finch ha potuto. Finch non l'hanno ucciso.
Ne ho sentito parlare mormorai.
Cos'altro hai sentito?
Che i presunti colpevoli hanno pagato.
Vince fece un sorriso cattivo. Oh, s, puoi dirlo forte. Poi tornando al discorso: Perch mi
hai fatto quella domanda sui soldi?.
Pensi che tuo padre potrebbe essersi impietosito per la tragedia di Cynthia? Fino al punto da
aiutarla a finire gli studi, ad andare al college?
Eh?
 solo una domanda. Pensi sia possibile che, credendoti in qualche modo coinvolto nella
scomparsa della famiglia di Cynthia, abbia fatto recapitare anonimamente dei soldi a sua zia, Tess
Berman, per aiutarla a coprire le spese del college?
Vince mi guard come se fossi uscito di testa. Hai detto che sei un insegnante? Nelle scuole
pubbliche lasciano insegnare anche dei rincoglioniti simili?
Un semplice no sarebbe bastato.
No.
Esitai un istante, indeciso se rivelargli il resto, poi deliberai che a volte bisogna fidarsi
dell'istinto. Perch qualcuno lo ha fatto mormorai.
Stai scherzando! esclam Vince. Qualcuno le ha dato i soldi per studiare?
Esatto.
E non si sa chi?
Esatto.
Be', davvero strano osserv. E sua zia, hai detto che  morta?
Esatto.
Vince Fleming si appoggi allo schienale, fissando un istante il soffitto, poi si sporse
nuovamente in avanti e appoggi i gomiti al tavolo, sospirando.
Ti dir una cosa disse. A patto che non la vada a riferire agli sbirri, perch se lo fai, io
negher di averla mai detta. Sarebbero capaci di trovare il modo di ritorcermela contro, quegli stronzi.
D'accordo.
Magari se lo avessi detto allora, non mi sarebbe comunque successo niente, ma non volevo
correre il rischio. Non potevo confessare dove mi trovavo quella sera, anche se la cosa avrebbe potuto
aiutare Cynthia, visto che a un certo punto i poliziotti cominciarono a sospettarla. Io sapevo che non
poteva essere stata lei, ma non volevo essere trascinato nei casini.
Sentii la bocca asciutta. Qualunque cosa mi dirai adesso, te ne sar grato.
Quella sera, mormor, socchiudendo un istante gli occhi, come se rivivesse la scena dopo
che il suo vecchio ci aveva scoperti in macchina e l'aveva trascinata a casa, li seguii con la mia auto. Mi
chiedevo in che razza di guai si fosse cacciata e pensavo che, seguendoli, avrei visto se suo padre la
stesse strigliando per bene in auto, o roba del genere. In realt, per, ero troppo lontano e non riuscivo a
vedere un bel niente.
Rimasi in silenzio, aspettando.
Lo vidi fermarsi nel viale d'accesso ed entrare in casa. Cynthia era un po' malferma sulle
gambe, sai, avevamo alzato il gomito, ma io lo reggevo abbastanza sogghign. Ero un ragazzo
precoce.
Sentivo che Vince stava arrivando a un punto cruciale e non volevo rallentarlo con qualche
stupido commento.
A ogni modo, prosegu parcheggiai lungo la strada, pensando che magari dopo la ramanzina
lei potesse uscire di nuovo, sai, tipo bella incazzata, sbattendo la porta. A quel punto avrei potuto tirarla
su in macchina. Ma non accadde nulla del genere. E dopo un po', vidi un'auto superarmi, lentamente,
come se dall'interno stessero cercando di leggere i numeri civici.
Okay.
Al momento non ci feci molto caso, ma poi la vidi arrivare in fondo alla strada, girare e
parcheggiare dall'altra parte della carreggiata, a poca distanza dalla casa di Cynthia.
Hai visto chi ci fosse dentro? Che macchina era?
Era una berlina, un'Ambassador forse, o qualcosa del genere. Non ho visto esattamente chi
c'era dentro, ma mi sembrava una donna. Non chiedermi perch, ma ho avuto quella sensazione.
Una donna parcheggiata di fronte a casa dei Bigge. Li stava spiando?
A quanto pare. E ricordo che non aveva la targa del Connecticut. Forse era dello Stato di New
York. Una targa arancione, mi sembra. Che ne so, se ne vedono un casino in giro.
E quanto si  fermata?
Ecco, dopo un po', non molto, direi, la signora Bigge e Todd sai, il fratello?
Annuii.
Li vidi uscire di casa, salire sulla macchina della madre, la Ford gialla, e andarsene.
Solo loro due? Il padre, Clayton, non c'era?
No. Solo la madre e Todd, che era seduto al posto del passeggero, non credo avesse ancora la
patente, ma non saprei con certezza. Insomma se ne andarono. Non so dove. Non avevano neanche
girato l'angolo, che l'altra macchina accese le luci, mise in moto e li segu.
E tu?
Rimasi l seduto. Che altro potevo fare?
Ma l'altra macchina, la berlina Ambassador, o quel che era, segu la madre e il fratello di
Cynthia.
Vince mi fiss. Sto andando troppo in fretta?
No, no,  solo che, in venticinque anni, Cynthia non aveva mai sentito parlare di tutto questo.
Be',  quel che ho visto.
Nient'altro?
Rimasi l seduto per altri tre quarti d'ora e stavo proprio pensando di tornarmene a casa,
quando improvvisamente la porta d'ingresso si spalanc e il padre, Clayton, usc correndo come se
avesse il fuoco nel sedere. Sal in macchina, fece retromarcia a cento all'ora e si allontan a razzo.
Cercai di metabolizzare quella nuova informazione.
Insomma, a quel punto era facile fare i conti, giusto? Se n'erano andati tutti tranne Cynthia.
Perci mi avvicinai e bussai alla porta, pensando di parlarle. Bussai una dozzina di volte senza ottenere
risposta e cos pensai che si fosse addormentata. Insomma, me ne tornai a casa con le pive nel sacco.
Si strinse nelle spalle.
C'era qualcuno che teneva d'occhio la casa mormorai.
S, e non ero solo io.
E non l'hai mai raccontato a nessuno? Non dico alla polizia, ma non l'hai mai detto a
Cynthia?
Non le ho mai pi parlato. E come ho gi detto, non l'ho raccontato alla polizia. Pensi che era
il caso di rivelare che me n'ero stato seduto in macchina davanti a casa sua quella sera?
Lasciai vagare lo sguardo fuori dalla finestra, sullo stretto e Charles Island in lontananza, come
se la risposta che cercavo, le risposte che Cynthia cercava, potessero trovarsi oltre l'orizzonte,
impossibili da raggiungere.
E perch adesso lo stai dicendo a me? domandai.
Si freg il mento con la mano, grattandosi il naso. Cazzo, non lo so. Penso che in tutti questi
anni sar stata dura per Cyn, giusto? Sentirlo chiamare Cynthia con lo stesso diminutivo che usavo io
mi fece l'effetto di uno schiaffo in piena faccia. S, molto dura risposi. Soprattutto ultimamente.
E perch se n' andata?
Abbiamo litigato. Ed  spaventata. Tutte le cose che sono successe nelle ultime settimane, il
fatto che la polizia non sembra crederle ha paura per nostra figlia. L'altra notte, c'era qualcuno per
strada che teneva d'occhio la casa. Sua zia  morta. Il detective che avevamo assunto  stato
assassinato.
Hmm fece Vince. Davvero un bel casino. Vorrei poter fare qualcosa.
Sobbalzammo entrambi sentendo aprirsi la porta. Non avevamo sentito i passi sulle scale.
Era Jane.
Dannazione, Vince, hai intenzione di aiutare questo poveraccio o no?
Dove diavolo eri? esclam Vince. Sei stata a origliare per tutto il tempo?
 una fottutissima porta a zanzariera replic Jane. Se non vuoi che la gente ascolti, perch
non ti fai costruire una porta blindata come le banche?
Maledizione esclam Vince.
Allora, lo aiuti o no? Non mi pare che tu abbia granch da fare, al momento. E i tre scagnozzi
l sotto ti possono dare una mano.
Vince mi lanci un'occhiata stanca. In che modo potrei esserti utile?
Jane lo osservava a braccia conserte.
Non sapevo cosa dire. Non sapendo contro cosa stessi lottando, non potevo prevedere se avrei
avuto bisogno dei servigi di uno come Vince Fleming. Per quanto avesse smesso di tirarmi i capelli,
quell'uomo mi intimoriva.
Non lo so risposi.
Facciamo cos, vengo con te per un po' e vediamo cosa succede, che ne dici? mi propose. Poi
vedendo che non accettavo subito, soggiunse: Non sai se fidarti di me, vero?.
Infatti risposi, intuendo che avrebbe capito subito se mentivo.
Risposta intelligente osserv Vince.
Allora, lo aiuti? ripet Jane. Vince annu. Poi, rivolta a me: E lei far meglio a rientrare a
scuola al pi presto mi disse. Poi se ne and e questa volta sentimmo i suoi passi sulle scale.
Quella mi fa una paura fottuta disse Vince.
Capitolo 35
Al momento non mi venne in mente niente di pi intelligente che ritornare a casa e controllare
se Cynthia o qualcun altro avesse telefonato. Sapevo che, non trovandomi a casa, avrebbe provato sul
cellulare, ma ero un po' disperato.
Vince Fleming lasci andare i suoi scagnozzi con il SUV e si offr di riportarmi alla macchina
con la sua auto, che si rivel un aggressivo pick-up Dodge Ram. Casa mia non distava molto
dall'officina di riparazioni dove avevo lasciato l'auto prima di recarmi alla tavola calda ed essere
sequestrato. Chiesi quindi a Vince se non gli spiacesse fare una breve sosta a casa, in modo da
controllare se Cynthia fosse tornata o se mi avesse lasciato un messaggio.
Ma certo acconsent Fleming, mentre salivamo sul pick-up parcheggiato lungo il marciapiede
sulla East Broadway.
Ho sempre desiderato comprarmi una casa da queste parti, da quando vivo a Milford
osservai.
Io ho sempre vissuto qui. E tu?
Non sono di queste parti.
Da ragazzi, quando c'era bassa marea, arrivavamo a piedi fino a Charles Island. Ma non
sempre riuscivamo a tornare prima che la marea risalisse. Era davvero divertente.
Il mio nuovo amico mi metteva un po' d'ansia. Vince era, senza tanti mezzi termini, un
criminale. A capo di un'organizzazione criminale. Non avevo idea se piccola o grande. Di certo
abbastanza estesa da avere sul libro paga tre scagnozzi che sequestravano per strada chiunque lo
facesse innervosire.
Cosa sarebbe successo se non fosse arrivata Jane Scavullo?
E se non l'avesse convinto che ero una brava persona? Se Vince avesse continuato a credere che
rappresentassi una minaccia?
Come sarebbero andate le cose?
Da vero idiota, decisi di chiederglielo.
Supponiamo che non fosse arrivata Jane dissi. Cosa ne sarebbe stato di me?
Vince, con la mano destra sul volante e il braccio sinistro fuori dal finestrino, mi lanci
un'occhiata. Vuoi davvero saperlo?
Lasciai perdere. La mia mente stava gi prendendo un'altra direzione, chiedendosi quali fossero
le vere motivazioni di Vince. Mi stava aiutando perch lo voleva Jane, o era sinceramente preoccupato
per Cynthia? Un po' tutte e due le cose?
O aveva deciso che, accontentando Jane, avrebbe potuto tenermi d'occhio?
La storia che mi aveva raccontato a proposito di quella sera era vera? E in caso contrario, a che
pr raccontarmela?
Ero incline a credergli.
Diedi a Vince indicazioni su dove svoltare per la nostra via e gli indicai la casa. Ma lui continu
a guidare, senza neanche rallentare, e and oltre.
Oh, no! Era tutta una trappola. Mi ero gettato da solo fra le grinfie del lupo.
Che succede? chiesi. Che cosa fai?
Ci sono gli sbirri davanti a casa tua rispose. Un'auto civetta.
Lanciai un'occhiata all'enorme specchietto laterale e notai una macchina parcheggiata di fronte
a casa.
Sar la Wedmore dissi.
Adesso aggiriamo l'isolato e ci arriviamo dal retro disse Vince, come se fosse la cosa pi
normale del mondo.
Detto fatto. Lasciammo il pick-up in una viuzza laterale e ci inoltrammo a piedi fra gli edifici,
raggiungendo casa mia dal retro.
Una volta dentro, cercai qualche segno del passaggio di Cynthia, un biglietto, qualunque cosa.
Ma non trovai niente.
Vince si aggir per la casa, osservando le foto alle pareti e i libri sugli scaffali. "Sta facendo la
ricognizione del locale" pensai. Lo sguardo gli cadde sulle scatole di scarpe.
Cosa diavolo  tutta quella roba? domand.
Sono ricordi di Cynthia. Della sua casa da ragazza. Non fa altro che frugare l dentro, per
scoprire qualcosa. Anch'io ho fatto la stessa cosa oggi, dopo che se n' andata.
Vince si sedette sul divano e mise una mano fra gli oggetti.
Mi sembrano solo cianfrusaglie inutili mormor.
Be', in effetti finora si sono rivelate proprio inutili risposi.
Provai di nuovo sul cellulare di Cynthia, nella speranza che fosse acceso. Al quarto squillo
stavo per riagganciare, quando sentii la sua voce. Pronto?
Cyn?
Ciao, Terry.
Cyn, stai bene? Dove sei?
Stiamo bene, non preoccuparti.
Tesoro, torna a casa, ti prego. Torna a casa.
Non lo so. Si sentiva una specie di ronzio in sottofondo.
Dove sei?
In macchina.
Ciao, pap! strill Grace.
Ciao, Grace! esclamai.
Il pap ti saluta disse Cynthia.
Quando ritorni? domandai.
Ti ho detto che non lo so disse Cynthia. Mi serve del tempo. Te l'ho scritto nel biglietto.
Non voleva parlarne davanti a Grace.
Sono preoccupato e mi manchi mormorai.
Salutala grid Vince dalla sala.
Chi ? chiese Cynthia.
Vince Fleming risposi.
Che cosa?!
Non uscire di strada.
Che ci fa l?
Sono andato a cercarlo. Pensavo che fossi passata da lui.
Oh mio Dio mormor Cynthia. Digli salutalo.
Ti saluta riferii a Vince, che si limit a grugnire dall'altra stanza, continuando a frugare nelle
scatole di scarpe.
Ma  in casa nostra? Adesso?
Gi. Mi ha dato un passaggio per recuperare la mia auto. E una lunga storia. Te la racconto
quando ci vediamo. Inoltre esitai. Mi ha raccontato un paio di altre cose di quella sera, cose che
non aveva mai riferito a nessuno.
Tipo cosa?
Che vi segu fino a casa per controllare come te la stavi cavando e rimase seduto in macchina
l davanti per un po', aspettando di trovare l'occasione giusta per bussare e chiederti come stavi. Dice
che a un certo punto vide tua madre e Todd uscire in macchina e dopo un po' vide uscire anche tuo
padre con la sua. Di corsa. E che c'era un'altra macchina ferma di fronte a casa, che si mise a seguire
l'auto con a bordo tua madre e Todd.
Dall'altra parte della linea si sentivano solo i rumori della strada.
Cynthia?
Ci sono. Non so cosa possa voler dire.
Nemmeno io.
Terry, c' molto traffico. Devo mettere gi. Ho dimenticato di portare il filo per la ricarica e
non mi rimane molta batteria.
Torna presto, Cyn. Ti amo.
Ciao replic lei e chiuse la comunicazione. Posai il telefono e ritornai in sala.
Vince Fleming mi allung un ritaglio di giornale, quello con la foto della squadra di
pallacanestro della scuola.
Quello sembra Todd disse Vince. Me lo ricordo.
Annuii, senza prendere il ritaglio. L'avevo guardato un centinaio di volte. Gi. Frequentavate
gli stessi corsi?
Forse un paio. La foto  strana, per.
In che senso?
Non riconosco gli altri. Non c' nessuno della nostra scuola.
Presi in mano il ritaglio, anche se non aveva molto senso.
Non ero andato a scuola con Todd o con Cynthia e non avrei riconosciuto nessuno degli altri
compagni. Cynthia non aveva mai prestato molta attenzione a quella foto, che io ricordassi.
Le diedi un'occhiata superficiale.
E il nome  sbagliato soggiunse Vince, indicando la didascalia sotto la foto con i nomi dei
giocatori, da sinistra a destra, fila in basso, fila centrale, fila in alto.
Mi strinsi nelle spalle. Okay, il giornale avr sbagliato a segnarli.
Guardai i cognomi e l'iniziale del nome. Todd era il secondo da sinistra nella fila centrale. La
didascalia diceva "J. Sloan".
Fissai per un attimo il nome. Vince, il nome J. Sloan ti dice qualcosa?
No fece lui, scuotendo il capo.
Ricontrollai ancora per assicurarmi che il nome corrispondesse al secondo da sinistra della fila
centrale.
Porca puttana! esclamai.
Vince mi guard. Ti spiace mettermi al corrente?
J. Sloan mormorai. Jeremy Sloan.
Vince scosse il capo. Continuo a non capire.
Il tizio del MacDonald's dissi. Al centro commerciale. E il nome dell'uomo che Cynthia
pensava fosse suo fratello!
Capitolo 36
Ma di che stai parlando? chiese Vince.
Un paio di settimane fa, io, Cynthia e Grace eravamo al centro commerciale e Cynthia ha visto
un tizio che era convinta fosse Todd. Diceva che poteva essere suo fratello con venticinque anni di
pi.
Come hai fatto a farti dare il nome?
Cynthia lo ha seguito fuori nel parcheggio. L'ha chiamato "Todd"e lui non si  voltato, perci
si  avvicinata, dicendogli di essere sua sorella e di essere certa che lui fosse il fratello scomparso.
Cristo! esclam Vince.
 stata una scena orribile. Il tizio ha negato di essere Todd e le ha dato della squilibrata, e in
effetti si stava comportando come una pazza. Perci l'ho preso da parte, scusandomi e chiedendogli di
farle vedere la patente, cos si sarebbe convinta di aver sbagliato persona e lo avrebbe lasciato in pace.
E lui ha acconsentito?
S. Ho visto la patente, dello Stato di New York. Il nome era Jeremy Sloan.
Vince recuper il ritaglio dalle mie mani e guard il nome sotto la foto di Todd. Davvero
strano, non trovi?
Non riesco a capire mormorai. Non ha senso. Perch c' Todd sulla foto di un vecchio
ritaglio con un nome diverso?
Vince rimase in silenzio per un istante. Quel tizio del centro commerciale disse infine non
ha detto nient'altro?
Cercai di ricordarmi. Ha detto che mia moglie aveva bisogno di aiuto. Nient'altro.
Che mi dici della patente? domand Vince. Ti ricordi niente?
Solo che era dello Stato di New York.
Ma  uno Stato enorme si lament Vince. Potrebbe vivere oltre Port Chester, a White Plains
o anche in quella cazzo di Buffalo.
Mi sembra di ricordare qualcosa tipo "Young".
Qualcosa tipo "Young"?
Non ne sono certo. Merda, l'ho vista solo un secondo.
C' una Youngstown in Ohio disse Vince. Sicuro che non fosse dell'Ohio?
Fino a l ci arrivo.
Vince gir il pezzo di giornale. C'era un articolo sul retro, ma il ritaglio era stato evidentemente
tenuto per la foto: le forbici avevano fatto scempio del testo, tagliando a met un titolo.
Non  per quello che ha tenuto il ritaglio dissi.
Zitto esclam Vince. Stava leggendo quel che rimaneva dell'articolo, poi alz lo sguardo.
Hai un computer?
Annuii.
Accendilo mi ordin. Mi segu al piano di sopra e rimase chinato su di me mentre avviavo il
computer. C' un pezzetto di articolo che parla di Falkner Park e di Niagara County. Butta tutto in
Google.
Dopo avergli chiesto di sillabarmi "Falkner", digitai la parola nel computer e nel giro di
pochissimo ottenemmo la risposta.
C' un Falkner Park e una Youngstown, nello Stato di New York, Niagara County mormorai.
Tombola rispose Vince. Deve trattarsi di un giornale locale, perch l'articolo parla di una
stupidissima manutenzione del parco.
Mi voltai a guardarlo. Perch Todd  sulla foto di un quotidiano di Youngstown, nello Stato di
New York, insieme ai giocatori di pallacanestro di un'altra scuola e viene chiamato J. Sloan?
Vince si appoggi allo stipite della porta. Forse non si tratta di un errore.
In che senso?
Forse non  la foto di Todd Bigge, ma quella di Jeremy Sloan.
Ci volle un istante perch facessi due pi due. Cosa vorresti dire? Che ci sono due persone?
Una di nome Todd Bigge e l'altra Jeremy Sloan o che c' una persona con due nomi?
Ehi! obiett Vince. Sono qui solo perch me l'ha chiesto Jane.
Mi girai nuovamente verso il computer, cliccai sul sito delle Pagine Bianche, dove si pu
risalire ai titolari dei numeri di telefono, e digitai "Jeremy Sloan, Youngstown, Stato di New York".
La ricerca non diede frutti, ma mi sugger di provare delle alternative, come "J. Sloan" o
soltanto "Sloan". Provai l'ultima e vennero fuori una manciata di Sloan nella zona di Youngstown.
Oddio esclamai indicando lo schermo a Vince. C' un Clayton Sloan domiciliato in Niagara
View Drive.
Clayton?
Gi, Clayton.
Era il nome del padre di Cynthia, giusto? volle assicurarsi Vince.
Gi. Afferrai una matita e un foglio sulla scrivania e mi annotai il numero di telefono.
Voglio fargli una telefonata.
Ehi! esclam Vince. Ti sei forse bevuto il cervello?
Che cosa?!
Ascolta, non so se hai fatto centro, ma che cosa pensi di dire quando chiamerai? Da questo
telefono per giunta? Se hanno l'identificatore di chiamata sapranno subito chi chiama. Ora, magari
sanno chi sei e magari no, ma cerchiamo di non farci sgamare, o no?
Che diavolo aveva in mente? Era solo un consiglio sensato o per qualche ragione non voleva
che chiamassi quel numero?
E se stava cercando di impedirmi di contattare quel numero, perch lo faceva?
Mi porse il cellulare. Usa questo. Cos non sapranno chi diavolo sta chiamando.
Presi il cellulare, lo aprii, controllai il numero sul computer e lo composi. Poi accostai il
telefono all'orecchio e attesi.
Uno squillo, due, tre, quattro.
Non c' nessuno mormorai.
Dagli tempo obiett Vince.
All'ottavo squillo, stavo per chiudere la comunicazione, quando sentii una voce di donna.
Pronto? sembrava la voce di una persona anziana, perlomeno sui sessanta.
Oh, s, pronto risposi. Stavo per mettere gi.
Desidera?
C' Jeremy? E nel frattempo pensavo: e se c', cosa faccio?
Cosa gli dico? Cosa diavolo gli posso chiedere? O dovrei solo mettere gi? Scoprire se abita
davvero l, avere una conferma e chiudere la comunicazione?
No, non c' rispose la donna. Chi parla?
D'accordo, pazienza. Riprover pi tardi.
Non ci sar neanche pi tardi.
Sa dove posso trovarlo?
E fuori citt replic la donna. Non so dirle quando torner.
Ah, d'accordo. Mi aveva accennato che sarebbe andato in Connecticut.
Davvero?
Mi pare di s.
Ne  sicuro? Mi sembr piuttosto scossa.
Potrei anche sbagliarmi. Ascolti, prover a chiamarlo un'altra volta, non importa. Era solo per
una partitina a golf.
Golf? Jeremy non gioca a golf. Chi parla? Me lo dica.
La conversazione stava prendendo una brutta piega. Vince, che era chino su di me e sentiva
entrambe le voci, fece un cenno imperioso con la mano, intimandomi di tagliare. Richiusi con uno
scatto il cellulare e senza dire una parola lo restituii a Vince, che se lo infil in tasca.
A quanto pare hai fatto centro osserv. Avresti potuto cavartela un pochino meglio, per.
Ignorai l'appunto. Perci Jeremy Sloan, l'uomo che Cynthia ha visto al centro commerciale, 
con tutta probabilit lo stesso Jeremy Sloan di Youngstown che vive all'indirizzo riportato sotto il nome
di Clayton Sloan. E il padre di Cynthia teneva nel cassetto un ritaglio della sua squadra di
pallacanestro.
Nessuno dei due parl. Stavamo entrambi cercando di capirci qualcosa.
Chiamo Cynthia dissi infine. Voglio raccontarglielo.
Scesi di corsa le scale fino in cucina e composi il numero di Cynthia. Ma, come annunciato,
teneva il cellulare spento.
Merda esclamai proprio mentre Vince mi raggiungeva in cucina. Hai qualche idea? gli
domandai.
Dunque, a quanto dice quella donna, forse sua madre, non so, questo Sloan  ancora fuori citt.
Il che significa che potrebbe anche essere nella zona di Milford. E a meno che non abbia famiglia o
amici da queste parti, si sar dovuto fermare in un motel o in una pensione. Estrasse nuovamente il
cellulare di tasca e chiam un numero memorizzato. Attese un istante, poi: Ehi, sono io. S,  qui con
me. C' una cosa che devi fare.
Dopodich Vince ordin a chiunque si trovasse dall'altra parte della linea di radunare un paio di
ragazzi - sospettavo si trattasse dei tizi che mi avevano sequestrato, quelli che Jane aveva definito
scagnozzi - e di cominciare a fare il giro degli alberghi della citt.
No che non lo so quanti sono ribatt. Perch non li conti tu per me? Voglio sapere se c' un
tizio di nome Jeremy Sloan, di Youngstown. E se lo trovate, fatemelo sapere subito. Non fate niente.
Okay? Magari potreste cominciare dall'Howard Johnson's, il Red Roof, il Super 8, che ne so. Ma cos'
questa roba orribile in sottofondo? Chi cazzo  che ascolta i Carpenters?
Una volta impartite le istruzioni e assicuratosi che fossero state comprese alla perfezione, infil
il cellulare in tasca. Se questo Sloan  in citt, lo troveranno mi assicur.
Aprii il frigo e indicai le lattine di Coors. Certo rispose Vince.
Gliene lanciai una, ne presi una per me e mi sedetti al tavolo della cucina. Vince si sedette di
fronte.
Hai per caso idea di che cazzo sta succedendo? mi domand.
Buttai gi un sorso di birra. Forse sto cominciando a farmi un'idea replicai. Quella donna
che ha risposto al telefono E se fosse la madre di Jeremy? Se Jeremy Sloan fosse in effetti il fratello
di mia moglie?
Be'?
E se avessi appena parlato con la madre di Cynthia?
Se il fratello e la madre di Cynthia erano ancora vivi, allora come si spiegavano i risultati del
test del DNA sui due cadaveri ritrovati nella cava? Poi pensai che la Wedmore ci aveva solo dato
conferma che i corpi nell'auto erano imparentati fra di loro, non che fossero effettivamente quelli di
Todd e Patricia Bigge. Stavamo ancora aspettando ulteriori analisi per determinare un legame genetico
tra quei cadaveri e Cynthia.
Stavo lambiccandomi il cervello in cerca di una risposta, ma il quadro si faceva sempre pi
confuso, quando mi resi conto che Vince stava parlando.
Spero solo che i miei ragazzi non lo uccidano quando lo trovano mormor, bevendo un altro
sorso. Sarebbe proprio da loro.
Capitolo 37
Ha telefonato qualcuno per te gli disse.
Chi?
Non ha detto il nome.
Chi ti sembrava dalla voce? Uno dei miei amici?
Non so descriverti la voce. Come faccio? Ma ha chiesto di te e, quando gli ho detto che eri
fuori citt, ha risposto che in effetti gli avevi accennato di dover andare in Connecticut.
Che cosa?!
Non dovevi dirlo a nessuno!
Infatti non l'ho detto a nessuno!
E allora come faceva a saperlo? A qualcuno l'avrai pur detto. Non posso credere che tu sia cos
stupido. La voce era davvero seccata.
Ti sto dicendo che non l'ho detto a nessuno! Gli sembrava di avere ancora sei anni, quando
gli parlava in quel modo.
Be', allora come faceva a saperlo?
Non lo so. Ti ha detto da dove chiamava? E uscito il numero sul display?
No. Ha detto che ti conosceva per via del golf.
Il golf? Ma se non gioco a golf!
Gliel'ho detto ribatt lei. Gli ho detto che non giochi a golf
Sai una cosa, mamma? Probabilmente hanno sbagliato numero.
Ha chiesto di te. Ha detto Jeremy. Sono sicurissima. Magari lo hai accennato di sfuggita a
qualcuno, che saresti partito.
Senti, mamma, anche se l'avessi fatto non  la fine del mondo, non c' bisogno di agitarsi
tanto.
Invece sono agitata.
Non mi sembra il caso. Inoltre, ormai sto per tornare.
Davvero? Il suo tono cambi immediatamente.
S, oggi stesso. Penso di aver fatto tutto il possibile qui, ormai manca solo lo sai.
Quello non me lo perderei per tutto l'oro del mondo. Non sai da quanto aspetto questo
momento.
Se parto subito dovrei essere a casa stasera molto tardi.  gi passata l'ora di pranzo Se
dovessi stancarmi durante il viaggio, magari faccio una sosta dalle parti di Utica, ma penso comunque
di farcela in giornata.
Cos avr tempo di preparare la torta di carote esclam lei allegramente. La far nel
pomeriggio.
Okay.
Vai piano. Non voglio che ti addormenti al volante. Non hai mai avuto la fibra di tuo padre
alla guida.
Come sta?
Penso che forse tirer ancora questa settimana. Sar un sollievo quando tutto questo finir. Sai
quanto mi costa di taxi per andarlo a trovare?
Presto sar finita, mamma.
Non  solo per i soldi, lo sai ribatt lei. Non faccio altro che pensare a come organizzarci. Ci
servir della corda. E anche del nastro adesivo. E penso sia meglio occuparci prima della madre. La
bambina non ci creer problemi. Posso sempre darti una mano io. Non sono ancora del tutto inutile.
Capitolo 38
Io e Vince finimmo la birra, poi sgattaiolammo fuori dal giardino sul retro e ritornammo al
pick-up. Mi avrebbe dato un passaggio fino alla mia auto, parcheggiata vicino all'autofficina.
Lo sai che Jane ha passato dei guai a scuola? mi chiese.
Gi.
Stavo pensando, sai, visto che ti sto dando una mano, non potresti mettere una buona parola
con il preside?
L'ho gi fatto, ma posso benissimo riprovarci acconsentii.
E una brava ragazza, ma ha un caratteraccio prosegu Vince. Non si fa mettere i piedi in
testa da nessuno. Certamente non da me. Ma quando si ficca nei guai, di solito  per difesa.
Deve imparare a controllarsi obiettai. Non pu risolvere ogni problema pestando il
prossimo.
Ridacchi piano fra s e s.
Vuoi forse che abbia una vita come la tua? insistetti. Senza offesa, si intende.
Vince rallent al semaforo rosso. No, non  quello che voglio rispose. Ma le premesse sono
tutte contro di lei. Io non sono certo il miglior modello, e sua madre l'ha sbattuta da una casa all'altra
senza mai darle una vera stabilit. E proprio quella che sto cercando di darle adesso, sai? Un punto di
riferimento. I ragazzi ne hanno bisogno. Ma ci vuole tempo per costruire un minimo di fiducia. Si 
scottata talmente tante volte.
Certo, ma potresti per esempio cercare di farla entrare in una buona universit. Una volta finite
le superiori, potrebbe iscriversi a un corso di giornalismo, o di letteratura, dove possa mettere in pratica
e sviluppare il suo talento.
Non ha dei voti molto buoni obiett Vince. Sar dura farla accettare da una buona
universit.
Dal punto di vista economico potresti permettertelo, giusto?
Vince fece segno di s con la testa.
Magari potresti aiutarla a fissarsi degli obiettivi, a guardare oltre il suo naso. Convincerla che,
se riesce a prendere dei voti decenti, saresti disposto a pagarle la retta in qualche universit, cos che
possa mettere a frutto le sue capacit.
Mi daresti una mano? mormor, sbirciandomi con la coda dell'occhio.
Certo risposi. Il punto : Jane ci dar ascolto?
Vince scosse il capo con aria stanca. Gi, bella domanda.
Avrei anch'io una domanda mormorai.
Spara.
Perch ti importa tanto?
Eh?
Perch ti importa tanto di lei? E solo una ragazzina, la figlia di una donna con cui stai. Non
tutti ci perderebbero il sonno.
Ah, capisco, pensi che sia una specie di pervertito, eh? Che voglia entrarle nelle mutande,
giusto?
Non ho detto questo.
Ma lo hai pensato.
No ribadii. Se fosse cos, sarebbe trapelato in un modo o nell'altro dai temi di Jane e da
come si comporta con te. Penso invece che si fidi di te. Perci il punto : perch te ne importa tanto?
Il semaforo divent verde e Vince pigi il piede sull'acceleratore.
Avevo una figlia, un tempo.
Oh mormorai.
Ero molto giovane. Vent'anni. Misi incinta una ragazza di Torrington. Agnes. Proprio cos,
Agnes. Mio padre, quasi mi ammazzava di botte. Prese a urlare. Mi disse come facevo a essere cos
idiota. Se non avevo mai sentito parlare di preservativi. Gi, be', sai come vanno certe cose, giusto?
Cercai di convincere Agnes a disfarsene, ma lei non ne volle sapere, cos nacque il bambino, anzi la
bambina, e la chiam Collette.
Bel nome commentai.
E quando la vidi, mi innamorai alla follia. Il mio vecchio non voleva che mi trovassi incastrato
con questa Agnes solo perch non ero capace di tenere allacciati i pantaloni Ma il fatto  che Agnes
non era poi cos male e la bambina-Collette, era la cosa pi bella che avessi mai visto. Uno pensa: a
vent'anni  facile mandare tutti al diavolo, senza prendersi le proprie responsabilit, ma c'era qualcosa
in quella bambina Insomma, cominciai a pensare di sposarmi. E di fare da padre a Collette. Stavo
cercando di prendere il coraggio a due mani per chiederle di sposarmi e affrontare mio padre per dirgli
delle mie intenzioni, quando un bel giorno Agnes stava spingendo Collette sul passeggino lungo
Naugatuck Avenue quando un fottutissimo ubriaco passa con il rosso e le prende sotto tutte e due.
Vince aveva stretto la presa sul volante, come se volesse stritolarlo.
Mi dispiace mormorai.
Gi, be',  spiaciuto anche a lui ribatt Vince. Aspettai sei mesi. Non volevo muovermi
subito, capisci? Questo dopo che erano cadute tutte le accuse a suo carico. Il suo avvocato era riuscito a
convincere la giuria che Agnes era passata con il rosso e che l'uomo non avrebbe potuto evitarle anche
se fosse stato sobrio. Perci, dopo qualche mese, una sera quello esce da un bar di Bridgeport E
piuttosto tardi ed  ubriaco, il bastardo, l'esperienza non gli ha insegnato proprio niente. Si incammina
lungo un vicolo e qualcuno gli spara diritto in testa.
Caspita esclamai. Immagino che tu non abbia versato neanche una lacrima.
Vince mi scocc un'occhiata di traverso.
L'ultima cosa che ha sentito prima di morire  stata "Questo  per Collette". E sai cos'ha detto
il figlio di puttana un attimo prima che il proiettile gli trapassasse il cervello?
No risposi, deglutendo a fatica.
Ha detto: "Collette chi?".
La polizia scopr che mancava il portafoglio e pens a una rapina. Si gir verso di me.
Chiudi la bocca, o ti entrer una mosca.
Ubbidii.
Ecco qua concluse Vince. A ogni modo, per rispondere alla tua domanda, probabilmente 
per questo che me ne importa tanto. Nient'altro che vuoi sapere? Scossi il capo. Vince riport lo
sguardo sulla strada. E quella la tua auto?
Annuii.
Mentre accostava al marciapiede dietro la mia macchina, gli squill il cellulare. S? rispose.
Stette in ascolto un istante, poi disse: Arriviamo.
Rimise in tasca il telefono. L'hanno trovato. E al motel Hojo's.
Merda esclamai, sul punto di aprire la portiera. Ti seguo con la mia auto.
Lascia perdere la tua auto ribatt Vince, accelerando e allontanandosi dal marciapiede a tutto
gas. Ci dirigemmo verso la 195. Non era il percorso pi diretto, ma probabilmente era il pi rapido,
dato che l'hotel Howard Johnson si trovava dall'altra parte della citt, quasi all'uscita dell'interstatale.
Vince imbocc a razzo la rampa d'accesso e aveva ormai toccato i 130 all'ora quando ci
immettemmo nell'interstatale.
Non c'era molto traffico e giungemmo a destinazione in meno di cinque minuti. All'imbocco
dell'uscita, Vince dovette pigiare di colpo sui freni. Toccavamo ancora i 110 quando ci fermammo al
semaforo.
Vince svolt a destra e poi di nuovo a destra, infilandosi nel parcheggio dell'albergo. Il SUV di
prima era parcheggiato davanti alla reception e quando il Biondo ci vide, corse verso di noi. Vince
abbass il finestrino e il Biondo ci diede il numero della camera, soggiungendo che dovevamo risalire
la collinetta e passare dal retro, in quanto si trattava di una stanza che dava direttamente sulla strada.
Vince ingran la retromarcia e imbocc il vialetto serpeggiante che aggirava l'edificio.
La strada compiva una curva a gomito verso sinistra e ritornava diritta proprio in concomitanza
di una fila di camere che si affacciavano sul marciapiede.
Eccola esclam Vince, arrestando il pick-up.
Voglio solo parlargli lo ammonii. Non fare niente di azzardato.
Vince, che stava gi scendendo, mi fece un gesto di noncuranza con la mano senza neanche
voltarsi. Si avvicin a una delle porte e, prima di bussare, si arrest, accorgendosi che era aperta.
Signor Sloan? chiam.
Qualche porta pi avanti, una donna delle pulizie che spingeva un carrello si volt a guardarci.
Signor Sloan! grid Vince, spingendo un po' la porta.
Sono il direttore. Abbiamo un piccolo problema. Ho bisogno di parlarle.
Rimasi discosto dalla porta e dalla finestra, per non farmi vedere in caso l'uomo guardasse fuori.
Se si fosse trattato dell'uomo che ci spiava, avrebbe potuto riconoscermi.
Se n' andato disse la donna delle pulizie, alzando la voce per farsi sentire.
Che cosa? domand Vince.
Se n' andato pochi minuti fa ripet la donna. Devo pulire la sua camera.
Se n' andato? domandai. Vuol dire che ha lasciato la camera?
La donna annu.
Vince spalanc la porta ed entr a grandi passi. Non potete entrare grid la cameriera. Ma la
ignorai e seguii Vince all'interno.
Il letto era sfatto, il bagno una confusione di asciugamani umidi gettati a terra, ma per il resto
non c'era segno tangibile di una presenza umana. Niente articoli da toeletta, niente valigie.
Uno degli scagnozzi di Vince comparve sulla porta. L'avete trovato?
Vince si volt di scatto e si avvent sul Pelato, sbattendolo contro la parete. Quando avete
scoperto che si trovava qui?
Un attimo prima di chiamarti.
Ah, s? E poi? Siete rimasti seduti in quella cazzo di macchina ad aspettarmi invece di tenere
gli occhi aperti? Quello ha tagliato la corda.
Non sapevamo neanche com'era fatto! Cosa potevamo fare?
Vince lo lasci andare con uno scrollone, si avvi fuori dalla camera e and quasi a sbattere
contro la cameriera. Vi ho detto che non potete
Da quanto se n' andato? le chiese Vince, sfilando una banconota da venti dal portafoglio e
allungandola alla donna.
Lei fece scivolare i soldi nella tasca del grembiule. Dieci minuti.
Che macchina aveva? domandai.
La donna si strinse nelle spalle. Non saprei. Una qualunque. Marrone. Con i vetri oscurati.
Non le ha detto niente? Non so, se stava tornando a casa, cose del genere? chiesi ancora.
No, non ha detto niente.
Grazie le disse Vince. Mi indic con un cenno della testa il pick-up e ci allontanammo.
Merda! esclam Vince, una volta risaliti a bordo.
Merda!
E adesso? domandai. Non mi veniva in mente niente.
Vince rimase qualche istante a riflettere. Devi passare da casa a prendere qualcosa?
domand.
In che senso?
Penso che andremo a Youngstown. Si pu andare e tornare in giornata.
Riflettei su quanto mi aveva detto. S,  probabile che Sloan stia tornando a casa.
E anche se non fosse cos, mi sa tanto che al momento  l'unico posto in grado di fornirti delle
risposte.
Vince si sporse verso di me e io sussultai, temendo che volesse mettermi le mani addosso, ma
voleva solo aprire il vano portaoggetti. Dannazione! protest. Vuoi rilassarti?
Afferr una cartina stradale. Okay, fammi dare un'occhiata. Esamin la cartina, osservando la
zona in alto a sinistra. Eccola qui. A nord di Buffalo, poco sopra Lewiston. Youngstown. Un paesino
minuscolo. Ci metteremo otto ore, pi o meno.
Ci?
Vince tent di ripiegare la cartina nella forma originaria, ma, non riuscendoci, la appallottol e
me la porse. Questo  compito tuo. Se riesci a piegarla come si deve, potrei anche lasciarti guidare per
un po'. Ma non provare neanche a toccare la radio. La radio  off limits.
Capitolo 39
Osservando la carta stradale, il percorso pi breve era tagliare dritto verso nord, attraversando il
Massachusetts fino a Lee, per poi puntare a ovest ed entrare nello Stato di New York, e infine
imboccare la superstrada fino ad Albany e proseguire a ovest, verso Buffalo.
Quel percorso ci avrebbe fatto passare da Otis, il che significava a un paio di chilometri dalla
cava in cui era stata ritrovata l'auto di Patricia.
Lo dissi a Vince. Ti va di dare un'occhiata? gli chiesi.
Ci eravamo assestati sui 130 all'ora. Vince aveva un sensore per gli autovelox. Stiamo tenendo
una buona media osserv.
Ma s.
Anche se stavolta non c'erano auto della polizia a segnalare lo svincolo, riuscii lo stesso a
ritrovare il sentiero. Il pick-up di Vince, con le sospensioni rinforzate, comp il percorso molto meglio
della mia berlina, e quando superammo l'ultima collina, dove i boschi lasciavano spazio alla radura
affacciata sul precipizio, dall'alto del nostro abitacolo mi sembr che stessimo per tuffarci a volo
d'angelo nel dirupo.
Ma Vince rallent dolcemente, parcheggi e mise il freno a mano, cosa che non gli avevo mai
visto fare prima. Poi scese e si avvi sul bordo del dirupo, per guardare in basso.
Hanno trovato l'auto proprio laggi dissi, affiancandomi a lui e indicandogli il punto.
Vince annu, colpito. Se dovessi far sparire una macchina con qualcuno dentro, mormor
non saprei fare di meglio.
Ero in viaggio con un cobra.
"No, non un cobra. Uno scorpione" pensai, ricordando la vecchia leggenda pellerossa della rana
e lo scorpione, quella in cui la rana acconsente ad aiutare lo scorpione ad attraversare il fiume, a patto
che questi non la punga. Lo scorpione promette di non farlo, ma poi, a met strada, bench il gesto
decreti la morte per entrambi, conficca il pungiglione velenoso nella rana. Quest'ultima prima di morire
gli chiede:
Perch l'hai fatto?. Al che lo scorpione risponde: Perch sono uno scorpione ed  questa la
mia natura.
"A che punto Vince mi punger?" mi domandai.
Quel che  certo  che non sar come per la rana e lo scorpione:
Vince era uno che sopravviveva, sempre.
Arrivati nei pressi del Mass Pike, l'interstatale che attraversa il Massachusetts, il mio telefono
ricominci ad avere campo, cos tentai nuovamente di chiamare Cynthia. Quando non ottenni nessuna
risposta, provai a casa, pur senza troppe speranze.
Non rispose nessuno.
Forse era meglio cos. Preferivo parlarle quando avessi avuto notizie pi concrete e forse, una
volta a Youngstown, ne avrei avuta qualcuna.
Stavo per mettere via il telefono quando mi squill in mano, facendomi sobbalzare.
Terry. Era Rolly.
Ciao.
Notizie di Cynthia?
Le ho parlato prima di partire, ma non mi ha detto dov'era. Comunque mi sembra che lei e
Grace stessero bene.
Prima di partire? Ma dove sei?
Stiamo per imboccare il Mass Turnpike, a Lee. Stiamo andando a Buffalo. Anzi un po' pi a
nord.
Stiamo? Tu e chi?
Rolly,  una lunga storia. E si allunga sempre di pi.
Ma dove stai andando? Mi sembrava seriamente preoccupato.
Magari  una pista fasulla risposi. Ma  anche possibile che abbia trovato la famiglia di
Cynthia.
Stai scherzando!?
No.
Ma, Terry, saranno morti dopo tutti questi anni.
Forse. Non lo so. Magari qualcuno  sopravvissuto. Forse Clayton.
Clayton?
Non lo so. So solo che stiamo andando a un indirizzo che sulla guida del telefono compare
sotto il nome di Clayton Sloan.
Terry, non mi sembra proprio il caso. Non sai in cosa ti stai cacciando.
S, forse replicai, occhieggiando Vince. Ma sono con una persona piuttosto brava a
districarsi nelle situazioni difficili.
A meno che, naturalmente, accompagnarsi a Vince Fleming non fosse gi di per s una
situazione difficile.
Una volta passato il confine dello Stato di New York, dopo aver preso lo scontrino al casello,
non ci volle molto per arrivare ad Albany. Dovevamo mangiare qualcosa e andare in bagno, perci
decidemmo di fermarci in un posto di ristoro lungo l'interstatale. Comprai hamburger e Coca-Cola e li
portai al pick-up, in modo che potessimo mangiare guidando.
Attento a non rovesciare niente mi avvert Vince, che teneva il pick-up immacolato. Non mi
dava l'idea che ci avesse ammazzato nessuno, n che avesse intenzione di farlo, cosa che mi sembr
incoraggiante.
La New York Thruway ci port fino alle pendici degli Adirondacks, leggermente a ovest di
Albany. Se non fossi stato oppresso dall'ansia, avrei anche potuto godermi il paesaggio.
Una volta superata Urica, la strada ritorn pianeggiante, e il paesaggio circostante si appiatt,
perdendo colore. Dalle poche volte che avevo compiuto questo percorso, per esempio quando mi ero
recato a Toronto per un convegno didattico, ricordavo che questo tratto sembrava non finire mai.
Facemmo un'altra sosta fuori Syracuse, senza perdere pi di dieci minuti.
Non parlammo granch. In compenso ascoltammo molto la radio, stazioni scelte da Vince,
naturalmente. Musica country, per lo pi. Scartabellai fra i suoi ed nello scomparto di fronte a me.
Niente Carpenters? domandai.
Il traffico sembrava intensificarsi a mano a mano che ci avvicinavamo a Buffalo. Si stava anche
facendo buio. Dovetti consultare diverse volte la cartina, per dare indicazioni a Vince su come aggirare
la citt. Alla fine, non gli diedi mai il cambio alla guida. Vince era un autista molto pi aggressivo di
me, ed ero pi che disposto a superare la paura della velocit, se questo significava giungere a
Youngstown molto pi in fretta.
Superata Buffalo, proseguimmo verso le cascate del Niagara, senza per concederci la
deviazione per vedere una delle meraviglie del mondo, e proseguimmo lungo la Robert Moses
Parkway, che arriva fino a Lewiston. A un certo punto lo sguardo mi cadde su un ospedale, con una
grande H illuminata che si stagliava contro il cielo notturno, poco distante dalla strada. A nord di
Lewiston, imboccammo l'uscita per Youngstown.
Prima di partire non avevo pensato a segnarmi l'indirizzo esatto di Clayton Sloan, n mi ero
stampato una piantina della citt. Del resto non avevo neanche idea che ci saremmo messi in viaggio.
Ma Youngstown era poco pi che un paese, non una grande citt come Buffalo, e probabilmente non ci
avremmo messo molto a trovare la nostra destinazione. Lasciata la Robert Moses all'altezza di
Lockport Street, svoltammo a sud sulla Main.
Intravidi un bar. Probabilmente hanno gli elenchi telefonici suggerii.
Mangerei volentieri un boccone soggiunse Vince.
Anch'io avevo fame, ma mi sentivo anche divorato dall'ansia.
Ormai mancava poco.
Qualcosa di veloce acconsentii alla fine, e Vince parcheggi.
Una volta entrati nel locale, fummo investiti dall'odore di birra e ali di pollo fritte.
Mentre Vince prendeva posto al bancone e ordinava birra e ali di pollo, trovai un apparecchio a
gettoni, ma niente elenchi telefonici. Il barista mi allung quello che teneva sotto il bancone.
C'era un Clayton Sloan al 25 di Niagara View Drive. Vedendolo nero su bianco mi ricordai che
era l'indirizzo giusto.
Restituii la guida telefonica al barista e gli chiesi indicazioni su come arrivarci.
Proseguite a sud lungo la Main, sar a poco pi di mezzo chilometro.
A destra o a sinistra?
A sinistra. Se giri a destra finisci nel fiume, amico.
Youngstown era sul fiume Niagara, proprio di fronte alla cittadina canadese di
Niagara-on-the-Lake, famosa per il suo teatro dove si tiene lo Shaw Festival in onore di George
Bernard Shaw.
Magari un'altra volta.
Sbocconcellai un paio di ali di pollo e bevvi mezza birra, ma avevo lo stomaco annodato. Non
ce la faccio pi esclamai.
Andiamo.
Vince gett i soldi sul bancone e in un attimo eravamo fuori dal locale.
I fari del camion illuminavano quasi a giorno le insegne stradali e in men che non si dica
scorgemmo l'indicazione per Niagara Drive. Vince svolt a sinistra e percorremmo lentamente la
strada, mentre io controllavo i numeri civici. Ventuno, ventitr酻 mormorai. Eccolo, venticinque.
Invece di fermarsi, Vince prosegu per un centinaio di metri prima di arrestarsi e spegnere i fari.
C'era un'auto davanti al numero 25. Una Honda grigio metallizzato che poteva avere quattro o
cinque anni. Nessuna macchina marrone.
Se Jeremy Sloan stava tornando a casa, a quanto pare l'avevamo battuto sul tempo. A meno che
la sua auto non fosse parcheggiata nel garage adiacente la casa.
Era una villetta a due piani intonacata di bianco, stile anni Sessanta. Ben tenuta. Una veranda,
due sdraio. Il posto non trasudava ricchezza, ma sembrava pi che dignitoso.
C'era anche una rampa d'accesso. Una rampa per sedie a rotelle dalla pendenza minima, che
portava dal vialetto d'ingresso alla veranda. Ci avvicinammo alla porta.
Come intendi giocare la partita? mi domand Vince.
Tu cosa mi consigli?
Non ti sbilanciare troppo sugger Vince.
Le luci in casa erano accese e sentivo i suoni attutiti del televisore provenire dall'interno.
Almeno non avremmo svegliato nessuno.
Allungai un dito verso il campanello, esitando per un istante.
Lo spettacolo comincia mormor Vince.
Suonai il campanello.
Capitolo 40
Lasciai passare un minuto o poco pi e, vedendo che nessuno rispondeva alla porta, lanciai
un'occhiata a Vince. Risuona mi disse, indicando la rampa. Magari ci vuole un po'.
Cos suonai di nuovo. Udimmo un leggero tramestio e un istante dopo la porta si socchiuse, ma
solo di poco, come se ci fosse un intoppo. Quando lo spiraglio si allarg, capii il perch: c'era una
donna sulla sedia a rotelle, che arretrava, poi si sporgeva in avanti per aprire ancora qualche centimetro,
e infine arretrava e si chinava di nuovo in avanti per aprire di pi.
S? ci domand.
Signora Sloan? domandai. Sembrava sulla settantina.
Era sottile, ma da come muoveva la parte superiore del corpo non sembrava fragile. Afferr le
ruote della sedia con una certa fermezza e si spost in modo da bloccarci l'ingresso.
Una coperta in grembo le scendeva fino ai piedi e indossava un golfino marrone su una
camicetta a fiori. I capelli argentei erano raccolti severamente dietro la nuca, non uno solo fuori posto.
Gli zigomi alti recavano una leggera traccia di fard e i penetranti occhi scuri saettavano vivaci da me a
Vince.
I lineamenti suggerivano un passato di notevole bellezza, ma al momento, forse per la piega
impietosa della bocca o per la linea aggressiva della mascella, il viso comunicava una sensazione di
irritabilit, forse anche di crudelt.
La scrutai in cerca di qualche rassomiglianza con Cynthia, ma non ne trovai alcuna.
S, sono io rispose.
Spiacente di disturbarla a quest'ora proseguii. Lei  la moglie di Clayton Sloan?
S, sono Enid Sloan rispose la donna. E ha ragione,  molto tardi. Cosa volete? Dal tono
traspariva chiaramente che, di qualunque cosa si trattasse, non sarebbe stata incline a venirci incontro.
Raddrizz il capo spingendo il mento in fuori, non solo per guardarci in faccia, ma anche per
farci capire che era un osso duro, con cui era meglio non scherzare. Rimasi sorpreso che non si
mostrasse pi impaurita di fronte a due sconosciuti che si presentavano alla sua porta a quell'ora di
notte. Era pur sempre una vecchia signora sulla sedia a rotelle alle prese con due uomini relativamente
giovani.
Lanciai un'occhiata furtiva in sala: mobilio in stile coloniale un po' logoro, i mobili molto
distanziati per permetterle di spostarsi con la sedia a rotelle. Tende e copridivani sbiaditi, qualche vaso
con fiori finti. La folta moquette, un tessuto pettinato che doveva essere costato una fortuna all'epoca,
era ormai macchiata in vari punti e consumata dall'andirivieni della sedia a rotelle.
La tv era accesa e dalla cucina ci giunse un buon profumo.
Annusai l'aria. Sta cuocendo un dolce? domandai.
Torta di carote rispose lei in tono sgarbato. Per mio figlio. Lo aspetto da un momento
all'altro.
Oh risposi, cogliendo la palla al balzo. E per questo che siamo qui. Per Jeremy.
Cosa volete da Jeremy?
Gi, cosa volevamo da Jeremy? O perlomeno, cosa potevamo fingere di volere da Jeremy?
Esitai, incerto sul da farsi, e Vince prese in mano la situazione.
Dov' Jeremy, signora Sloan?
Chi siete?
Siamo noi a fare le domande, signora ribatt Vince. Aveva assunto un tono autoritario, ma
non troppo minaccioso. Mi chiesi se non cercasse di far credere a Enid Sloan di essere un poliziotto.
Chi siete?
Forse, se potessimo parlare con suo marito Possiamo parlare con Clayton?
Non c' rispose Enid. E in ospedale.
Questo mi colse di sorpresa. Oh, mi spiace mormorai.
Si tratta dell'ospedale che si vede arrivando in citt?
Se arrivate dalla parte di Lewiston rispose la donna.
Ormai  ricoverato da diverse settimane. Devo prendere il taxi per andarlo a trovare, ogni
giorno, andata e ritorno. Ci teneva a sottolineare i sacrifici che doveva affrontare per prendersi cura
del marito.
Non pu accompagnarla suo figlio? domand Vince.
Manca da cos tanto tempo?
Aveva delle faccende da sbrigare. Spinse leggermente la sedia in avanti, come a volerci
scaraventare gi dalla veranda.
Spero non sia niente di grave affermai. Per suo marito, intendo.
Mio marito sta morendo ribatt Enid Sloan. Il cancro si  diffuso dappertutto. Ormai  solo
questione di giorni.
Parve esitare, soppesandomi. E lei che ha telefonato? Chiedendo di Jeremy?
Ehm, s risposi. Avevo bisogno di mettermi in contatto con lui.
Mi aveva detto che Jeremy le aveva accennato del suo viaggio in Connecticut mi disse in
tono d'accusa.
S, infatti, mi sembra che avesse detto proprio cos.
Non  vero. Gliel'ho chiesto. Non ha detto a nessuno dove stava andando. Perci come faceva
a saperlo?
Penso sia meglio continuare la discussione dentro intervenne Vince, facendo un passo avanti.
Enid Sloan si afferr alle ruote, tenendo la postazione.
Non credo proprio.
Be', io invece s ribatt Vince afferrando i braccioli della sedia e spingendola all'indietro. Per
Enid non c'era niente da fare.
Ehi esclamai, allungando una mano a sfiorargli il braccio.
Non era mia intenzione mettermi a fare il gradasso con una vecchia signora sulla sedia a rotelle.
Non ti preoccupare mi rassicur Vince. E solo che fa molto freddo fuori e non voglio che la
signora Sloan si prenda un accidente.
La scelta delle parole non mi piacque granch.
La smetta! protest Enid Sloan, schiaffeggiando Vince sulle mani.
Ma lui la spinse all'interno e io non vedevo altra scelta che seguirlo. Mi chiusi la porta alle
spalle.
Non mi pare che ci sia modo di girarci molto intorno mi esort Vince. Tanto vale che le
chiedi quel che volevi chiederle.
Chi cazzo siete? scatt Enid.
Quel tipo di linguaggio mi prese in contropiede. Signora Sloan esordii. Mi chiamo Terry
Archer. Mia moglie si chiama Cynthia. Cynthia Bigge.
La donna mi fiss a bocca aperta. Era rimasta senza parole.
Deduco che il nome le dica qualcosa proseguii. Quello di mia moglie, perlomeno. Forse
anche il mio, ma quello di mia moglie sembra averle fatto un certo effetto.
La donna continu a rimanere in silenzio.
Ho delle domande da rivolgerle. Magari le sembreranno assurde, ma le chiedo solo un po' di
pazienza.
Silenzio.
A ogni modo, ecco qua. Lei  la madre di Cynthia? E lei Patricia Bigge?
La donna fece una risata sprezzante. Non so di cosa sta parlando sibil.
Allora perch ride? ribattei. Sembra conoscere le persone che ho nominato.
Andatevene da casa mia. Quel che sta dicendo  assurdo.
Lanciai un'occhiata a Vince che osservava impassibile.
Hai mai visto la madre di Cyn? gli chiesi. A parte quella sera mentre saliva in macchina?
Vince scosse il capo. No.
Potrebbe essere lei? insistetti.
Vince scrut la donna a occhi socchiusi. Non lo so. Non direi, comunque.
Adesso chiamo la polizia si intromise Enid, cercando di girare la sedia. Vince le si avvicin e
fece per afferrare i braccioli come poco prima, ma lo fermai.
No, aspetta esclamai. Forse  una buona idea. Potremmo aspettare che Jeremy torni a casa e
fargli delle domande con la polizia presente.
La donna si ferm di botto, ma poi chiese: Perch dovrei temere l'arrivo della polizia?.
Questa s che  una bella domanda. Perch mai? Che abbia a che fare con quanto successo
venticinque anni fa? O magari con qualche avvenimento pi recente in Connecticut? Mentre Jeremy era
via? La morte di Tess Berman, la zia di mia moglie? O quella di un detective privato, Denton
Abagnall?
Fuori di qui url lei.
E quanto a Jeremy, proseguii  il fratello di Cynthia, vero?
Mi scocc un'occhiata di puro odio. Non osi mai pi ripetere una cosa del genere sussurr,
appoggiando le mani sulla coperta.
Perch? proseguii. Perch  la verit? Perch Jeremy in realt  Todd?
Che cosa?! Chi glielo ha detto? E una sporca menzogna.
Gettai uno sguardo a Vince, immobile alle spalle della donna, con le mani sulle manopole della
sedia.
Voglio fare una telefonata disse Enid. E casa mia e voglio poter usare il telefono.
Chi vuole chiamare? si inform Vince.
Non sono affari vostri.
Vince mi guard. Vuole chiamare Jeremy. Per avvertirlo. Non mi pare una buona idea.
Che mi dice di Clayton? le domandai. Clayton Sloan  in realt Clayton Bigge? Sono la
stessa persona?
Voglio fare una telefonata sibil di nuovo la donna.
Vince tenne ferma la sedia a rotelle. Non puoi continuare a tenerla ferma cos gli dissi. 
come, non so, un rapimento, un sequestro o roba del genere.
Proprio cos! sbrait Enid Sloan. Non potete farlo, non potete piombare in casa di una
vecchia signora e trattarla in questo modo!
Vince lasci la presa. Va bene, allora, chiami pure la polizia mormor assecondando il mio
bluff. Lasci perdere suo figlio, chiami la polizia.
La sedia rimase immobile.
Devo andare in ospedale dissi a Vince. Voglio vedere Clayton Sloan.
Sta molto male esclam Enid. Non potete disturbarlo.
Solo il tempo di fargli un paio di domande.
Non potete andare! L'ora di visita  passata! E poi Clayton  in coma! Non si accorger
neanche che lei  in camera!
Se fosse stato in coma, Enid non si sarebbe agitata al pensiero che andassi in ospedale.
Andiamo in ospedale dissi a Vince.
Se ce ne andiamo, questa chiama Jeremy e lo avverte che vogliamo parlargli. Potrei sempre
legarla.
Cristo santo, Vince esclamai. Non sopportavo l'idea di legare una donna anziana e disabile,
per quanto odiosa. Anche se questo significava non trovare risposta ai miei interrogativi.
E se tu rimanessi qui con lei?
Vince annu. S, d'accordo. Io e Enid ci faremo una bella chiacchierata, magari spettegolando
un po' sui vicini, quel tipo di cose.
Si chin su di lei in modo da guardarla negli occhi. Non  divertente? Magari mangiamo anche
un po' di torta di carote. Ha un profumino delizioso. Mise una mano in tasca, prese le chiavi del
pick-up e me le lanci.
Le afferrai al volo. In quale stanza ? le chiesi.
Lei mi fiss in silenzio.
Mi dica il numero della stanza o chiamo subito la polizia.
La donna parve rifletterci un istante, per concludere che una volta in ospedale avrei scoperto
facilmente il numero della stanza.
Terzo piano. Stanza 309.
Prima di lasciare la casa, io e Vince ci scambiammo i numeri di cellulare. Salii sul pick-up e
annaspai con la chiave per metterlo in moto. Quando si guida un'auto diversa dalla propria occorre
sempre un po' di tempo per abituarsi. Accesi il motore, trovai le luci, poi feci retromarcia nel viale
d'accesso e partii. Mi ci volle ancora qualche istante per orizzontarmi.
Sapevo che Lewiston era a sud e che dal bar ci eravamo diretti effettivamente a sud, ma non
sapevo se proseguendo in quella direzione sarei arrivato dove volevo. Perci ripercorsi la Main, tagliai
a est e, una volta imboccata l'autostrada, mi diressi a sud.
Quando in lontananza scorsi la grande H illuminata, imboccai la prima uscita e, dopo aver
trovato posto nel parcheggio dell'ospedale, entrai dal Pronto Soccorso. C'era una mezza dozzina di
persone in sala d'aspetto; una coppia con in braccio un bambino in lacrime, un adolescente con i jeans
sporchi di sangue all'altezza del ginocchio e una coppia pi anziana. Superai il banco dell'accettazione,
dove un cartello indicava che l'orario di visita era finito alle otto, quindi un paio di ore prima, e presi
l'ascensore fino al terzo piano.
Sapevo che c'erano buone probabilit che qualcuno mi fermasse, ma speravo di farcela ad
arrivare alla stanza di Clayton Sloan.
Le porte dell'ascensore si aprirono di fronte all'infermeria.
La stanza era deserta. Uscii dall'ascensore e mi fermai un istante, poi voltai a sinistra,
controllando i numeri sulle stanze.
Trovai la 322 e mi accorsi che da quel lato i numeri progredivano, quindi ritornai sui miei passi
e fui costretto a passare nuovamente davanti all'infermeria. Vidi una donna di spalle dietro al banco,
impegnata a leggere una cartella clinica, e passai cercando di fare il meno rumore possibile.
Ricominciai a controllare i numeri. Il corridoio piegava verso sinistra e la prima stanza che
incontrai fu la 309. La porta era socchiusa e la stanza era quasi al buio, a eccezione di una luce al neon
sulla parete dietro il letto.
Era una stanza con un unico posto. Una tenda era tirata fin quasi ai piedi del letto, dove una
cartella medica era appesa a un'intelaiatura di metallo. Feci qualche passo nella stanza, superai la tenda
e vidi un uomo sdraiato supino, con il busto leggermente sollevato. Sembrava sulla settantina. Aria
emaciata e capelli radi. Forse per la chemio. Il respiro era affannoso.
Le braccia distese lungo i fianchi e le dita lunghe, pallide e nodose.
Mi spostai dall'altra parte del letto per rimanere nascosto dalla tenda. C'era una sedia vicino alla
testata e mi sedetti, per rendermi ancora pi invisibile agli occhi di chi passava in corridoio.
Studiai il volto di Clayton Sloan, cercando un particolare che non ero stato in grado di trovare
guardando Enid Sloan.
Qualcosa del naso, forse, un lieve accenno del mento. Allungai una mano per sfiorare
leggermente il braccio dell'uomo e questi emise un lieve grugnito.
Clayton sussurrai.
L'uomo tir su con il naso, ancora mezzo addormentato.
Clayton bisbigliai nuovamente, accarezzandogli il braccio.
Vidi un tubicino infilato all'altezza del gomito. Una flebo.
Sbatt le palpebre e apr gli occhi, tirando ancora su con il naso. Quando mi vide, sbatt
nuovamente le palpebre, cercando di mettermi a fuoco.
Cosa?
Clayton Bigge? domandai.
A sentire quel nome, l'uomo sgran gli occhi e gir la testa di scatto verso di me. Le pieghe del
collo tremolarono.
Chi  lei? sussurr.
Sono suo genero risposi.
Capitolo 41
L'uomo deglut, con il pomo d'Adamo che andava su e gi.
Mio che cosa?
Suo genero ripetei. Il marito di Cynthia.
Apr la bocca per parlare e mi accorsi che aveva la gola secca.
Vuole un po' d'acqua? chiesi a bassa voce. C'erano una brocca e un bicchiere accanto al letto
e gli versai dell'acqua.
Poi presi la cannuccia sul tavolo e gli avvicinai il bicchiere alle labbra, tenendolo accostato.
Ce la faccio da solo disse, prendendo in mano il bicchiere e bevendo dalla cannuccia. Afferr
il bicchiere con pi forza di quanto mi aspettassi. Poi si lecc le labbra e mi restitu il bicchiere.
Che ore sono? domand.
Le dieci passate risposi. Mi spiace di averla svegliata. Stava dormendo profondamente.
Non c' problema rispose. Mi svegliano in continuazione, a qualunque ora del giorno e della
notte.
Trasse un respiro profondo, poi lasci uscire l'aria lentamente.
Allora disse. Dovrei sapere di cosa sta parlando?
Penso di s dissi. Lei  Clayton Bigge.
Un altro respiro profondo. Sono Clayton Sloan.
S, questo  vero, ma  anche Clayton Bigge, sposato un tempo con Patricia Bigge, padre di
Todd e di Cynthia. Viveva a Milford, nel Connecticut, fino a una notte del 1983, quando accadde
qualcosa di terribile.
Distolse lo sguardo e si mise a fissare la tenda. Chiuse la mano a pugno, poi apr le dita e la
richiuse di nuovo.
Sto morendo mormor.
Allora forse  arrivato il momento di togliersi questo peso dal cuore.
Clayton volt la testa per guardarmi. Come si chiama?
Terry. Terry Archer. Esitai. E lei?
L'uomo deglut nuovamente. Clayton rispose. Sono sempre stato Clayton. Abbass lo
sguardo sulle lenzuola.
Clayton Sloan, Clayton Bigge. Fece una pausa. Dipende dove mi trovavo.
Due famiglie? domandai.
L'uomo annu brevemente. Ripensai a quanto mi aveva raccontato Cynthia. Suo padre sempre in
viaggio. Su e gi per il paese. A casa per pochi giorni, poi di nuovo via e di nuovo a casa. A vivere
l'altra met della vita da qualche altra parte
Parve animarsi d'improvviso Cynthia sussurr  qui? E qui con lei?
No risposi. Non non so esattamente dove sia, al momento. Potrebbe anche essere tornata
a casa, a Milford, per quel che ne so. Con nostra figlia Grace.
Grace mormor Clayton. Mia nipote.
S sussurrai, vedendo passare un'ombra in corridoio.
Sua nipote.
Clayton chiuse brevemente gli occhi, come per una fitta di dolore. Ma non credo che fosse
fisico.
Mio figlio esclam poi. Dov' mio figlio?
Todd?
No, non Todd. Jeremy.
Penso che sia sulla strada di ritorno da Milford.
Che cosa?!
Sta tornando a casa. Almeno penso.
Clayton prese un'aria vigile, gli occhi spalancati. Che ci faceva a Milford? Quando ci 
andato? E per quello, allora, che non  venuto qui con sua madre. Poi chiuse gli occhi.
No, no, no mormor.
Che c'? Che succede? chiesi allarmato.
Sollev stancamente una mano, cercando di tacitare le mie domande. Mi lasci in pace
mormor a occhi chiusi.
Non capisco dissi. Todd e Jeremy non sono la stessa persona?
Sollev le palpebre lentamente, come un sipario sul palcoscenico.
Non pu essere sono cos stanco.
Mi chinai su di lui. Odiavo far pressioni su un uomo malato, proprio come non sopportavo che
Vince tenesse prigioniera una donna anziana e disabile, ma c'erano cose che dovevo assolutamente
sapere.
Mi dica insistetti. Todd e Jeremy non sono la stessa persona?
Gir lentamente la testa verso di me. No. Pausa.
Todd  morto.
Quando? Quando  morto Todd?
Quella notte rispose Clayton. Insieme con sua madre.
Dunque erano loro. Nella macchina in fondo alla cava.
Quando fossero arrivati i risultati dei test che confrontavano il DNA di Cynthia con i resti dei
corpi nella macchina, ne avremmo avuto la conferma.
Clayton alz a fatica una mano, indicando il tavolino. Ancora acqua? domandai. Annu. Gli
allungai il bicchiere e l'uomo bevve un lungo sorso.
Non sono conciato male come sembra disse, reggendo il bicchiere come se fosse un'impresa
ardita. A volte, quando Enid viene a trovarmi, faccio finta di essere in coma, cos non sono costretto a
parlarle e lei non la fa troppo lunga con le solite lamentele. Posso anche camminare un po'. Riesco ad
andare in bagno da solo. A volte riesco anche ad arrivare in tempo. Indic la porta dall'altra parte della
stanza.
Quindi Patricia e Todd sono morti tutti e due mormorai.
Clayton chiuse di nuovo gli occhi. Deve assolutamente dirmi cosa ci faceva Jeremy a
Milford.
Non lo so con certezza risposi. Ma penso che ci tenesse d'occhio. Penso che sia entrato in
casa nostra. Non potrei giurarci, ma penso sia stato lui a uccidere la zia di Cynthia, Tess.
Oh, mio Dio sussurr Clayton. La sorella di Patricia? E morta?
E stata accoltellata replicai. E un investigatore che avevamo assunto, anche lui  morto.
Non  possibile. Lei mi aveva detto che aveva trovato lavoro. Nell'Ovest.
Come scusi?
Enid. Mi aveva detto che Jeremy aveva trovato lavoro a Seattle, mi pare. Un buon posto.
Che aveva dovuto trasferirsi laggi. Che sarebbe tornato presto a trovarmi. Che era per quello che non
veniva pi a farmi visita. Pensavo che non gliene importasse granch, che fosse questa la ragione per
cui non veniva. Sembrava perso nei suoi ricordi. Jeremy ecco, non ha colpa di quel che 
diventato. E lei che lo ha ridotto cos. Fa sempre ci che gli dice sua madre. Me lo ha messo contro dal
giorno in cui  nato Non capisco neanche perch Enid mi venga a trovare. Mi dice sempre: "Tieni
duro, tieni duro ancora per un po'". Sembra quasi che non le importi se muoio. Solo non vuole che
muoia adesso. Ha qualcosa in mente. Lo sapevo. Mi ha mentito. Mi ha mentito su tutto. Mi ha mentito
su Jeremy. Non voleva che sapessi dove si trovava.
Perch no? Perch Jeremy  andato a Milford?
Deve averlo visto bisbigli Clayton. L'ha trovato.
Visto cosa? Trovato cosa?
Santo Dio mormor debolmente, appoggiando la testa sul cuscino e chiudendo gli occhi. Poi
prese a scuotere il capo da una parte all'altra. Enid lo sa. Dio del Cielo, se Enid lo sa
Enid sa che cosa? Di che sta parlando?
Se lo scopre, Dio solo sa cosa sarebbe capace di fare
Mi chinai su Clayton Sloan, o Clayton Bigge, e bisbigliai a pochi centimetri dal suo orecchio:
Enid sa che cosa?.
Sto morendo Deve aver chiamato l'avvocato. Non volevo che vedesse il testamento prima
della mia morte Avevo dato istruzioni precise. L'avvocato deve essersi tradito Ero riuscito a
sistemare tutto
Testamento? Che testamento?
Il mio. L'ho fatto modificare. Enid non doveva scoprirlo Se lo scopre Era tutto
sistemato Quando morir andr tutto a Cynthia Enid e Jeremy non avranno nulla,  ci che si
meritano, proprio ci che si meritano Mi fiss a lungo.
Lei non ha idea di cosa sia capace quella donna.
Ma Enid  qui. E a Youngstown. Soltanto Jeremy  andato a Milford.
Jeremy far tutto ci che gli dice sua madre. Per forza. Enid  sulla sedia a rotelle. Non sar in
grado di occuparsene di persona questa volta
Occuparsi di cosa?
Clayton ignor la domanda, troppo preso dai suoi demoni.
Quindi sta tornando? Jeremy  sulla via di casa?
Cos ha detto Enid. Ha lasciato il motel di Milford stamani. Dobbiamo averlo battuto sul
tempo.
Dobbiamo? Pensavo che Cynthia non fosse venuta con lei.
Infatti. Sono venuto con un uomo che si chiama Vince Fleming.
Clayton parve soppesare il nome. Vince Fleming mormor.
Quel ragazzo quello che era in macchina con lei quella sera. Il ragazzo che era con Cynthia
quando li ho scoperti in macchina.
Esatto. Mi sta dando una mano. E rimasto con Enid, adesso.
Con Enid?
Per assicurarsi che non chiami Jeremy avvertendolo che siamo qui.
Ma se Jeremy sta tornando, vuol dire che l'ha gi fatto.
Fatto cosa?
Cynthia sta bene? Aveva uno sguardo disperato. E viva?
Ma certo che  viva!
E sua figlia? Grace? E ancora viva?
Ma di che sta parlando? Certo che  viva.
Perch in caso dovesse succedere qualcosa a Cynthia, andrebbe tutto ai suoi figli  tutto
nero su bianco
Sentii un brivido lungo la schiena. Da quante ore non parlavo con Cynthia? C'era stata quella
breve chiamata al mattino, la nostra unica conversazione da quando era fuggita di notte, portando
Grace con s.
Potevo affermare con certezza che fossero tutte e due sane e salve?
Recuperai il cellulare. Mi pass per la mente che forse non avrei dovuto tenerlo acceso in
ospedale, ma dato che nessuno sapeva che mi trovavo l, non aveva molta importanza.
Composi il numero di casa.
Ti prego, ti prego, fa' che siano a casa sussurrai fra me e me. Il telefono squill una volta, due
tre. Al quarto squillo part la segreteria.
Cynthia esclamai. Se sei a casa, se trovi questo messaggio, chiamami immediatamente. E
urgente.
Chiusi la comunicazione e provai sul cellulare. Di nuovo la segreteria. Lasciai pressoch lo
stesso messaggio, aggiungendo solo: Devi assolutamente chiamarmi!.
Dov'? domand Clayton.
Non lo so risposi a disagio. Considerai brevemente l'idea di chiamare la Wedmore, ma ci
ripensai e composi un altro numero. Squill cinque volte prima che rispondessero.
Un clic del ricevitore sollevato, un raschiare di voce.
Pronto?
Voce assonnata.
Rolly? Sono Terry.
Clayton batt le palpebre sentendo il nome di Rolly.
S, s, non ti preoccupare disse Rolly. Avevo appena spento la luce. Hai trovato Cynthia?
No, ma ho trovato qualcun altro.
Che cosa?
Ascolta, non ho tempo di spiegarti, ma devo assolutamente trovare Cynthia. Non so dirti da
dove cominciare. Vai a casa, controlla se c' la macchina. Se c', batti alla porta, buttala gi, se
necessario, e controlla se lei e Grace sono dentro. Comincia a chiamare gli alberghi, non lo so,
qualunque cosa ti venga in mente.
Terry, ma che succede? Chi hai trovato?
Rolly, ho trovato suo padre. Silenzio dall'altra parte della cornetta.
Rolly?
S, s, ci sono Non non ci posso credere.
Nemmeno io.
Che cosa ti ha detto? Ti ha raccontato cos' successo?
Abbiamo appena cominciato. Sono a nord di Buffalo, in ospedale. Non  in buone condizioni.
Sta parlando?
S. Ti riferir appena posso. Ma devi cercare Cynthia. E se la trovi, dille di chiamarmi
immediatamente.
D'accordo. Vado subito. Mi sto vestendo.
E Rolly soggiunsi. Lascia che sia io a dirglielo. Di suo padre. Avr un miliardo di
domande.
Certo. Appena so qualcosa, ti chiamo.
Mi venne in mente un'altra persona che poteva aver visto Cynthia. Pamela chiamava spesso a
casa e avevo memorizzato il suo numero. Lo composi e attesi diversi squilli prima che qualcuno
rispondesse. Pronto? La voce era assonnata come quella di Rolly. In lontananza sentii una voce di
uomo. Chi ?
Mi scusai con Pamela per l'ora tarda.
Cynthia  scomparsa proseguii. E Grace  con lei.
Oddio esclam Pamela, completamente sveglia ormai.
Sono state rapite o?
No, no, niente del genere. Se n' andata. Voleva stare un po' per conto suo.
Mi aveva detto ieri, o l'altro ieri - Dio, ma che giorno  oggi? - che non sarebbe venuta a
lavorare, perci quando non l'ho vista, non mi sono preoccupata pi di tanto.
Volevo solo dirti che la sto cercando. Se ti dovesse chiamare, dille di mettersi in contatto con
me. Pam, ho trovato suo padre.
Un attimo di silenzio. Poi: Porca puttana!.
Gi mormorai.
E vivo?
Lanciai un'occhiata all'uomo disteso a letto. S.
E Todd? E sua madre?
Quella  un'altra storia. Senti, Pamela, devo andare. Se vedi Cynthia, dille di chiamarmi. Ma
lascia che sia io a darle la notizia.
Merda esclam Pamela. Come se fossi capace di tenere la bocca chiusa.
Chiusi la comunicazione e notai che il cellulare era quasi scarico. Ero uscito di casa in fretta e
non mi ero neanche portato il carica-batterie.
Clayton dissi, cercando di riprendere il filo della conversazione.
Perch pensi che Cynthia e Grace siano in pericolo? Perch temi che possa esser successo loro
qualcosa?
Per via del testamento rispose Clayton. Ho lasciato tutto a Cynthia. Era l'unico modo per
cercare di rimediare a quel che ho fatto. Non basta, lo so, non c' modo di farmi perdonare, ma che
altro potrei fare?
Ma cosa c'entra con il fatto che siano in pericolo? domandai, anche se iniziavo a capire. I
pezzi stavano cominciando, anche se lentamente, a combaciare.
Se Cynthia muore, e se anche vostra figlia muore, tutti i soldi andranno a Enid. Sar lei la
vedova e l'unica erede bisbigli. Enid non permetter mai che sia Cynthia a ereditare. Le uccider
tutte e due per impossessarsi dei soldi.
Ma  pazzesco obiettai. Un omicidio un duplice omicidio attirer troppo l'attenzione. La
polizia riaprir il caso, cominceranno a indagare su quanto  successo venticinque anni fa e la faccenda
le scoppier in faccia, quindi
Mi interruppi.
Un omicidio avrebbe attirato l'attenzione. Senza dubbio.
Ma un suicidio? Nessuno vi avrebbe prestato troppa attenzione.
Specialmente se a commetterlo era una donna da troppo tempo sotto pressione. Una donna che
era andata in tv a raccontare l'esperienza orribile che aveva vissuto venticinque anni prima. Una donna
che aveva chiamato la polizia perch indagasse sulla comparsa di uno strano cappello in casa sua. Cosa
c'era di pi bizzarro? Una donna che aveva chiamato la polizia perch aveva ricevuto una lettera in cui
si rivelava dove fossero i corpi dei famigliari scomparsi. Una lettera scritta con la sua macchina per
scrivere.
Non era difficile immaginare i motivi per cui una donna cos si sarebbe potuta suicidare. Aveva
dovuto convivere troppo a lungo con il senso di colpa. Dopotutto, in che altro modo avrebbe potuto
condurre la polizia in quella cava, se non perch aveva sempre saputo, per tutti quegli anni, dove
fossero i corpi? Che motivo poteva avere chiunque altro di inviare una lettera del genere?
Una donna sopraffatta dal senso di colpa. C'era da stupirsi che avesse deciso di trascinare la
figlia nella sua triste sorte?
Che fosse quello il piano?
Che c'? esclam Clayton. A cosa sta pensando?
E se Jeremy fosse venuto a Milford per tenerci d'occhio? Se ci avesse spiato per settimane,
seguendo Grace fino a scuola?
Al centro commerciale? Per strada di fronte a casa? Se fosse scivolato in casa approfittando di
una nostra disattenzione, e poi se ne fosse andato con la chiave di riserva in modo da poter rientrare a
piacere, e poi durante una di quelle incursioni l'avesse buttata nel cassetto - ricordavo di averla trovata
durante la visita di Abagnall - in modo che pensassimo semplicemente di averla messa nel posto
sbagliato? Se si fosse annotato il nostro indirizzo e-mail e avesse scritto il biglietto con la mia
macchina Royal per condurre Cynthia alla scoperta dei corpi della madre e del fratello?
Aveva potuto occuparsi di tutto prima che cambiassimo le serrature e mettessimo quelle di
sicurezza.
Scossi il capo, sopraffatto. Stavo correndo troppo. Sembrava tutto cos incredibile, diabolico
perfino.
Che Jeremy avesse allestito con cura la messa in scena e stesse tornando ora a Youngstown per
recuperare la madre e riportarla a Milford per l'atto finale?
Mi deve dire tutto sussurrai a Clayton. Tutto quello che  successo quella sera.
Non doveva andare cos셻 mormor Clayton, pi che altro a se stesso. Non potevo
rivederla. Avevo promesso di non farlo, per proteggerla Anche quando Enid avesse scoperto che non
le avevo lasciato niente, c'era una busta sigillata da aprirsi solo dopo la mia morte che spiegava tutto.
Avrebbero arrestato Enid e Cynthia sarebbe stata salva
Clayton, penso anch'io che siano in pericolo, adesso. Sua figlia e sua nipote. Mi deve aiutare,
finch ancora ne ha la forza.
Mi osserv. Mi sembra una brava persona. Sono contento che Cynthia abbia trovato uno come
lei.
Clayton, mi racconti cosa  successo.
Fece un profondo respiro, come a farsi forza per il compito che lo aspettava. Adesso la posso
rivedere afferm.
Starle lontano non  servito a proteggerla. Deglut a fatica.
Mi porti da lei. Mi porti da mia figlia. In modo che possa dirle addio. Mi porti da lei e le dir
tutto. E arrivato il momento.
Non posso portarla fuori di qui obiettai. Ha flebo attaccate dappertutto. Se gliele stacco,
morir.
Morir comunque replic Clayton. I miei vestiti. Sono nell'armadio. Li prenda.
Feci per avvicinarmi all'armadio, poi mi fermai. Anche se decidessi di aiutarla, non la
lasceranno uscire dall'ospedale.
Clayton mi fece cenno di avvicinarmi, poi mi afferr il braccio con una stretta risoluta. Quella
donna  un mostro sussurr. Non c' modo di fermarla quando si mette in testa una cosa. Per anni ho
vissuto nella paura, assecondandola, terrorizzato da quel che avrebbe potuto fare. Ma adesso di cosa
dovrei avere paura? Cos'altro mi pu fare? Mi rimane poco tempo, ma forse, posso ancora salvare
Cynthia e Grace. Non ci sono limiti a quel che Enid pu fare.
Per il momento non pu fare niente ribattei. C' Vince che la tiene d'occhio.
Clayton mi guard, restringendo gli occhi a due fessure.
Siete andati a casa? Avete bussato alla porta?
Annuii.
E lei ha aperto?
Annuii di nuovo.
Le  sembrata impaurita?
Mi strinsi nelle spalle. Non particolarmente.
Due uomini che si presentano alla sua porta, di sera tardi, e lei non ha paura. Non le 
sembrato strano?
Un'altra scrollata di spalle. Forse, immagino di s.
Non avete guardato sotto la coperta, vero? mormor Clayton.
Capitolo 42
Recuperai il cellulare e chiamai Vince. Forza, rispondi mormorai, sentendomi afferrare
dall'ansia. Non riuscivo a trovare Cynthia e adesso stavo facendomi prendere dal panico per la sorte di
un tizio che fino al giorno prima avrei considerato un comune delinquente.
Risponde? si inform Clayton, cercando di buttare gi le gambe dal letto.
No risposi. Dopo sei squilli part la segreteria. Non lasciai messaggi. Devo assolutamente
tornare l.
Mi dia un minuto replic, spostandosi lentamente verso il bordo del letto.
Mi avvicinai all'armadio, trovai un paio di pantaloni, una camicia e una giacca leggera. Ha
bisogno di aiuto? chiesi, appoggiando i vestiti sul letto.
No, ce la faccio. Aveva il fiato corto. Vede per caso delle calze e della biancheria l
dentro?
Diedi un'altra occhiata nell'armadio e non vidi nulla, poi controllai nel comodino accanto al
letto. Ecco qua esclamai, porgendogli calze e mutande.
Avrei voluto aiutarlo ad alzarsi, ma doveva prima togliersi il tubo della flebo. Clayton stacc il
cerotto dal braccio e si sfil l'ago.
Ne  proprio sicuro? insistetti.
Clayton annu, facendomi un pallido sorriso. Se c' anche solo una possibilit di rivedere
Cynthia, trover la forza.
Che sta succedendo qui?
Ci voltammo di scatto verso la porta. Un'infermiera era ferma sulla soglia, una donna di colore
magra, sui quarantacinque anni, con un'espressione sbalordita sul viso.
Signor Sloan, cosa diavolo pensa di fare?
Clayton si era appena calato i pantaloni del pigiama ed era fermo in piedi davanti a lei, mezzo
nudo. Le gambe erano pallide e scarne, i genitali avvizziti, ridotti quasi a niente.
Mi stavo vestendo rispose. Cosa credeva che facessi?
Lei chi ? mi domand la donna.
Suo genero dissi.
Non l'avevo mai vista prima ribatt l'infermiera. Non sa che l'orario di visita  terminato?
Sono appena arrivato in citt e dovevo vedere subito mio suocero.
Deve andarsene adesso asser la donna. E lei, signor Sloan, torni immediatamente a letto.
Avvicinandosi al letto si accorse della flebo staccata. Per l'amor del cielo, ma cosa ha fatto?!
Me ne sto andando disse Clayton, infilandosi i boxer bianchi. Nelle condizioni in cui era, le
sue parole parvero assumere un significato sinistro. Si appoggi a me per tirarsi su i boxer.
E proprio quel che le capiter se non riattacca subito la flebo esclam l'infermiera. Non se
ne parla nemmeno. Non mi costringa a chiamare il suo medico nel cuore della notte.
Faccia come crede ribatt Clayton.
Per prima cosa chiamer la sicurezza insistette la donna, voltandosi di scatto e uscendo di
gran carriera dalla porta.
So di chiederle molto, ma deve sbrigarsi lo incitai. Vado a vedere se trovo una sedia a
rotelle.
Ritornai in corridoio, scorsi una sedia a rotelle libera vicino all'infermeria. Avvicinandomi di
corsa a prenderla, vidi l'infermiera al telefono. La donna fin la chiamata e si accorse che stavo
ritornando velocemente nella stanza di Clayton spingendo la sedia a rotelle.
Mi raggiunse di corsa, afferr la sedia con una mano e il mio braccio con l'altra. Signore
esclam, abbassando la voce per non svegliare gli altri pazienti, ma mantenendo un tono autoritario
non pu portarlo fuori dell'ospedale.
 lui che vuole uscire obiettai.
Allora non ragiona pi ribatt la donna. E in tal caso dovr farlo lei.
Mi divincolai dalla stretta.  assolutamente necessario che esca.
E chi lo dice?
Lo dice lui. Abbassai a mia volta la voce, parlando con grande seriet. Potrebbe essere la
sua ultima possibilit di rivedere la figlia. E la nipote.
Se vuole vederle, possono venire a trovarlo. Potremmo anche chiudere un occhio sull'orario di
visita, se  questo il problema.
La faccenda  un po' pi complicata di cos.
Sono pronto disse Clayton. Ce l'aveva fatta ad arrivare alla porta della camera. Si era messo
le scarpe senza calzini e non aveva abbottonato del tutto la camicia, ma si era infilato la giacca e
sembrava che si fosse passato le dita fra i capelli.
Aveva l'aria di un vecchio senzatetto.
Ma l'infermiera non aveva intenzione di arrendersi. Lasci la sedia a rotelle e si piazz a pochi
centimetri dal viso di Clayton.
Non pu andarsene, signor Sloan. Deve essere dimesso dal suo medico, il dottor Vestry, e le
assicuro che non glielo permetter. Vado a chiamarlo immediatamente.
Avvicinai la sedia a rotelle in modo che Clayton potesse sedersi. Poi la voltai velocemente e mi
diressi all'ascensore.
L'infermiera ritorn di corsa al banco e si attacc al telefono.
Sicurezza! grid. Avevo detto che era un'emergenza!
Le porte dell'ascensore si aprirono, spinsi dentro Clayton, schiacciai il pulsante del pianoterra e
rimasi a guardare l'infermiera che ci fissava accigliata, fino a che le porte non si richiusero.
Quando si apre dissi a Clayton la spinger fuori a tutta velocit.
L'uomo non rispose, limitandosi ad afferrare saldamente i braccioli della sedia. Avrei voluto
potergli mettere la cintura di sicurezza.
Le porte si aprirono e vidi che una quindicina di metri di corridoio separavano l'ascensore
dall'uscita di emergenza e dal parcheggio antistante. Si tenga forte sussurrai e partii di corsa.
La sedia a rotelle non era stata progettata per gare di velocit, ma la spinsi al limite, tanto da far
cigolare le ruote. Temevo che da un momento all'altro potesse inclinarsi a destra o a sinistra sbalzando
fuori Clayton, che si sarebbe spaccato la testa ancor prima di arrivare al pick-up di Vince. Quindi feci
forza sulle maniglie, facendola impennare leggermente sul davanti.
Clayton mantenne la presa.
La coppia anziana, che era seduta in sala d'aspetto quando ero entrato, stava arrancando
lentamente lungo il corridoio.
Toglietevi di mezzo! urlai. La donna volt la testa e riusc a tirar indietro il marito appena in
tempo, prima che lo caricassi a tutta velocit con la sedia a rotelle.
I sensori delle porte a scorrimento non potevano reagire cos in fretta e dovetti frenare per
evitare di mandare a sbattere Clayton contro il vetro. Rallentai quanto potevo senza frenare troppo
bruscamente e sbalzarlo dalla sedia, e d'un tratto sentii gridare alle nostre spalle. Ehi, ferma, amico!
Probabilmente la guardia di sicurezza.
Ero cos pompato di adrenalina che non mi fermai a riflettere.
Agivo solo d'istinto ormai. Mi voltai di scatto, usando lo slancio della rincorsa e, chiudendo
contemporaneamente la mano a pugno, colpii il mio inseguitore alla tempia.
Non era un tizio molto grosso, forse 75 chili per 1,75 di altezza, capelli neri e baffi neri. Doveva
pensare che l'uniforme e il cinturone con la pistola sarebbero bastati a intimorirmi e per fortuna,
credendo forse che un uomo che spingeva un paziente sulla sedia a rotelle fosse una minaccia
inesistente, non aveva estratto l'arma.
Si sbagliava.
Croll a terra come una marionetta a cui erano stati tagliati i fili. Da qualche parte sentii una
donna gridare, ma non persi tempo a vedere di chi si trattasse o se ci fosse qualcun altro che mi
inseguiva. Scattai nuovamente verso le porte, tenendo forte la sedia per le maniglie, e ripresi a spingere
Clayton fino al parcheggio e al pick-up.
Feci scattare il comando a distanza e aprii la portiera del passeggero. La vettura era molto alta e
dovetti aiutare Clayton a salire. Poi sbattei la portiera, feci il giro della macchina, mi misi al volante e
ingranai la retromarcia, prendendo in pieno la sedia a rotelle con la ruota destra. Avevo graffiato il
paraurti.
Merda esclamai, pensando a come ci tenesse Vince.
Uscii dal parcheggio sgommando e mi diressi veloce verso l'autostrada. Dallo specchietto
retrovisore ebbi una fugace visione di un gruppetto di persone che sbucava di corsa dalle porte del
Pronto Soccorso per vedere cosa stesse succedendo.
Dobbiamo passare da casa mia mormor Clayton, che aveva gi l'aria esausta.
Lo so. E l che sto andando. Voglio capire perch Vince non risponde al telefono e assicurarmi
che vada tutto bene. Magari anche bloccare Jeremy quando si far vivo, sempre che non sia gi
arrivato.
E c' una cosa che devo prendere disse Clayton. Prima di andare da Cynthia.
Che cosa?
Fece un gesto stanco con la mano. Dopo.
Chiameranno la polizia dissi, riferendomi al personale dell'ospedale. Ho praticamente rapito
un paziente e atterrato una guardia di sicurezza. Cercheranno questo pick-up.
Clayton rimase in silenzio.
Spinsi il Dodge ben oltre il limite di velocit consentito, guardando continuamente nello
specchietto in attesa dei lampeggianti della polizia. Riprovai con il cellulare di Vince, ma senza
successo. Le batterie erano ormai agli sgoccioli.
Quando finalmente scorsi l'uscita per Youngstown, trassi un sospiro di sollievo: fuori
dall'autostrada mi sentivo molto meno vulnerabile.
E se invece la polizia fosse ad aspettarci a casa degli Sloan?
Di certo in ospedale sarebbero stati in grado di risalire all'indirizzo del paziente e avrebbero
avvisato la polizia. Quale paziente terminale non desidera andare a casa per morire nel proprio letto?
Imboccai la Main, girai a sinistra, proseguii per un paio di chilometri e svoltai nella via degli
Sloan. Avvicinandosi mi sembr tutto tranquillo, qualche luce all'interno. La Honda Accord sempre
parcheggiata di fronte.
Nessuna pattuglia della polizia in vista. Per il momento.
Vado a parcheggiare sul retro, cos non ci possono vedere dalla strada. Clayton annu. Mi
infilai con il pick-up nel giardino sul retro, spensi fari e motore.
Vada avanti mi esort Clayton. Vada a vedere come sta il suo amico. Io la raggiungo.
Balzai gi di corsa e mi avviai alla porta di servizio. Quando la trovai chiusa a chiave, presi a
battere sullo stipite. Vince! gridai.
Guardai dalle finestre, ma non riuscii a cogliere alcun movimento.
Aggirai la casa, controllando che non arrivasse la polizia, e provai dalla porta principale.
Era aperta.
Vince! gridai, entrando nell'ingresso. Non vidi n Enid Sloan, n la sedia a rotelle, e tanto
meno Vince.
Almeno finch non entrai in cucina.
Enid non c'era e neppure la sedia a rotelle. Ma Vince giaceva a terra, la camicia zuppa di
sangue.
Vince mormorai, inginocchiandomi accanto a lui. Cristo, Vince! Pensavo fosse morto, ma
sentii un gemito. Oddio, amico, sei ancora vivo!
Terry sussurr, con la guancia destra premuta sul pavimento.
Aveva aveva una fottutissima pistola sotto la coperta.
Gli occhi erano rovesciati all'indietro e dalla bocca usciva della schiuma rossastra. Un cazzo di
imbarazzo
Non parlare lo esortai. Chiamo subito il 911.
Trovai il telefono e digitai il numero di emergenza.
Hanno sparato a un uomo sbraitai. Diedi l'indirizzo, li esortai a fare in fretta, ignorai le loro
domande e riappesi.
Il figlio  tornato a casa bisbigli Vince, quando mi inginocchiai nuovamente al suo fianco.
Jeremy lei gli  andata incontro sulla porta, non l'ha fatto neanche entrare dicendogli che
dovevano uscire immediatamente. Gli aveva telefonato dopo avermi sparato pregandolo di
sbrigarsi.
Jeremy  stato qui?
Li ho sentiti parlare Dell'altro sangue gli sgorg dalle labbra.
Stanno tornando indietro. Non gli ha neanche permesso di entrare a pisciare. Non voleva che
mi vedesse non glielo ha detto
Cosa diavolo aveva in mente Enid?
Sentii Clayton arrancare per entrare dalla porta d'ingresso.
Fa un male cane, cazzo mormor Vince. Brutta stronza di una vecchia.
Andr tutto bene, te la caverai dissi.
Terry mormor a voce talmente bassa che quasi non lo sentii. Avvicinai l'orecchio alla sua
bocca. Prenditi cura di Jane okay?
Tieni duro, amico. Tieni duro.
Capitolo 43
Enid non apre mai la porta senza una pistola sotto la coperta disse Clayton. Specialmente
quando  in casa da sola.
Era riuscito ad arrivare in cucina e guardava Vince Fleming, sostenendosi con una mano al
tavolo e cercando di riprendere fiato. I pochi passi dal pick-up fino alla porta d'ingresso lo avevano
spossato.
E facile prenderla sotto gamba disse, una volta ricuperate le forze. Una vecchia signora sulla
sedia a rotelle. Avr aspettato il momento giusto. Non appena le ha voltato le spalle ed  stato
abbastanza vicino per non mancarlo, gli ha sparato.
Scosse il capo. Impossibile farcela contro Enid.
Accostai nuovamente la bocca all'orecchio di Vince. Ho chiamato l'ambulanza. Stanno
arrivando.
Okay mormor Vince, chiudendo gli occhi, con le palpebre che sussultavano.
Ma dobbiamo andare. Dobbiamo inseguire Enid e Jeremy. Stanno andando a cercare mia
moglie e mia figlia.
Fa' quello che devi sussurr Vince.
Ha detto che Jeremy  tornato riferii a Clayton. Enid non l'ha fatto neanche entrare in casa, e
l'ha rispedito subito fuori.
Clayton annu lentamente. Non certo per proteggerlo.
Che cosa?
Se non gli ha permesso di vedere cosa aveva fatto, non era per proteggerlo. Non voleva che
Jeremy sapesse.
Perch?
Clayton fece un paio di respiri profondi. Devo sedermi ansim. Mi rialzai dal pavimento e lo
aiutai a sedersi. Guardi nella credenza mi disse. Dovrebbe esserci del Tylenol o qualcosa di simile.
Dovetti scavalcare le gambe di Vince e aggirare la pozza di sangue che si stava allargando a
terra per arrivare alla credenza.
Trovai del Tylenol extrastrong e, nello scomparto accanto, i bicchieri. Ne riempii uno di acqua e
rifeci lo stesso percorso, cercando di non scivolare.
Il Tylenol aveva un tappo di sicurezza che si rivel superiore alle forze di Clayton. Aprii il
flacone, feci scivolare fuori due pastiglie e gliele porsi.
Quattro disse Clayton.
Tenevo l'orecchio teso in attesa della sirena dell'ambulanza.
Speravo che facesse in fretta, ma volevo andarmene prima del suo arrivo. Posai altre due
pastiglie sulla mano di Clayton e gli allungai il bicchiere d'acqua. Dovette prenderne una alla volta.
Sembr metterci un'eternit. Quando ebbe finito, gli domandai: Perch? Perch non voleva farlo
sapere a Jeremy?.
Perch se Jeremy l'avesse scoperto poteva costringerla a mandare tutto all'aria. L'intero piano.
Con quest'uomo a terra ferito, il nostro incontro in ospedale, e con il fatto che adesso sapete chi  in
realt Jeremy,  ovvio che sta andando tutto a rotoli. Se faranno quel che temo, non hanno pi molte
possibilit di cavarsela.
Ma dovrebbe saperlo anche Enid obiettai.
Clayton fece un mezzo sorriso. Non conosce Enid. Per lei conta solo l'eredit. E come
accecata, qualunque ostacolo possa frapporsi sul suo cammino, non lo vede. E come se avesse i
paraocchi in questo genere di cose.
Lanciai un'occhiata all'orologio a parete, che aveva la forma di una mela spaccata a met. Luna
e sei.
Quanto vantaggio avranno? domand Clayton.
Qualunque vantaggio abbiano,  sempre troppo risposi.
Guardando il bancone, notai un rotolo di alluminio e alcune briciole.
Ha impacchettato la torta di carote mormorai. Per mangiarla lungo la strada.
D'accordo sospir Clayton, cercando di recuperare le forze per alzarsi. Cancro di merda, mi
sta devastando. La vita non  altro che dolore e sofferenza, e poi te ne vai in questo modo orrendo.
Devo prendere una cosa soggiunse, una volta in piedi.
Il Tylenol? Qualche altra medicina?
S, il Tylenol, certo. Ma anche qualcos'altro. Non credo di avere la forza di scendere a
prenderlo.
Mi dica dov'.
In cantina, c' una panca da lavoro su cui  appoggiata una cassetta per gli attrezzi rossa.
Okay.
La apra e sollevi il primo ripiano. Sotto c' una cosa fissata con il nastro adesivo.
La porta della cantina si trovava appena fuori dalla cucina.
Prima di accendere la luce, mi voltai verso Vince. Come va?
Cazzo mormor lui.
Scesi i gradini di legno. Faceva fresco e aleggiava un odore di muffa. Il posto era un ammasso
disordinato di scatoloni e decorazioni natalizie, qualche pezzo di mobilia in disuso, un paio di trappole
per topi in un angolo. La panca si trovava lungo la parete in fondo alla stanza, ed era stipata di barattoli
di vernice mezzi vuoti, brandelli di carta vetrata, attrezzi disseminati qua e l e una cassetta per gli
attrezzi tutta graffiata e ammaccata.
L'unica luce era rappresentata da una lampadina da cui pendeva una catenella. La tirai per
poterci vedere meglio. Feci scattare i due ganci che chiudevano la cassetta e sollevai il coperchio. Il
primo ripiano era ingombro di viti arrugginite, lame seghettate rotte, cacciaviti. Capovolgendolo avrei
fatto un casino pazzesco, ma tanto a chi fregava? Decisi comunque di limitarmi a sollevarlo di poco,
per vedere cosa ci fosse attaccato sotto.
Era una busta. Una normale busta da lettera, macchiata e impolverata, incollata al ripiano con
un nastro adesivo giallo.
Con l'altra mano staccai la busta. Non ci avevo messo molto.
L'ha trovata? chiam Clayton in cima alle scale.
S risposi. Posai la busta sulla panca, rimisi il ripiano nella cassetta e la chiusi. Poi presi la
busta sigillata e la rigirai fra le mani. Non c'era scritto niente, ma in controluce vidi un foglio
all'interno.
Non c' problema disse Clayton. Se vuole pu aprirla.
Strappai un lembo della busta, ci soffiai dentro, allungai due dita e delicatamente estrassi il
pezzo di carta e lo spiegai.
E molto vecchia esclam Clayton. Faccia attenzione.
Lessi il contenuto del foglio e mi sentii mancare il fiato.
Quando tornai in cima alle scale, Clayton mi spieg brevemente le circostanze che avevano
portato ai fatti descritti nella lettera e mi disse cosa voleva che ne facessi.
Me lo promette? mi chiese infine.
Glielo prometto replicai, infilandomi la busta in tasca.
Tornato in cucina, scambiai ancora due parole con Vince.
L'ambulanza sar qui a momenti, pensi di poter tener duro?
Vince aveva una buona tempra; se c'era qualcuno in grado di farcela, era proprio lui. Vai a
salvare tua moglie e tua figlia mi esort. E se trovi quella puttana sulla sedia a rotelle, gettala sotto
una macchina. Fece una pausa. C' una pistola sul pick-up. Avrei dovuto prenderla. Che stupido.
Gli toccai la fronte. Andr tutto bene.
Vai sussurr.
Mi voltai verso Clayton. La Honda parcheggiata sul davanti va ancora?
Certo,  la mia macchina. Non l'ho guidata molto da quando mi sono ammalato.
Sar meglio abbandonare la vettura di Vince osservai.
La polizia la star cercando. All'ospedale mi hanno visto mentre uscivo dal parcheggio e i
poliziotti saranno ormai risaliti al numero di targa.
Clayton annu, indicandomi un piatto decorativo su una mensola davanti alla porta d'ingresso.
L sopra ci dovrebbe essere un mazzo di chiavi disse.
Mi dia solo un secondo mormorai.
Corsi sul retro della casa e aprii la porta del pick-up. C'erano diversi nascondigli possibili, lungo
le portiere, fra i sedili, nel cruscotto. Cominciai a setacciarli. In fondo al vano centrale, sotto una pila di
carte stradali, trovai la pistola.
Non me ne intendo granch di pistole e certo non mi sentivo a mio agio a infilarmene una nella
cintura dei pantaloni.
Avevo gi abbastanza problemi anche senza aggiungere alla lista una ferita autoinflitta. Usando
la chiave di Clayton, aprii la portiera della Honda, salii al posto di guida e infilai la pistola nel vano
portaoggetti. Dopodich misi in moto e feci il giro del vialetto per avvicinarla il pi possibile alla porta
d'ingresso.
Clayton usc di casa e affront tentennante qualche gradino.
Scesi dalla macchina, aprii la portiera del passeggero e lo aiutai a prendere posto. Poi gli
agganciai la cintura di sicurezza.
Okay dissi, riposizionandomi al volante. Andiamo.
Mi immisi sulla strada, girai a destra sulla Main, dirigendomi a nord. Appena in tempo
mormor Clayton. Un'ambulanza, seguita a ruota da due pattuglie della polizia con i lampeggianti in
funzione, ma senza sirene, ci sfrecci davanti in direzione opposta. Appena superato il bar in cui ci
eravamo fermati all'arrivo, svoltai verso est per tornare sulla Robert Moses.
Una volta in autostrada, fui tentato di pigiare sull'acceleratore, ma temevo di essere fermato.
Cos mi assestai a una velocit contenuta, sopra il limite, ma non abbastanza da attirare l'attenzione.
Aspettai di superare Buffalo e poi puntai in direzione di Albany. Non potevo certo dire di essere
rilassato, ma una volta frapposta una certa distanza fra noi e Youngstown, la paura di essere fermato
per quanto successo all'ospedale o per quel che la polizia aveva trovato a casa degli Sloan cominci a
scemare.
Solo allora mi voltai verso Clayton, che era rimasto tutto il tempo in silenzio, con la testa
appoggiata all'indietro. Allora, mi racconti. Tutto quanto.
Okay mormor l'uomo, schiarendosi la gola.
Capitolo 44
Il matrimonio era nato da una menzogna.
Il primo matrimonio, specific Clayton. Be', anche il secondo.
Ci sarebbe arrivato fra breve. Era un viaggio lungo fino al Connecticut. C'era tutto il tempo.
Ma prima voleva parlare del matrimonio con Enid. L'aveva conosciuta alle superiori, a
Tonawanda, un sobborgo di Buffalo.
Poi era andato al Canisius College, fondato dai gesuiti, e aveva seguito corsi di economia, con
qualche infarinatura di filosofia e religione. Non era molto lontano da casa, quindi avrebbe potuto
continuare a vivere con i suoi, facendo avanti e indietro ogni mattina; ma aveva trovato una stanza a
buon mercato, poco fuori dal campus, contento di togliersi per un po' da casa dei genitori.
Una volta terminati gli studi, chi aveva trovato ad aspettarlo nel vecchio quartiere? Proprio
Enid. Avevano cominciato a uscire insieme e aveva ben presto capito quanto Enid fosse determinata,
abituata a ottenere sempre ci che voleva e disposta a usare quel che la natura le aveva elargito a
proprio vantaggio. Era attraente, aveva un corpo fantastico e forti appetiti sessuali, perlomeno durante i
primi tempi del corteggiamento.
Una notte gli aveva confessato in lacrime di avere un ritardo.
Oh, no aveva mormorato Clayton, pensando come prima cosa ai genitori, a quanto si
sarebbero vergognati, loro che si preoccupavano tanto delle apparenze. Doveva capitare proprio una
cosa del genere, il figliolo che metteva incinta una ragazza! Sua madre avrebbe preteso come minimo
di traslocare, in modo che la notizia non trapelasse ai vicini.
Perci non rimaneva altro che sposarsi.
Un paio di mesi dopo, Enid gli aveva comunicato di non sentirsi bene e di aver preso
appuntamento dal medico, il dottor Gibbs. Si era recata da sola alla visita ed era tornata a casa dicendo
di aver perso il bambino. Un fiume di lacrime. Poi un giorno Clayton, vedendo il dottor Gibbs alla
tavola calda, gli si era avvicinato. So che non dovrei chiederglielo, che sarebbe meglio prendere
appuntamento, ma la prego, devo sapere: dopo aver perso il bambino, Enid potr ancora avere figli?
La risposta del medico era stata pressappoco: Eh?.
Ecco, a quel punto aveva capito chi aveva di fronte. Una donna disposta a tutto per ottenere ci
che voleva.
Avrebbe dovuto lasciarla allora. Ma Enid gli aveva detto che le dispiaceva da morire, che
pensava di essere incinta, ma che aveva avuto paura di andare dal medico per averne la conferma e poi
si era accorta di essersi sbagliata. Clayton non sapeva se crederle o no, e ancora una volta si era
preoccupato dello scandalo che sarebbe seguito, se avesse lasciato Enid avviando le procedure di
divorzio. A quel punto Enid si era ammalata, ed era rimasta a lungo confinata a letto. Vero o no, non lo
sapeva per certo. Fatto sta che non se l'era sentita di lasciarla mentre era malata.
Pi rimandava la decisione, pi diventava difficile andarsene.
Aveva imparato rapidamente che Enid otteneva sempre ci che voleva. In caso contrario, era
l'inferno: urla, oggetti scagliati. Una volta era nella vasca da bagno e Enid, che si asciugava i capelli
poco distante, aveva osservato in tono scherzoso che avrebbe potuto buttare l'asciugacapelli nell'acqua.
Quel che aveva intravisto negli occhi della moglie gli aveva fatto capire che sarebbe stata
capace di farlo, cos, senza pensarci due volte.
Aveva fatto fruttare i suoi studi e aveva trovato lavoro nelle vendite, rifornendo fabbriche e
officine di pezzi di ricambio.
Sarebbe stato costretto a girare per tutto il paese, lo avevano avvertito i datori di lavoro. Da
Chicago a New York, passando per Buffalo. Sarebbe stato continuamente in viaggio. Ma Clayton non
aspettava altro. Finalmente lontano dalle urla, da quegli strani sguardi che gli facevano dubitare che
Enid avesse tutte le rotelle a posto. Paventava sempre i ritorni a casa dopo un lungo viaggio di lavoro,
chiedendosi quale lunga lista di rimostranze lo aspettava non appena avesse messo piede in casa: la
faceva andare in giro con degli stracci, non lavorava abbastanza, quella porta di servizio che cigolava la
faceva impazzire.
L'unico motivo di gioia era rivedere il suo setter irlandese, Flynn, che arrivava sempre di corsa
a salutarlo, non appena sentiva il motore della macchina e rimaneva seduto sul portico, in attesa del suo
ritorno, ogni volta che lui ripartiva.
Poi Enid era rimasta incinta. Davvero, questa volta. Ed era nato un maschietto. Jeremy. Enid lo
adorava. Anche Clayton gli voleva molto bene, ma ben presto si era reso conto di trovarsi nel bel
mezzo di una competizione spietata. Enid voleva l'amore esclusivo del bambino e, quando Jeremy
camminava appena, aveva cominciato la sua campagna denigratoria contro Clayton per rovinare il
rapporto tra padre e figlio. Se voleva crescere forte e avere successo, doveva prendere esempio da lei,
perch era un peccato, ma non c'era un esempio maschile forte in casa. Gli diceva che suo padre non
faceva abbastanza per loro e che le dispiaceva che gli assomigliasse cos tanto fisicamente, ma che con
il tempo era un handicap che avrebbe imparato a superare.
Clayton avrebbe voluto solo fuggire per sempre.
Ma c'era qualcosa in lei, quel suo lato oscuro e inquietante.
Non si poteva sapere come avrebbe reagito al minimo accenno di una separazione o di un
divorzio.
Una volta, prima di partire per un lungo viaggio di lavoro, le aveva detto di volerle parlare.
Seriamente.
Non sono felice le aveva detto. Non credo che la cosa funzioni fra di noi.
Enid non aveva pianto. Non gli aveva chiesto cosa non andasse, o cosa potesse fare per
migliorare le cose fra di loro, per renderlo felice.
Gli si era avvicinata e lo aveva fissato a lungo. Clayton avrebbe voluto distogliere lo sguardo,
ma era come ipnotizzato dalla malvagit che scorgeva in quegli occhi. Era come guardare nell'anima
del demonio. Tu non mi lascerai mai! gli aveva sussurrato, ed era uscita dalla stanza.
"Vedremo" non aveva fatto altro che ripetersi durante tutto il viaggio. Gi, vedremo.
Quando era ritornato, il cane non gli era corso incontro a fargli le feste. E quando aveva aperto
la porta del garage per mettere via la Plymouth, aveva visto Flynn penzolare da una corda, impiccato a
una delle travi.
Enid si era limitata a dirgli: Ritieniti fortunato che stavolta sia solo il cane.
Per quanto amasse Jeremy, voleva fargli credere che il bambino sarebbe stato in pericolo, se
solo avesse deciso di lasciarla.
Clayton Sloan si era dunque rassegnato a una vita di infelicit, umiliazioni e svilimento. Quello
aveva avuto in serbo per lui la vita e con quello avrebbe dovuto convivere. Avrebbe vissuto come un
sonnambulo, se era quello il suo destino.
Aveva cercato in tutti modi di non disprezzare il ragazzo.
Sua madre gli aveva fatto il lavaggio del cervello, convincendolo che il padre non fosse degno
di alcun affetto. Jeremy lo considerava un inetto, una specie di estraneo che viveva in casa con loro. Ma
Clayton sapeva che Jeremy era a sua volta una vittima di Enid.
Come aveva fatto la sua vita a trasformarsi in un inferno, si domandava.
In diverse occasioni aveva pensato di farla finita.
Una volta si era ritrovato ad attraversare la campagna nel cuore della notte. Tornava da
Chicago, costeggiando il lago Michigan e percorrendo un breve tratto dell'Indiana. Davanti a s aveva
visto il parapetto del ponte e aveva pigiato sull'acceleratore.
Centodieci all'ora, poi centoventi, centotrenta. La Plymouth quasi decollava. Aveva sganciato la
cintura di sicurezza, per essere sicuro di volare attraverso il parabrezza e morire. Aveva sterzato
leggermente verso il parapetto, ma poi all'ultimo momento si era perso d'animo ed era rientrato nella
corsia dell'autostrada.
Un'altra volta, un paio di miglia a ovest di Battle Creek, gli era mancato nuovamente il coraggio
ed era rientrato in corsia, ma a causa della velocit la ruota anteriore destra aveva sbattuto contro il
parapetto e lui aveva perso il controllo della vettura. La macchina aveva attraversato di slancio due
corsie, superando lo spartitraffico per arrestarsi nell'erba alta.
Quel che gli faceva sempre cambiare idea all'ultimo momento era il pensiero di Jeremy. Suo
figlio. Aveva paura a lasciarlo da solo con la madre.
Poi un bel giorno era passato da Milford, in cerca di nuovi clienti.
Era entrato in un drugstore per comprare uno spuntino e aveva visto una bellissima ragazza
dietro il banco. Dal tesserino sul grembiule aveva saputo che si chiamava Patricia.
Era davvero bella. Capelli rossi.
E sembrava cos gentile. Cos genuina.
C'era qualcosa nei suoi occhi. Una gentilezza. Una bont d'animo. Dopo aver trascorso gli
ultimi anni cercando di non incontrare lo sguardo di Enid, vedere uno sguardo cos limpido lo aveva
fatto sentire in paradiso.
Ci aveva impiegato un'eternit a scegliere quella barretta di cioccolato. Aveva chiacchierato con
lei del tempo, di come due giorni prima si trovasse a Chicago, di come fosse quasi sempre in viaggio
per lavoro. Poi, prima ancora di rendersene conto, le aveva chiesto: Ti andrebbe di pranzare con me?.
Patricia aveva sorriso, dicendogli che, se fosse ritornato da l a mezz'ora, lei avrebbe avuto
un'ora di pausa.
Per mezz'ora aveva girovagato per il centro di Milford, guardando i negozi e chiedendosi cosa
diavolo stesse facendo.
Era sposato. Aveva una moglie, un figlio, una casa e un lavoro.
Ma messi insieme non facevano una vita. Ed era quello che voleva. Una vita.
Mentre mangiava un panino al tonno nella tavola calda vicino al drugstore, Patricia gli aveva
confessato che di solito non andava a pranzo con gli sconosciuti, ma che c'era qualcosa in lui che la
incuriosiva.
Che cosa? le aveva chiesto.
Penso di conoscere il tuo segreto gli aveva risposto Patricia.
Provo sempre delle sensazioni sulle persone e su di te ne ho una ben precisa.
"Santo Dio" si era detto. Era cos evidente? Quella ragazza era in grado di intuire che era un
uomo sposato? Di leggergli nel pensiero? Anche se quando era entrato nel drugstore aveva indosso i
guanti e dopo si era tolto la fede nuziale, infilandosela in tasca?
Che tipo di sensazione? aveva chiesto.
Sembri turbato. E per questo che attraversi in lungo e in largo il paese? Sei in cerca di
qualcosa?
E il mio lavoro aveva risposto.
Patricia aveva sorriso. Stavo solo pensando che se  sta to il tuo lavoro a portarti a Milford,
forse c' una ragione. Forse vai avanti e indietro per il paese perch devi trovare qualcosa. Non sto
dicendo che si tratti di me. Ma qualcosa, insomma.
Invece si trattava proprio di lei. Clayton ne era certo.
Le aveva detto di chiamarsi Clayton Bigge. Era come se l'idea fosse gi latente dentro di s,
ancor prima di formularla.
Magari all'inizio aveva pensato solo a un'avventura, ma era sempre prudente dare un nome
falso, anche solo per un'avventura.
Per i mesi successivi, ogni volta che il lavoro lo portava appena a sud di Torrington, faceva una
deviazione fino a Milford per vedere Patricia.
Lei lo adorava. Lo faceva sentire importante. Lo faceva sentire una persona che valeva.
Tornando in macchina lungo la New York Thruway, aveva cominciato a riflettere sulla logistica
della situazione.
La societ stava riorganizzando le zone di competenza.
Poteva accaparrarsi quella fra Hartford e Buffalo. Lasciando perdere Chicago. In quel modo alla
fine di ogni viaggio
E poi c'era il problema dei soldi.
Ma Clayton guadagnava bene. Aveva gi preso provvedimenti per nascondere a Enid quanto
guadagnasse in realt e quanto avesse messo via. Tanto, per quanti soldi riuscisse a portare a casa, per
Enid non erano mai abbastanza. Lo sminuiva sempre. E poi spendeva sempre tutto. Perci tanto valeva
metterne da parte un po'.
Potevano bastare, pens, per mettere su una seconda casa.
Sarebbe stato meraviglioso essere felice, almeno per met della sua esistenza. Patricia aveva
detto di s quando le aveva chiesto di sposarlo. I suoi genitori sembravano abbastanza felici, ma sua
sorella Tess non lo aveva mai accettato fino in fondo. Come se ci fosse qualcosa che le sfuggisse, pur
non capendo bene cosa. Non si fidava di lui e mai si sarebbe fidata, ma Patricia lo amava, lo amava
veramente e lo difendeva sempre.
Quando erano andati a scegliere le fedi nuziali, Clayton era riuscito a fare in modo che Cynthia
scegliesse due anelli identici a quello che teneva nascosto in tasca. Pi tardi era tornato dal gioielliere a
restituire il suo e si era ripreso i soldi. In tal modo aveva potuto portare sempre la vecchia fede nuziale,
ovunque si trovasse. Aveva mentito nel compilare i moduli di richiesta per una serie di permessi
municipali e statali, comprese la patente di guida e la tessera della biblioteca - era molto pi facile a
quei tempi, prima dell'11 settembre - e, quando era arrivato il momento, era riuscito a ottenere la
licenza matrimoniale.
Era costretto a ingannare Patricia, ma cercava di essere sempre buono con lei. Perlomeno
quando era a casa.
Lei gli aveva dato due figli: prima un maschietto - l'avevano chiamato Todd - e poi, un paio di
anni dopo, una bambina, Cynthia.
Era come vivere sempre sul filo del rasoio.
Una famiglia in Connecticut. Una nello Stato di New York.
Sempre avanti e indietro fra due esistenze.
Quando era Clayton Bigge, non riusciva a smettere di pensare al momento in cui sarebbe
dovuto ritornare a essere Clayton Sloan. E quando era Clayton Sloan, non vedeva l'ora di rimettersi per
strada e ritornare a essere Clayton Bigge.
Essere Clayton Sloan era pi facile. Almeno era il suo vero nome. Non doveva stare sempre in
guardia, per paura che scoprissero la sua vera identit. La patente, i documenti erano tutti autentici.
Invece quando era a Milford, quando tornava a essere Clayton Bigge, marito di Patricia e padre
di Todd e Cynthia, era sempre sul chi vive. Non oltrepassava mai i limiti di velocit.
Si assicurava sempre di mettere i soldi nel parchimetro; non voleva mai creare il pretesto per un
controllo della patente.
Ogni volta che tornava in Connecticut, si fermava in una zona isolata, toglieva la targa
arancione dello Stato di New York e inseriva quella blu del Connecticut. Poi quando ritornava a
Youngstown compiva l'operazione inversa. Doveva sempre riflettere prima di fare chiamate
extraurbane, assicurarsi di non comprare qualcosa con il nome di Clayton Sloan e dare per sbaglio
l'indirizzo di Milford.
Usava sempre i contanti. Niente tracce cartacee.
Tutto nella sua vita era falso. Il primo matrimonio era fondato su una menzogna di Enid. Il
secondo su una menzogna che lui aveva detto a Patricia. Ma malgrado tutta quella falsit, tutta
quell'ambiguit, era riuscito a trovare la vera felicit, ad avere dei momenti in cui
Devo fare la pip disse Clayton, interrompendo il racconto.
Eh? mormorai.
Devo andare in bagno. Altrimenti la faccio in macchina.
Avevamo appena superato un cartello che segnalava un posto di ristoro a poca distanza. Tra
poco ci siamo dissi.
Come si sente?
Non tanto bene rispose, dando un colpo di tosse. Devo bere un po' d'acqua. E vorrei
prendere ancora del Tylenol.
Non avevo pensato a portarmi una bottiglia d'acqua, vista la fretta con cui eravamo usciti di
casa. Avevamo mantenuto una buona media in autostrada. Erano quasi le quattro di notte ed eravamo
gi vicini ad Albany. Inoltre eravamo anche a corto di benzina, per cui una sosta ci stava proprio.
Aiutai Clayton a infilarsi nel bagno degli uomini e, dopo averlo aspettato, lo riaccompagnai in
macchina. Il breve percorso l'aveva sfinito. Rimanga qui, vado a prendere dell'acqua gli dissi.
Comprai una confezione di acqua da sei, corsi alla macchina, svitai il tappo di plastica di una
bottiglia e la porsi a Clayton. Bevve una lunga sorsata poi prese le quattro Tylenol che gli avevo messo
nella mano e le ingoi una alla volta. Feci il pieno di benzina con gli ultimi contanti che mi erano
rimasti, temendo che la polizia mi avesse ormai identificato e potesse controllare i movimenti della mia
carta di credito.
Mentre risalivo in macchina, pensai che era arrivato il momento di contattare Rona Wedmore e
ragguagliarla sulla faccenda.
Pi Clayton parlava, pi mi sentivo vicino alla verit, che avrebbe messo fine una volta per tutte
ai sospetti della Wedmore su Cynthia. Infilai una mano nella tasca dei jeans in cerca del biglietto da
visita che la donna mi aveva dato la mattina precedente, prima che io mi mettessi in cerca di Vince
Fleming.
Erano segnati il numero dell'ufficio e quello del cellulare, ma niente numero di casa. Era molto
probabile che dormisse a quell'ora di notte, ma avrei scommesso che teneva il cellulare accanto al letto,
sempre acceso, ventiquattr'ore su ventiquattro.
Misi in moto l'auto, mi allontanai dalle pompe di rifornimento e accostai di lato.
Che cosa fa? si inform Clayton.
Devo fare un paio di telefonate.
Prima di parlare con la Wedmore, decisi di fare un altro tentativo con Cynthia. Chiamai sul
cellulare, chiamai casa.
Niente.
La cosa mi diede un certo sollievo, stranamente. Se non sapevo dove fosse, allora neanche
Jeremy Sloan o sua madre lo avrebbero scoperto. Fuggire con Grace si era rivelata inaspettatamente la
miglior mossa che Cynthia potesse fare.
Tuttavia avrei voluto sapere dove si trovava. Se stava bene.
Se Grace stava bene. Restai incerto se richiamare Rolly, ma risolvetti che se avesse scoperto
qualcosa mi avrebbe chiamato lui, anche perch non volevo usare troppo il telefono. La batteria si stava
scaricando rapidamente e a ogni conversazione sembrava scendere a picco.
Composi il numero del detective Rona Wedmore. Rispose al quarto squillo.
Wedmore. Cercava disperatamente di avere una voce sveglia e all'erta, senza molto successo.
Sono Terry Archer.
Signor Archer esclam, gi pi sveglia. Che succede?
Le dico un paio di cose rapidamente. Il mio cellulare sta morendo. Deve assolutamente trovare
mia moglie. Un uomo di nome Jeremy Sloan e sua madre, Enid Sloan, si stanno dirigendo in
Connecticut da Buffalo. Penso abbiano intenzione di trovare Cynthia e ucciderla. Il padre di Cynthia 
vivo. Lo sto riportando a casa con me. Se trova Cynthia e Grace, le prenda in custodia e non le perda
mai di vista, finch non torno.
Mi aspettavo un "Che cosa?" O almeno un "Eh?". Invece la sua risposta fu: Dov' adesso?.
Sulla New York Thruway, di ritorno da Youngstown. Ricorda Vince Fleming? Ha detto che lo
conosceva.
S.
L'ho lasciato in una casa di Youngstown, a nord di Buffalo. Stava cercando di aiutarmi. Enid
Sloan gli ha sparato.
Tutto questo non ha senso ribatt la donna.
Lasci perdere! La prego, trovi Cynthia, d'accordo?
Che macchina hanno Jeremy Sloan e sua madre?
Una macchina marrone
Impala bisbigli Clayton. Una Chevy Impala.
Una Chevy Impala marrone riferii alla Wedmore. Poi girai la testa verso Clayton. Che
targa? L'uomo scosse il capo. Non me la ricordo.
State tornando qui? domand la Wedmore.
S, fra poche ore ci siamo. Cerchi mia moglie, la prego. Ho gi avvertito il mio preside, Rolly
Carruthers. La sta cercando anche lui.
Mi dica cosa
Devo andare ribattei, chiudendo il cellulare e infilandomelo in tasca. Poi ingranai la marcia e
imboccai nuovamente l'autostrada. Allora esclamai tornando al punto in cui Clayton si era interrotto.
C'erano dei momenti in cui cosa? In cui era felice?
Clayton torn con il pensiero al passato.
S, c'erano stati dei momenti di felicit, ma solo quando era Clayton Bigge. Amava fare da
padre a Todd e a Cynthia. E gli sembrava che i due ragazzi contraccambiassero il suo amore, che
addirittura lo guardassero con rispetto. A loro non era stato insegnato, giorno dopo giorno, che il loro
padre era un debole e un inetto. Non che gli ubbidissero sempre, ma quale adolescente lo fa?
Talvolta, di sera, quando erano a letto Patricia gli diceva:
Sembri lontano, da un'altra parte. Ogni tanto hai questo sguardo, come se non fossi presente. E
hai un'aria triste.
E allora lui la prendeva fra le braccia dicendole: Non c' altro posto in cui vorrei essere. Non
era un bugia. Niente era pi vero di quell'affermazione. C'erano dei momenti in cui avrebbe voluto
raccontarle la verit, perch non sopportava pi di vivere nella menzogna. Non sopportava pi la sua
altra vita.
Perch questo era diventata per lui la vita con Enid e Jeremy: l'altra vita. Anche se era quella
l'originaria, quella in cui poteva usare il vero nome, mostrare la patente di guida a un agente di polizia
senza paura, era diventata una vita a cui non sopportava di fare ritorno, settimana dopo settimana, mese
dopo mese, anno dopo anno.
Anche se, per certi versi, ci si era abituato. Abituato alle scuse, ai giochi di destrezza, alle
spiegazioni fantasiose sul perch dovesse stare via per le festivit. Se era a Youngstown per il 25
dicembre, sgattaiolava in una cabina telefonica per poter augurare a Patricia e ai bambini buon Natale.
Una volta, a Youngstown, si era ritirato in disparte, si era seduto e si era messo a piangere. Un
pianto breve, solo per sfogarsi un po' e allentare la tensione. Ma Enid lo aveva sentito ed era scivolata
nella stanza, sedendosi accanto, sul letto.
Lui si era asciugato le lacrime, tentando di ricomporsi.
Enid gli aveva posato la mano sulla spalla. Non fare il bambino gli aveva detto.
A ripensarci, la vita a Milford non era sempre stata idilliaca.
Todd si era ammalato di polmonite quando aveva dieci anni. Ma l'aveva superata bene. Cynthia
da adolescente era diventata incontenibile. Ribelle. Andava in giro con dei brutti tipi. Sperimentava
cose per cui era decisamente troppo giovane.
Alcol e chiss cos'altro.
Toccava a lui far rispettare la disciplina. Patricia era sempre quella pi paziente, pi
comprensiva. Le passer diceva.
E una brava ragazza. Dobbiamo solo farle capire che le siamo vicini.
Il fatto era che, quando era a Milford, Clayton voleva che la loro vita fosse perfetta. E spesso lo
era.
Ma poi arrivava il momento di rimettersi in macchina, fingere di partire per lavoro e ritornare a
Youngstown.
Sin dall'inizio si era chiesto quanto avrebbe potuto resistere.
E c'erano stati momenti in cui il parapetto del ponte gli era sembrata nuovamente l'unica
soluzione possibile.
Talvolta si svegliava la mattina, chiedendosi dove fosse quel giorno.
E chi fosse.
E gli capitava di commettere errori. Enid gli aveva fatto la lista per la spesa perch comprasse
alcune cose a Lewiston.
Una settimana dopo Patricia stava riempiendo la lavatrice ed era entrata in cucina con quel
pezzetto di carta. Che cos'? L'ho trovato nei tuoi pantaloni. Non  la mia calligrafia.
Clayton si era sentito il cuore in gola. Con la mente al galoppo aveva risposto: L'ho trovato nel
carrello l'altro giorno, dev'essere la lista dell'ultima persona che l'ha usato. Mi sembrava divertente
scoprire cosa comprano gli altri, cos l'ho tenuta. Patricia aveva osservato la lista. Chiunque sia, va
matto per le barrette di cereali come te.
Gi aveva risposto sorridendo. Be', di certo non pensavo che producessero milioni di
confezioni solo per me.
E, a quanto pare, doveva aver messo per sbaglio un ritaglio di giornale di Youngstown, con la
foto della squadra di pallacanestro di suo figlio, nel cassetto sbagliato. Lo aveva ritagliato perch, per
quanto Enid lo avesse plagiato, voleva ancora bene al ragazzo. Si rivedeva in Jeremy proprio come si
rivedeva in Todd. Era incredibile come Todd, crescendo, assomigliasse al fratello. Odiare Jeremy
sarebbe stato come odiare Todd e questo non era possibile.
Cos, alla fine di una lunga giornata, dopo un viaggio molto lungo, Clayton Bigge di Milford si
era svuotato le tasche e aveva lasciato inavvertitamente un ritaglio della squadra di pallacanestro di suo
figlio Jeremy di Youngstown nel cassetto del comodino. Aveva ritagliato la foto perch era fiero del
ragazzo e non si era neanche accorto che si trattava del cassetto sbagliato. Nella casa sbagliata, nella
citt sbagliata, nello stato sbagliato.
Doveva aver commesso un errore simile anche a Youngstown.
Per molto tempo non aveva neanche capito quale. Un altro ritaglio, magari. O una lista della
spesa scritta da Patricia.
Alla fine era saltato fuori che si trattava di una bolletta del telefono con l'indirizzo di Milford. A
nome di Patricia.
La cosa aveva attirato l'attenzione di Enid.
Aveva destato i suoi sospetti.
Ma non era da Enid arrivare dritta al punto e chiedere spiegazioni.
Aveva condotto una piccola indagine personale. Attenta a intercettare altri piccoli segnali. A
raccogliere prove.
A costruire il caso. E quando aveva deciso di avere prove a sufficienza, aveva pianificato un
viaggetto per conto suo, la prossima volta che suo marito Clayton fosse partito per lavoro. Un giorno si
era messa in macchina ed era andata a Milford, in Connecticut. Questo prima di finire sulla sedia a
rotelle, ovviamente.
Quando ancora si poteva muovere.
Aveva trovato qualcuno che si occupasse di Jeremy per un paio di giorni. Accompagno mio
marito, questa volta aveva detto. In macchine separate.
Il che ci riporta disse Clayton, bevendo un altro sorso d'acqua alla notte in questione.
Capitolo 45
La prima parte della storia la conoscevo gi. Cynthia aveva ignorato il coprifuoco dei genitori,
dicendo che andava a studiare a casa di Pamela. Clayton era andata a cercarla, l'aveva trovata in
macchina con Vince Fleming, e l'aveva riportata a casa.
Era furiosa disse Clayton. Mi url che si augurava di vedermi morto. Era corsa in camera
sua sbattendo la porta e da quel momento non avevamo sentito pi nulla. Era ubriaca. Dio solo sa cosa
avesse bevuto. Si sar addormentata di botto. Non avrebbe mai dovuto farsela con uno come Vince
Fleming. Suo padre non era nient'altro che un gangster.
Lo so dissi, con le mani sul volante, sfrecciando veloce nel cuore della notte.
Quindi, come dicevo, era stata una brutta scenata. Todd di solito se la godeva a vedere sua
sorella nei guai, sa come sono i ragazzi. Ma non quella volta. Quella volta era stata davvero pesante.
Poco prima che rientrassi insieme a Cynthia, aveva chiesto a sua madre di accompagnarlo a comprare
del cartoncino Bristol. Come ogni adolescente, aveva aspettato all'ultimo per consegnare un lavoro e gli
serviva per completare la presentazione. Era gi tardi e non sapevamo dove diavolo trovarlo il
cartoncino, ma poi Patricia si era ricordata che lo vendevano al drugstore, aperto ventiquattr'ore su
ventiquattro, perci aveva acconsentito ad accompagnarlo.
Toss e bevve dell'altra acqua. Si stava facendo rauco.
Ma prima c'era una cosa che Patricia voleva fare. Mi lanci un'occhiata e mi tastai la tasca
della giacca dove avevo messo la busta. Dopodich lei e Todd erano usciti prendendo l'auto di
Patricia. Ero rimasto seduto in sala, esausto. Sarei dovuto ripartire nel giro di due giorni, rimettermi per
strada e passare un po' di tempo a Youngstown. Mi sentivo sempre un po' depresso in momenti come
quello, alla prospettiva di rivedere Enid e Jeremy. Guard fuori dal finestrino, mentre oltrepassavamo
un tir.
Mi sembrava che Todd e sua madre fossero fuori da troppo tempo. Era passata quasi un'ora. Il
negozio non era cos lontano. Poi a un tratto suon il telefono.
Clayton trasse dei respiri profondi.
Era Enid. Chiamava da una cabina. "Indovina chi ?" mi disse.
Oddio mormorai. Era una telefonata che, in un certo senso, mi aspettavo da sempre. Quel
che non potevo certo immaginare era ci che aveva fatto. Mi disse di incontrarci nel parcheggio di
Denny's. Di fare in fretta. E di portare dei rotoli di Scottex. Cos volai fuori di casa e mi recai da
Denny's, pensando di trovarla nel locale, invece era seduta in macchina. Non poteva scendere.
Perch? domandai.
Non poteva andarsene in giro tutta sporca di sangue, avrebbe attirato troppo l'attenzione.
Improvvisamente sentii un brivido gelido lungo la schiena.
Corsi al suo sportello e dapprima mi sembr che avesse le maniche inzuppate di olio. Era cos
calma. Abbass il finestrino e mi disse di salire. Solo allora mi accorsi che si trattava di sangue. Le
maniche dell'impermeabile, il davanti del vestito. Mi misi a gridare: "Che cosa hai fatto?! Cosa hai
fatto?!". Ma dentro di me lo sapevo gi.
Enid era rimasta parcheggiata davanti a casa nostra. Doveva essere arrivata pochi minuti dopo
che ero rientrato insieme a Cynthia. Aveva trovato l'indirizzo sull'elenco telefonico.
Doveva aver visto la mia auto parcheggiata sul davanti, anche se con la targa del Connecticut. E
cos aveva fatto due pi due. Quando Patricia e Todd erano usciti di casa e si erano allontanati in
macchina, li aveva seguiti. A quel punto doveva essere livida di rabbia. Si era resa conto che avevo una
seconda vita, un'altra famiglia. Li aveva seguiti fino al drugstore, facendo finta di comprare qualcosa
mentre li teneva d'occhio. Chiss che colpo nel vedere Todd. Assomigliava cos tanto a Jeremy.
Dev'essere stata quella l'ultima goccia.
Era uscita dal negozio prima di Patricia e Todd, ed era tornata a grandi passi alla macchina. Il
parcheggio era quasi deserto, poche macchine e nessuno in vista. Cos come adesso tiene sempre una
pistola sotto la coperta, all'epoca portava sempre un coltello nel vano portaoggetti. Lo aveva afferrato
ed era ritornata di corsa verso il drugstore, nascondendosi nel vicolo dietro l'angolo, che a quell'ora era
avvolto dall'oscurit.
Era un vicolo spazioso, usato dai camion delle consegne.
Dopo poco Patricia e Todd erano usciti. Todd aveva un rotolo di cartoncino Bristol avvolto in
un lungo tubo e lo portava sulle spalle come un soldato porta il fucile.
Enid era sbucata dall'oscurit. "Aiuto!" aveva gridato.
Todd e Patricia si erano fermati e si erano voltati verso di lei.
"Mia figlia!" aveva esclamato Enid. "E ferita!"
Patricia le era corsa incontro, seguita da Todd. Enid li aveva preceduti di qualche passo nel
vicolo, poi si era girata verso Patricia e le aveva chiesto: "Lei per caso  la moglie di Clayton?".
Patricia sar rimasta di sasso prosegu Clayton. Prima quella donna grida in cerca di aiuto e
poi, cos d'improvviso, le fa una domanda del genere.
E poi?
Patricia aveva risposto di s. E a quel punto Enid aveva sferrato la prima coltellata, tagliandole
la gola. Senza aspettare un secondo si era poi girata verso Todd, che stava ancora cercando di capire
cosa stesse succedendo - non si dimentichi che era buio - e lo aveva colpito, tagliandogli la gola come
aveva fatto con sua madre.
E le ha raccontato tutto questo? osservai. Enid, voglio dire.
Pi e pi volte rispose Clayton a voce bassa. Adorava parlarne. Lo fa tuttora. Li chiama bei
tempi andati.
E poi cos' successo?
A quel punto aveva trovato una cabina poco distante e mi aveva chiamato. "Li ho uccisi" mi
aveva detto quando ero salito in macchina. "Tua moglie e tuo figlio. Sono morti tutti e due".
Non lo sapeva mormorai.
Clayton annu nell'oscurit.
Non sapeva che ci fosse anche una figlia.
Immagino di no. Forse le sembrava pi simmetrico cos. Avevo una moglie e un figlio a
Youngstown e una moglie e un figlio a Milford. Un secondo figlio identico al primo. Sembrava tutto
perfettamente speculare. Da come parlava avevo capito che non aveva idea che Cynthia fosse in casa,
non sapeva neanche che esistesse. Non ci aveva visti rientrare assieme.
E lei non aveva intenzione di dirglielo.
Ero sotto shock, ma almeno un po' di presenza di spirito mi era rimasta. Enid mise in moto la
macchina e imbocc il vicolo, per farmi vedere i cadaveri. "Mi devi aiutare" disse. "Dobbiamo
sbarazzarci dei corpi".
Clayton si interruppe e rimase in silenzio per un po'. Per un istante mi chiesi se non fosse morto.
Clayton, tutto bene? chiesi infine.
S.
Che c'?
In quel momento avrei potuto compiere una scelta. Ma forse ero troppo sotto shock per
rendermene conto, per capire quale fosse la cosa giusta. Avrei potuto mettere fine a tutto. Rifiutarmi di
aiutarla. Andare alla polizia. Denunciarla. Avrei potuto fermare seduta stante quella follia.
Ma non lo fece.
Mi sentivo colpevole. Avevo condotto una doppia vita. Sarei stato rovinato. Di certo sarei
stato accusato a mia volta. Non della morte di Patricia e Todd. Ma di aver sposato due donne. Credo
che ci siano delle leggi contro la bigamia, se non sei mormone o roba del genere. Ero in possesso di
documenti falsi, il che costituiva reato o frode, anche se non era mia intenzione infrangere la legge. Ho
sempre cercato di vivere in modo giusto, etico.
Mi voltai a guardarlo.
Ma non  tutto. Intuendo cosa mi passasse per la testa, Enid disse che se avessi chiamato la
polizia avrebbe detto che ero stato suo complice. Che anzi era stata una mia idea e che l'avevo
obbligata a ubbidirmi. Cos la aiutai, che Dio mi perdoni, l'ho aiutata. Mettemmo Patricia e Todd
dentro la macchina, lasciando il sedile del guidatore vuoto. Mi era venuta un'idea su dove portare l'auto.
Una cava. Lungo la tratta che percorrevo in continuazione. Una volta, mentre tornavo a Youngstown,
avevo cominciato a vagare senza meta e avevo trovato una stradina che si inerpicava in cima a un
dirupo affacciato su una cava abbandonata. C'era un piccolo lago. Avevo indugiato sull'orlo del baratro,
incerto se buttarmi di sotto. Ma alla fine avevo desistito, pensando che con tutta quell'acqua, c'erano
buone probabilit di sopravvivere.
Toss e bevve un sorso d'acqua.
Lasciammo una delle due auto nel parcheggio. Mi misi al volante della Escort di Patricia,
guidando per due ore e mezzo nel cuore della notte in direzione nord, mentre Enid mi seguiva con la
sua auto. Ci misi un po', ma alla fine trovai quel sentiero, salii in cima al dirupo, appoggiai una pietra
sull'acceleratore, dopo aver messo l'auto in folle, poi scesi e infilai un braccio nel finestrino, ingranai la
marcia, poi balzai indietro ritirando il braccio. La macchina scatt verso l'orlo del dirupo. Qualche
secondo dopo udii il tonfo nell'acqua. Non si vedeva niente. Mi affacciai per guardare nel baratro ma
era talmente buio che non riuscii nemmeno a vedere la macchina che scompariva inghiottita dalle
acque.
Aveva il respiro affannoso e attese qualche secondo per riprendere fiato.
Poi tornammo indietro a riprendere l'altra auto e infine, ognuno con la sua macchina,
tornammo a Youngstown. Non avevo neanche avuto la possibilit di dire addio a Cynthia, di lasciarle
un biglietto, niente. L'unica cosa che potevo fare era sparire.
Quando l'ha scoperto? domandai.
Eh?
Enid. Quando ha scoperto che se n'era lasciata sfuggire una? Che non aveva annientato
completamente la sua seconda famiglia?
Qualche giorno dopo. Stava guardando il notiziario, nella speranza che dicessero qualcosa, ma
nella zona di Buffalo non era stato dato molto rilievo alla notizia. Del resto, non era un omicidio, non
c'erano cadaveri. Non c'era neanche sangue nel vicolo dietro il drugstore. Era scoppiato un gran
temporale la mattina dopo, che aveva lavato via ogni traccia. Ma Enid era andata in biblioteca -
all'epoca non c'era internet - e spulciando i giornali di altri Stati era incappata in un titolo: FAMIGLIA
SVANISCE NEL NULLA. UNICA SUPERSTITE LA FIGLIA MINORE. Torn a casa e credo di non
averla mai vista cos infuriata. Cominci a spaccare piatti e a gettare tutto per aria. Era completamente
fuori di s. Le ci vollero un paio di ore per calmarsi.
Ma alla fine dovette farsene una ragione.
Non subito. Aveva gi cominciato a fare i bagagli per tornare in Connecticut e finire la
faccenda una volta per tutte. Ma riuscii a fermarla.
Come?
Feci un patto con lei, promettendole che non l'avrei mai lasciata, non l'avrei mai pi tradita e
che non avrei mai e poi mai cercato di mettermi in contatto con mia figlia, purch le risparmiasse la
vita. Era tutto ci che chiedevo. Di lasciarla vivere. E avrei passato tutta la vita a farmi perdonare per
averla tradita.
Enid accett?
A collo torto. E credo che per lei sia comunque rimasta una spina nel fianco. Un lavoro
lasciato a met. Ma adesso c' un'urgenza. Avendo saputo del testamento, si  resa conto che se muoio
prima che lei uccida Cynthia, perder ogni cosa.
E dopo quella sera che cosa fece? And semplicemente avanti con la sua vita, come se niente
fosse?
Smisi di viaggiare. Mi trovai un altro lavoro, avviai una mia societ, lavoravo da casa o poco
distante, a Lewiston. Enid mise subito in chiaro che avrei dovuto smettere di viaggiare. Non aveva
intenzione di fare ancora una volta la figura della stupida. A volte fantasticavo di scappare, prendere
Cynthia, raccontarle tutto, portarla in Europa, nasconderci da qualche parte e vivere sotto un'altra
identit. Ma sapevo che avrei finito per combinare qualche guaio, lasciandomi dietro delle tracce che
avrebbero messo in pericolo la sua vita. E poi non  cos facile convincere una quattordicenne a
ubbidire. Cos rimasi con Enid. Avevamo un legame ormai, pi forte di qualunque vincolo
matrimoniale. Avevamo commesso un crimine efferato insieme. Fece una pausa. Finch morte non
ci separi.
E la polizia non l'ha mai interrogata, non ha mai sospettato niente?
Mai. Me lo aspettavo da un momento all'altro. Il primo anno fu il peggiore. Ogni volta che
sentivo arrivare una macchina, pensavo "Ecco, ci siamo!". Poi pass il secondo anno, il terzo e, prima
di accorgermene, erano trascorsi dieci anni. Come fa la vita a durare cos tanto, quando si muore ogni
giorno un po'?
Deve pur aver fatto qualche viaggio osservai.
No, mai.
Non  mai tornato in Connecticut?
Non ci ho mai pi messo piede da quella notte.
Allora come ha fatto a dare i soldi a Tess? Per gli studi di Cynthia?
Clayton mi studi a lungo. Quello che mi aveva raccontato durante il viaggio mi aveva
veramente sconvolto, ma questa volta fui io a sorprenderlo.
Da chi l'ha saputo? mi chiese.
Me l'ha detto Tess risposi. Solo di recente.
Non pu averle detto che i soldi venivano da me.
Infatti. Mi ha detto solo di aver ricevuto dei soldi. Anche se nutriva dei sospetti, non ha mai
scoperto chi li avesse mandati.
Clayton rimase in silenzio.
Era lei, vero? domandai. E riuscito a mettere da parte dei soldi per Cynthia, senza farsi
scoprire da Enid, proprio come quando manteneva una doppia vita.
Enid inizi a essere sospettosa. Anni dopo, in previsione di una revisione contabile, assunse un
commercialista, il quale si mise a spulciare anni e anni di fatture, trovando delle irregolarit. Mi dovetti
inventare una scusa, ammettere di essere stato costretto a sottrarre delle somme perch avevo un debito
di gioco. Ma lei non mi credette. Minacci di andare in Connecticut a uccidere Cynthia, come avrebbe
dovuto fare anni prima, se non le avessi detto la verit. Cos confessai che mandavo dei soldi a Cynthia
per i suoi studi. Ma le confermai che avevo mantenuto la parola. Non mi ero mai messo in contatto con
lei. Per quanto ne sapeva Cynthia, io ero morto.
Quindi Enid ha covato rancore nei confronti di Tess per tutti questi anni.
La odiava per essersi appropriata di soldi che credeva le spettassero. Erano le due donne che
odiava di pi al mondo e non le aveva neanche mai viste in vita sua.
Allora la storia che non  mai tornato in Connecticut o che non ha mai pi rivisto Cynthia,
sono tutte stronzate.
No ribatt. E la verit.
Continuai a rimuginare su quell'ultima affermazione, mentre l'auto avanzava nell'oscurit della
notte.
Capitolo 46
So bene che non ha inviato il denaro a Tess per posta dissi infine. Non era nella cassetta
della posta con tanto di francobollo. E non l'ha mandato neanche con la FedEx. Una volta ha trovato la
busta piena di soldi in macchina. E un'altra volta, avvolta nel giornale sulla porta di casa.
Clayton fece finta di non sentire.
Perci non li ha spediti e non li ha recapitati di persona proseguii. Deve aver incaricato
qualcuno.
Clayton rimase impassibile. Chiuse gli occhi, appoggi il capo al poggiatesta, come se si fosse
appisolato. Ma non me la bevevo.
So bene che mi sente insistetti.
Sono molto stanco mormor. Di solito dormo, di notte, sa? Mi lasci in pace per un po', mi
faccia almeno chiudere un po' gli occhi.
Ho soltanto un'altra domanda insistetti. Clayton tenne gli occhi chiusi, ma vidi la bocca
contrarsi. Mi parli di Connie Gormley.
Apr gli occhi di scatto, sussultando, come se l'avessi colpito con un pungolo per bestiame. Poi
cerc di darsi un contegno.
Mai sentita disse.
Vediamo se posso aiutarla ribattei. Era di Sharon, aveva 27 anni, lavorava al Dunkin Donuts
e una notte di ventisei anni fa, un venerd sera, stava camminando sul ciglio della strada vicino al ponte
Cornwall, lungo la Route 7, quando fu investita da un'auto. Solo che non si tratt effettivamente di un
pirata della strada. Pare che la ragazza fosse gi morta, quando fu inscenato l'incidente. Come se
qualcuno volesse farlo passare per tale, ma in realt fosse qualcosa di pi sinistro, capisce?
Clayton guardava fuori dal finestrino, per cui non riuscivo a vederlo in viso.
Si  trattato di una delle sue solite sviste, come la lista della spesa o la bolletta telefonica? Ho
trovato il trafiletto con la notizia dell'incidente nell'angolino di un ritaglio di giornale che sembrava
fosse stato fatto per un articolo sulla pesca a mosca. Era solo un trafiletto. Sarebbe stato facile tagliarlo
via, ma non l'ha fatto. Perch?
Ci stavamo avvicinando ai confini fra lo Stato di New York e il Massachusetts, dirigendoci a est
verso il sorgere del sole.
La conosceva? domandai. Un'altra ragazza conosciuta mentre girava il paese per lavoro?
Non sia ridicolo scatt Clayton.
Una parente? Dalla parte di Enid? Ne ho parlato a Cynthia, ma il nome non le dice niente.
Infatti, non vedo perch.
E stato lei? L'ha uccisa e poi l'ha investita con l'auto, abbandonandola in un fosso?
No rispose Clayton.
Perch, se le cose sono andate cos, forse  arrivato il momento di fare ammenda. Ha gi
confessato un sacco di cose questa notte. Una doppia vita. La complicit nell'omicidio di sua moglie e
suo figlio per assecondare una donna che, a suo parere,  da manicomio. Ma non vuole dirmi che ruolo
ha avuto nella morte di Connie Gormley e non vuole dirmi come ha fatto a recapitare i soldi a Tess
Berman per pagare gli studi a Cynthia.
Silenzio.
Le due cose sono collegate? domandai. Quella donna non poteva essere il corriere usato
per recapitare i soldi. E morta molti anni prima che cominciassero i pagamenti.
Clayton bevve dell'altra acqua, infil la bottiglia fra i sedili e si pass le mani sulle cosce.
Supponiamo che le dica che non ha importanza disse.
Supponiamo che io riconosca che, s,  una domanda interessante e che in effetti ci sono cose
che lei non sa ancora, ma che nel grande schema delle cose, non ha molta importanza.
Una donna innocente viene uccisa, poi investita da una macchina e abbandonata in un fosso, e
lei pensa che non abbia importanza? Crede che la famiglia della ragazza la pensi cos? Ho parlato al
telefono con il fratello l'altro giorno.
Le sopracciglia cespugliose di Clayton si aggrottarono.
I genitori sono morti entrambi un paio di anni dopo Connie. Come se avessero rinunciato a
vivere. Come se fosse l'unico modo di mettere fine allo strazio di quel lutto.
Clayton si limit a scuotere il capo.
E lei mi viene a dire che non ha importanza? Clayton, ha ucciso lei quella donna?
No rispose.
Allora sa chi  stato?
Clayton si limit a scuotere la testa.
Enid? azzardai. E tornata in Connecticut un anno dopo per uccidere Patricia e Todd, ma
aveva gi fatto una puntatina in precedenza per uccidere anche Connie Gormley?
Clayton continuava a scuotere la testa, poi finalmente si decise a parlare. Troppe esistenze
sono state distrutte. Non ha senso rovinarne altre. Non ho pi niente da dire al riguardo.
Incroci le braccia e si mise ad attendere che sorgesse il sole.
Non volevo perdere tempo a fare colazione, ma mi rendevo anche conto dell'estrema debolezza
fisica di Clayton. Una volta fattasi mattina, con il sole che illuminava l'abitacolo della macchina, mi
resi conto che aveva un aspetto molto peggiore di quando l'avevo trovato in ospedale. Era ormai da ore
senza flebo, e non aveva dormito.
Penso sia meglio che mangi qualcosa dissi. Stavamo attraversando Winsted, dove l'autostrada
passava da due a quattro corsie. Saremmo potuti andare anche pi veloci per l'ultimo tratto fino a
Milford. C'erano dei fast-food a Winsted e suggerii di ordinare qualcosa dal finestrino, tipo un Egg
McMuffin, o roba del genere.
Clayton annu debolmente. Credo che riuscir a mangiare solo l'uovo. Non credo che riuscirei
a masticare altro. Mi parli di lei disse Clayton, mentre eravamo in fila in attesa del nostro turno per
ordinare.
Cosa?
Mi parli di Cynthia. Non la vedo da quella sera. Non la vedo da venticinque anni.
Non riuscivo ancora a definire il mio stato d'animo nei confronti di Clayton. A volte provavo
compassione per lui, per gli orrori che gli aveva riservato la vita, l'infelicit della convivenza con Enid,
la tragedia di aver perso i suoi cari.
Ma in realt chi era da biasimare? L'aveva sottolineato lui stesso: aveva fatto una scelta. E non
mi riferivo solo alla decisione di aiutare Enid a nascondere l'orribile crimine perpetrato e di lasciarsi
Cynthia alle spalle, a chiedersi per tutta la vita cosa fosse successo alla sua famiglia. C'erano scelte che
avrebbe potuto compiere anche prima. Ribellarsi a Enid, per esempio.
Insistere per il divorzio.
Chiamare la polizia quando diventava violenta. Farla rinchiudere.
Fare qualcosa, insomma.
Avrebbe potuto lasciarla. Lasciarle un biglietto: "Cara Enid, me ne vado. Tanti saluti. Clayton".
Almeno sarebbe stato pi onesto.
Non credo che, chiedendomi di sua figlia, cercasse la mia comprensione. Ma il tono di voce
sembrava sottintendere:
"Povero me, non vedo mia figlia da venticinque anni. Che cosa triste!".
"Ruota leggermente lo specchietto retrovisore, amico" pensai "e da' un'occhiata al tizio che ha
dovuto sopportare un bel po' di merda per quello che  successo quella sera del 1983 "
Cynthia  una donna meravigliosa dissi invece.
Clayton rimase zitto, in attesa che aggiungessi qualcos'altro.
Cyn  la cosa pi bella che mi sia mai capitata proseguii.
L'amo pi di quanto possa esprimere. E da quando la conosco ha dovuto convivere con quello
che Enid le ha fatto. Ci pensi. Si sveglia una mattina e la sua famiglia  scomparsa. Le auto sparite.
Tutti spariti. Sentii che mi ribolliva il sangue e strinsi pi saldamente il volante. Ha una vaga idea di
cosa significhi? Ce l'ha? Cosa avrebbe dovuto pensare? Che eravate tutti morti? Che qualche serial
killer impazzito di passaggio vi avesse uccisi tutti? O che voi tre aveste deciso di andarvene e
cominciare una nuova vita da qualche parte, senza di lei?
Clayton era annichilito. E questo che ha pensato?
Ha pensato un miliardo di cose! Si  sentita abbandonata, cazzo! Lo capisce o no? Non poteva
farle avere uno straccio di notizia in qualche modo? Una lettera? Spiegarle che i suoi erano andati
incontro a un fatto terribile, ma che almeno l'amavano? Che non se n'erano semplicemente andati, cos
come se niente fosse?
Clayton abbass lo sguardo sulle mani che teneva in grembo e che avevano preso a tremare.
Certo, ha stretto un patto con Enid per salvare la vita a Cynthia, accettando di non rivederla e
di non contattarla mai pi. Cos forse mia moglie oggi  ancora viva perch lei ha acconsentito a
passare il resto della sua vita insieme a un mostro. Ma pensa forse che questo faccia di lei un
fottutissimo eroe agli occhi di Cynthia? La sa una cosa? Non  affatto un eroe. Se si fosse comportato
da uomo sin dall'inizio, magari nulla di tutto ci sarebbe successo.
Clayton si prese il volto fra le mani e si appoggi al finestrino.
Lasci che le chieda una cosa ripresi sentendomi stranamente svuotato. Che razza di uomo 
quello che rimane con una donna che gli ha ammazzato il figlio? Un essere del genere pu definirsi un
uomo? Se fossi stato io, credo che l'avrei strangolata con le mie mani.
Era arrivato il nostro turno. Allungai dei soldi al tizio alla cassa, presi il sacchetto con un paio di
Egg McMuffin e patatine fritte, pi due caff. Poi mi fermai in un parcheggio, affondai una mano nel
sacchetto e ne lanciai uno in grembo a Clayton.
Ecco dissi. Si ingozzi.
Avevo bisogno di respirare un po' d'aria fresca e di sgranchirmi le gambe. Inoltre volevo
chiamare di nuovo casa, tanto per sicurezza. Recuperai il cellulare dalla giacca, lo aprii e fissai allibito
il display.
Cazzo mormorai.
C'era un messaggio. Avevo un dannatissimo messaggio vocale.
Come era possibile? Perch non avevo sentito squillare il telefono? Doveva essere successo
quando eravamo usciti dal Mass Pike e stavamo dirigendoci a sud di Lee, lungo quella stradina
tortuosa. La ricezione era molto bassa in quel punto.
Qualcuno doveva avermi chiamato ed era scattata la segreteria.
Terry, sono io sentii la voce di Cynthia. Ho cercato di chiamarti a casa poi ho provato sul
cellulare. Dio, dove sei? Senti, stavo pensando di tornare a casa, per parlare. Ma  successa una cosa
incredibile. Eravamo in un motel e ho chiesto se potevo usare il computer per vedere di trovare qualche
vecchio articolo di giornale. Cos, gi che c'ero, ho controllato la posta e ho trovato un altro messaggio,
da quell'indirizzo, sai quello con la data? S, che lo sai. Questa volta hanno lasciato un numero di
telefono da contattare, cos mi sono detta, che diavolo, io chiamo. Ho chiamato e Terry, non ci
crederai mai, una cosa incredibile. Mio fratello! Mio fratello Todd, Terry, non ci posso credere. Gli ho
parlato! L'ho chiamato e gli ho parlato! Lo, so lo so, pensi che si tratti di uno squilibrato. Ma mi ha
detto di essere l'uomo che avevamo visto al centro commerciale, quello che credevo fosse Todd. Avevo
ragione! Era Todd! Lo sapevo, Terry!
Mi sentii cedere le gambe. Il messaggio continuava: C'era qualcosa nella sua voce ho capito
subito che era lui. Ho sentito mio padre nella sua voce. Quindi la Wedmore si sbagliava. Doveva
esserci qualcun altro in fondo alla cava. So che i risultati del mio test del DNA non sono ancora pronti,
ma penso sia successo qualcos'altro quella notte, magari c' stato un malinteso. Todd mi ha detto che
gli spiaceva di non aver ammesso la sua vera identit quel giorno, al centro commerciale, che gli
dispiaceva per la telefonata e per il messaggio e-mail, che non c' proprio niente per cui debbano
perdonarmi, ma che mi spiegher tutto. Stava solo cercando di trovare il coraggio di incontrarmi per
raccontarmi dove fosse stato tutti questi anni. Mi sembra un sogno, Terry. Non riesco a credere che stia
succedendo veramente. Rivedr finalmente Todd. Gli ho chiesto di mia madre e mio padre, ma ha detto
che mi avrebbe spiegato tutto di persona. Vorrei che ci fossi anche tu, ho sempre desiderato che fossi
presente quando fosse arrivato il momento. Ma spero tu capisca, non posso aspettare, devo andare
subito. Chiamami quando senti il messaggio. Io e Grace stiamo per andare da lui a Winsted. Mio Dio,
Terry,  un miracolo!.
Capitolo 47
Winsted?
Ma anche noi eravamo a Winsted! E Cynthia e Grace stavano venendo a Winsted? Controllai
quando avesse lasciato il messaggio. Quasi tre ore prima. Perci prima che uscissimo da Mass Pike,
probabilmente mentre attraversavamo una di quelle valli fra Albany e il confine con il Massachusetts.
Cominciai a fare i calcoli. C'erano buone probabilit che Grace e Cynthia fossero gi a Winsted.
Magari erano gi l da un'ora. Con tutta probabilit Cynthia aveva superato ogni limite di velocit.
Come biasimarla, considerando la natura dell'incontro?!
Filava tutto. Jeremy manda l'e-mail prima di lasciare Milford, o magari da un portatile che ha in
macchina, e poi aspetta che Cynthia lo richiami sul cellulare. Cynthia lo chiama mentre lui  per strada,
cos le suggerisce di dirigersi a nord per il loro incontro. La fa allontanare da Milford cos si risparmia
anche di dover rifare tutta la strada al contrario.
Ma perch proprio l? Perch attirarla da quelle parti? Solo per risparmiarsi qualche ora di
guida?
Composi il numero del cellulare di Cynthia. Dovevo fermarla.
Stava per incontrare suo fratello. Ma non si trattava di Todd.
Era un fratellastro che non sapeva neanche di avere: Jeremy.
Non stava andando alla riconciliazione tanto agognata. Stava cadendo in una trappola.
Insieme a Grace.
Avvicinai il cellulare all'orecchio e attesi il segnale di libero.
Niente. Stavo per rifare il numero quando capii quale fosse il problema.
Il mio telefono era morto.
Merda! Mi guardai intorno in cerca di una cabina, ne avvistai una in fondo alla strada e
cominciai a correre. Dalla macchina sentii la voce di Clayton. Che succede?
Lo ignorai e, sempre correndo, infilai una mano in tasca per prendere la scheda telefonica che
usavo raramente. Chiamai il cellulare di Cynthia. Era spento. Scatt immediatamente la segreteria.
Cynthia esclamai. Non andare da tuo fratello. Non  Todd.  una trappola. Chiamami, no aspetta, il
mio telefono  morto. Chiama la Wedmore. Aspetta, ti lascio il numero. Frugai frenetico nella tasca
per trovare il biglietto da visita della donna e le lasciai il numero. La chiamer pi tardi per
controllare. Ma fidati di me. Non andare da tuo fratello! Non andare!
Rimisi a posto la cornetta e appoggiai il capo al telefono, esausto e frustrato.
Se era a Winsted, magari si trovava nei paraggi. Dove potevano essersi dati appuntamento? Da
McDonald's, dove eravamo parcheggiati anche noi. C'era un altro paio di fast-food da quelle parti.
Tipici punti di riferimento moderni. Difficili da non vedere.
Corsi all'auto e salii. Clayton non aveva mangiato nulla.
Che sta succedendo? domand.
Ingranai la retromarcia e attraversai sfrecciando il parcheggio del McDonald's, scrutando le auto
in sosta in cerca di quella di Cynthia. Quando non la vidi, tornai sulla strada principale e schizzai verso
gli altri due fast-food.
Terry, mi dica che sta succedendo! ripet Clayton.
Ho trovato un messaggio di Cynthia. Jeremy l'ha chiamata, spacciandosi per Todd, e le ha
chiesto di incontrarsi. Proprio qui a Winsted. E probabile che sia arrivata un'ora fa, forse anche meno.
Ma perch proprio qui?
Mi infilai in un altro parcheggio, scrutando le macchine parcheggiate. Niente. Il McDonald's
mormorai.  la prima insegna che si vede dall'autostrada, arrivando da nord. Se Jeremy cercava un
posto per l'incontro, mi sembra questa la scelta pi logica.
Feci un'inversione a U e ritornai verso il McDonald's. Poi balzai gi dall'auto e corsi alla
finestrella del drive-in, tagliando la strada a un tizio che stava pagando.
Ehi, amico, non pu stare qui mi apostrof il tizio della cassa.
Nell'ultima ora o gi di l, ha visto una donna con un Toyota, che aveva una bambina con s?
Sta scherzando? mi rispose quello, allungando un sacchetto a un motociclista. Ma lo sa
quanta gente passa di qua?
Scusi, le spiace? Mi fece uno in macchina, allungando una mano per prendere la sua
ordinazione. L'auto acceler, sfiorandomi la schiena con lo specchietto laterale.
E invece un uomo con una donna anziana? insistetti. In una macchina marrone?
Si tolga da qui.
La donna era sulla sedia a rotelle. No, cio voglio dire, ci sar stata una sedia a rotelle piegata
in macchina sul sedile di dietro.
Finalmente gli si accese una lampadina. Ah, s, adesso ricordo, ma era un bel po' di tempo fa,
forse un'ora. I finestrini oscurati, ma ho visto la sedia. Hanno preso del caff, mi pare. Poi sono andati a
fermarsi laggi concluse indicando il parcheggio.
Era un'Impala?
Amico, che ne so? Stai ostruendo il passaggio.
Tornai di corsa all'auto e salii accanto a Clayton. Credo che Jeremy e Enid siano venuti qui.
Ad aspettare.
Ma adesso non ci sono ribatt Clayton.
Strinsi il volante fra le mani, allentai la presa e lo strinsi di nuovo, poi lo colpii con un pugno.
Mi stava esplodendo la testa.
Sa dove ci troviamo, vero? mormor Clayton.
Che cosa? Ma certo che lo so.
Si  reso conto cosa abbiamo superato venendo qui? Pochi chilometri pi a nord. Ho
riconosciuto la strada quando siamo passati.
La strada per la cava! Clayton si accorse, dalla mia espressione, che avevo finalmente capito.
Bisogna sapere come funziona il cervello di Enid. Per me  tutto perfettamente logico.
Cynthia, insieme con vostra figlia, finir finalmente nel luogo in cui, secondo Enid, avrebbe dovuto
trovarsi in tutti questi anni. E forse, questa volta, a Enid non importa neppure se l'auto con i corpi sar
ritrovata subito. Che li trovino pure. Magari la polizia penser che Cynthia fosse sconvolta, che in
qualche modo si sentisse responsabile, disperata per quanto successo, per la morte della zia, e che
perci sia andata con la macchina fin lass, fino all'orlo del dirupo.
Ma  pazzesco obiettai. Pu anche essersela cavata una volta, ma non succeder di nuovo.
Troppe persone sanno come stanno le cose. Noi. Vince. E insensato.
Esatto conferm Clayton. Ma Enid  insensata.
Quasi andai a sbattere contro un maggiolino mentre uscivo dal parcheggio per ritornare nella
direzione da cui eravamo venuti.
Spinsi l'auto oltre i 130. In prossimit di alcuni tornanti, verso Otis, dovetti pigiare sui freni per
evitare di finire fuori strada, ma una volta finite le curve schiacciai di nuovo l'acceleratore.
A momenti uccidevo un cervo che ci aveva attraversato il cammino e quasi staccai il muso a un
trattore che usciva dalla stradina d'accesso di un campo.
Clayton non fece una piega.
Si teneva aggrappato alla maniglia di lato, ma neanche una volta mi disse di rallentare o di stare
attento. Capiva che poteva gi essere troppo tardi.
Non so esattamente quanto ci volle per riprendere la strada verso est, uscendo da Otis.
Mezz'ora, forse un'ora. Ma sembr un'eternit. Non riuscivo a pensare ad altro che a Cynthia e a Grace.
E non potevo togliermi dalla testa l'immagine di loro due in un'auto che precipitava da un dirupo sul
fondo della cava.
Il vano portaoggetti dissi a Clayton. Lo apra. Si allung in avanti con un certo sforzo, apr
il comparto, rivelando la pistola che avevo preso dal pick-up di Vince. L'agguant, esaminandola
brevemente.
Tenga duro finch non siamo lass gli dissi. Clayton annu in silenzio, ma poi fu preso da un
accesso di tosse. Era una tosse profonda e cavernosa che sembrava partire direttamente dalle dita dei
piedi.
Spero di farcela mormor.
Lo spero anch'io.
Se Cynthia  lass prosegu Clayton e se facciamo in tempo, cosa pensa che mi dir? Fece
una pausa. Devo assolutamente farle sapere quanto mi dispiace.
Lo sbirciai di sottecchi e lo sguardo che mi lanci sembrava implicare che non aveva altro da
offrirle. Ma capii anche che, per quanto fuori tempo massimo, per quanto assolutamente inadeguate, le
sue scuse erano sincere.
Era un uomo che doveva scusarsi per la sua intera esistenza.
Magari ce la far gli dissi.
Persino nelle sue precarie condizioni di salute, Clayton scorse la strada della cava prima di me.
Era stretta, non segnalata, e l'avrei facilmente superata senza accorgermene. Dovetti schiacciare il
freno, e le cinture di sicurezza ci ributtarono all'indietro.
Mi dia la pistola dissi, tenendo il volante con la sinistra.
La strada cominci a risalire, mentre il folto degli alberi si diradava e il parabrezza si riempiva
dell'azzurro terso del cielo. Poi la strada ritorn pianeggiante e ci ritrovammo in una piccola radura.
Davanti a noi, sulla destra, scorsi i fanalini di coda dell'Impala marrone e, sulla sinistra, quelli della
vecchia Corolla grigio metallizzato di Cynthia.
Fra le due auto, voltato verso di noi, c'era Jeremy Sloan.
Impugnava qualcosa con la mano destra.
Quando lo sollev, mi accorsi che si trattava di una pistola, e quando il parabrezza della nostra
Honda si sgretol in mille pezzi, capii che era carica.
Capitolo 48
Con un solo movimento schiacciai il freno e arrestai l'auto, sganciandomi la cintura di sicurezza
e tuffandomi fuori dall'abitacolo.
Sapevo che in questo modo avrei lasciato Clayton a cavarsela da solo, ma a quel punto riuscivo
solo a pensare a Cynthia e a Grace. Nei pochi secondi che avevo avuto per assimilare la situazione, non
ero riuscito a vederle da nessuna parte, ma il fatto che la macchina di Cynthia fosse ancora sull'orlo del
precipizio e non dentro il lago, mi sembr un buon segno.
Atterrai sul duro e mi lasciai rotolare fino all'erba alta, dopodich sparai due colpi in aria.
Volevo far sapere a Jeremy che avevo anch'io una pistola, anche se non sapevo usarla.
Quando mi fermai, mi girai in modo da sbirciare il punto in cui prima si trovava Jeremy, ma
scoprii che non c'era pi. Mi guardai intorno freneticamente e vidi la sua testa fare capolino da dietro il
paraurti dell'Impala marrone.
Jeremy! urlai.
Terry! Era la voce di Cynthia. Che gridava. Da dentro la macchina.
Pap! grid Grace.
Sono qui! urlai di rimando.
Da dentro l'Impala si ud un'altra voce. Uccidilo, Jeremy! Sparagli! Era Enid, seduta al posto
del passeggero.
Jeremy gridai. Ascoltami. Tua madre ti ha raccontato cos' successo a casa tua? Ti ha detto
perch ti ha fatto uscire in fretta e furia?
Non starlo a sentire esclam Enid. Sparagli e basta.
Di che sta parlando? url Jeremy.
Ha sparato a un uomo in casa vostra. Si chiama Vince Fleming. A quest'ora sar gi in
ospedale e avr raccontato tutto alla polizia. Non so quale fosse il piano originale. Magari far credere
che Cynthia fosse impazzita, che fosse colpevole della morte di sua madre e di suo fratello, e che fosse
venuta quass per ammazzarsi. E cos, vero, pi o meno?
Aspettai una risposta. Quando non ne venne alcuna, proseguii.
Ma ormai  troppo tardi, Jeremy. Non funzioner pi.
Non sa neanche di cosa sta parlando ribatt Enid. Ti ho detto di sparargli. Ubbidisci a tua
madre.
Mamma mormor Jeremy. Non so non ho mai ucciso nessuno
Falla finita! Stavi comunque per uccidere quelle due.
Vidi Enid indicare con la testa la macchina di Cynthia.
S, ma dovevo solo spingere la macchina. Questo  diverso!
Clayton era riuscito ad aprire lo sportello della Honda e stava faticosamente cercando di
scendere. Vidi le sue scarpe spuntare da sotto la macchina, le caviglie nude, mentre lottava per mettersi
in piedi. Frammenti di parabrezza gli caddero sui pantaloni, finendo a terra.
Torna in macchina, pap gli intim Jeremy.
Che cosa? url Enid. Tuo padre  qui? Poi lo vide dallo specchietto laterale. Razza di
idiota! Chi ti ha fatto uscire dall'ospedale?
Lentamente Clayton arranc verso l'Impala. Una volta arrivato alla macchina, si appoggi al
cofano per tenersi in equilibrio.
Sembrava sull'orlo del collasso. Non farlo, Enid ansim.
Poi sentii la voce di Cynthia. Pap?
Ciao, tesoro rispose Clayton, cercando di sorridere.
Non so dirti quanto mi addolori tutto questo.
Pap? ripet Cynthia. Da dove mi trovavo non riuscivo a vederla in viso, ma immaginavo
l'espressione allibita.
Evidentemente Jeremy e Enid erano in qualche modo riusciti a rapire Cynthia e Grace e a
portarle alla cava, ma non le avevano aggiornate sugli accadimenti passati.
Figliolo prosegu Clayton. Devi mettere fine a questa faccenda. Tua madre ha sbagliato a
trascinarti in questo orrore. Guardala esclam poi indicando Cynthia. E tua sorella. Tua sorella. E
quella bambina  la tua nipotina. Se aiuti tua madre nel suo piano perverso, non ti dimostrerai molto
migliore di me.
Pap disse Jeremy, sempre accucciato dietro l'Impala.
Perch hai deciso di lasciare tutto a lei? Non la conosci neanche. Come puoi essere cos
crudele con me e con la mamma?
Clayton sospir. Non ci siete solo voi due disse.
Chiudi il becco! sibil Enid.
Jeremy! gridai. Butta la pistola. Arrenditi. Ero sdraiato in mezzo all'erba, e tenevo la
pistola di Vince con tutte e due le mani. Non sapevo niente di armi, tranne che bisognava impugnarle
con la massima fermezza.
Jeremy si alz dal nascondiglio e spar. Sentii gli schizzi di terriccio alla mia destra e
istintivamente scartai verso sinistra.
Cynthia url di nuovo.
Sentii il rumore di passi frettolosi sulla ghiaia. Jeremy stava correndo verso di me. Smisi di
rotolare, mirai alla figura che si stava avvicinando e sparai. Ma il colpo and a vuoto e, prima che
potessi prendere nuovamente la mira, Jeremy mi piomb addosso e con un calcio alla mano fece volare
la pistola nell'erba alta.
Il calcio successivo mi prese di fianco, sotto le costole. Il dolore accecante mi colp come una
staffilata. Non feci neanche in tempo a riprendermi, che di nuovo mi colp con un calcio talmente
violento da mandarmi disteso sulla schiena. Sentivo il viso sporco di erba e terriccio.
Ma ancora non gli bastava. E mi colp un'altra volta.
Mi manc il respiro dal dolore. Jeremy incombeva su di me, con il fiato grosso.
Sparagli! url Enid. Se non sei capace, dammi la pistola e gli sparo io! Jeremy aveva
ancora la pistola in mano, ma se ne stava l, torreggiando su di me. Avrebbe potuto ficcarmi una
pallottola in testa senza il minimo sforzo, ma non ci riusciva.
Stavo cominciando a immettere nuovamente un po' d'aria nei polmoni, ma il dolore era ancora
molto forte. Di sicuro avevo un paio di costole rotte.
Clayton, sempre sorreggendosi al cofano della macchina, mi guard, con uno sguardo colmo di
tristezza. Mi sembr di leggergli nel pensiero. "Ci abbiamo provato" sembrava volermi dire. "Ce
l'abbiamo messa tutta. Avevamo tutte le migliori intenzioni."
La strada per l'inferno  costellata di buone intenzioni.
Mi rotolai sullo stomaco, cercando lentamente di alzarmi in piedi. Jeremy recuper la mia
pistola nell'erba, e se la infil nei pantaloni. In piedi mi intim.
Mi ascolti o no? strill Enid. Sparagli!
Mamma, magari  meglio mettere anche lui nella macchina. Con le altre due.
Enid ci riflett un istante. No rispose. Non funziona. Devono buttarsi nel lago senza di lui.
Dobbiamo farlo fuori da un'altra parte.
Appoggiando una mano avanti all'altra, Clayton cominci a spostarsi lentamente lungo il fianco
dell'Impala. Sembrava sempre sull'orlo di un collasso.
Credo mi sento svenire mormor.
Brutto bastardo! inve Enid. Dovevi startene in ospedale a morire. Era obbligata a girare il
collo all'inverosimile per continuare a tenerlo d'occhio, tanto che pensai che le si staccasse di netto.
Vidi le maniglie della sedia a rotelle spuntare dal finestrino posteriore. Il terreno era troppo sconnesso
perch la potesse usare.
Jeremy fu costretto a scegliere se tenere d'occhio me o correre in aiuto a suo padre. Decise di
provarle tutte e due.
Non muoverti! mi ordin, puntandomi contro la pistola e arretrando di un passo verso
l'Impala. Stava per aprire lo sportello posteriore per permettere a suo padre di sedersi, ma il sedile era
occupato dalla sedia a rotelle, perci apr la portiera del guidatore.
Siediti gli disse, saettando lo sguardo da me al padre.
Clayton arranc per gli ultimi due passi e si lasci cadere sul sedile.
Devo bere ansim.
Oh, smettila di lamentarti sbuff Enid. Per l'amor del cielo. Ne hai sempre una!
Ero riuscito a mettermi in piedi e mi stavo accostando di lato alla macchina di Cynthia. Era
seduta al volante, con Grace accanto. Non riuscivo a vederle bene, ma da come sedevano rigide, capii
che erano state legate.
Tesoro mormorai.
Cynthia aveva gli occhi arrossati e le guance rigate da lacrime ormai asciutte. Grace invece
stava ancora piangendo.
Ha detto che era Todd mi disse Cynthia. Ma non era vero.
Lo so risposi. Quello per  veramente tuo padre.
Cynthia guard l'uomo seduto sull'altra macchina, poi riport lo sguardo su di me.
No ribatt. Gli assomiglia, ma non  mio padre. Non pi.
Clayton, che aveva sentito la conversazione, chin il capo sopraffatto dalla vergogna. Hai tutti
i diritti di pensarla cos disse, senza guardare Cynthia. Anch'io lo farei al tuo posto. Posso solo dirti
che mi dispiace, ma non sono cos vecchio e stupido da pensare che mi perdonerai. Non credo neanche
che dovresti.
Allontanati da quella macchina mi ordin Jeremy avvicinandosi all'auto di Cynthia con la
pistola puntata. Torna dov'eri prima.
Come hai potuto farlo? sbrait Enid rivolta a Clayton.
Come hai potuto lasciare tutto a quella stronza?
Avevo detto all'avvocato che non dovevi vedere il testamento fino a dopo la mia morte ribatt
Clayton. Poi l'ombra di un sorriso gli sfior le labbra. Mi sa tanto che dovr trovarmi un altro
avvocato.
E stata la sua segretaria disse Enid. L'avvocato era in vacanza. Le ho detto che volevi dare
un'altra occhiata al testamento mentre eri in ospedale. Cos me l'ha dato. Brutto figlio di puttana
ingrato. Ho rinunciato a tutto per te e questa  la ricompensa.
Non dovremmo muoverci, mamma? si intromise Jeremy.
Era accanto allo sportello della macchina di Cynthia, pronto a infilare la mano dal finestrino,
girare la chiave, mettere in prima o a folle, allontanarsi dal finestrino e aspettare che l'auto partisse
verso il dirupo.
Ehi, mamma soggiunse lentamente, come riflettendo.
Non pensi sia meglio slegarle? Sembrer strano se le trovano legate in macchina. Non
dovrebbe sembrare che insomma che si sia buttata di proposito?
Ma cosa stai dicendo? esclam Enid.
Non sarebbe meglio se le stordissi, prima? chiese Jeremy.
Non mi restava altro che provare a piombargli addosso. E cercare di prendergli la pistola.
Potevo anche ferirmi, o morire.
Ma se in tal modo avessi salvato la vita a mia moglie e mia figlia, ne sarebbe valsa la pena. Una
volta tolto di mezzo Jeremy, non c'era molto che Enid potesse fare, senza l'uso delle gambe. E forse
Cynthia e Grace sarebbero riuscite a liberarsi e a scappare.
Sai una cosa? riprese Enid rivolta a Clayton, ignorando Jeremy. Non hai mai apprezzato
quel che ho fatto per te. Ti sei sempre dimostrato un bastardo ingrato, dal primo momento in cui ti ho
conosciuto. Un miserabile, inetto e buono a nulla. E come se non bastasse, infedele. Scosse il capo,
amareggiata.
Quella  la cosa peggiore.
Mamma? insistette Jeremy. Aveva la mano sullo sportello dell'auto, mentre con l'altra mi
teneva sempre la pistola puntata. "Forse, quando si china" pensai. "Dovr pur voltarmi le spalle, anche
solo un istante. Ma se invece riesce a stordire Cynthia e Grace e ingranare la marcia prima che io possa
raggiungerlo? Magari riesco ad atterrarlo ma non a fermare l'auto.
Dovevo farlo subito. Dovevo piombargli addosso
E fu allora che sentii accendersi un motore.
Era l'Impala.
Che diavolo stai facendo? grid Enid a Clayton, seduto al posto del guidatore. Spegni
subito.
Ma Clayton non le prest alcuna attenzione. Si volt verso sinistra, il volto calmo e un leggero
sorriso sulle labbra. Aveva un'aria serena. L'Impala era affiancata alla Toyota di Cynthia.
Clayton fece un lieve cenno a sua figlia. Non ho mai smesso di volerti bene, non ho smesso un
solo istante di pensare a te, a tua madre e a Todd le disse.
Clayton! strill Enid.
Poi Clayton guard brevemente Grace, appena visibile al di sopra dello sportello. Avrei voluto
conoscerti, Grace, ma con una madre come Cynthia, so per certo che sei una persona davvero
speciale.
Poi Clayton riport l'attenzione su Enid. Addio, maledetta vecchia stronza disse, prima di
pigiare sull'acceleratore.
Il motore rugg e l'Impala scatt verso l'orlo del dirupo.
Mamma! url Jeremy, aggirando di corsa la macchina di Cynthia e buttandosi davanti
all'Impala, come sperando di poterla fermare con il proprio corpo. Forse in un primo momento aveva
pensato che Clayton avesse messo in moto la macchina accidentalmente.
Ma non era affatto cos. Clayton riusc in qualche modo a passare da zero a ottanta all'ora nei
dieci metri che lo separavamo dall'orlo del dirupo.
L'urto scaravent Jeremy sul cofano dell'auto, dove rimase, mentre l'Impala, con Clayton alla
guida e Enid che urlava sul sedile accanto, precipitava nel baratro. Dopo circa due secondi sentimmo il
tonfo nell'acqua.
Capitolo 49
Dovetti togliere di mezzo la Honda di Clayton con il parabrezza in frantumi per fare retromarcia
e uscire con la Toyota di Cynthia. Lei era salita dietro, per tenere in braccio Grace durante il viaggio di
ritorno verso Milford.
Probabilmente avremmo dovuto chiamare la polizia e aspettare che arrivasse alla cava, ma la
cosa pi importante ci sembr riportare Grace a casa in fretta, in modo che si sentisse al sicuro. Tanto
Clayton, Enid e Jeremy non sarebbero andati da nessuna parte. Sarebbero stati ancora in fondo al lago
quando avessimo avvertito la Wedmore.
Cynthia voleva che andassi in ospedale e indubbiamente ne avrei avuto bisogno. Le costole mi
facevano un male cane, ma il tutto era mitigato da un'enorme sensazione di sollievo. Una volta portate
Grace e Cynthia a casa, sarei andato all'ospedale di Milford.
Non parlammo granch durante il viaggio di ritorno. Io e Cynthia eravamo concordi su una
cosa: non era il caso di parlare di quanto era successo quel giorno, o anche venticinque anni prima, di
fronte a Grace. La bambina ne aveva gi passate troppe. Doveva solo ritornare a casa.
Riuscii comunque a farmi raccontare qualche dettaglio.
Cynthia e Grace erano andate in auto a Winsted, si erano incontrate con Jeremy al parcheggio
davanti al McDonald's.
Aveva una sorpresa, aveva detto l'uomo: aveva portato con s la madre. Lasciando intendere a
Cynthia che si trattasse di Patricia Bigge.
Esterrefatta, Cynthia lo aveva seguito fino all'Impala e, una volta in macchina, Enid aveva
puntato la pistola alla testa di Grace, ordinando a Cynthia di mettere in moto e avviarsi verso la cava, in
caso contrario avrebbe ucciso la bambina. Jeremy le aveva seguite con la Toyota di Cynthia.
Giunti al precipizio, Cynthia e Grace erano state legate sui sedili anteriori, in preparazione del
tuffo in acqua.
A quel punto eravamo arrivati io e Clayton.
Riferii anch'io brevemente a Cynthia del mio viaggio fino a Youngstown. L'incontro con suo
padre in ospedale. Quanto era accaduto alla sua famiglia venticinque anni prima.
Vince Fleming ferito da un colpo di pistola.
Non appena a casa, avrei chiamato per informarmi sulle sue condizioni. Non volevo dover
affrontare Jane Scavullo e dirle che l'unico uomo che si era comportato in modo decente con lei era
morto.
Quanto alla polizia, speravo solo che la Wedmore credesse al nostro resoconto dei fatti. Del
resto, se non l'avessi visto con i miei occhi, sarei stato il primo a non crederci.
Eppure qualcosa non quadrava. Non riuscivo a scrollarmi dalla mente il ricordo di Jeremy che
mi sovrastava, incapace di premere il grilletto. Non sembrava avere avuto nessuna esitazione con Tess
Berman. O con Denton Abagnall.
Erano stati entrambi assassinati a sangue freddo.
Che cosa aveva detto a sua madre mentre infieriva su di me?
"Non ho mai ucciso nessuno."
Gi, proprio cos.
Ripassando da Winsted, domandammo a Grace se voleva qualcosa da mangiare, ma la bambina
scosse la testa. Voleva solo andare a casa. Io e Cynthia ci scambiammo un'occhiata preoccupata. Forse
era il caso di portare Grace da un dottore.
Aveva vissuto un'esperienza traumatica. Probabilmente era sotto shock. Ma nel giro di
pochissimo, Grace si addorment e non sembrava in preda agli incubi.
Un paio di ore dopo eravamo a casa. Mentre svoltavamo nella nostra traversa, scorsi la
macchina di Rona Wedmore di fronte a casa. La detective era seduta al volante. Quando ci vide
arrivare, scese dall'auto, fissandoci accigliata, a braccia conserte. Il tempo di aprire lo sportello e mi era
gi addosso a subissarmi di domande.
La sua espressione si ammorbid quando vide la mia smorfia di dolore mentre scendevo dalla
macchina. Avevo dolori dappertutto.
Che cosa le  successo? domand. Ha un aspetto spaventoso.
E mi sento ancora peggio risposi, tastandomi il fianco.
Jeremy Sloan mi ha preso a calci.
Dov' Sloan adesso? si inform la Wedmore.
Sorrisi fra me e me e aprii lo sportello posteriore. Malgrado sentissi un paio di costole sul punto
di spezzarsi, presi in braccio Grace, addormentata, per portarla in camera sua.
Faccio io si offr Cynthia.
No, no, non ti preoccupare ribattei, avviandomi con la bambina alla porta, mentre Cynthia mi
precedeva correndo, per aprirla.
Rona Wedmore ci segu dentro casa.
Non ce la faccio pi mormorai, quando il dolore divent insopportabile.
Sul divano esclam Cynthia.
Riuscii ad adagiare Grace con delicatezza e, malgrado tutto l'andirivieni e le conversazioni, non
si svegli. Cynthia le mise un paio di cuscini sotto il capo e la copr con una coperta.
La Wedmore si limit a guardarci, concedendoci qualche istante. Una volta rimboccata la
coperta a Grace, ci spostammo in cucina.
Sar meglio che si faccia vedere da un dottore disse la Wedmore.
Annuii.
Dov' Sloan? ripet la Wedmore. Se l'ha aggredita, lo devo arrestare.
Mi appoggiai al banco di lavoro della cucina. Mi sa che dovr richiamare i sommozzatori
mormorai.
Le raccontai pi o meno tutto. Come Vince si fosse accorto di qualcosa di strano in quel ritaglio
di giornale, come questo ci avesse condotti a Youngstown. L'incontro con Clayton in ospedale, il
rapimento di Cynthia e Grace da parte di Enid e Jeremy.
La macchina che era piombata nella cava, portandosi appresso tutti e tre, Clayton, Enid e
Jeremy.
Tralasciai solo una piccola parte della storia che ancora non mi convinceva, pur senza sapere
perch. Anche se cominciavo a farmi una mezza idea.
Be' esclam la Wedmore alla fine. Che razza di storia.
Gi assentii. Se avessi dovuto inventarmela, mi creda, avrei trovato qualcosa di pi
credibile.
Dovr parlare anche con Grace asser la Wedmore.
Non ora obiett Cynthia. Ne ha passate fin troppe. E esausta.
La Wedmore annu in silenzio. Devo fare delle telefonate, richiamare i sub. Mi far viva nel
pomeriggio. E lei vada in ospedale soggiunse rivolta a me. Posso accompagnarla, se preferisce.
Non c' problema risposi. Ci andr fra un po'. Magari chiamo un taxi, se proprio non ce la
faccio.
La Wedmore se ne and e Cynthia disse che sarebbe salita al piano di sopra per darsi una
rinfrescata. L'auto della Wedmore si era appena allontanata, quando udii un'altra macchina fermarsi di
fronte a casa. Aprii la porta proprio nel momento in cui Rolly, con un giaccone blu, pantaloni blu
sportivi e camicia a scacchi, saliva i gradini d'ingresso.
Terry! esclam.
Mi portai un dito alle labbra. Grace dorme mormorai, facendogli segno di seguirmi in cucina.
Allora le hai trovate? domand. Anche Cynthia?
Annuii mentre frugavo nella dispensa in cerca di un antidolorifico.
Quando lo trovai, mi feci scivolare in mano un paio di pastiglie e lasciai scorrere l'acqua fresca
dal rubinetto.
Sei ferito? mi chiese Rolly. Certe persone farebbero di tutto pur di fasi prolungare il
permesso.
Mi venne da ridere, ma mi faceva troppo male. Buttai le pillole in bocca e bevvi un lungo sorso
di acqua.
E cos셻 mormor Rolly.
Gi risposi.
E cos hai trovato suo padre. Hai trovato Clayton.
Mi limitai ad annuire.
E incredibile che tu sia riuscito a trovarlo. E che fosse ancora vivo dopo tutti questi anni.
S, vero? Tralasciai di dirgli che adesso per non lo era pi.
Davvero incredibile.
Non mi chiedi di Patricia? O di Todd? Non sei curioso di sapere cosa gli  accaduto?
Gli occhi di Rolly guizzarono nervosi. Ma certo che sono curioso. Ma, voglio dire, lo
sappiamo gi che erano in quella macchina in fondo alla cava.
S,  vero. Ma tutto il resto, chi li abbia uccisi. Probabilmente lo sai gi, altrimenti me lo
avresti chiesto.
E solo che non volevo, ecco, subissarti di domande. Sei arrivato a casa da due minuti.
Non vuoi sapere come siano morti? Cosa sia effettivamente successo?
Ma certo mormor.
Fra un istante dissi, bevendo un altro sorso d'acqua.
Speravo che l'Advil facesse effetto in fretta. Rolly, eri tu a lasciare i soldi a Tess?
Che cosa?
I soldi a Tess. Per gli studi di Cynthia. Eri tu, vero?
Si lecc nervosamente le labbra. Te l'ha detto Clayton?
Tu che ne pensi?
Rolly si pass una mano fra i capelli, allontanandosi. Ti ha detto tutto, non  cos?
Rimasi in silenzio. Meglio che Rolly pensasse che sapevo pi di quanto sapessi in realt.
Che figlio di puttana esclam Rolly, scuotendo il capo.
Aveva giurato di non dirlo mai. Pensa che sia stato io a portarti da lui, vero? E per questo che
si  rimangiato il nostro accordo.
 cos che lo chiami, Rolly? Un accordo?
Avevamo un patto! Scosse nuovamente il capo, stizzito.
Mi manca tanto cos alla pensione. Voglio solo un po' di pace, andarmene da quella cazzo di
scuola, da questa maledetta citt.
Perch non me ne parli, Rolly? Vediamo se la tua versione coincide con quella di Clayton.
Ti ha raccontato di Connie Gormley, vero? Dell'incidente.
Rimasi in silenzio.
Stavamo tornando da una delle nostre gite di pesca esord Rolly. Fu un'idea di Clayton
fermarci a bere una birra. Io sarei tornato a casa direttamente, ma acconsentii. Comunque sia
Entriamo in questo bar e stiamo per berci una birra quando si avvicina una ragazza e comincia a flirtare
con me.
Connie Gormley.
Gi. Sai come vanno certe cose, si siede vicina Aveva gi scolato un paio di birre e finisce
per farsene altre due o tre. Clayton mi esorta ad andarci piano, ma non so che diavolo mi  preso. A un
certo punto io e questa Connie ce la svigniamo dal locale mentre Clayton  in bagno, e finiamo sul
sedile posteriore della sua macchina.
Tu e Millicent eravate gi sposati all'epoca mormorai.
Non voleva essere un giudizio. Era solo che non ero sicuro. Ma il cipiglio di Rolly mi fece
capire come avesse interpretato l'interruzione.
Una volta ogni tanto mi capitava uno scivolone.
Quindi quella volta lo scivolone si chiamava Connie Gormley. Come ha fatto a passare da quel
sedile nel fossato?
Dopo aver insomma, una volta finito, faccio per ritornare nel locale, e lei mi chiede
cinquanta dollari. Le rispondo che se era una prostituta doveva dirmelo subito Non so se fosse
proprio una prostituta magari le servivano solo cinquanta dollari. A ogni modo, mi rifiuto di pagarla
e lei mi dice che magari sarebbe passata da casa mia, e li avrebbe chiesti a mia moglie.
Oh.
Cominciamo a litigare vicino alla macchina. Devo averle dato una spinta, forse un po' troppo
forte, lei inciampa e batte la testa contro il paraurti e questo  quanto.
Morta?
Rolly deglut. La gente ci aveva visti insieme, capisci? Nel bar. Potevano ricordarsi di me e di
Clayton. Ho pensato che, se fosse stata investita da un'auto, la polizia avrebbe pensato a un incidente,
che Connie fosse finita in mezzo alla strada ubriaca, e non avrebbero pi badato al tizio che aveva
rimorchiato nel bar.
Mi ritrovai a scuotere il capo.
Terry, se ti fossi trovato nella mia situazione, ti saresti fatto prendere anche tu dal panico.
Comunque sia Trovo Clayton, gli racconto quel che ho fatto e scorgo qualcosa sul suo viso, come se
si sentisse in trappola quanto me. Fatto sta che neanche lui voleva avere a che fare con la polizia.
Allora non sapevo che vivesse una doppia vita, che non fosse chi diceva di essere. Cos mettiamo la
ragazza in macchina e la portiamo fino all'autostrada, poi Clayton la regge sul bordo della strada
mentre io la investo con l'auto. E poi la gettiamo nel fossato.
Mio Dio mormorai.
Da allora non passa notte in cui non ci pensi, Terry. E stata una cosa orribile. Ma bisogna
passarci, per capire. Scosse di nuovo la testa. Clayton aveva giurato di non dirlo. Figlio di puttana.
Infatti  cos ribattei. Ho cercato di farlo parlare, ma non ha ceduto. Ma vediamo se riesco a
indovinare il resto. Una notte, Clayton, Patricia e Todd scompaiono dalla faccia della terra, nessuno sa
cosa sia capitato, nemmeno tu. Poi un giorno, un anno dopo, o forse pi, ricevi una chiamata. E
Clayton. Do ut des. Lui ti ha coperto quando avevi ucciso Connie Gormley, ora vuole che tu faccia
qualcosa per lui. Fargli da corriere, in pratica. Consegnare dei soldi. Te li avrebbe spediti in una
cassetta postale o qualcosa del genere. E poi tu li dovevi fare avere a Tess, infilandoglieli in macchina,
per esempio, o nascondendoli nel giornale, come preferivi.
Rolly mi fissava.
Gi ammise.  pi o meno cos che  andata.
E io, come un idiota, proseguii quando abbiamo pranzato insieme ti sono venuto a dire quel
che Tess mi aveva rivelato. Dei soldi che aveva ricevuto. Del fatto che aveva ancora le buste e la
lettera, quella in cui le si ordinava di non tentare mai di scoprire da chi venissero i soldi e di non
raccontare niente a nessuno. Del fatto che in tutti questi anni aveva sempre conservato tutto.
Rolly non diceva pi niente.
Tentai da un'altra angolazione. Pensi che un uomo disposto a uccidere due persone per
compiacere la propria madre mentirebbe sul fatto di non aver mai ucciso nessuno prima di allora?
Che cosa? Ma di che stai parlando?
Sto solo pensando ad alta voce. Non credo che lo farebbe. Penso che un uomo disposto a
uccidere per la madre, non avrebbe esitato ad ammettere di aver gi ucciso due persone.
Non so dove vuoi arrivare osserv Rolly.
Sto parlando di Jeremy Sloan. Il figlio che Clayton ha avuto dalla sua prima moglie, Enid. Ma
immagino tu sappia benissimo chi sono. Clayton ti avr probabilmente spiegato tutto quando ha
cominciato a mandarti i soldi da consegnare a Tess. Pensavo fosse stato Jeremy a uccidere Tess. E
anche Denton Abagnall lo pensava. Ma adesso non ne sono pi cos sicuro.
Rolly deglut.
Sei andato a trovare Tess dopo che ti avevo raccontato dei soldi, non  cos? domandai.
Avevi forse paura che potesse capire? Che le buste conservate potessero rivelare qualche indizio che
riconducesse a te? E che, in tal modo, ti avrebbero collegato a Clayton e lui non sarebbe stato pi
costretto a mantenere il tuo segreto?
Non volevo ucciderla disse Rolly.
Hai fatto un ottimo lavoro, per.
Pensavo che stesse per morire comunque. Non era come rubarle chiss quanto tempo. E dopo,
quando ormai l'avevo fatto, mi sei venuto a raccontare dell'errore delle analisi. Che Tess non stava
affatto morendo.
Rolly
Aveva gi dato la lettera e le buste a quel detective.
E tu hai preso il suo biglietto da visita dalla bacheca in cucina suggerii.
L'ho chiamato e gli ho dato appuntamento in quel parcheggio coperto.
L'hai ucciso e gli hai portato via la ventiquattrore con i documenti proseguii.
Rolly inclin leggermente la testa di lato. Cosa ne pensi? Credi che dopo tutti questi anni
sarebbero riusciti a risalire a me dalle impronte sulle buste? O magari dalle tracce di saliva di quando le
avevo incollate?
Mi strinsi nelle spalle. Che ne so, sono solo un professore di lettere.
Comunque sia, me ne sono sbarazzato asser Rolly.
Abbassai lo sguardo a terra. Non sentivo solo dolore alle costole. Mi aveva sopraffatto
un'incredibile tristezza. Rolly, mormorai sei stato un caro amico per tutti questi anni. Chiss,
magari sarei stato anche disposto a tenere la bocca chiusa per quel terribile errore di venticinque anni
fa. Probabilmente non avevi intenzione di uccidere Connie Gormley, fu solo un incidente. Sarebbe stata
dura convivere con quella consapevolezza, ma per un amico come te l'avrei fatto.
Mi guard con aria circospetta.
Ma Tess Hai ucciso la zia di mia moglie. La meravigliosa, dolce Tess. E non ti sei fermato a
lei. Non posso coprirti ancora.
Si ficc una mano nella tasca del giaccone ed estrasse una pistola.
Mi chiesi per un istante se fosse quella che aveva trovato nel cortile della scuola, fra cicche di
marijuana e pipette di crack.
Per l'amor del cielo, Rolly!
Va' di sopra, Terry.
Stai scherzando!
Ho gi comprato il caravan disse Rolly. E tutto sistemato. Ho comprato la barca. Mancano
solo poche settimane. Ho diritto a godermi la pensione.
Mi fece cenno di avviarmi sulle scale e mi segu. A met strada, mi voltai di scatto, cercando di
dargli un calcio, ma fui troppo lento. Rolly balz indietro di un gradino, continuando a puntarmi contro
la pistola.
Che succede? chiam Cynthia dalla camera di Grace.
Entrai nella cameretta, seguito da Rolly. Nel vedere la pistola, Cynthia spalanc la bocca senza
che ne uscisse alcun suono.
E stato Rolly le dissi. Ha ucciso Tess.
Che cosa!?
E anche Abagnall.
Non ci credo.
Chiediglielo.
Chiudi il becco mi ordin Rolly.
Cosa pensi di fare, Rolly? gli chiesi, aggirando lentamente il letto di Grace. Ci ucciderai
tutti e due e poi anche Grace? Pensi di poter uccidere tutti quelli che vuoi e che la polizia non lo
scoprir?
Devo pur fare qualcosa obiett lui.
Millicent lo sa? Sa che vive insieme a un mostro?
Non sono un mostro. Ho commesso un errore. Avevo bevuto troppo, quella donna mi ha
provocato chiedendomi soldi in quel modo. E stato un incidente.
Cynthia lo fissava con gli occhi sgranati, tutta rossa in viso. Non riusciva a credere alle sue
orecchie. Troppi shock in un giorno solo. Lanci un urlo e fece per avventarsi contro di lui, ma Rolly
stava in guardia e la colp con la pistola sulla guancia, facendola crollare a terra accanto alla scrivania
di Grace.
Mi spiace, Cynthia mormor. Mi spiace tanto.
Pensai di avventarmi su di lui, ma Rolly fu veloce a puntarmi contro la pistola. Dio, Terry,
odio doverlo fare. Te lo giuro. Siediti. Siediti sul letto.
Fece un passo avanti e io indietreggiai, sedendomi sull'orlo del letto di Grace. Cynthia era
ancora a terra, con un rivolo di sangue che le correva sul collo dalla ferita sulla guancia.
Gettami un cuscino mi intim Rolly.
Allora era quello il piano. Attutire il rumore dello sparo con un cuscino.
Lanciai un'occhiata a Cynthia. Aveva una mano infilata sotto la scrivania di Grace. Mi guard e
annu in maniera quasi impercettibile. Scorsi qualcosa nel suo sguardo. Non era paura. Era
qualcos'altro. Come se volesse dirmi: "Fidati".
Allungai una mano e presi un cuscino dalla testata del letto di Grace. Era un cuscino speciale,
con il disegno della luna e delle stelle sulla federa.
Lo lanciai a Rolly, ma feci un tiro un po' troppo corto e lui dovette fare un piccolo passo avanti
per prenderlo.
In quell'istante Cynthia si alz, o, per meglio dire, balz in piedi. Aveva qualcosa in mano.
Qualcosa di lungo e nero.
Il telescopio da quattro soldi di Grace. Port il braccio destro oltre la spalla opposta per
imprimere pi forza al colpo e poi abbatt il telescopio sulla testa di Rolly con il famoso rovescio,
mettendoci tutta la forza che aveva e anche qualcosa di pi.
Rolly si volt e vide arrivare il colpo, ma non ebbe la possibilit di reagire. Lo prese di lato sul
cranio, con uno schiocco che ricordava pi un fuoricampo a baseball che non il soffice impatto di una
pallina da tennis contro la racchetta.
Rolly Carruthers croll al suolo come un sasso. Fu un miracolo che Cynthia non lo avesse
ucciso.
Capitolo 50
Allora ricapitol Cynthia. Hai capito quali sono i patti?
Grace annu. Aveva lo zaino pronto, con dentro il pranzo, i compiti e persino un cellulare. Un
cellulare rosa. Cynthia aveva insistito e io non avevo avuto obiezioni. Quando avevamo comunicato a
Grace quale fosse il piano, lei aveva esclamato:
Posso mandare sms? Deve avere gli sms!. Vorrei poter dire che Grace  l'unica bambina di
quarta elementare con un cellulare, ma mentirei. Cos va il mondo.
Allora, ripeti, che cosa devi fare?
Appena arrivo a scuola, ti chiamo.
Esatto rispose Cynthia. Che altro?
Devo passarti la maestra e fartela salutare.
Esatto. Mi sono gi messa d'accordo con lei. Non lo far in classe davanti a tutti, cos non ti
sentirai in imbarazzo.
Ma devo farlo ogni giorno?
Cominciamo con un giorno alla volta risposi.
Grace sorrise. Per lei andava bene. Poter andare a scuola senza scorta, anche se doveva
chiamare non appena arrivava, le sembrava assolutamente un sogno. Non so chi fra noi tre fosse pi
nervoso, ma ne avevamo parlato a lungo un paio di sere prima. E ci eravamo trovati d'accordo che
fosse ora di voltare pagina, e riprendere possesso della nostra vita.
Andare a scuola da sola era in cima alle priorit di Grace.
E la cosa ci aveva sorpresi, francamente. Dopo quel che aveva passato, pensavamo che avrebbe
accettato volentieri di essere accompagnata. Perci, il fatto che invece continuasse a reclamare la
propria indipendenza ci sembr un buon segno.
La salutammo a lungo e con molte effusioni, e restammo alla finestra a guardarla allontanarsi
fino alla fine, cio fino a che non svolt l'angolo.
Tornammo in cucina come in apnea, fissando il telefono con il fiato sospeso.
Rolly si stava ancora riprendendo dopo la terribile commozione cerebrale. Era in ospedale.
Questo aveva facilitato il compito a Rona Wedmore, quando era andata ad accusarlo dell'omicidio di
Tess Berman e Denton Abagnall. Anche il caso di Connie Gormley era stato riaperto, ma sarebbe stato
un po' pi difficile da chiudere. L'unico testimone, Clayton, era morto e non sussistevano prove
materiali, per esempio la macchina che Rolly guidava al momento del finto incidente.
Quell'auto probabilmente stava arrugginendo in qualche sperduto cimitero delle macchine.
Sua moglie Millicent aveva telefonato inveendo e sbraitando, dandoci dei bugiardi, urlando che
suo marito non aveva fatto niente, che era tutto pronto per il loro trasferimento in Florida e che avrebbe
assunto un avvocato per levarci la pelle citandoci per diffamazione.
Avevamo cambiato numero di telefono e il nuovo non era in elenco. Meglio cos. Non avevamo
fatto altro che ricevere diverse chiamate al giorno da Paula Malloy di Deadline, che voleva il seguito
della storia. Non avevamo mai risposto e quando l'avevamo vista dalla finestra sui gradini d'ingresso,
non avevamo aperto.
Avevo dovuto farmi fasciare le costole e il dottore aveva detto a Cynthia che avrebbe dovuto
farsi una plastica alla guancia. Quanto alle cicatrici psicologiche, chi poteva dirlo?
L'eredit di Clayton Sloan  ancora oggetto di inchiesta.
Potrebbe volerci un po', ma non importa. Cynthia non  neanche sicura di volerli, quei soldi. Sto
cercando di farla ragionare.
Vince Fleming  stato trasferito dall'ospedale di Lewiston a quello di Milford. Si rimetter
presto. Sono andato a trovarlo l'altro giorno e mi ha detto che come minimo si aspetta che Jane venga
promossa con il massimo dei voti. Gli ho risposto che avrei fatto del mio meglio.
Gli avevo promesso di tenere d'occhio la carriera scolastica di Jane, ma forse dovr farlo da
un'altra scuola. Pensavo di chiedere un trasferimento. Non sono molti gli insegnanti che finiscono per
far incriminare il proprio preside di due omicidi.
Potrebbe essere un po' imbarazzante in sala professori.
Il telefono squill. Cynthia afferr il ricevitore al primo squillo.
Okay okay. Tu stai bene? Nessun problema? Okay, fammi parlare con la maestra
Buongiorno signora Enders. S, s, mi sembra stia bene Grazie grazie mille S, ne abbiamo
passate tante,  vero. Penso che far un salto a prenderla dopo scuola. Magari solo per oggi.
D'accordo Grazie. Anche a lei S, va bene. Arrivederci.
Riappese. Tutto bene mormor.
Lo immaginavo risposi mentre ci asciugavamo qualche lacrimuccia. Tu stai bene? le
chiesi.
S. Ti va del caff?
Certo. Versamene una tazza, okay? Devo prendere una cosa. Mi avvicinai all'attaccapanni
dell'ingresso e frugai nella tasca della giacca che indossavo quella notte, tirando fuori una busta. Poi
tornai in cucina, dove trovai Cynthia davanti a una tazza, con un'altra che aspettava al mio posto.
Ti ho gi messo lo zucchero mi disse. Poi vide la busta.
Che cos'?
Mi sedetti, con la busta in mano.
Volevo aspettare il momento giusto per dartela e penso che sia arrivato dissi. Lascia che ti
spieghi un po' l'antefatto.
Cynthia aveva lo sguardo di quando si aspettano brutte notizie dal medico.
Va tutto bene la rassicurai. Tuo padre Clayton mi ha spiegato come sono andate le cose,
chiedendomi di riferirtelo.
Che cosa?
Quella notte, dopo aver litigato con i tuoi, te ne sei andata in camera e probabilmente sei
crollata a letto, ubriaca. A ogni modo, tua madre, Patricia, stava male per quanto era successo. Non
sopportava questo tipo di tensioni fra di voi.
No, infatti sussurr Cynthia. Cercava sempre di appianare le cose, per quanto le era
possibile.
Be', immagino fosse proprio ci che aveva intenzione di fare scrivendoti un biglietto. Lo ha
appoggiato fuori dalla tua porta, prima di accompagnare Todd a comprare il cartoncino Bristol.
Cynthia non riusciva a staccare gli occhi dalla busta.
Tuo padre, per, non si sentiva di animo cos conciliante, non ancora, perlomeno. Era ancora
piuttosto furioso per essere dovuto uscire a cercarti di sera, averti trovato in macchina con Vince e
averti dovuta trascinare a casa. Pensava fosse troppo presto per fare pace. Cos quando tua madre 
uscita,  salito al piano di sopra, ha raccolto il biglietto che lei ti aveva scritto e se l' infilato in tasca.
Cynthia sedeva immobile come una statua.
Ma dopo quello che era successo nelle ore successive, quel pezzo di carta gli  sembrato molto
pi di un semplice biglietto. Era la lettera di addio di una madre alla figlia. L'ultima cosa scritta da lei.
Feci una pausa. Cos ha deciso di conservarla, mettendola in una busta e nascondendola sotto il
ripiano della cassetta degli attrezzi con del nastro adesivo. Nella remota eventualit di potertela dare.
Non era proprio una lettera d'addio, ma quasi.
Le porsi la busta, gi strappata da un lato.
Cynthia estrasse il foglio di carta, ma non lo spieg subito.
Lo tenne in mano un istante, cercando di farsi forza. Poi lentamente e con molta cura, lo apr.
Io avevo gi letto la lettera. Nel seminterrato degli Sloan a Youngstown. Perci sapevo cosa ci
fosse scritto:
Ciao, Pulcino, probabilmente star gi dormendo profondamente quando ti sveglierai e leggerai
queste parole. Spero che non ti senta troppo male di stomaco. Hai fatto una cosa molto stupida questa
sera. Ma fa parte dell'essere adolescenti.
Vorrei poter dire che sar l'ultima stupidaggine che farai o che questa sar l'ultima litigata con
me e con tuo padre, ma so che non  cos. Farai altre stupidaggini e litigheremo ancora.
Qualche volta avrai torto tu e qualche volta invece forse avremo torto noi.
Ma c' una cosa che devi sapere. Qualunque cosa succeda, io ti vorr sempre bene. Niente di
ci che potrai fare potr impedirmi di volertene. Perch sar sempre dalla tua parte.  la verit.
E sar sempre cos. Anche quando te ne andrai per vivere la tua vita, anche quando avrai un
marito e dei bambini (ma ci pensi.), anche quando io non sar altro che polvere, ti terr sempre
d'occhio. Un giorno, magari avrai la sensazione che qualcuno ti guardi le spalle, ti girerai e non vedrai
nessuno.
Quella sar io. Che ti guardo le spalle. Guardarti mi riempie sempre d'orgoglio. Per tutta la vita,
piccola. Sar sempre con te.
Con affetto, Mamma
Aspettai che Cynthia leggesse fino in fondo la lettera e poi la presi fra le braccia, lasciando che
desse sfogo alle lacrime.
...
Fine.
...
.
...
Ringraziamenti.
.
Da ex studente delle superiori che ha lasciato a met il corso di chimica, ritengo di dover
essere grato a Barbara Reid, genetista forense del Centre of Forensic Sciences di Toronto, per la
preziosa consulenza, e mi duole non poter addebitare a lei eventuali inesattezze presenti nel libro.
Desidero ringraziare Irwyn Applebaum, Nita Taublib e Danielle Perez di Bantam Dell; Bill
Massey di Orion; e la mia meravigliosa agente, Helen Heller, per la fiducia e il sostegno
incondizionati.
E infine, la "squadra di casa": Neetha, Spencer e Paige.
...
FINE.